È ufficiale! Il trenino riparte Sabato 21 Maggio!


Di Flavio Piggi*

Oggi, con un vertice fra Regione, AMT, Comuni e rappresentanti degli utenti e dell’Associazione Amici FGC, è stata stabilita la data di sabato 21 maggio prossimo per la tanto agognata riattivazione del servizio ferroviario fra Genova e Casella. Unico assente all’incontro, come d’altra parte ci si poteva tristemente attendere, il Comune di Genova, che conferma e sottolinea in maniera plateale la sua incomprensibile avversione nei confronti di un pezzo di storia del nostro territorio, che potrebbe anche essere una delle sue eccellenze di richiamo turistico. La data di sabato è stata unanimemente prescelta al fine di consentire di organizzare le opportune iniziative celebrative e di dar loro adeguata risonanza mediatica.

Palese e confortante l’entusiamo di tutte le istituzioni presenti e in particolare della Regione, che mostra di guardare al trenino come una grande potenzialità da capitalizzare, soprattutto per gli aspetti turistici e di volano economico per le realtà produttive locali.

Vi terremo solertemente aggiornati per i dettagli relativi all’organizzazione della giornata inaugurale.

Rimanete sintonizzati!

*Flavio Poggi è membro del Comitato Utenti della Ferrovia Genova – Casella

Incubo senza fine: di nuovo uno sversamento di idrocarburi nel Polcevera!!!

È successo di nuovo, di nuovo i Pompieri, di nuovo le esalazioni, di nuovo lo schiumogeno e l’aria irrespirabile. Succede all’altezza sell’Ipercop, ed è una sostanza molto più volatile del petrolio, sembrerebbe benzina. Non ci sono ancora dati certi sull’entità dello sversamento, sulle responsabilità e sulla sostanza è sulla sua pericolosità.  Vi terremo informati.

Aggiornamento 1, ore 22,45.

I vigili del fuoco sono operativi sul luogo dello sversamento già dalle 20:45. Attualmente sono impiegate circa  20 unità. Sul il posto anche la Croce d’Oro di Manesseno.

la zona interessata dal nuovo sversamento, vicino a ponte Barbieri


Aggiornamento 2, ore 23,55.

Il Presidente della Regione Toti, recatosi sul luogo dell’emergenza, ha parlato di danno ambientale contenuto ed ha affermato che la fonte della perdità è stata trovata.

Gli abitanti di Borzoli e Fegino siano risarciti


Il Solar Impulse II, un meraviglioso aeromobile ad energia solare, ha ripreso finalmente il suo giro del mondo effettuato senza bruciare una goccia di carburante. Oggi, dopo un fermo di qualche mese dovuto ad un guasto alle batterie, è partito dall’aeroporto di San Francisco alla volta di Phoenix, in Arizona. Ogni ora di volo di questo aereo dimostra in maniera incontrovertibile che l’uomo può liberarsi per sempre dalla schiavitù delle fonti di energia fossili. 


Nello stesso momento 125 petroliere stanno solcando i mari in attesa che si liberi qualche buco dove scaricare 200 milioni di barili di petrolio comprati in fretta e furia per lucrare sull’abbassamento del prezzo del greggio, in questa che dovrebbe essere una congiuntura favorevole dovuta al fatto che i paesi produttori non riescono a mettersi d’accordo sulle quotazioni dell’oro nero. C’è anche chi sostiene che convenga fare andare su e giù per gli oceani queste mine vaganti in attesa che il prezzo del greggio risalga; un calcolo affetto da una qualche percentuale di aleatorietà, visto che lasciare in mare una petroliera costa sessantamila euro al giorno.


