Pink Floyd: quarant’anni di ‘The dark side of the moon’

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di Andrea Vinetti*
Questa volta vorrei parlarvi di un disco a me particolarmente caro, quel ‘The dark side of the moon’ (1973) dei Pink Floyd su cui pressoché tutto è stato scritto: sarà un’impresa ardua dire qualcosa di più e meglio, forse non lo sarà fare una sintesi di quanto detto sin’ora. Ma una sintesi è per natura qualcosa di freddo, ricade nei meandri un poco astrusi dell’archivistica critica, e quindi ho deciso di parlarvi liberamente del disco in sé stesso, senza bombardarvi di nozioni o di date come qualcuno ha già fatto. L’album, colosso commerciale capace di restare in classifica-vendite per ben 16 anni (fino al 1989), venne provato a lungo dal vivo prima di essere inciso: questo è senz’altro una sua grande peculiarità: perdendo un poco in riconoscibilità stilistica (suonavano dal vivo del materiale praticamente sconosciuto ai fan) i Pink Floyd eseguirono tutto l’album ‘live’ già ben due anni prima di entrare in studio di incisione: certo v’erano alcune differenze sostanziali: ‘The great gig in the sky’ era un brano jazz per contrabbasso e pianoforte, e mancava tutta quella serie di scoperte tecnologiche avanzate in fase di registrazione che i quattro avrebbero portato non senza l’ausilio di produttori e tecnici del suono illustri (leggi Alan Parsons). In pratica, the dark side in embrione non era ancora un concept-album sulla follia come lato oscuro e insondato: mancavano i legami testuali, e, come già detto, mancavano una serie di intuizioni tecniche che avrebbero fatto la fortuna dell’album, come le frasi messe lì a mò di aforisma sulla vita e sulla morte ( e fatte pronunciare a tecnici che si occupavano per lo più di montare l’enorme palco dello show) oppure le scorribande elettroniche di brani quali On the run. Ho dimenticato di premettere che i Floyd sono per me quasi degli eroi: ma nessun eroe, in sede di business, è mai puro completamente, e perciò mi piace citare un collega, Stefano Isidoro Bianchi, il quale afferma che con questo disco i Floyd cominciavano a ‘pompare’ un poco la loro musica in vista di approdare su mercati altri (quelllo americano su tutti) che poco li avevano considerati sino ad allora, se non come puro (ops!) fenomeno di culto. E’ un’asserzione interessante, quella di Bianchi, in quanto ci fa riflettere una volta di più su un fatto secondo me assai curioso: anche la psichedelia, un genere apparentemente alieno da fatti commerciali, cominciava nel 1973 a guardarsi attorno, e, riscontrato un buon successo di vendite quantomeno in Europa, provava a conquistarsi altri spazi. Mi soffermo a lungo su questo concetto perché The dark side of the moon è un album-colosso, in tutti i sensi in cui lo vogliate intendere (spreco di energie creative, tecnologia avanzata, soldi spesi per realizzarlo). Il critico Bianchi poi estende questo concetto anche ad altri gruppi, e per dirla tutta sembra che anche i Genesis (altri alfieri della ‘purezza critica’) in quel periodo stessero iperelaborando i loro suoni proprio per piacere agli USA. Dunque, non diremo che Dark side consta di un enorme strategia commerciale (sarebbe riduttivo) ma i Floyd diventano maturi con questo album anche perché desiderosi di espandersi: lo testimonia la grande facilità in fatto di scrittura musicale di un brano come Breathe: pochi accordi, ma un suono non men che perfetto: non più la rarefazione strutturale tipica della psichedelia (le lunghe improvvisazioni) ma una musica essenziale e per un paradosso solo apparente anche barocca, tracotante, ricca di percezioni stilistiche nuove o non ancora esplorate. 20130309-132308.jpgSegue una cosiderazione del tutto personale (se non lo sono state tutte fino ad ora): con questo disco comincia ad imporsi una scrittura testuale quasi del tutto appannaggio di Roger Waters: la grande mente dei Floyd, se non altro in fase testuale (l’apporto di Gilmour alle musiche è qui ancora sostanziale): e il disco non scansa una certa profonda malinconia stilistica in fase di testi, tipica di un carattere ‘disturbato’ come quello di Waters.
*Andrea Vinetti, santolcesino DOC, studioso e Dottore in Lettere Moderne, è un appassionato di cinema, musica e letteratura. A Dio piacendo ci regalerà ogni tanto una recensione che pubblicheremo rigorosamente di domenica.

