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Ricordi da un’infanzia di periferia

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Ho vissuto fino quasi alla maggior età in paesino alle pendici del Monte Gazzo sulle alture di Sestri Ponente. Finita la scuola i giochi erano sempre gli stessi, le corse in bici, la fionda, la cerbottana… E si svolgevano prevalentemente in strada. A pallone, invece, giocavamo in un campetto ai lati della ferrovia, sulla linea che porta ad Acqui. Per arrivarci dovevamo buttarci giù da una scarpata. Arrivati in fondo se andavi a sinistra imbucavi la galleria, se comminavi a destra, lungo i binari, arrivavi al campetto: un’area priva di alberi e sufficientemente piana da poterci giocare a sette. Qualche volta, mentre la raggiungevamo, passava il treno. Chi si buttava a terra, chi si addentrava tra i rovi, chi si aggrappava ad un albero e chi, non trovando di meglio, si aggrappava a quello che si era aggrappato all’albero. Passato il pericolo ci guardavamo in faccia l’un l’altro e camminavamo verso la meta ridendo nervosamente, senza dire una parola. Una volta, una sola, arrivato in fondo alla scarpata girai a sinistra, presi la galleria e la percorsi interamente per scoprire cosa c’era dall’altra parte. Ma questa è un’altra storia, anzi… Un altro post.
Nel tardo pomeriggio, di sera dopo cena e quando pioveva c’era il bar. Con Il biliardo, il jukebox, il flipper e, solo più tardi, con i primissimi giochi elettronici: un muro da rompere facendo rimbalzare contro i mattoni una pallina o lo space invaders.
Ti accorgevi che stava iniziando l’estate quando arrivavi al bar ed avevano cambiato la lamiera rettangolare, attaccata al muro con quattro chiodi, con la lista dei gelati.
Passavamo ore a studiare quelli nuovi rispetto all’anno passato.
Devo dire che che il gelato mi piace, forse anche più di allora, ed ho imparato a riconoscere quello buono in base ad alcune semplici regole. Se quelli della maggioranza non ne combinano qualcuna stanotte, ed collega blogger Enrico Trucco non scrive sul suo blog qualcosa che mi fa imbestialire a cui dover controbattere, ve ne parlo nel post di domani. :-)

Claudio Di Tursi

I lavori in alveo del Sardorella: le nostre considerazioni

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20120530-145222.jpgdi Tullio Sobrero*
Si legge sul blog non blog (dove è impossibile fare osservazioni) della nostra cara maggioranza, che l’entusiasmo regna sovrano perché la Provincia sta sistemando il greto del nostro caro torrente Sardorella, in prossimità dell’abitato di Manesseno. Bontà loro, ci citano perfino, perché mesi or sono avevamo polemizzato per i grossi lavori di sistemazione realizzati sul Secca sul territorio di Genova e Serra Riccò, mentre… visto? Bastava aspettare e sarebbe arrivato anche il nostro turno! E giù di lusinghe e di adulazioni verso quegli Enti così collaborativi e solerti nel soccorrerci nelle nostre necessità!
Forse al nostro caro Enrico Trucco sfugge che fa parte dei compiti istituzionali della Provincia gestire e mantenere in sicurezza l’alveo dei torrenti, del Sardorella come del Secca?
Volendo fare polemica sterile possiamo banalmente osservare che si è dovuto attendere oltre 6 mesi… Sì perché l’attuale sfacelo del Sardorella perdura dal 4 novembre 2011, quando il nostro territorio è stato colpito dall’ultima alluvione. Mi viene da dire che forse, più che ringraziare la Provincia, sia il caso di ringraziare il Cielo! Che in tutto questo tempo (periodo decisamente rischioso, dall’autunno a primavera inoltrata) non ci ha voluto omaggiare di altre piogge torrenziali. Nello stato in cui ancora si trova il torrente, proprio nel tratto più pericoloso compreso fra l’abitato di Manesseno e il nuovo insediamento industriale in sponda sinistra, ne sarebbe bastata molto meno di quella che è venuta a novembre per fare danni decisamente superiori.
A proposito, la volete sapere una cosa? Ad onor del vero non ho mai avuto il piacere di leggerlo da nessuna parte (si sa, scripta manent), ma ne ho ripetutamente sentito parlare dai cari a amministratori del comune prospiciente: la manutenzione del letto del torrente Sardorella, per l’intero tratto in corrispondenza dei nuovi capannoni, è stata appioppata come onere all’impresa costruttrice del complesso. In questi 6 mesi di stato disastroso dell’alveo nessuno li ha costretti ad adempiere ai loro obblighi contrattuali; anzi, per premiarli della loro inadempienza, adesso ci pensa la Provincia a fare il lavoro che spettava a loro, con soldi pubblici naturalmente. Vien da dire: ottimo tempismo degli interventi di manutenzione programmata! Se i nostri amministratori sciorinano ringraziamenti, chissà quanto sarà enorme la gratitudine di questi signori.
A proposito di tempismo, vi voglio raccontare un fatto. 5 anni or sono, durante i vani tentativi di far ragionare l’amministrazione del comune di Genova (ma anche quella di Sant’Olcese, sempre schierata al fianco dei cugini maggiori) sulla pericolosità del riempimento della piana dove stavano sorgendo i capannoni, erano venute quattro gocce d’acqua (una bella piena invero, ma come tante se ne succedono) che come sempre accade avevano scavato sotto l’argine destro, scoprendone per un lungo tratto il piede e mettendone a rischio la stabilità (come avvenne nel 93). Ebbene, in occasione di un incontro con l’assessore provinciale Fossati, il Comitato per la Salvaguardia di Manesseno aveva richiesto che venisse effettuata una verifica della stabilità dell’argine destro. Massima disponibilità da parte del rappresentante dell’amministrazione provinciale: la verifica si sarebbe effettuata di lì a brevissimo. L’incontro si tenne di venerdì. Il lunedì di primo mattino le ruspe del costruttore scesero in alveo e ridistribuirono perfettamente tutto il sedime in alveo, coprendo perfettamente il piede dell’argine: poche ore e il letto sembrava un biliardo! Inutile dire che la verifica di stabilità dette risultati di assoluta tranquillità.
A pensarci bene, forse di tutto quanto abbiamo anche un po’ colpa noi: se avessimo chiesto una nuova verifica di stabilità degli argini, entrambi questa volta, chissà, magari così ce li avrebbero sistemati con maggiore solerzia…
Concludendo, siamo alle solite: i nostri asserviti amministratori si prostrano innanzi ai loro compari di partito, questa volta della Provincia, tessendone le lodi perché svolgono un loro compito colpevolmente in ritardo. Forse lo fanno per darci il buon esempio: bisogna ringraziare ed essere riconoscenti per avere quello che in realtà ci spetta di diritto. Quello che da quarant’anni accade nel nostro caro vecchio comune.

