Fiamme sulle alture tra Nervi e Sant’Ilario. Proclamato lo stato di grave pericolosità su tutta la Liguria 

Un incendio pericolosissimo è divampato sulle alture tra Nervi e Sant’Ilario. Al momento sono diciannove le famiglie evacuate. L’Aurelia e l’autostrada sono bloccate, sulla zona sono in azione due Canadair giunti da Roma. Su tutta la Liguria è stato proclamato lo stato di grave pericolosità che prevede il divieto di accendere qualsiasi tipo di fuoco, sia pirotecnico, sia per l’abbruciamento di materiale vegetale e anche il divieto di mettere in funzione apparecchi elettrici come motoseghe. La decisione è stata assunta a seguito delle condizioni di particolare secchezza del terreno e della vegetazione e per le condizioni climatiche che tendono a favorire l’insorgere di incendi boschivi.

A tutti i nostri concittadini raccomandiamo di prestare la dovuta attenzione a queste indicazioni.

I DOLCI DI PRETI SONO TORNATI!

*Flavio Poggi intervista Cristina Trucco 

Beh, a dire il vero non se ne sono neanche mai andati. Vero è, però, che si è andati ancora una volta vicino a vederli sparire, come già almeno un’altra in passato, visto il fallimento dell’azienda avvenuto nel 2014.

Per dirla tutta”, come ci spiega Cristina Trucco, nostra concittadina di S. Olcese Chiesa, dipendente dell’azienda e una fra le principali artefici del suo salvataggio, “il vero rischio non è neanche stato quello di vedere sparire marchio e prodotti di Preti dagli scaffali di negozi e supermercati, quanto piuttosto che qualche altra azienda dolciaria “foresta” ne potesse acquisire diritti e brevetti (fra i quali quello dell’inimitabile “Sacripante”) per poi produrre tutto altrove. Addio, quindi, ad una importante realtà produttiva sul territorio del Comune con i relativi posti di lavoro, circa 20, la gran parte dei quali di nostri concittadini”.

Fortunatamente, la Preti 1851 s.r.l., una delle due società nate dalle ceneri del fallimento del 2014, con l’appoggio di una società finanziaria, sono riuscite a riappropriarsi dell’azienda, il cui Consiglio di Amministrazione è oggi in gran parte al femminile, fra cui Angela Gargani, amministratore di Preti 1851 e, per l’appunto, la “nostra” Cristina. Questo salvataggio, oltre a garantire la continuità di produzione delle prelibatezze a marchio Preti, nato nel 1851 da una storica pasticceria di Piazza Portello, soprattutto salvaguarda i posti di lavoro e la permanenza della produzione nel nostro Comune.

Cristina ci racconta: “Il rilancio dell’azienda non può che partire dalle sue solide basi rappresentate dai suoi prodotti più apprezzati, dal famoso Sacripante, ai biscotti del Lagaccio, i canestrelli ed il pandolce. Si punterà molto sulle materie prime certificate e di alta qualità, abbandonando, ad esempio, l’olio di palma. Saranno, inoltre, lanciate linee di nuovi prodotti, per seguire le nuove tendenze dell’alimentazione ed accontentare nuove fasce di consumatori. Stiamo, ad esempio, elaborando una linea di prodotti vegani e senza zucchero e perché no? È anche allo studio una versione estiva del Sacripante” …e noi lo aspettiamo con l’acquolina in bocca!

I dolci di Preti e, in particolare, il Sacripante, assieme al Salame, al Trenino ed a Villa Serra sono le 4 Meraviglie di Sant’Olcese. Sono i quattro “brand” che rendono il nostro Comune davvero unico ed esportabile anche al di fuori dai confini nazionali. Siamo davvero felici che per Preti il 2016 rappresenti l’anno della rinascita, così come lo è stato per il Trenino. Ora non ci resta che sperare che la capacità, l’impegno e l’entusiasmo del nuovo Consiglio di Amministrazione riescano a far diventare il 2017 l’anno del rilancio definitivo.