Domani inizia il Trofeo delle Regioni…ma nulla è cambiato

SAMSUNGEh si, cari lettori, domani inizia una delle più importanti manifestazioni ospitate al palazzetto e il brulicare di persone  indaffarate  a sistemare gli striscioni o a togliere le attrezzature parcheggiate a bordo campo, lo conferma.

Ieri sera ci hanno fatto spostare  i tatami (tappeti per fare judo) nelle gradinate e questa sera li stavano spostando nuovamente perché la posizione non era considerata idonea. L’attenzione ai particolari sembra eccellente, degna di un grande evento.

Non posso dire la stessa cosa della zona spogliatoi e dei portelloni di sicurezza, NULLA E’ CAMBIATO!

Con Armando Sanna già ieri sera avevamo verificato che le cose da sistemare, denunciate inutilmente da ANNI, erano sempre da sistemare, questa sera ne ho avuto la conferma con l’aggiunta della mancanza dell’acqua calda nelle due fatiscenti  docce.

Inizio a pensare che sia una tecnica del Paladonbosco per risparmiare qualche spicciolo, non appaltare le pulizie, lasciare le docce rotte e tenere le uscite di sicurezza bloccate con chiavistelli (non sono esperto in materia ma vi potrebbe essere anche l’ipotesi di reato per questo) nella speranza che non succeda mai nulla, altrimenti…

Eppure le società che prendono  in affitto  la struttura per tutto l’anno pagano regolarmente le rate al Paladonbosco e penso che abbiano diritto ad avere tutti i servizi in ordine, specialmente le società che hanno molti disabili tra gli atleti.

Dell’Amministrazione comunale non parlo, sarebbero solo parole sprecate.

Giorgio B.

Secondo il Sindaco sbagliamo. Il guaio è che noi vogliamo continuare a sbagliare!

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Spesso vengo additato dal nostro Sindaco come l’uomo che non vuole bene a Sant’Olcese, il “foresto” che per chissà quale assurdo calcolo ama dipingere il paese in cui abita e dove vanno a scuola i suoi figli come il Bronx”. Ho la colpa di segnalare, insieme ad esponenti del Comitato ben più autorevoli, le inefficienze della macchina comunale e gli episodi di micro criminalità – furti, truffe agli anziani, uso spaccio e (addirittura) coltivazione di sostanze stupefacenti – che si moltiplicano nel paese. Quando il Primo Cittadino del posto in cui vivi ti critica, un esame di coscienza è d’obbligo, lo dico senza sarcasmo. Ed io, Signor Sindaco, l’esame di coscienza me lo sono fatto.
Il nostro blog, seguitssimo nel paese, è diventata la piazza virtuale dove i cittadini, sempre di più, leggono si informano e si confrontano. Piacerebbe anche a noi parlare solo di Sagre ed eventi organizzati dalle varie società di volontariato che operano sul territorio, ma con la nostra piccola iniziativa editoriale ci siamo dati un altro obiettivo: mettere i cittadini a conoscenza di quello che avviene nella stanza dei bottoni, aiutarli nell’esercizio dell’esprimere le proprie idee, almeno per i non totalmente formattati, ed informarli su quello che avviene nel posto in cui vivono senza reticenze o falsità.
È per questo che continueremo a tenere le orecchie tese, gli occhi aperti, a scandagliare internet ed i social network alla ricerca di notizie che possano interessare i nostri concittadini: se poi saranno brutte notizie pazienza.

