#ioAspettoIlTrenino, insieme ad Elisa Costa e la sua splendida famiglia

  Le foto alle stazioni del trenino, i famosi “selfie” di cui tanto ha parlato la stampa, sono tutte bellissime. Rappresentano un momento di creatività individuale o di gruppo messa con slancio ed entusiasmo al servizio di una buona causa. Parlano dell’affetto della sua gente per il trenino, della voglia di rivederlo sferraggliare tra le nostre colline.

Le foto dei più giovani, in questo contesto, hanno un significato particolare, rappresentano la negazione delle tesi che li vorrebbero scollati dai problemi reali, persi negli schermi dei loro cellulari a fare chissà che.

Elisa Costa è riuscita a portare l’intero clan famigliare, quadrupede compreso, sui binari della stazione di Crocetta ed ha scattato una foto bellissima. Guardate con che fierezza fissa l’obiettivo, guardate la felicità nei volti di parenti ed amici. 

Vinceremo questa piccola battaglia grazie a questa gente, ai loro modi gentili, alla fermezza ed alla determinazione che nascondono i loro sorrisi.


Claudio Di Tursi

 
Elisa e Marta Costa 

Tafazzi? Abita a Sant’Olcese!

  Subito dopo la pubblicazione del nostro post goliardico sulla passeggiata sul ponte del Sindaco e della First Lady, abbiamo ricevuto un commento al veleno da un nostro lettore, il signor Maurizio:  

Questo sì che è uno scoop. Il vero scandalo però è che una persona perda tempo a scrivere e pubblicare certe baggianate ,Non sarebbe meglio che invece di guardare chi sta sul ponte andasse al mare?

Maurizio

A Maurizio ed a quelli che, come lui, vorrebbero una politica più frizzante e sanguinolenta, desideriamo rispondere in questa maniera: 

Gentilissimo Signor Maurizio,
Ci dispiace di avere deluso le sue aspettative.

Il post “leggero” sulla passeggiata di Armando Sanna lo consideri alla stregua di quelle stupidaggini che si dicono quando si è contenti per un lieto evento, per qualcosa che sta andando bene.

L’idea che fra poco, camminando per Manesseno, mia moglie, i miei figli io stesso e chiunque altro non dovrà più appiattirsi contro il muro per evitare di essere investito da un mezzo pesante mi riempie di gioia.

 Il fatto che fra poco la frazione in cui abito, la più popolata del paese, sia riqualificata con settecento metri di marciapiedi ed opere che in un posto civile si sarebbero dovute realizzare intorno agli anni ’50, e che qui non sono state pensate neanche dopo il sacrificio di una giovane ragazza che è stata investita rimettendoci la vita, accende in me l’ottimismo; la speranza che non ci si fermi qui, che si vada avanti a metter mano alle troppe opere che tutto il paese attende da sempre. 

E la battuta su Armando Sanna che di sabato pomeriggio porta a spasso la ragazza sul ponte voleva essere un modo informale per fare notare come per questo giovane sindaco la sicurezza dell’abitato di Manesseno, e non solo, sia importante, una sorta di chiodo fisso;  il fatto che Lei non l’abbia colta mi lascia perplesso.

Su questo blog abbiamo scritto cose pesantissime, vi abbiamo descritto un paese che non conoscevate o che forse non volevate vedere. Non ci siamo fatti benvolere, abbiamo perso molti amici e non solo su Facebook. 

Abbiamo fatto in modo da risvegliare un desiderio ormai talmente sopito da essere percepito da alcuni come osceno: la voglia del cambiamento. Lo abbiamo fatto con dati alla mano, mettendo a vostra disposizione informazioni difficili da ottenere per un semplice cittadino.

Ora il cambiamento c’è stato, un cambiamento di cui siamo stati artefici più che protagonisti. Osserviamo questi ragazzi lavorare, come nel caso del ponte e dei marciapiedi realizzare opere e progetti che erano anche nel nostro programma. Essere all’opposizione non significa essere contro sempre e comunque, quel tipo di politica non ci appartiene. 

L’opposizione ha un ruolo di critica e di stimolo, può essere una spina nel fianco ma devono esserci dei motivi, non si può rompere i coglioni al paese a prescindere, fermare progetti di crescita vera solo perché non siamo noi a realizzarli.

Ci saranno motivi di scontro, si dovrà, prima o poi, mettere mano al piano regolatore, risolvere il problema della raccolta dei rifiuti. Ci sarà – speriamo di no- qualche speculazione edilizia che non s’ha da fare. Noi ce la metteremo tutta per cercare un compromesso attraverso il dialogo; a scavare trincee c’è sempre tempo, l’elmetto non lo abbiamo buttato via, è sempre a portata di mano.

Certo, le visite al blog quando va tutto bene, quando non “infuria la polemica”, come direbbe Mentana, diminuiscono e la cosa non ci fa piacere. Ma è un prezzo che paghiamo volentieri se non dobbiamo raccontarvi di un esposto depositato in Procura o di soldi buttati nel cesso. 

Così leggerete ancora del Trenino, di trattorie in cui -a nostro insindacabe giudizio- si mangia bene, di ambiente ed energia sostenibile, di qualche fatto del passato che merita di essere ricordato. E se non vi piace pazienza.

Claudio Di Tursi

SCOOP!!! Più che il segreto poté il vento! 

