Il nuovo menù delle scuole di Sant’Olcese

Il 7 febbraio si è riunita la commissione mensa. Grazie al lavoro svolto dalle rappresentanti di classe della Matteotti di Manesseno, che hanno raccolto lamentele e proposte provenienti dai genitori e le hanno organizzate  in maniera chiara, si è riusciti a dare indicazioni precise sulle modifiche da apportare ai menù delle scuole sul nostro territorio.

Ecco i menù delle varie scuole in vigore dal 27 febbraio.

Fateli conoscere a quanti più genitori possibile in modo da poter verificare, con i vostri commenti, se il risultato ottenuto è soddisfacente.

Scuola media

Scuola materna

Scuola elementare Piccarello

Scuola elementare Manesseno

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Bilancio di metà madato dell’amministrazione in carica: le nostre riflessioni.

Nel numero speciale  di “santolcesexpress” da poco distribuito alla cittadinanza e scaricabile da internet viene presentato il bilancio di metà mandato dell’amministrazione in carica che,  guidata da Angelo Cassissa, ha vinto le amministrative di giugno 2009.  Non potevamo esimerci dal dire la nostra e lo facciamo solo ora perché speravamo di discuterne in un incontro pubblico rivolto alla cittadinanza tutta mentre, come sapete, il Sindaco ha presentato il documento a margine di  una cena di autofinanziamento a base di stoccafisso dedicata a simpatizzanti ed iscritti al PD.

Allo scopo di facilitare la lettura delle nostre considerazioni abbiamo organizzato la discussione per punti.

1) Un bilancio consiste nell’elencare le cose che si sono fatte, quelle che non si sono potute fare e nello spiegare il perché. I”faremo” fanno parte della propaganda: nel documento di cui parliamo sono ben tredici i punti in cui si rimanda al 2012 e oltre.

2) Sul ponte di Manesseno si attribuisce Il mancato inizio dei lavori al ritardo nell’erogazione dei fondi FAS, non si dice chiaramente se e quando questi fondo verranno sbloccati. Intanto il traffico di mezzi pesanti sta diventando insostenibile e con l’avvio di una nuova attività nell’area ex Belotti aumenterà ulteriormente. Si sarebbe dovuta pretendere la costruzione del ponte prima della realizzazione dei capannoni, in questo modo anche lo scomputo dell’importo corrispondente alla realizzazione strada in sponda sinistra dagli oneri di urbanizzazione a carico del costruttore avrebbe assunto un significato diverso.  Un’Amministrazione che volesse il bene dei cittadini dovrebbe mettere questo problema in cima alla sua agenda politica ed il Sindaco e l’Assessore competente dovrebbero pretendere il mantenimento delle promesse fatte alla popolazione dagli enti sovraordinati, Regione e Provincia, senza paura di urtare la suscettibilità dei compagni di partito. In un bilancio intellettualmente onesto il capitolo “Ponte di Manesseno” dovrebbe essere ascritto tra le sconfitte.

3) I marciapiedi a Manesseno sono da sempre un miraggio. I nostri figli per andare a scuola e tornare rischiano ogni giorno di essere investiti.  Ad un certo punto sembravano cosa fatta, poi i fondi sono mancati probabilmente assorbiti dai lavori per la Casa Comunale. Su questo fronte le promesse suonano ormai come offese e qualora venissero mantenute i marciapiedi sarebbero costruiti dal lato sbagliato della strada.

4) Il capitolo scuole, lascia perplessi: in quarant’anni non è si è stati capaci di costruire un edificio scolastico idoneo a sostituire la Matteotti che versa in uno stato pietoso. È storia recente la parziale chiusura resasi necessaria per l’impossibilità di raggiungere almeno i 18 gradi in tutte le aule. La commissione congiunta promessa al nostro gruppo per discutere dei problemi della scuola non è mai stata istituita.

5) L’area del Rio Lasco viene data come di prossima assegnazione al Comune di Sant’Olcese: dipendendo questo passaggio dal comune di Genova ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di vendita della pelle dell’orso senza previa cattura del plantigrade. Non è dato alla cittadinanza sapere cosa il Comune di Sant’Olcese vorrà fare dell’area e siccome riconosciamo ai nostri amministratori  una speciale attitudine alle sorprese viviamo la cosa con una certa apprensione.

6) Sul fronte dell’illuminazione pubblica è stato fatto pochissimo, nessuno tra i comuni limitrofi sta peggio di noi. L’illuminazione pubblica nel 2012 dovrebbe essere un fatto acquisto non un argomento da campagna elettorale.

7) Il capitolo ambiente e territorio è fra i più desolanti: nessun accenno ad un ravvedimento sul fronte della cementificazione del territorio, non si fa menzione ad iniziative prese sul fronte del risparmio energetico. Intanto sono sempre di più i comuni che si dotano di piani regolatori a crescita zero.