Claudio Di Tursi

Adesso beccatevi quest’altra importante segnalazione:

Scrive Silvano Rossi sul suo 20130326-104554.jpgprofilo Facebook:

ATTENZIONE – Ci risiamo! ieri sera c’è stato un nuovo furto in localita Ciatta (Manesseno alta). Facciamo tutti ballare l’occhio e cerchiamo di essere tempestivi nel segnalare qualunque cosa di strano. È ll’unica nostra arma in quanto non siamo tutelati da nessuno. mi raccomando!

Droga a Sant’Olcese: una testimonianza STRAORDINARIA!

Spacciatoredi Antonella Mosca*

Non ho figli, non per scelta purtroppo, quindi non posso e non voglio dare consigli a nessuno; come tutti ben sappiamo, bravo genitore è chi non lo è … Da fuori si fa presto a dire: io farei così, io farei “colà” …. Nelle situazioni bisogna sempre trovarcisi, prima di giudicarle. Purtroppo è proprio questo il grosso errore che facciamo tutti, secondo me. C’è questa precipitosa tendenza nel giudicare gli altri; nel dire: “a me non succederà mai “, invece di pensare: “io cosa farei in questo frangente? Come mi comporterei? Come potrei aiutare quella famiglia, visto che potrei trovarmici io, un domani, nella stessa situazione?” Per questo, a mio avviso, la famiglia che capita malauguratamente in questo tipo di problema, tende a chiudersi nella vergogna, invece che chiedere aiuto. Ho addirittura letto sul blog, che una signora ha tenuto a precisare che i ragazzi che ha visto Claudio, non sono di Comago, ma di Beleno … Cosa cambia? Un domani ci potrebbe essere anche suo figlio nella stessa situazione, basta un piccolo disagio, una parola storta detta in un momento di nervosismo da parte dei genitori, un litigio con la ragazzina /ragazzino del momento, un brutto voto, un compagno di scuola che fa il bullo e ti emargina. I problemi che possono far cadere nel disagio sono molteplici. Non necessariamente deve sempre essere colpa della famiglia che si disinteressa dei figli. Conosco famiglie rispettabilissime, che purtroppo hanno avuto questo tipo di problema e si sono viste cadere una tegola pesante come un macigno sulla testa e, di conseguenza, non smettere di domandarsi : ma dove ho sbagliato? L’errore più grosso che si fa, a volte, e lo faccio anche io che non ho figli, ma spesso mi confronto con ragazzini, è quello di sminuire i loro problemi. Tipo se hanno litigato o si sono lasciati con il ragazzino o la ragazzina. In quel momento ci viene da prenderli in giro e dire : eh, sono tutte cavolate! vedrai quando sarai grande e dovrai pagare le bollette, quelli si che saranno problemi grossi! vedrai che poi dopo tanti anni ti stufi … e ti ci farai una risata! Invece magari non ci accorgiamo che in quel momento per loro il problema è grosso ed insormontabile. Che iniziano a vivere un disagio e noi non gli diamo peso. Ogni età ha il suo problema, anche il bambino di cinque anni al quale si rompe il giocattolo, oppure vede che viene presa in braccio una volta in piu’ la sorellina che lui, vive un disagio. Non bisogna trascurare nulla, stare con le antenne ben alzate. Anche perché dalla “innocua” canna il passo a fumare EROINA è breve … e da quella non si guarisce!!!