Invitiamo, quindi, tutti coloro che ci leggono a sostenere le realtà produttive del nostro territorio consumando, regalando e pubblicizzando con amici e parenti i loro prodotti perchè, oltre ad essere ottimi, fanno parte della nostra identità territoriale.

*Flavio Poggi è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese;  Cristina Trucco fa parte del Consiglio di Amministrazione della Preti 1851.

Al via i LABORATORI TEATRALI per adulti a LiberaLaMente

Un’altra splendida opportunità di crescita portata sul nostro territorio da Liberalamente.

LiberaLaMente

 Progetto “Teatro di Crescita”

IL MONOLOGO DELLA NOSTRA VITA

di Ivano Malcotti

doors

A partire dal 6 Febbraio, tutti i lunedìdalle 20.30 alle 22.30, si svolgeranno nella nostra sede di Villa Cambiaso a Manesseno/Genova dei Laboratori Teatrali per adulti (a partire dai 18 anni).

Il Progetto “Teatro di Crescita” – IL MONOLOGO DELLA NOSTRA VITA di Ivano Malcotti è finalizzato al potenziamento della creatività e della capacità espressiva delle persone e per partecipare il requisito necessario è costituito dalla motivazione e dalla disponibilità a “mettere in gioco” competenze, abilità, sentimenti ed emozioni.

Ivano Malcotti è poeta, regista, autore teatrale e paroliere. Fa parte dello staff di Philos, Accademia Pedagogica e Accademia italiana Coaching Integrato. Ha collaborato con la ivano-malcottiFondazione Di Vittorio, Fondazione Enrico Mattei, Associazione Culturale Fonopoli di Renato Zero. E’ Direttore Artistico della Associazione culturale Gruppo Città di Genova e tra i fondatori del Centro Studi Eielson. Ha…

View original post 480 altre parole

Manesseno, travolto un motociclista: segnaletica dell’incrocio con la nuova provinciale da rivedere?

Un mezzo di servizio della Polizia Penitenziaria ha travolto un motociclista alle 12,00 di quest mattina all’incrocio tra la nuova provinciale-la strada dei capannoni- e il vecchio ponte di Manesseno. Gli agenti hanno immediatamente soccorso la persona alla guida dello scooter, ma si è reso necessario, comunque, l’intervento della Croce d’Oro di Manesseno. Sul posto anche la Polizia Municipale di Sant’Olcese.

Chi percorre la provinciale in direzione Bolzaneto, trova naturale non dare la precedenza ai veicoli che transitano da e per le strade interne di Manesseno, ma invece dovrebbe fermarsi allo STOP. Forse è il caso di ripensare, se non le regole di precedenza, almeno la segnaletica.

LA BEFANA: UN LUNGO “CAMINO” TRA STORIA, MITO E.. BONTÀ

di Giampiero Pepe* 

Viene viene la Befana
Da una terra assai lontana,
Così lontana che non c’è
La Befana, sai chi è?

(Filastrocca della befana, G. Rodari) 

E. Luzzati, La Befana


Ebbene si, lo ammetto: appartengo alla generazione della Befana, la nonnina che viaggia sulla scopa entrando in casa dal camino, lasciato spento nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio, vestita in modo trasandato (-diffidate da moderne versioni tipo “ammalianti sirene” che trovate nei supermercati-), piegata su stessa dal pesante fardello di un sacco pieno di …sogni. 

“In quel tempo” (ahimè, stiamo parlando solo di pochi decenni fa!) aspettavamo i nostri regali (sperabilmente) in quella notte speciale, quando, come secoli prima in terra di Palestina, i doni arrivavano per il Bambino e non con il Bambino…Ricordo ancora uno di quei miei regali, un’auto della polizia americana Patrol, bianca e nera, che poteva roteare solo su stessa, tra luci blu e rosse ed con una sirena assordante …non aveva telecomandi o telecamere, non era interfacciabile via wifi, ma era l’auto che sognavo di guidare, sdraiato per ore sul pavimento a muoverla con le mani catturando gangsters nella mia stanza. 

