Si fa presto a dire “gelato”…

20120601-154944.jpgNon conosco persone a cui non piaccia il gelato. Se è di quello buono è anche un ottima alternativa per la merenda dei nostri bambini.
Bisogna che però sia fatto con una base di latte e non d’acqua come quello alla frutta: quest’ultimo è ottimo ma da solo non è sufficiente per una merenda equilibrata. Insomma va meglio per le mamme che sono perennemente a dieta.
Già ma come riconoscere quello buono?
Prima di tutto bisogna sfatare un mito: non è detto che che quello artigianale sia migliore di quello industriale. Sono sempre di più, infatti, i gelatai che usano polveri industriali alle quali aggiungono solo acqua o latte. Per loro questo sistema di produzione è troppo conveniente: basso costo della materia prima, sicurezza derivante dal non usare prodotti facilmente deperibili, come quelli freschi, che però sono infinitamente superiori dal punto di vista nutrizionale, e resa elevata che si traduce in elevato guadagno. Come smascherarli?

1) il libro degli ingredienti deve essere esposto: consultatelo. Se non è esposto richiedetelo espressamente.
Il primo ingrediente è quello presente in percentuale maggiore e così via a scalare. Gli ingredienti nobili sono latte, uova, zucchero ( meno ce n’è meglio è). Poi ci vuole l’ingrediente che produce il sapore che avete scelto. Attenzione perché alcuni gusti si producono con aromi artificiali: se scegliete vaniglia un conto è la vaniglia naturale, che lascia nel gelato tanti puntini scuri e piccolissimi ( es. Magnum Algida), altra cosa è l’aroma di vaniglia. Un addensante è utile anche se non indispensabile; solitamente si usa la farina di semi di carrube ché è un prodotto naturale. Tutto il resto è “rumenta”.
So già cosa state pensando: ” Noi non siamo rompiballe come Di Tursi, chi ce l’ha il fegato di chiedere il libro degli ingredienti? ”
Vergogna! Bisogna imparare ad essere consumatori consapevoli dei propri diritti e farli valere. Comunque vi voglio aiutare; passate ai punti successivi.

Una coppetta di gelato de “La Cremeria Motta”. Tra gli ingredienti spicca il latte fresco italiano. Clicca per ingrandire

2) i cartellini che indicano i gusti.
Se sono troppo belli con un disegno raffigurante il prodotto ben stampato e chiaramente usciti da una tipografia diffidate: ai gelatai li regala chi li rifornisce della “rumenta chimica” che non volete sicuramente dare ai vostri pargoli.

3) caratteristiche fisiche
Il gelato buono si scioglie in fretta. Se il cono lo mangia la piccola o il piccolo di tre anni SI DEVE sporcare. Quando il gelato non si scioglie è perché ci sono troppi addensanti chimici a tenerlo insieme. Se lo mangiate in coppa sul fondo si deve formare qualcosa di simile al latte, non ad una schiuma od una pappetta.
Quando lo prendete con il cucchiaino il gelato deve separarsi perfettamente e non avere la tendenza a seguite il cucchiaino come se fosse chewing gum.

4) caratteristiche organolettiche
Non deve essere troppo dolce e non deve lasciarvi la bocca impastata.
Non deve avere un retrogusto di roba chimica.
Per capirci qualcosa scegliete uno o al massimo due gusti.

5) i gelati industriali
Il migliore è quello rappresentato nella foto di apertura: l’Häagen-Dazs. Li batte tutti, anche la maggior parte degli artigianali. Da una mia indagine gli artigiani seri, a Genova, si contano sulle dita di una mano. E dita ne avanzano!
Buoni anche anche l’Algida ed il Motta, che in alcuni gusti usa il latte fresco.

L’Häagen-Dazs in questi giorni è in vendita in uno dei supermercati di Manesseno.

Claudio Di Tursi

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4 Pensieri su &Idquo;Si fa presto a dire “gelato”…

  1. Davvero un ottimo articolo che chiarisce molti aspetti del gelato sconosciuti ai più. La consapevolezza è un’arma potente di cui non possiamo più fare a meno.
    Un saluto

  2. Quest’articolo è molto esaustivo! Io che sono una nutrizionista posso dirvi che il miglior gelato in assoluto è quello fai da te! Basterà panna, zucchero e latte per fare in ottimo gelato fatto in casa!

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