Qualcuno a questo punto si chiederà giustamente a che titolo parlo, visto che non ho figli, infatti ci ho pensato un po’ prima di scrivere questo post e di mettere a disposizione la mia esperienza personale. Purtroppo ho vissuto molto da vicino un’esperienza del genere successa a parenti. Una famiglia rispettabile, che ha sempre seguito il figlio, fin dall’infanzia, fin dalla scuola, orari prestabiliti, educazione esemplare, dialogo aperto su ogni argomento. Non è bastato purtroppo per far sì che non ricevessero la tegolata sulla testa. Inutile spiegare cosa succede in una famiglia quando si viene a scoprire tale realtà, dal mattino alla sera. Ma nemmeno troppo dal mattino alla sera … perché le prime avvisaglie ci sono, ma tu pensi che non sia vero, vuoi che non sia vero! Poi però non resta altro che accettare la dura realtà e rimboccarsi le maniche. La soluzione finale è stata la Comunità, il sacrificio peggiore che due genitori devono fare per il proprio figlio : “disconoscerlo “ … Purtroppo è quello che ti consigliano di fare gli operatori e gli psicologi del Sert … E’ l’atto d’Amore più grande che un genitore possa fare per SALVARE il proprio figlio. Io stessa non ce l’avrei fatta, infatti stimo moltissimo questo papà e questa mamma, nemmeno più giovani, che si sono dovuti trovare davanti a questa scelta così difficile. Cambiare addirittura città per salvare il proprio figlio. E ci sono riusciti! Adesso il figlio sta bene, è riuscito a farcela e non smette un solo giorno, un solo attimo, di ringraziare i suoi genitori per quello che sono riusciti a fare permettendogli di salvarsi. Anche se in quel momento li ha tanto ODIATI! Sono stata due volte dentro la Comunità dove era “ospitato” questo ragazzo … e vi posso dire che quando entri in un posto del genere, inizi a star male e a voler piangere dal primo minuto in cui hai oltrepassato quel cancello … La sensazione poi non ti passa quando te ne sei andato … Vorresti piangere per un mese e credere che quello che hai vissuto è stato solo un brutto sogno. Quando si entra in Comunità, per tre mesi almeno, ti viene impedito di sentire e scrivere ai tuoi famigliari. La prima visita “fisica” la puoi ricevere solo dopo quasi un anno … inutile dirvi come sia stato struggente il primo incontro dopo tutto questo tempo! Perché racconto questo? Lo racconto perché spero possa essere utile per PREVENIRE.

Non giriamoci dall’altra parte dicendo, tanto a me non capiterà mai. Cerchiamo di aiutare queste famiglie. A mio modesto avviso, il Comune, le Associazioni o chi per esse, dovrebbero organizzare degli incontri, ai quali dovrebbero partecipare tutti, anche chi non ha questi problemi, o pensa di non averli, dovrebbero far partecipare anche i ragazzi. Proiettare dei documentari dove viene spiegato cosa avviene nelle Comunità, che tipo di terapie pesanti vengono applicate, a fin di bene ovvio, ma sempre pensanti, umilianti. Far partecipare anche dei ragazzi ex tossicodipendenti che siano stati in Comunità, tanti rimangono a fare servizio sociale proprio all’interno di esse per dare un contributo. Chiedere gli interventi degli psicologi del SERT. Ce ne sarebbero di soluzioni per informare, quello che manca è l’INFORMAZIONE! Non sugli effetti della droga, ma bensì su quello che accade DOPO! Alla disperazione in cui può cadere una famiglia.

INFINE, Al Signor Sindaco vorrei dire: lo sa che a Sant’Olcese e dintorni esistono addirittura delle coltivazioni di Cannabis? E’ mai passato, anche in pieno giorno, davanti alla cabina della fermata dell’autobus di fianco a Villa Serra? Ho visto con i miei occhi, un ragazzo, purtroppo figlio di miei amici, spacciare in pieno giorno. Non mettiamoci il prosciutto sugli occhi!