E dopo aver viaggiato tra cielo e mare ci sta bene anche una puntatina all’inferno di Fegino, dove il petrolio hanno imparato a conoscerlo. Qui, dopo lo sversamento di seicentomila litri di greggio che ha impestato la terra, il cielo e le acque, mettendo a repentaglio la salute dei residenti, si vorrebbe fare intendere che tutto sta tornando come prima. La vita degli abitanti di Borzoli e di Fegino, di queste “Terre di mezzo” come loro stessi amano definirle, non è affatto com’era prima, non lo sarà mai. E già prima del disastro era una vita piegata alle servitù della discarica e della raffineria. Una vita passata a respirare miasmi d’ogni tipo. 

Bisogna trovare una soluzione radicale al problema. O si spostano definitivamente queste persone in un luogo dove possano vivere una vita degna di questo nome o si chiudono gli impianti. In ogni caso gli abitanti di Borzoli e Fegino vanno risarciti da AMIU e IMPLOM per i danni che il vivere da generazioni a contatto con la tossicità conclamata degli impianti ha provocato alla loro salute e alla loro psiche. 

Di questo si deve occupare la politica, dei trasferimenti e dei risarcimenti. Altro che minimizzare sulla pelle dei cittadini per compiacere gli imprenditori e proteggere i responsabili del disastro ambientale.

Claudio Di Tursi

Quando il fruscìo di un vinile a 33 giri diventa sussulto per il cuore…

…breve viaggio musicale (e non solo) nel cassetto delle sensazioni apparentemente dimenticate…


di Giampiero Pepe*



Qualche giorno fa ho riaperto il cassetto della scrivania dove avevo riposto vecchi dischi in vinile, compagni inseparabili e fedeli della mia gioventù…o almeno così pensavo. Non sono un fanatico del vinile, lo ammetto: certo, quel fruscìo lo trovavo anch’io intrigante e caldo, ma non disprezzo affatto la perfezione di un moderno cd. Sarà la saggezza acquisita (?!) o la naturale (e facile!) propensione al sentimentalismo dell’età, fatto sta che ho riascoltato quei dischi, poggiando di nuovo con atto quasi religioso la puntina del mio giradischi sui solchi di una malinconia …a 33 giri.

So di non essere unico a (ri)sistemar cassetti, e quindi penso che troverete in questo viaggio anche voi qualche emozionante sorpresa per aver riportato alla luce istantanee dimenticate nelle segrete stanze del cuore.

Raccontare emozioni è arte a me preclusa, lo so!, e quindi ho scelto di “riassumere” brevemente le mie sensazioni con una rassegna alfabetica di alcune delle canzoni recuperate nel magico scrigno, di cui riprendo anche minuscoli pezzi di testi indimenticabili ed inscindibili dalla musica… sarà un modo per cantarle mentre leggerete… buon viaggio.

 

La canzone dell’Amore Perduto (De Andrè): chiudere gli occhi seguendo l’eterno impulso alla vita, ai suoi profumi e dolori: ancora oggi non riesco a suggerire modo migliore per cogliere l’infinita poesia di questo gioiello

“Ricordi sbocciavan le viole… vorrei dirti ora le stesse cose

ma come fan presto, amore, ad appassire le rose…”

Cara (Dalla)dolcezza fatta canzone, l’ascolti ed hai sempre la sensazione di accarezzare davvero quei capelli e poterti ancora una volta fidare di lei…

“…Quanti capelli che hai, non si riesce a contare, sposta la bottiglia e lasciami guardare

se di tanti capelli, ci si può fidare.”

Tu Dimmi Quando Quando (Pino Daniele)… ripensando a Troisi, al suo sorriso magicamente semplice ed alle sue storie d’amore incredibilmente complicate dalla sua eterna indecisione … Daniele catturò miracolosamente per lui le note in armonia con l’anima…

“…E vivrò, sì vivrò tutto il giorno per vederti andar via

fra i ricordi e questa strana pazzia e il paradiso, che non esiste…”

L’ Era del cinghiale Bianco (F. Battiato): scoprire il Maestro da ragazzo fu per me sano privilegio, folgorato a Damasco da ricercatezza musicale e testuale, e da insolita profondità di pensiero… il suo dopo lo conosciamo tutti, il mio dopo lo sto ancora vivendo…