  Una folata di vento ha fatto giustizia delle “mutandone” di carta che coprivano il cartello che segnala che fra poco, per superare l’abitato di Manesseno ed andare verso l’autostrada, bisognerà percorrere la rotonda e prendere il nuovo ponte. Il cartello avrebbe dovuto essere scoperto fra qualche giorno, dopo l’inaugurazione di sabato 5 settembre.
Ma il vero scoop è un altro: poco più avanti, a passeggiare sul ponte, c’era il Sindaco con la fidanzata.
Armando Sanna questo è un fatto gravissimo! La ragazza, in un assolato sabato d’agosto, non si porta sul ponte, ma al mare o mangiare un gelato in riviera. È uno scandalo!
Claudio Di Tursi

Quella volta che la Emy mi ha guarito…

 
Ci vado, a pranzo dalla Emy, raramente. È a Piccarello, un po’ fuori mano rispetto a dove lavoro, sicché per me non è posto da andarci tutti i giorni. Eppoi dalla Emy, grazie a Dio, l’attesa è un po’ più lunga; intendiamoci, solo di qualche minuto: il tempo necessario perché una pasta NON PRECOTTA possa essere scolata al dente.

Mi ricordo quest’inverno. Avevo una mezza influenza ed un umore pessimo. Era una di quelle giornate fredde in cui l’umido ti entra nelle ossa, l’ideale per fiondarsi dalla Emy.
Mi hanno portato delle salsicce deliziose, dal gusto deciso e con un buon aroma di pepe, accompagnate da un purè fatto con le patate vere, non con i fiocchi. Non so se siano state quelle a guarirmi o le caramelle della farmacia, voi che ne dite?

Ci sono tornato a pranzo oggi, con la famiglia. Sapevo che avrebbero preparato acciughe fritte e linguine allo scoglio. I bambini le acciughe le hanno divorate ed a casa faccio fatica a fargli mangiare pesce che non sia stato rigorosamente pescato da Capitan Findus. Abbiamo pranzato in terrazza; non c’era chiasso e con mia moglie abbiamo potuto chiacchierare del nostro argomento preferito, la politica del paese. Abbiamo parlato del nuovo Sindaco che alla fine ha deciso di … ma questo è un nuovo argomento, ne parliamo un’altra volta.

Claudio Di Tursi

#ioaspettoiltrenino: il fenomeno dei “selfie” su Repubblica 

  Ancora una pagina di Repubblica a focalizzare l’attenzione sull’attesa del Trenino. Questa volta si analizza il fenomeno dei “selfie” su Facebook, l’iniziativa che ha portato alla ribalta mediatica la lentezza dei lavori di ripristino della linea.

Ecco l’articolo.

Trenino di Casella, una pioggia di selfie: il cane, la mamma e il Maggiolone sui binari di VALENTINA EVELLI ore 18.28 del 26 agosto 2015

Continua la mobilitazione social #ioaspettoiltrenino, per sollecitare la ripresa del servizio

In attesa del treno, almeno passa un Maggiolone. Continua la mobilitazione social #ioaspettoiltrenino per salvare la linea storica che collega Genova alla valle Scrivia.

Dopo il selfie collettivo lanciato da tutto il consiglio comunale di sant’Olcese dalla stazione di vico Morasso, a metterci la faccia sono i pendolari e gli abitanti della vallata con versioni ironiche e fantasiose dello scatto social.

E allora ecco comparire sulle rotaie una macchina d’epoca grigia . ” “#ioaspettoiltrenino …. ma intanto spostiamo il maggiolone”. Altri hanno puntato sull’ironia presentandosi alla stazione di Niusci con cappelli folkloristici “A forza di aspettare il trenino ci sono cresciute le corna, ma quando arriva?”.
Ma anche tutti gli abitanti di Busalletta si sono messi in posa: in questa frazione il trenino è rimasto l’unico mezzo di trasporto pubblico per raggiungere la zona.

Alla stazione di Pino c’è solo una sedia bianca, vuota, e un cane in cerca d’ombra “Si continua l’attesa….”. E poi un consigliere di Casella, inginocchiato sui binari, “Chiedo che il trenino sia rimesso in funzione al più presto e a chi di dovere di vigilare e attivare tutte le procedure per il ripristino della ferrovia Genova-Casella ormai da troppo tempo ferma con grave disagio per gli utenti, i turisti e gli operatori economici presenti sul territorio”.
E mentre…(continua a leggere su Repubblica, clicca qui).

A San Bernardo il Natale cade d’agosto 

 Ti prende la meraviglia quando, dopo aver percorso il solito budello alla genovese, ti si apre davanti il sagrato della splendida chiesetta di San Bernardo addobbata ed illuminata a festa. <<Sembra un presepe>> ha esclamato mia moglie togliendomi le parole di bocca. Tanti tavoli, tanta gente a respirare una fresca aria di allegria e condivisione

Stasera hanno servito i salumi locali e la farinata cotta nel forno a legna più buona che io abbia mai mangiato; ma quella che mi ha stupito di più – e mi ha fatto sorridere- è stata una sorta di gelateria da campo: non un semplice carretto del gelato, ma una vera e propria gelateria mobile. 

Suoneranno i Bermuda Acustic Trio e dalle prime  note che sento mentre “sparo” questo post (una rivisitazione originale e riuscitissima di Eye in The Sky degli Alan Parson Project), credo che sarà musica di qualità.  

Andrea Bottesini, Deus e Machina della situazione, l’ha chiamata Samber Fest e anche da questo si vede che quando distribuivano la fantasia lui deve aver fatto il giro due volte.

Ed io, che di fantasia ne ho molta meno, adesso non trovo le parole per spiegarvi quest’atmosfera delicata, questo calore nuovo e diverso che fa sentire a casa anche un “foresto” qual io sono e mi sento nella testa e nell’anima.

Claudio Di Tursi