8) La piscina scoperta  non è stata realizzata, ne si prevedono colpi di scena da qui alla scadenza del mandato per l’amministrazione in carica.  Il genere “piscina” è molto redditizio in termini elettorali: vedremo se la promessa verrà reiterata alle prossime amministrative.

9) Pare che i servizi alle persone anziane  mantengano l’attuale livello nonostante  i continui tagli ed i vincoli dettati dal Patto di Stabilità. Se il livello è quello emerso da un articolo del Secolo XIX pubblicato il 7 dicembre 2011 non c’è di che rallegrarsi.

Claudio Di Tursi

C’è modo e modo di guardare la televisione

20120221-232743.jpgdi Maria Grazia Lanzavecchia*
Non amo i film di guerra e quindi, quando ne trasmettono qualcuno, giro prontamente canale per non dover assistere a scene violente che mi fanno star male. Ieri sera, però, ho fatto un’eccezione e, su richiesta dei miei figli, abbiamo guardato tutti insieme “Salvate il soldato Ryan”.

Inutile dire quanto abbia dovuto sforzarmi per non defilarmi già dopo i primi cinque minuti, ma lo sforzo è stato premiato, alla fine, quando insieme abbiamo fatto alcune riflessioni.

Chiacchierando con loro, che credo rispecchino in pieno la media dei ragazzi di oggi, mi sono resa conto che hanno visto il film come una qualunque altra pellicola, sganciata completamente dalla realtà storica da cui è nata. Certo, si sono più volte interrogati sul perché della guerra, si sono chiesti allibiti come dei generali abbiano potuto mandare al massacro migliaia e migliaia di giovani ben sapendo che il costo in vite umane dell’operazione Overlord sarebbe stato altissimo, ma non sono arrivati a provare un moto di gratitudine nei confronti di quei ragazzi che hanno perso la vita per noi, per garantirci una vita libera dai totalitarismi e da ogni violazione dei diritti umani.

E in un baleno ho preso atto di almeno tre cose su cui non si ha spesso occasione di riflettere:

1) Si vive la pace come un dato di fatto, ovvio, scontato, dovuto. Un nostro diritto.

2) Si vive la democrazia come un dato di fatto, ovvio, scontato, dovuto. Un altro nostro diritto.

3) Si vive nell’oblio del nostro passato come un dato di fatto, ovvio, scontato, dovuto. L’ennesimo diritto acquisito. Ignari che nell’oblio del nostro passato, c’è anche l’oblio di quel passato eroico, scritto con il sangue dei martiri che hanno lottato per garantirci tutti quei “diritti” che troppo spesso indegnamente rivendichiamo senza far nulla per trasmetterli integri alle generazioni future.

E allora mi sono interrogata, prima come madre e poi come insegnante.

“Noi genitori – ma anche noi insegnanti – facciamo riflettere a sufficienza i nostri ragazzi sul fatto che vivere in pace e in democrazia non è mai stato per tutti un fatto così scontato? Che molte persone, anche in Italia, anche in periodi non molto lontani da noi, hanno pagato a caro prezzo la sete di giustizia, pace e libertà che sentivano per sé e per gli altri?

Li aiutiamo a comprendere che in un sistema di diritti e doveri, se siamo nel giusto quando rivendichiamo i nostri diritti, non possiamo poi però venir meno ai nostri doveri?

Li sappiamo educare ad essere cittadini responsabili, sì da essere in grado di elaborare un progetto di vita che abbia al centro un’unica, essenziale parola: “IMPEGNO”?

Forse quello che stiamo seminando è giusto, c’è solo bisogno di dare tempo al tempo, di attendere il tempo della maturazione del seme. Ma forse possiamo anche fare qualcosa di meglio e di più: presentare le grandi battaglie degli eroi del nostro tempo, riflettere sulle loro parole, trasmettere quell’amore per la vita e per i valori che la rendono piena…

E renderli consapevoli del fatto che tutto questo passa solo attraverso un’unica essenziale parola: IMPEGNO.
*Maria Grazia Lanzavecchia, insegnante e madre, è Consigliere per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Il 17 febbraio abbiamo perso una bella occasione.

Il 17 febbraio la trasmissione di Radio 2 “Caterpillar” ha proposto un iniziativa a cui, di anno in anno, aderiscono sempre più comuni italiani : “m’illumino di meno”. Si tratta in una giornata in cui l’accento viene posto sulle tematiche connesse al risparmio energetico ed all’ecosostenibilità. Le amministrazioni pubbliche che partecipano spengono per qualche ora l’illuminazione di monumenti, palazzi piazze per focalizzare l’attenzione sulle problematiche ambientali. Quest’anno gli aderenti all’iniziativa sono stati invitati a concentrare in un’intera giornata tutte le azioni virtuose di razionalizzazione dei consumi, sperimentando in prima persona le buone pratiche di:

– riduzione degli sprechi;

– produzione di energia pulita;

– mobilità sostenibile (bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi)

– riduzione dei rifiuti (raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo).