“Profumi indescrivibili nell’aria della sera

studenti di Damasco vestiti tutti uguali

l’ombra della mia identità mentre sedevo al cinema oppure in un bar…”

I say a little prayer for you (Aretha Franklin): inno alla gioia, e magari utile per sorprendere con il ballo una cara amica tormentata da una sconfitta amorosa ….”ma che diamine, la vita continua, forse non ci sarà un matrimonio, forse non ci sarà sesso, ma perdinci ci sarà almeno un ballo…”

“The moment I wake up before I put on my makeup

I say a little prayer for you….forever, you’ll stay in my heart”

Jammin (Bob Marley), musica in presa diretta con il cuore, ti faceva agitare (non ballare) in modo anche scoordinato per ricercare un’intima sintonia tra mente, corpo e note.. Signori, questo (e molto altro) era il reggae …ed è ancora così, credetemi

“We’re jammin’:

I wanna jam it wid you.”

La pulce d’acqua (A. Branduardi): abbiamo tutti viaggiato sulla nuvola fatta di note disegnate da questo moderno bardo, capitato quasi per caso nella nostra vita, con le sue storie di antichi amori, cavalieri, armi e madonne …Melodie avvolgenti tracciate con un pastello, venute da lontano ad ispirare cuori moderni…

“E` la pulce d’acqua che l’ombra ti rubò e tu ora sei malato

e la mosca d’autunno che hai schiacciato non ti perdonerà.”

Mi ritorni in mente (L. Battisti), canzoni (tante) come questa sono vere fotografie della vita e dell’amore scattate con una magica Polaroid un po’ vintage … parole e musica che scolpiscono emozioni di normali storie che appartengono ad un tempo senza tempo…

“Mi ritorni in mente dolce come mai, come non sei tu

Un angelo caduto in volo questo tu ora sei in tutti i sogni miei, come ti vorrei, …”

Quattro amici al bar (G. Paoli): esistono voci che con la loro profondità tratteggiano la vita, anche solo raccontando un semplice incontro al bar …ma è il tuo bar, sono i tuoi amici, i tuoi perchè ed i tuoi farò…

“Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo

…tra un bicchier di coca ed un caffè tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi farò.”

Rimmel (F. De Gregori). La mia prima canzone con la chitarra (chi non l’ha suonata?!), significativa del mio album di pagine chiare e scure come quando aspettavo anch’io uno zingaro che raccontasse il futuro. Ma poi era un trucco…sognavamo con ingenuità, ma sognavamo…

“…Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente, ma uno zingaro è un trucco.

E un futuro invadente, fossi stato un pò più giovane, l’avrei distrutto con la fantasia…” 

She (E. Costello). Versione ritmata rispetto ad Aznavour, colonna sonora di chi aspetta da sempre l’incontro inatteso con il sogno, con una lei bella, unica, immagine di tante cose, che ti legherà a lei con la semplice forza di uno sguardo, pensate…

“She may be the face I can’t forget

…May be a hundred different things within the measure of a day”

Triangolo (R. Zero): cantare questa canzone era un po’ come liberare segrete aspirazioni alla trasgressione, riprendendo smorfie e movenze di uno splendido Renato, che ti faceva sentire padrone di un mondo vagamente ambiguo e magicamente sconosciuto… credo che sia tra le preghiere più belle della nostra Zero-antologia …

“L’indirizzo ce l’ho! Rintracciarti non è un problema…

Lui chi è? Come mai lo hai portato con te?Il triangolo no…”

Una città per cantare (Ron). Tante sensazioni condensate in una canzone destinata ad occupare il cuore con la leggerezza della neve che cade in silenzio.. sembra un quadro impressionista per la delicatezza che suggerisce… Ron ci ha aiutati spesso a riporre sottili dispiaceri ricordandoci di avere davanti sempre un altro viaggio verso una città da cantare…

“…e quando ti fermi convinto che ti si puo’ ricordare

hai davanti un altro viaggio e una citta’ per cantare”

*Giampiero Pepe, Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II di Napoli

Finalmente il distributore di latte crudo al CONAD di Manesseno, ma la politica non ha alcun merito.