AntonellaMoscaAi ragazzi vorrei dire: quelli che dicono di essere vostri amici e vi fanno provare la droga nove su dieci non “si fanno” …. Ma si arricchiscono sulla vostra pelle. Se poi vi invogliano a spacciare, altrimenti non avete i soldi per comprarvi la prossima dose e voi “vi fate beccare” ( dalla Polizia intendo ) … VI MOLLANO, vi dicono che siete stati degli stupidi a farvi prendere e improvvisamente non sono più VOSTRI AMICI! Altrimenti tramite voi beccano anche loro … E sono caxxi vostri, vi diranno! State all’occhio con questi amici!

*Antonella Mosca è una nostra amica e lettrice che ha voluto metterci a parte di una sua esperienza personale perché da questa  potessimo trarne un vantaggio. A Lei va il nostro più sentito ringraziamento.

Droga a Sant’Olcese: il Bar “La Minosa” non c’entra

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In un nostro recente articolo abbiamo parlato di alcuni ragazzini sorpresi a fumare hashish nei pressi del Bar “La Mimosa”. Nella prima stesura avevamo dimenticato di specificare che a quell’ora, intorno a mezzanotte, il bar è già chiuso da un pezzo. La cosa ha fatto giustamente risentire il gestore che ha visto accostato il suo esercizio ad una situazione poco edificante. Ci scusiamo quindi con Debora, che da anni conduce il locale in maniera egregia e ci annovera tra i suoi affezionati clienti.

Claudio Di Tursi

Parcheggio delle poste di Manesseno: scatta la protesta

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Nei giorni scorsi è comparso un manifesto a Manesseno inerente la recente decisione del comune di istituire una zona disco nel parcheggio tra il benzinaio e le poste. La nuova regolamentazione ha privato i residenti nei caseggiati limitrofi di parcheggi preziosi e fatto scattare la protesta che culminerà nella raccolta firme che verrà organizzata nei prossimi giorni. Di seguito il contenuto del manifesto e, successivamente, le nostre considerazioni e determinazioni.

Il manifesto:

AGLI ABITANTI DI MANESSENO

GIOVEDI’ 1 4 MARZO 2013 L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, A SORPRESA, HA DESTINATO TUTTA LA PIAZZA EMILIO TAVIANI A ZONA DISCO CANCELLANDO DI FATTO, OLTRE A QUELLI GIA’ PRECEDENTEMENTE REALIZZATI (ADIACENTI AGIP), CIRCA 25 POSTI AUTO FONDAMENTALI ED INDISPENSABILI PER L’ALTA DENSITA’ DI CONDOMINII ESISTENTI NELLA ZONA E DEI RELATIVI ABITANTI PROPRIETARI DI AUTOMOBILI. LE EVIDENZE CHE SE NE TRAGGONO SONO CHE L’ORARIO PARTE DALLE ORE 7 DEL MATTINO FINO ALLA SERA ALLE ORE 20 PER TUTTI I 365 GIORNI DELL’ANNO, NATALE COMPRESO, E CHE I PRIMI POSTI A ZONA DISCO NON SONO MAI STATI FATTI RISPETTARE, QUINDI L’AMMINISTRAZIONE NON HA MAI POTUTO VERIFICARE SE ERANO SUFFICIENTI O MENO PER LE PRESUNTE “COMODITA’ DI TERZI CHE UTIZZANO I SERVIZI” QUESTE PAROLE SONO STATE SCRITTE SUL SITO DEL COMUNE, DIMENTICANDOSI CHE L’IMU AL COMUNE DI SANT’OLCESE LA PAGANO I RESIDENTI E NON GLI UTENTI DI SERVIZI: PROBABILMENTE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE GLI STANNO PIU’ A CUORE I CLIENTI DEI SERVIZI CHE NON I CITTADINI RESIDENTI.
A QUESTO SCOPO PER IMPEDIRE CHE DECISIONI ILLOGICHE E PUNITIVE SIANO PRESE SENZA RENDERSI CONTO DEI DISAGI CHE PROVOCANO ALLA CITTADINANZA OCCORRE DIFENDERSI CIVILMENTE E DEMOCRATICAMENTE E PERTANTO VIENE PROPOSTA UNA PETIZIONE AFFICHE’ QUESTA ORDINANZA VENGA ANNULLATA O RIVISTA E CORRETTA.
PER QUANTO SOPRA SI CHIEDE LA COLLABORAZIONE E L’AIUTO DEI CITTADINI CHE SONO COINVOLTI ED INTERESSATI PROPONENDO DI ADERIRE IMMEDIATAMENTE ALL’INIZIATIVA CHE VERRA’ ORGANIZZATA.