Il Comitato Indipendente avrebbe potuto segnalare l’iniziativa alla maggioranza attraverso una mozione in Consiglio Comunale, ma questo non è stato fatto ed accampare le solite scuse, tempi ridotti,cose più importanti, l’alluvione ecc.. significherebbe non tributare all’iniziativa la considerazione che merita. Insomma, abbiamo sbagliato, come maggioranza e come opposizione.

Ce la facciamo a rimediare partecipando l’anno prossimo?

Claudio Di Tursi

Un anniversario che non ha niente a che fare con Sant’Olcese…O forse no!

di Maria Grazia LAnzavecchia* Il 16 Febbraio 2005 in Italia entra in vigore il Protocollo di Kioto, un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyoto l’11 dicembre 1997 da più di 160 Paesi in occasione di una conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Entra in vigore solo il 16 febbraio 2005 in attesa della ratifica anche da parte della Russia e chiede all‘Italia di ridurre le proprie emissioni di gas serra del 6,5% rispetto ai livelli del 1990, entro il 2012. L’indagine condotta da Amici della Terra sul posizionamento dell’Italia, evidenzia che il nostro paese è in grave ritardo nel rispetto degli obiettivi della politica climatica europea; nello specifico, rispetto a Kioto l’Italia è al terz’ultimo posto nell’Unione Europea dei 27, con una distanza del 13,6% rispetto all’obiettivo. mentre l’Unione Europea nel suo complesso realizza ampiamente il suo obiettivo di riduzione, dell’8% rispetto al 1990, superandolo di 5 punti percentuali. Come al solito, abbiamo perso un’altra occasione per far qualcosa di buono per noi, per il genere umano, per il nostro pianeta. E siccome dalle istituzioni non spero nulla, ma conto invece molto sulla riflessione personale e sul desiderio dei singoli di cambiare stile di vita in relazione alle priorità che si pongono, vi lascio il messaggio di questa bellissima poesia che tocca le corde dei cuori e può aiutarci a fare ogni giorno le scelte migliori per noi e per i nostri simili, semplicemente ricordandoci che il metro di tutto deve essere sempre e soltanto l’uomo.

 Non vivere su questa terra come un inquilino, o come un villeggiante stagionale.
 Ricorda: in questo mondo devi vivere saldo, vivere come nella casa paterna.
Credi al grano, alla terra, al mare ma prima di tutto all’uomo.
Ama la nuvola, il libro la macchina, ma prima di tutto l’uomo.
Senti infondo al tuo cuore il dolore del ramo che secca, della stella che si spegne, della bestia ferita, ma prima di tutto il dolore dell’uomo.
Godi di tutti i beni terrestri, del sole, della pioggia e della neve, dell’inverno e dell’estate, del buio e della luce,
ma prima di tutto godi dell’uomo.

*Maria Grazia Lanzavecchia, grazie a Dio, è Consigliere per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

La gestione della sicurezza alle scuole medie.

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di Maria Grazia Lanzavecchia*

Lunedì 6 Febbraio, alle ore 16.45, presso la media Ungaretti di Serra Riccò, ho partecipato ad un corso per la sicurezza nelle scuole.

Ci hanno presentato gli argomenti due Vigili del Fuoco: uno era Carrossino, Assessore ai Lavori Pubblici nel nostro Comune, l’altro era un suo collega già in pensione, un certo D’Amato, resosi disponibile per fare incontri sulla sicurezza nelle strutture pubbliche.

Dopo che il Signor Carrossino ha introdotto l’argomento, è iniziata la relazione del Sig. D’Amato che, aiutandosi con alcune slide, ci ha passato in rassegna vari esempi di segnaletica inefficace, mal posizionata, non sufficientemente visibile o che dava indicazioni su vie di fuga impraticabili.

Tutto questo, ovviamente, allo scopo di sensibilizzare la nostra attenzione sulle indicazioni presenti nei plessi. Ci invitava poi a controllare che le vie di fuga fossero effettivamente agibili, che non ci fossero ostruzioni sul percorso, non ci fossero porte chiuse od ostacoli che potessero impedire l’evacuazione delle scolaresche.

Ci ha poi spiegato quanto sia difficile gestire la sicurezza nei luoghi in cui c’è abitualmente una grande presenza di folla come accade nei centri commerciali, nei teatri, nelle multisale e ci ha precisato che, per deformazione professionale, quando si trova in luoghi del genere è sempre molto attento alle indicazioni che vede in giro e che, se scopre delle criticità difficilmente eliminabili, oltre ad evitare di frequentare quei posti, invita anche chi conosce a fare lo stesso.