Sarebbe stato bello se l’amministrazione in carica, aderendo ad il una nostra richiesta formalizzata con una mozione nell’ottobre del 2015, avesse installato di sua iniziativa un distributore di latte crudo. Così non è stato, ma fortunatamente non è un grosso problema. Da oggi, infatti, la CONAD di via Don Sturzo, accordatasi privatamente con la Cooperativa dei produttori latte della Valpolcevera, distruisce un ottimo latte crudo ad un prezzo che non immaginate. Un latte di qualità superiore che non ha nulla a che vedere con quello della multinazionale francese che voleva strozzare i nostri allevatori offrendo loro 25 centesimi per un litro di “ORO” bianco. 

Comprando questo latte faremo qualcosa di buono per la nostra salute ed assolveremo ad un dovere civico.

Claudio Di Tursi

Bestia, il tuo cane non ti merita 


Suvvia Bestia, ce la potevi fare. Ti assicuro che ci sono cacche più difficili da raccogliere e tu, che di merde sicuramente te ne intendi, dovresti saperlo. Invece ti ha pesato il sedere e non ce l’hai fatta. Probabilmente non ti sei ancora adattato al decoro, ti trovavi bene quando il marciapiede non c’era,  quando noi, oltre a scansare le merde lasciate da quell’amico a quatte zampe che non ti meriti, dovevamo scansare anche le auto ed i camion che sembravano doverci travolgere da un momento all’altro. Non te la meriti questa calma, questa pulizia. Non ti meriti Sant’Olcese.

È ufficiale, il Trenino di Casella riparte il 21 maggio


Dal sito del Secolo XIX:

Genova – Torna il trenino di Casella. Atteso da quasi quattro anni, al centro di polemiche e interessato in questi anni anche da frane e smottamenti lungo la linea ferroviaria, che hanno costretto la Ferrovia Genova Casella a interventi massicci (con la costruzione di due nuovi ponti), il momento della riapertura è arrivato: sarà il prossimo 21 maggio, per un sabato di festa (anche se Amt, proprietaria della ferrovia avrebbe puntato su lunedì 16 maggio). In ogni caso, dopo tanto tempo e dopo che il timore di un addio definitivo a questa linea ferroviaria amata da turisti e pendolari.

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Interessante la disamina che di questo articolo fa l’Assessore Enrico trucco che condividiamo e sottoscriviamo:

Qualcuno vorrebbe un’apertura sotto traccia? Può essere. Non ci sorprende. Visto che qualcuno sembra volere male al trenino. Beh, l’importante è che riapra. Alla festa ci penseranno le persone che invece lo amano.

Solo qualche considerazione. L’articolo di Edoardo Meoli non ci piace. Primo perché fa confusione tra proprietario e gestore. Secondo perché fa considerazioni da teatrino della politica mascherate da considerazioni economiche.
I costi a cui si fa riferimento non sono tutti a carico di AMT, ma anche della Regione, proprietaria dell’impianto. Ci viene da pensare che AMT venga definita proprietaria non per errore ma per dare forza alle tesi dell’articolo.
E poi la cifra di 27 euro a passeggero comprende anche gli investimenti per il ripristino. Questi costi andrebbero spalmati sulla vita degli investimenti stessi. Queste sono nozioni elementari, che ogni capo famiglia sa benissimo quando amministra i conti in casa. Chi legge il giornale queste cose le capisce, ed anche chi scrive. A meno che non scriva sotto dettatura.
Ah, a proposito: il trenino non è fermo da 4 anni, ma da 2 e mezzo.

Bravo Enrico, ben detto.

Claudio Di Tursi