“un misto di antica saggezza e veggenza come tante nonne contadine”

Dolce vecchietta, che, nonostante l’età, cammina 
sui tetti e nella (nostra) fantasia: personaggio
 assolutamente positivo, ma spesso accomunato
 ad una strega vecchia, brutta, malandata,
sdentata, malvestita, dalla lingua lunga e
 tagliente, scontrosa, con conoscenze misteriose. 
Una figura ambivalente, con poteri straordinari,
che premia con doni i “buoni” e punisce con
carbone i “cattivi”, misto di antica saggezza e
veggenza come tante nonne contadine, a
cominciare dalle mie, Adele e Maria Domenica,
che la descrivevano con occhi di brace, capelli
stopposi ed irti, bocca sdentata, corpo
magrissimo, mani nodose, grossi piedi deformi,
 pettegola, impicciona… la paura in me era tanta 
al mattino da chiedere a mia madre di
accompagnarmi al camino dei regali! 

Il noce di Benevento


Nel mio Sannio, terra ricca di storia e tradizioni, l’immagine della Befana si fonde quasi naturalmente con quella della Strega (non solo il Liquore Strega, inconfondibile per profumi e sapore), in una leggenda-mito ambientata a Beneventum sotto un albero di noci, in una fredda ed oscura notte di Natale (manco a dirlo!), sulla sponda del fiume Sabato dove con le sue amiche ballava per venerare il demonio sotto forma di cane o di caprone… Erano donne fattucchiere, capaci di incantesimi e malefìci, brave nel preparare filtri magici e procurare aborti, di giorno persone normali ma che di notte si trasformavano in creature capaci di volare a cavallo di una scopa di saggina essiccata, dopo essersi cosparse di un unguento magico, preparato in una caldaia nella notte del venerdì sotto il noce di Benevento, mettendo a bollire un rospo, una lucertola a due code, una forbicina, un cuore di gatta nata nella notte di San Giovanni ed un pezzo di cordone ombelicale di una bimba nata nella notte di San Pietro… Quel mitico noce fu abbattuto da San Barbato, che al suo posto edificò la sua chiesa, esorcizzando così quei riti ed avviando il lento recupero di credibilità offuscato da quella tetra leggenda. 

Triora, la città delle streghe (Imperia)


Nei secoli successivi la storia riporta una vera caccia alla streghe: arresti, processi, torture e condanne a morte per donne-”streghe” costrette ad ammettere colpe del tutto inesistenti: è emblematica la storia drammatica di una donna di Cervarolo, Valsesia, che agli inizi dell’800 (!) fu accusata di essere “strega” solo perché aveva “una statura alta, faccia deforme, nera, bitorzoluta, con una guardatura fiera, contornata da un profondo increspamento degli angoli delle palpebre, del tramezzo delle sopracciglia e di tutta la fronte che rende vana cupa e minacciosa, con un tono di voce sonoro e risoluto, e tutto ciò accompagnato da un umore ipocondriaco e bisbetico”. Vi rendete conto?! Ancora, a Triora (Imperia), nel XVI sec il popolo sfogò la sua rabbia perseguitando alcune donne del villaggio indicandole come strumento del demonio per una intervenuta carestia: accusate di stregoneria ed infanticidio, arrestate, torturate, incarcerate nelle loro case e solo dopo molti anni (e vittime!) un illuminato Doge di Genova chiuse un assurdo processo … perchè il fatto non sussisteva! 

“la teoria delle erbe per il riscatto della Befana”

Oggi l’alone di malignità si è dissolto, la Befana è di nuovo simbolo di dolcezza… come mai questa riabilitazione? Molte le teorie in proposito, ma quella per me più convincente è… la teoria delle erbe!! Sì, la riscoperta in chiave moderna delle erbe e della loro conoscenza è un patrimonio dell’universo femminile, come il cibo e la cura del corpo: e questa dimensione delicata e robusta di quotidianità di gesti, attenzioni, saperi, maturata attraverso la preparazione di cibi, decotti, tisane, creme, aromi e profumi, da sola è riuscita a fermare un’assurda deformazione storica, ridando giusta sensibilità al protagonismo femminile. Una magia in una storia di magia. Simbolo di questa rivoluzione per me è la malva, erba omnimorbia, che come una madre può curare ferite ed addolcire affanni della vita, come la cara vecchia Befana… Guardate sul camino ancora una volta e troverete sicuramente tracce di un suo recente passaggio: sarà un regalo molto gradito, un nuovo viaggio anche se ….. 