Ci ha poi detto quali sono i nostri compiti, cosa possiamo fare per migliorare la sicurezza, ci ha dato alcune informazioni sulle dimensioni che per esempio devono avere i corridoi per essere sicuri e ha concluso soddisfatto chiedendoci più volte se era riuscito a metterci un po’ di paura, se era riuscito a preoccuparci almeno un po’, perché, secondo lui, quello è lo stato d’animo giusto per essere preparati e giustamente reattivi in caso di emergenza.

Al che, dato che trovo corretto a domanda rispondere, ho fatto presente che siamo già preoccupati

a sufficienza, che non ci serve essere messi ulteriormente in allarme ed ho ribadito che la nostra vera necessità è semmai avere indicazioni su cosa possiamo e dobbiamo fare quando siamo consapevoli di insegnare in una scuola che ha parecchie criticità dal punto di vista sicurezza, dato che proprio lui, qualche decina di minuti prima, ci aveva suggerito di tenerci alla larga da strutture che non possiedono i requisiti minimi per essere evacuati in sicurezza.

Facendo mie le preoccupazioni delle colleghe della Scuola Media Negri espresse durante una riunione sulla sicurezza tenuta ad inizio anno, ho manifestato l’impossibilità di trovare una sistemazione adeguata agli zaini dei ragazzi perché, comunque siano collocati, creano sempre intralcio e pericolo in caso di fuga, dati gli spazi molto ridotti sia di aule che di corridoi ed ho ribadito che le dimensioni dei corridoi non sono a norma.

E quale risposta mi è stata data? Che la maggior parte delle scuole ha qualche problema con cui convive, che i Sindaci e le Amministrazioni comunali non sono certo in grado di sopperire alle esigenze di tutti gli edifici scolastici, ma che noi veniamo formati appositamente per essere consapevoli delle criticità al fine di essere in grado di individuare da soli le misure di auto protezione adatte a mettere in salvo, in caso di necessità, noi ed i nostri alunni.

Detto più crudamente, e senza troppi giri di parole, nel mio cervello di malpensante si è fissato un messaggio che mi batte in testa e che più o meno, a seconda dell’umore del momento, suona così: “Bello mio, sappi che tu insegni in un edificio non a norma, noi ti formiamo per non fartelo mai dimenticare, dopodiché arrangiati. Noi, in quanto istituzioni, abbiamo elaborato una buona strategia per pararci le spalle. Tu vedi di fare del tuo meglio perché, comunque, ogni responsabilità sarà la tua: NOI TI ABBIAMO FORMATO!

Una volta si faceva la caccia al colpevole solo dopo eventi nefasti o comunque per accertare le responsabilità di gravi disagi subiti dalla popolazione (si pensi alla Vincenzi del dopo alluvione o ad Alemanno dopo la nevicata di Roma.)

Ora, l’unico ambito in cui si sono fatti significativi passi avanti, mi pare sia quello dell’attribuzione delle responsabilità a chi subisce una situazione senza avere la possibilità di risolverla, in questo caso noi insegnanti, mentre le Istituzioni continuano a sonnecchiare in tutta tranquillità, autoassolvendosi. Che tristezza!
*Maria Grazia Lanzavecchia è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

C’è da spostare un camion: è un diesel?!

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di Maria Grazia Lanzavecchia*

Stamattina, 9 Febbraio, questo piccolissimo mezzo è stato parcheggiato fuori mano nel bel mezzo della strada dalle 7.00 alle 7.30 in attesa che qualche buon’anima della Lidl arrivasse ad aprirgli i cancelli.

Non mi pare un intralcio da poco alla viabilità… Come si vede dalla foto, chi andava verso il centro era costretto percorrere un bel pezzo fuori mano, mentre chi procedeva in direzione Comago si trovava degli intrepidi sulla sua traiettoria.

Dato che come fotografa valgo poco, non sono riuscita a documentarvi i momenti di massimo caos, ma vi garantisco che qualche momento di tensione c’è stato, anche perché l’autista, sollecitato a spostarsi almeno sulla giusta corsia, ha ignorato ogni invito e non si è mosso di un millimetro.

Forse, se al momento giusto gli Amministratori Comunali fossero stati in grado di valutare l’impatto sul traffico e sulla viabilità che un supermercato di queste dimensioni avrebbe avuto, ora non saremmo sull’orlo della crisi di nervi tutte le volte che cerchiamo parcheggio in ora di punta e non avremmo dei travasi di bile già al mattino di buon’ora appena mettiamo il naso fuori casa!

P.S. ho dimenticato di precisare che questa non è affatto una cosa straordinaria; semmai l’unica cosa anomala è stata la durata del parcheggio selvaggio; fino ad oggi, infatti, si erano fermati per “soli” 15 – 20 minuti.

*Maria Grazia Lanzavecchia è Consigliere per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese