23 aprile: una domenica all’insegna del Rugby 🏉 

La squadra degli under 18

Tutto è pronto per una grande giornata di rugby al campo di Santolcese. Domenica 23 in fatti saranno ben tre gli appuntamenti previsti; alle 9:30 inizieranno con il Festival del Rugby i piccoli dell’under12 che si misureranno con formazione provenienti da tutta la Liguria: Pro Recco, Savona, Imperia, Spezia e molte altre squadre. Proseguiranno alle 13 gli under18 che saranno opposti ai piemontesi del San Mauro, formazione dell’hinterland torinese. Infine sarà il momento della prima squadra in serie C1 che scenderà in campo con il Rivoli alle ore 15:30. Un test difficile per la squadra dei Lupi di Santolcese che affronta i primi del girone. In palio il primato in classifica e anche la voglia di dimostrare che la presenza nel girone salvezza sta stretta ai nostri ragazzi. Insomma grande giornata all’insegna dello sport che porterà sul territorio comunale numerosi appassionati della palla ovale che avranno anche la possibilità di assaggiare i prodotti a km zero del territorio.

Manesseno: riapre lo storico Bar Centro

Se ne sentiva la mancanza, bisogna dirlo. Manesseno ha di nuovo il suo bar al centro del paese. Passeggiando per i nuovi marciapiedi davano fastidio quelle saracinesche perennemente chiuse. 

Il bar è arioso, grande, ben arredato; si vede la mano di un bravo architetto nella scelta dei colori e dell’illuminazione. Non ci sono le macchinette mangia soldi, i Gratta & Vinci e tutte le altre diavolerie rovina famiglie.  

Oggi, giorno di inaugurazione, ci siamo fermati per un caffè: buona la miscela, basta poco zucchero per renderla dolce, segno che è stata usata la giusta quantità di pregiata arabica.

Ci auguriamo che questo esercizio commerciale, insieme agli altri sul territorio del nostro comune, riesca a tenere aperto. I negozi sono presidi importanti nelle frazioni, come al centro. Evitano il degrado, favoriscono una socializzazione piĂą vera ed inclusiva rispetto a quella offerta social network. 

Prendere un buon caffè al bar, credetemi, fa bene al cuore ed alla testa. Ci aiuta a staccare dai soliti problemi e ci dĂ  la carica giusta per affrontarli. 

Claudio Di Tursi

SCUOLABUS a Sant’Olcese: non ci siamo


di Elena Viola*

Ieri si è registrato l’ennesimo disservizio a carico del trasporto scolastico che ha portato notevoli disagi ai fruitori dello stesso. Bambini stipati su uno scuolabus in barba alle più elementari norme di sicurezza, genitori preoccupati in attesa dei figli a Manesseno e frazioni limitrofe ed in mezzo l’assenza totale ed ingiustificata di informazioni. Qualcosa non quadra, è proprio il caso di dirlo, in questa travagliata faccenda!Facciamo il punto della situazione perché almeno nella seconda parte di quest’anno scolastico non sono mancati i motivi per discutere della bontà del servizio:

1. nell’estate del 2016 la ditta Ecoal s.r.l. di Ponsacco (PI) si aggiudica la gara d’appalto condivisa con il comune di Ceranesi per la gestione di entrambi i servizi di trasporto scolastico;

2. Da questo momento viene individuato un referente della ditta su territorio. Presumo che fra i vari compiti assegnati al referente ci sia anche quello di trait d’union con le famiglie cosa che in effetti si verifica;

3. Il giorno 9 gennaio 2017, alla ripresa delle lezioni, il pullmino di Manesseno non è in grado di partire per un problema alla batteria, i genitori sono debitamente informati tramite messaggio da parte dell’autista;

4. Il giorno 2 febbraio 2017, lo stesso mezzo ha problemi con l’idroguida che costringono il mezzo ad arrestarsi, anche in questo caso la comunicazione arriva puntuale;

5. Il giorno 9 febbraio 2017, il mezzo che sostituiva il suddetto scuolabus in riparazione, ha accusato un guasto all’impianto frenante. Mezzo fermo e genitori avvisati;

6. Cambia il personale alla guida del pullmino di Manesseno e presumibilmente anche il referente, la chat fin’ora in uso per le comunicazioni con i genitori smette di essere utilizzata;

7. Il giorno 5 aprile 2017, a seguito di assenza per malattia di un dipendente nel comune di Ceranesi, l’autista dello scuolabus denominato Manesseno viene richiamato a sostituire il collega. Comunicazione in merito viene inviata alla Polizia Municipale di Sant’Olcese. Nella lettera si specifica che il servizio, pur con qualche minuto di ritardo, sarà garantito regolarmente e svolto dai due autisti che coprono le linee denominate “Torrazza” e “Sant’Olcese”. Non viene presa in considerazione nessuna forma di comunicazione verso le famiglie, né da parte del mittente, né da parte del ricevente.

Tralasciamo i guasti molteplici e ripetuti a mezzi vecchi e con un chilometraggio al limite della decenza… la manutenzione è stata eseguita e quindi i mezzi sono stati nuovamente messi su strada come relazioni tecniche riportano.

Passiamo oltre, arriviamo all’ultimo punto. Ora, come si sia partiti dal punto 7 e si sia arrivati alla situazione paradossale e francamente pericolosa descritta nell’incipit è una valutazione che lascio a voi. Personalmente ho la sensazione che la questione sia stata trattata con una superficialitĂ  allarmante e denota la distanza – non solo chilometrica – fra una ditta con sede a non meno di 200km da Sant’Olcese , la realtĂ  e le esigenze di un territorio complesso e la sua Amministrazione. Mi chiedo come sia possibile pensare di far completare il giro di Torrazza e Sant’Olcese e poi dirigersi verso Manesseno accusando solo pochi minuti di ritardo sulla regolare tabella di marcia. Vi invito a percorrere le stese tratte in macchina, fermandovi ogni 3 o 4 km, procedendo ad una velocitĂ  moderata. Vi accorgerete che il tempo impiegato è maggiore di quei “minuti” indicati nella lettera inviata dalla Ditta. Inoltre mi chiedo come sia possibile decidere di assumersi la responsabilitĂ  di far salire sul proprio mezzo omologato per non piĂą di 18 passeggeri, piĂą di 20 bambini. Ci sono state indicazioni da parte della Ditta? Forse da parte del referente? PerchĂ© a fronte di un evidente problema di sicurezza l’autista (UN autista perchĂ© il collega risultava al momento desaparecido… ) non ha informato i genitori e chiesto loro di prelevare i bambini presso la struttura scolastica? Poteva forse avvisare il settore responsabile del servizio? Guardate, mi pongo queste domande non per trovare motivi di biasimo nell’operato di uno qualsiasi dei soggetti coinvolti, lo faccio perchĂ© credo sia estremamente importante individuare il momento in cui il meccanismo si è inceppato per evitare che possa ricapitare e magari avere conseguenze diverse. Tempo addietro avevo chiesto che il referente del servizio fosse individuato in una persona diversa dagli autisti. La risposta da parte dell’Assessore è stata che chi meglio di un autista ha il polso di quello che capita sulle strade? Perfettamente d’accordo. Ma cosa succede se tale autista è malato e non esiste una lista di contatti condivisa con i colleghi? Chi avvisa i miei genitori se io autista di Manesseno sono fuori comune per servizio? E poi io autista di vecchia generazione potrei non usare chat perchĂ© non credo nel progresso …e allora che si combina?

Personalmente ritengo che la soluzione , proprio per quanto accaduto, sia individuare in un dipendente comunale il ruolo di referente in grado di gestire i rapporti fra autisti e famiglie, e, quindi, fra Amministrazione e Ditta appaltatrice, una persona che conosca il territorio e sappia comunicare alla Ditta le necessitĂ  del proprio territorio in modo da ritagliare un servizio il piĂą calzante possibile per i nostri bambini.

*Elena Viola è Capogruppo in Consiglio Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Migranti a Sant’Olcese: un Pesce d’Aprile che ci ha fatto riflettere

Voleva essere una sorta di esperimento sociale il Pesce d’Aprile di quest’anno. Paventando l’arrivo imminente di ventiquattro migranti nel nostro paese ci aspettavamo reazioni scomposte. Reazioni che ci sono state ma per una piccolissima parte del cosiddetto popolo di Facebook, nonostante qualche agente provocatore ci abbia retto il gioco. A lamentarsi solo una manciata di persone a testimonianza che i santolcesini hanno ben chiaro quanto sia drammatico il problema dei continui sbarchi sulle nostre coste, un problema che i nostri partner europei devono aiutarci a risolvere in maniera piĂą fattiva.

Presto 24 migranti a Sant’Olcese


L’annosa questione dell’ospitalitĂ  da offrire ai migranti da parte dei comuni sembrava  essersi ormai definitivamente risolta. L’accordo con il Governo, faticosamente raggiunto a dicembre 2016 e ben illustrato da un articolo del Fatto Quotidiano (clicca per leggerlo), fissava in 2,5 ogni mille abitanti i migranti da accogliere a cura dei comuni che ne avessero fatto richiesta su base volontaria. I Sindaci aderenti all’iniziativa avrebbero portato a casa qualche incentivo economico e la garanzia di una salvaguardia da ulteriori invii. Ma secondo l’Unione Europea questo non era abbastanza, i nostri sindaci spesso, per mantenere l’appeal elettorale, declinavano gentilmente l’invito facendo a meno dei cospicui incentivi pur di conservare un buon rapporto con la cittadinanza. Così nell’ottica europea, tesa a diminuire al massimo i flussi verso le grandi cittĂ  del nord Europa – specialmente ora che l’Inghilterra procede a passi spediti verso la Brexit ed è stato costruito il muro di Calais – bisognava fare partire la macchina dell’accoglienza italiana piĂą presto possibile. Il deputato danese Adölph Fisk ha presentato un emendamento approvato nella Commissione Esteri AFET che prevede che i comuni delle nazioni di primo impatto – l’Italia naturalmente è fra queste – debbano predisporre obbligatoriamente un piano di accoglienza per 4 migranti ogni mille abitanti da sistemare nelle case sfitte da piĂą di sei anni rese abitabili, se è il caso, a cura del proprietario con la partecipazione del comune ove è ubicato l’alloggio in misura del 75% per i soli lavori di ripristino delle condizioni igienico-sanitarie.Al nostro comune andrebbero 24 migranti; al Sindaco  spetta individuare i criteri di scelta delle abitazioni che devono essere operativi entro il 30 giugno 2017.