*Tullio Sobrero è il Coordinatore del Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Terremoto: evacuata la scuola elementare Matteotti di Manesseno

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Alle 9 di stamane un terremoto di magnitudo 5,8 della scala Richter ha colpito l’Emilia e Modena in particolare dove è stato registrato l’epicentro. La scossa si è sentita anche a Sant’Olcese dove è stata evacuata la Scuola elementare Matteotti. I bambini sono stati portati nel campo di pallone antistante Chiesa Nuova di Manesseno. Dopo un sopralluogo dei vigili volto a verificare lo stato della struttura i piccoli sono stati riportati nelle aule.
Alla scuola elementare di Piccarello la scossa non è stata avvertita, così come alla materna di Arvigo dove, per precauzione, i bambini sono stati tenuti un po’ più di tempo in giardino.

Grazie a quanti sono stati impegnati nella gestione dell’evento.

Claudio Di Tursi

Ricetta della sera: LATTINE ALL’AMMINISTRAZIONE

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Il comitato è lieto di presentarvi questa semplice ricetta che da anni l’amministrazione di Sant’Olcese contribuisce a cucinare in via Cervi.

Ingredienti per inquinare l’equivalente di 1mq di terreno :

3 latte di pelati vuote e sporche

1 bel cartone marrone (abbondante)

3 casse da frutta colorate belle mature con plastica incorporata

1 cassetta in cartone blu

plastica quanto basta

Procedimento:

svuotare le scatole dei pelati lasciandole belle zozze, mischiarle per bene con una parte di plastica da imballo e lasciarle riposare nella scatola grande di cartone. Unire quindi le altre scatole e la rimanente plastica. Basta quindi NON DIRE ALLE CUOCHE CHE SI DEVONO PORTARE GLI INGREDIENTI NELLE CAMPANE e depositare come sempre il materiale a fianco dei bidoni verdi. La foto ritrae la ricetta di oggi 22 maggio alle 20:00

per “IL GAMBERO ROTTO”

Giorgio Bruzzone

Lacrime di coccodrillo…

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20120522-001342.jpgdi Mariagrazia Lanzavecchia*
Leggendo su Santolceseinforma le congratulazioni che il nostro Comune invia al nuovo Sindaco di Genova, Marco Doria, non ho potuto trattenere un moto di indignazione di fronte alle affermazioni vittimistiche che il nostro Sindaco avrebbe fatto dalle pagine del bimestrale “Qui e non solo dintorni”. A proposito infatti dei rapporti con la vecchia Giunta Vincenzi, lamenta che non ci sia mai stata una discussione sulle questioni urbanistiche e afferma di aver vissuto la vicenda dei capannoni in completa solitudine.

“Ma sta scherzando, signor Cassissa?” A parte il fatto che solo non è mai stato, visto che era chiaramente spalleggiato dai tecnici della Provincia che avevano dato le autorizzazioni, dall’Assessore Margini e da quanti avevano tirato sapientemente le fila per far andare in porto un’operazione che evidentemente portava vantaggi a tutti fuorchè al nostro paese, se poi si è sentito solo, non doveva stupirsi. Come poteva pretendere il consenso di chi sarebbe stato soltanto danneggiato da un’operazione inaccettabile per lo spaventoso impatto ambientale che avrebbe avuto in una piccola valle come la nostra?

Se poi, invece di farsi lusingare dai potenti di Comune di Genova, Provincia e Regione, avesse pensato al benessere dei suoi concittadini e si fosse messo davvero al loro servizio, ascoltando, comprendendo e difendendo le loro ragioni, avrebbe potuto sperimentare una solidarietà e una stima da parte della sua gente che forse non riesce neppure ad immaginare.

Quindi, la pianti di “frignare” nell’ennesimo tentativo di rivoltare la frittata, proponendosi per l’ennesima volta vittima incolpevole di uno scempio perpetrato ai danni del nostro territorio. Abbia almeno il coraggio delle sue azioni e se ha fatto una scelta, per quanto discutibile sia stata, almeno la difenda a testa alta.

Quanto poi alla fortuna di aver avuto in Gianni Vassallo “un Assessore che qui è nato e cresciuto,” come dice Lei, mi sa dire in che cosa ci ha tutelato? Io lo ricordo sempre e comunque dall’altra parte del tavolo delle trattative, schierato dalla parte del “nemico”, del tutto insensibile alle nostre ragioni, che pur doveva conoscere come vere e fondate, dal momento che per anni ha abitato a Manesseno. E invece nulla. Nessun aiuto neppure da parte sua.

Anche di lui, se proprio rimane qualcosa, è il ricordo amaro di una scoperta sgradevole nel vedere un nostro concittadino condividere le posizioni di chi abita ben lontano da qui e se ne frega se un bell’angolo di campagna viene sacrificato per una colossale speculazione edilizia.

*Maria Grazia Lanzavecchia, insegnante, è consigliere per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

E continuano a differenziar…si

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Sono appena tornato da una riunione istituzionale a Roma e cosa vedono le mie stanche pupille? Una pila di cartone perfettamente differenziata … Cromaticamente! La storia si ripete da anni, l’asilo nido comunale continua imperterrito a differenziare in modo “alternativo ” lo scarto riciclabile proveniente dalla cucina della struttura impilando nella zona dedicata alla raccolta indifferenziata alla fine di via Cervi discrete quantità di cartone e banda stagnata. Sull’umido e la plastica non posso dire nulla perché non ho indagato ma posso immaginare dove vadano a finire.
Durante la giornata ecologica di sabato scorso parlando con Manuela Pirgoli, assessore del nostro Comune che si occupa di questo argomento, si stigmatizzava il comportamento dei cittadini che continuano a gettare carta e plastica nei cassonetti verdi oppure che accumulano carta e plastica fuori delle campane. Non solo, mi diceva che è in programma l’installazione di due bidoni per carta e plastica proprio in cima a via Cervi. Ora mi domando, nel frattempo che questi bidoni vengano posizionati non si potrebbe convincere i gestori della mensa dell’asilo a portare o a far portare il materiale riciclabile nelle rispettive campane? AMIU sta facendo dei controlli a PonteX ai privati che gettano l’immondizia per verificare che non vi siano materiali riciclabili all’interno dei sacchetti, possibile che che non si possa far nulla nella nostra frazione pur sapendo chi è che commette l’infrazione? Io non pretendo che si elevino contravvenzioni, ma che almeno si convinca chi di dovere a fare uno o due viaggi verso le campane (50 metri in discesa) e dimostrare che chi pretende il rispetto delle leggi e gestisce la raccolta dei rifiuti adeguando alla bisogna le tariffe, sia il primo a rispettarle e a farle rispettare alle proprie strutture.
Giorgio Bruzzone

P.S. La foto è stata scattata questa sera, non è quella dell’altra volta!!!

Abbiamo fatto “piazza pulita”

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Ieri mattina il Consiglio Comunale dei ragazzi ha organizzato una pulizia straordinaria di alcune zone della frazione di Manesseno. La bella iniziativa è stata realizzata con la preziosa collaborazione della Guardia Antincendi di Sant’Olcese che, con la massiccia presenza di volontari dotati di decespugliatori, ha coordinato i cittadini intervenuti e fatto il lavoro più tecnico.

Le zone ripulite sono state La piazza delle poste, il parcheggio a fianco alla CONAD, e una parte di via Cervi. I giardini pubblici con accessoda via Cervi, in programma, non sono stati ripuliti per mancanza di tempo,saranno in programma la prossima volta.

Tra i partecipanti si sono potuti contare diversi ragazzi, alcuni consiglieri del Comune di Sant’Olcese, gli operai dl Comune, molti volontari della Guardia Ant’incendi ma pochi cittadini. Troppo pochi se consideriamo il numero di abitanti della frazione! In compenso abbiamo ricevuto i complimenti di tutti coloro che abbiamo incontrato durante il percorso ecologico.

I complimenti fanno indubbiamente piacere, ma la partecipazione numerosa sarebbe sicuramente un riconoscimento migliore. Speriamo che la prossima volta l’iniziativa abbia un numero maggiore di partecipanti tra i cittadini.

Giorgio Bruzzone

Il trenino di Casella ha fatto il botto!

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Una motrice della FGC

Da mesi gestisco questo blog di paese. Trattiamo molti argomenti: cose che interessano chi come noi abita a Sant’Olcese, molto spesso problematiche comuni ai paesi dell’entroterra genovese. Il numero di visite giornaliero si attesta su una media di 250 contatti al giorno. Quando ci va di lusso arriviamo a 450. Ma devi scrivere di cose pesanti: l’arresto di un politico locale o lo sbarco degli alieni a Piccarello. Anche le condivisioni su Facebook sono un indicatore dell’interesse che la gente ha per la notizia: In media quindici, arrivano a superare le cinquanta in casi eccezionali. Con il post “Straordinaria iniziativa: Salviamo il Trenino di Casella” abbiamo fatto il botto. In due giorni e mezzo abbiamo superato le duemila visite e le mille condivisioni su Facebook. Lo stesso Gruppo creato da Cristina Trucco in tre giorni ha raccolto quasi mille membri, mentre quello rivolto agli appassionati degli aspetti più tecnici del trenino, “Ferrovia Genova Casella”, ne conta quasi trecento. Sono tutti segni di un amore grande per quest’opera da parte degli abitanti della provincia di Genova e non solo. Ecco, lo sappiano i nostri politici: le cose che decideranno per la Genova Casella verranno vagliate e pubblicizzate da tutti noi, e siamo in tanti, con ogni mezzo. Nel bene e nel male.

Claudio Di Tursi

Straordinaria iniziativa: Salviamo il Trenino di Casella

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20120514-181626.jpgSu Facebook si è formato un gruppo per la difesa del Trenino di Casella che, a quanto pare, rischia di non essere più gestito da AMT a causa dell’esiguità dei guadagni. Il Trenino deve continuare a vivere perché nonostante la sua veneranda età, classe 1929, è un mezzo all’avanguardia. Il trenino, infatti, non inquina, si integra perfettamente con l’ambiente, non dipende dal petrolio: in una parola è “ecosostenibile”.
Un’opera dell’ingegno simile dovrebbe essere difesa dai governanti e sottratta alle leggi del mercato, dovrebbe essere considerata e valorizzata come un’opera d’arte. Chiuderla perché non rende abbastanza sarebbe come chiudere lo Tour Eiffel in un periodo di scarsa affluenza turistica. Certo una gestione attenta potrebbe limitare i costi, ma l’obbiettivo non deve essere il guadagno; cosa che se è vera per il trasporto pubblico in genere deve essere sacrosanta per la Ferrovia Genova Casella.
Il Comitato Indipendente per Sant’Olcese dichiara la sua totale adesione a qualsiasi iniziativa volta alla salvaguardia della Ferrovia Genova Casella e della sua storia.

Clicca qui per fare parte del gruppo ORA!

AGGIORNAMENTO:

Il gruppo è diventato ingestibile peri troppi iscritti: collegati alla pagina Facebook!

Domenica 13 Maggio la 33-esima edizione della “Vai Come Vuoi”

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La corsa partirà alle 9,30 da villa serra con un percorso che si snoda tra le frazione e la possibilità di ammirare il nostro paese dall’alto.
Al termine della gara gli atleti potranno partecipare ad un PASTA PARTY.
Scarica la locandina e consulta la sezione dedicata del GSC per maggiori informazioni.

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