GRAZIE.

Le nostre considerazioni:

Siamo convinti che gli abitanti della zona abbiano sostanzialmente ragione. Il parcheggio in questione non deve essere totalmente asservito ai clienti delle banca, per i quali esistono la zona disco proprio davanti alla CARIGE e il parcheggio privato delle Poste, quello che si è allagato nei giorni scorsi. L’istituzione di un altra zona disco in piazza Taviani può avvenire ma:
1) non deve essere relativa a tutta l’area, un buon numero di parcheggi deve essere riservato ad uso esclusivo dei residenti;
2) deve essere limitata temporalmente secondo i giorni di apertura delle Poste e della banca: dal lunedì al venerdì e dalle 8,30 alle 12,30. Il sabato l’affluenza alle poste è molto ridotta e la banca è chiusa, quindi conviene senz’altro lasciare il parcheggio a disposizione dei residenti.

Queste proposte saranno oggetto di una mozione che presenteremo al più presto in modo che sia discussa in occasione del prossimo Consiglio Comunale.

Claudio Di Tursi

DROGA A SANT’OLCESE: mettere la testa sotto la sabbia non serve!

Recreational cannabis use could be legal after the votes

Una persona a noi molto cara ha scritto questo contributo che vi prego di leggere con attenzione. Per i motivi che spiega nel post, ha scelto di restare anonima.
L’autore, nel testo, chiede anche la pubblicazione su santolceseinform@: mi appello all’onesta intellettuale di Enrico Trucco perchè questo suo legittimo desiderio venga esaudito.

 

Leggo e commento con molta preoccupazione e disappunto lo scambio di”opinioni” frammentate (disapprovo in generale questo modo di “commentare” pubblicando un post su altro blog) che sono scaturite dal post su lapelledellorso di Claudio Di Tursi dello scorso 17 Marzo, il cui contenuto, di ALTISSIMA IMPORTANZA, non pareva proprio celare alcuna
critica nei confronti di nessuna Amministrazione.

Scelgo di rimanere anonimo perchè, visto l’argomento molto delicato, vorrei evitare di risultare troppo esplicito nei confronti di certe situazioni, auspico comunque che queste righe possa essere pubblicate su entrambi i blog in questione.

Nella mia vita, per diverse ragioni, sono a contatto con diverse fasce di età, vedo bambini che piano piano diventano adolescenti e successivamente crescono fino ad essere definiti ragazzi giovani e varcare poi la soglia dei vent’anni. con questo non voglio dire che li seguo tutti, però cerco di non perderli di vista e talvolta cerco l’occasione per informarmi su ciascuno di loro.

Quello che vorrei dire è che noi adulti abbiamo il DOVERE di toglierci le fette di prosciutto davanti agli occhi e far finta che queste situazioni siano un’eccezione o non accadano proprio, o che siano “passeggere” e prima o poi passino da sole. Guardate che sul nostro territorio, sia sulle alture che a fondo valle, la realtà droga è molto diffusa, e lo è molto tra gli adolescenti. la “innocente” canna è entrata nelle abitudini dei ragazzini i quali poi, se non trovano interessi più forti, finiscono con assoluta normalità per introdurla nelle priorità dei loro passatempi. è così che non esiste sera o momento di “svago” con i propri amici senza rollarsi una canna. e non facciamo finta di niente, la “novità” è un’eccezione affascinante ma pur sempre un’eccezione, la “consuetudine” molto spesso è noia, quindi va da sé che la ricerca di qualcosa di nuovo si manifesti in maniera naturale, ed in maniera altrettanto naturale prima o poi si passa a sballi più pesanti. e oggi purtroppo il mercato offre QUALUNQUE cosa. E tra i nostri ragazzi non circola soltanto cannabis.

Per non parlare poi che raramente gli adolescenti hanno disponibilità economiche tali da potersi permettere un frequente consumo di cannabis o di cocaina, la conseguenza naturale di ciò è l’inizio di un’attività di spaccio che se pur limitata ad una schiera di amici e conoscenti per riuscire a “farci uscire” il consumo per sé, si tratta pur sempre di spaccio. o possiamo definirlo anche come un periodo di apprendistato della professione..
Conosco personalmente, sul nostro territorio, situazioni di ragazzini SPLENDIDI, facenti parte di famiglie NORMALI (e in quanto tali con i loro naturali alti e bassi), che sono cambiati nel giro di qualche mese, cambiati in modo preoccupante. E il “regista” del cambiamento sono state compagnie che hanno come consuetudine l’abitudine “normale” della canna o di altri stupefacenti. ragazzini che di punto in bianco hanno abbandonato gli interessi (di svago e sportivi) che li hanno accompagnati fino all’adolescenza, per seguire le orme della loro compagnia e abbandonarsi a questo tram tram fatto di. VUOTO. Ragazzini che hanno messo a serio rischio l’integrità famigliare, i cui genitori hanno “perso il controllo” su di loro.

Quindi il mio messaggio è semplicemente “NON FACCIAMO FINTA DI NIENTE”, e credo che lo stesso messaggio fosse intrinseco nel post di Claudio Di Tursi.

Noi adulti dobbiamo darci una scrollata, sfreghiamoci gli occhi come quando ci svegliamo la mattina e mettiamo bene a fuoco le situazioni per quello che sono! Non possiamo giudicare queste situazioni semplicemente dai “rapporti delle forze dell’ordine”. stiamo scherzando?! Come ci può affidare esclusivamente ad un’opinione delle forze dell’ordine, oltretutto sottodimensionate come lo sono oggi, per avere un quadro preciso di queste situazioni in un territorio vasto e dispersivo come Sant’Olcese?! Genitori, Scuole, Associazioni Sportive, Associazioni di Volontariato, Associazioni Culturali, Associazioni e Circoli Ricreativi, Associazioni Parrocchiali, sia nelle persone poste nei Consigli Direttivi ma anche semplicemente coloro che ruotano intorno ad esse, DEVONO operare SEMPRE dando VERO ASCOLTO e assecondando il più possibile le esigenze dei nostri adolescenti e dei nostri giovani. Gli adolescenti e i giovani infatti saranno il VALORE AGGIUNTO delle nostre associazioni e del nostro territorio, ma soltanto se loro stessi si sentono Attori Principali e non semplici associati o peggio ancora “ospiti”. Ciò non significa che si debba lasciar fare a loro qualunque cosa, bensì che talvolta noi adulti dovremmo lasciar loro più libertà di organizzare, proporre, realizzare, a volte anche sbagliare.

Soltanto così si può auspicare che i nostri ragazzi trovino delle valide alternative allo “sballo” e al fascino che celano queste pericolose realtà e capiscano che ci sono valori più importanti nella vita e soddisfazioni più grosse dell’eccitazione che provocano certe sostanze.
Termino scusandomi per essermi dilungato troppo e auspicando nella massima visibilità di questo commento, invitandovi a parlarne con più conoscenti possibili, in modo da non far sentire sole le famiglie che si nascondono nella vergogna e si sentono impotenti nei confronti di situazioni analoghe che si sono create tra i propri figli. PARLARE e APRIRSI è l’unico modo per sentirsi VICINI e ACCOLTI ed essere AIUTATI.

Un cordiale saluto a tutti.