…La Befana, poveretta,
si confonde per la fretta: invece del treno che avevo ordinato un po’ di carbone mi ha lasciato. 

*Giampiero Pepe, Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II di Napoli

Si alle segnalazioni, ma occhio agli allarmismi ed alle false informazioni

La bufala, quando ti

Sant'Olcese Inform@

Da qualche ora circola in rete questo messaggio:

Attenzione!! Zingari. In valle….viaggiano su una Renault scenic targata BJ210EP se li vedete avvisate i carabinieri. Hanno già commesso furti. Sono pluriricercati. Fare girare nunero targa a più gente possibile. Grazie!!!!
Il Comune ha subito verificato con i carabinieri, che sono ora personalmente in contatto con il Sindaco. Una pattuglia è, come sempre più spesso accade, sul nostro territorio e stiamo monitorando la situazione. La targa citata non risulta peraltro tra quelle segnalate all’arma. Si tratta quindi di un falso messaggio, nemmeno troppo originale, che non aiuta il lavoro delle istituzioni. Un appello: è sempre buona norma, prima di diffondere le informazioni sulla rete, verificare con le forze dell’ordine la veridicità delle stesse.

View original post

Sicurezza idrogeologica: la Regione stanzia fondi per Sant’Olcese


Di Flavio Poggi*

Ottime notizie dalla Regione!Con la delibera di programmazione dei fondi europei di sviluppo regionale (POR-FESR), passata proprio nell’ultima Giunta del 2016, che ripartisce quasi 4 milioni di euro di risorse per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico sul territorio regionale, viene finanziato anche l’intervento di sistemazione idrogeologica idraulica e agraria dei Rii Bevegni e Fontanasse, per un importo complessivo di 560.000,00 € di cui 392.000,00 di contributo europeo!

Si tratta di un importante intervento di sistemazione delle regimazioni idrauliche delle aree di Vivagna e Bevegni in aree che da decenni soffrono di rilevanti problematiche di dissesto, le cui ripercussioni determinano problemi anche più a valle, su tutta la vasta area in frana che da questa zona si estende fino al fondovalle di Pian del Mulino.

La richiesta presentata dal nostro Comune sul bando per la programmazione dei fondi POR-FESR è risultata fra le 5 selezionate su tutto il territorio regionale a fronte delle 46 domande pervenute. Un successo davvero insperato e di cui rallegrarsi, a dimostrazione che se si provano ad affrontare seriamente le problematiche che sono presenti sul nostro territorio si riescono anche ad ottenere le risorse per cercare di sistemarle.

Un successo non privo di qualche complicazione e avvertenza: il 30% di cofinanziamento richiesto, per un importo di 168.000,00 €, rappresenterà certamente una notevole sfida nella quadratura dei bilanci dei prossimi due anni. I lavori, inoltre, dovranno inderogabilmente essere conclusi e collaudati entro il Dicembre 2018, e, con le tempistiche richieste dalle procedure di gara ed appalto sia per la progettazione sia per la realizzazione dei lavori, l’obbiettivo non è per nulla scontato. Tuttavia, dopo il grande risultato conseguito con la realizzazione dei marciapiedi a Manesseno, conclusi davvero a tempo di record, siamo fiduciosi che si riesca a centrare questo altro importante risultato per il nostro territorio.

Con l’avvio dei lavori anche per la sistemazione dei rivi Gazu e Ciubeca, che scendono da S. Olcese Chiesa e Vicomorasso a Piccarello, a loro volta finanziati dalla Regione con 350.000,00 e 300.000,00 € rispettivamente, il 2017 si presenta come un anno importante per la difesa del territorio dell’alta valle dal rischio alluvionale!

*Flavio Poggi è consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese.