1150 Volte Grazie, Armando!

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Il nostro concittadino ed amico Armando Carlando, ha organizzato questa sera una PIZZATA di BENEFICENZA in favore del piccolo Ebrahim colpito da un brutto male. Al termine della serata ci informa che sono stati raccolti e già consegnati 1150 Euro.
Grazie ad Armando, ai ragazzi che l’hanno aiutato in questa avventura e a coloro i quali hanno partecipato all’evento.
È proprio vero: la pizza fa bene!

Claudio Di Tursi

Palazzetto dello Sport: sopra il tetto niente!

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Ci abbiamo provato in tutti i modi ma non c’è stato niente da fare: sul tetto del Palazzetto dello Sport di Sant’Olcese non ci saranno ne’ pannelli solari ne’ pannelli fotovoltaici.
Sono due i progetti che riguarderanno nel breve periodo questa importante struttura: il primo è la risposta ad un bando ministeriale per la messa in sicurezza e la manutenzione di strutture sportive, 160.000 euro l’importo dei lavori previsto il rifacimento della copertura del tetto; il secondo interessa il rifacimento delle docce, della caldaia e degli spogliatoi per un ammontare complessivo di 500.000 euro: 380.000 reduci dal finanziamento, mai utilizzato, per la costruzione della piscina scoperta e 120.000 a carico di un privato al quale affidare la gestione pluriennale del Palazzetto. Nel primo progetto i pannelli non sono contemplati, dal secondo sono stati stralciati.
Dallo sviluppo della discussione, che è stata contraddistinta da momenti di tensione, dovuti ad un diverbio tra il Sindaco ed il sottoscritto scatenato da certe mie illazioni sul mancato ricorso alla stazione appaltante provinciale, si è appreso che quello che è mancato è stato soprattutto un momento di coordinamento tra le due progettualità. È molto probabile, infatti, che si realizzi prima il secondo progetto che il primo e non si possono mettere i pannelli sul tetto prima che questo venga ripristinato.
Per il paese che qualche giorno fa ha ospitato un convegno sulle Smart Citiees mi sembra un cosa decisamente poco smart.

Claudio Di Tursi

Sabato 29 giugno PIZZATA DI BENEFICENZA: Non puoi mancare!

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Il piccolo Ebrahim è affetto da una grave malattia chiamata RETINOBLASTOMA (tumore alla retina).

Ha già perso la vista da un occhio e il tumore, se non verrà fermato, potrà portarlo alla cecità e colpirà anche i centri nervosi del cervello.

Per aiutare la sua famiglia a sostenere le spese per le cure mediche è stata organizzata una pizzata di beneficenza presso la CHIESA NUOVA DI MANESSENO SABATO 29 GIUGNO A PARTIRE DALLE ORE 19.30.

Sono chiaramente graditi anche i contributi di chi non potrà fermarsi a cena.
Diffondete questa iniziativa con ogni mezzo!

Facebook: le cinque cose che devi dire ai tuoi figli prima che si iscrivano

videochat_h_partb Fateci caso, non c’è ragazzina o ragazzino dai tredici anni in su che non abbia in mano uno smartphone e che non ci stia quasi tutto il giorno appiccicato. La risposta alla domanda “chissà che diavolo sta combinando” è immediata: quando apri Facebook la sera sei sommerso di post e notizie e comunicazioni di eventi organizzati da adolescenti e pre-adolescenti. Non bisogna vedere il male ovunque, ma il pericolo sì: spesso si viene a conoscenza di fatti spiacevoli che con qualche nozione in più ed un po’ di accortezza si sarebbero potuti evitare. Oggi, cercando qualche notizia sul Data-Gate, lo scandalo sulle intercettazioni della NSA che da giorni riempie le prime pagine dei giornali, mi sono imbattuto in un articolo molto interessante pubblicato da Panorama ed ho deciso di condividerlo con voi. Claudio Di Tursi

Facebook: le cinque cose che devi dire a tuo figlio prima di iscriversi

Ovvero, ciò che ogni buon adolescente dovrebbe (e non dovrebbe) fare dopo il primo accesso al social network dell’amicizia

di Roberto Catania

Bene. Anzi, male. È arrivato il momento che temevi da tempo. Tua figlia, dodici anni (tredici a febbraio), ti ha appena comunicato che vuole iscriversi a Facebook. Che lì ci sono tutti i suoi amici, che in fondo non c’è niente di male, che le servirebbe anche per la scuola e tutte una serie di balle per intortarti a dovere.

E adesso? Cosa farai? Insomma, devi fare il genitore, mica che poi la tua “piccola” finisce come quelle adolescenti che subiscono molestie online mentre mamma e papà se ne stanno comodi comodi sul divano a guardare la tivù. Però non puoi nemmeno fare il proibizionista tout court, Facebook ce l’hai pure tu e poi hai sempre detto che i divieti non servono a niente se non a fomentare il gusto per la trasgressione.

Comunque. Casomai decidessi di dirle come stanno davvero le cose nel mondo dei social network ecco cinque pratici suggerimenti che potrebbero tornarti utili:

1. Spiega a tua figlia quale sarà la sua nuova condizione da iscritta a Facebook
Che è un po’ quella dei ricercati dei film americani quando vengono beccati dalla polizia: qualsiasi (e sottolinea qualsiasi) cosa che pubblicherà online potrà essere usata contro di lei. Anche un semplice messaggio o una foto privata inviata fra amici potrebbe finire nel giro di pochi secondi nelle mani sbagliate. È il rovescio della medaglia dei media nati per facilitare le condivisioni e lavorare sul concetto di viralità. Attenzione soprattutto ai dati confidenziali: l’indirizzo di casa, il numero di telefono, il nome della scuola, insomma tutto ciò che fa da tramite fra il mondo virtuale e quello reale, non dovrebbe essere mai citato, né sul profilo né negli status. Tua figlia, ovviamente, ti dirà che lei tutte queste cose le sa già, che non è nata ieri e via dicendo. Meglio. Come si dice in questi casi, repetita iuvant.

2. Ricordale che su Facebook nulla è privato
È vero, esistono le impostazioni sulla privacy, ma è meglio non fidarsi; in fondo già in passato Mark Zuckerberg e soci ci hanno fatto lo scherzetto di cambiare le impostazioni di default senza chiederci nulla. Per fare un paragone, bisognerebbe utilizzare lo stesso approccio che ha l’automobilista prudente quando si avvicina all’incrocio: aprire bene gli occhi anche quando si passa col semaforo verde, che il pericolo – si sa – incombe quando meno te l’aspetti.

3. Dille di restringere le impostazioni sulla privacy
Se il messaggio dei primi due punti è arrivato forte e chiaro allora puoi passare allo step successivo: configurare a dovere il profilo Facebook. Sotto il tuo sguardo vigile guida tua figlia nelle impostazioni di base: dal menu a tendina sulla destra della pagina dille di cliccare su Impostazioni sulla privacy e impostare la visibilità dei post su Amici. A quel punto dovrà modificare pure le impostazioni secondarie (Connessione da parte tua, Diario e aggiunta di tag, ecc.) restringendo il campo a “solo amici”. Concedile un’eccezione per ciò che riguarda le richieste di amicizia: nei primi giorni dopo l’iscrizione puoi lasciarle aperte a tutti, per poi limitarle in un secondo momento agli amici degli amici. Quanto ai motori di ricerca assicurati che il flag della ricerca pubblica (da Applicazioni, giochi e siti Web) sia disattivato: eviterai che tutte le informazioni pubblicate sul profilo siano visibili da Google e simili.

4. Facebook da cellulare? Sì, purché sia il proprio (e protetto da password)
Ora che tua figlia è entrata nel fantastico mondo di Facebook si sentirà libera di cliccare Mi Piace su tutto ciò che allieta il suo mondo adolescenziale. E naturalmente di comunicare coi suoi amici da qualsiasi posto e in qualsiasi momento grazie a un semplice telefonino. Va da sé che i rischi in questo caso sono legati soprattutto agli accessi da cellulare altrui: chi si connette utilizzando il telefono di un amico e si dimentica di fare logout può diventare vittima di scherzi non sempre piacevoli (la casistica è purtroppo abbastanza ampia e variegata). Insomma dite ai vostri figli di trattare il proprio profilo Facebook come fosse la propria carta di’identità, tenendoselo cioè ben stretto.

5. Chiedile l’amicizia
Anzi no. Sei il padre, mica un amico qualsiasi. E poi ora che le hai spiegato tutto quello che c’è da sapere sui social network non hai più bisogno di controllarla. Anche perché – te lo dice persino Facebook– tua figlia ne sa quasi sicuramente più di te.

ENERGIE RINNOVABILI A S.OLCESE: UN ALTRO PASSO INDIETRO

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NON CI SONO SOLDI” oppure “COLPA DEL GOVERNO” o ancora “IL PATTO DI STABILITA’ CE LO IMPEDISCE”.

A turno queste sono le risposte a tutte le proposte che in 5 anni abbiamo fatto, soprattutto per quanto riguarda il risparmio energetico e le energie rinnovabili. Queste parole sono state cancellate dal vocabolario che usa l’amministrazione per stilare delibere e determine.

In questi giorni è stata pubblicata all’albo pretorio la  DELIBERA45/2013 del progetto che prevede la ristrutturazione del palazzetto dello sport nella copertura e nel campo da gioco. Un progetto da 160.000 euri che, assieme all’altro progetto da 500.000 euri cofinanziato da Comune e ditta che gestirà per 10 anni l’impianto, dovrà ampliare l’impanto sportivo raddoppiando gli spogliatoi, sistemando gli impianti elettrici e termici, posare una nuova pavimentazione e impermeabilizzare il tetto.

Questi progetti sostituiscono il precedente che più o meno prevedeva le stesse cose con in più la realizzazione di una piccola centrale fotovoltaica su una parte della copertura. L’unico taglio sostanziale, sentiti i tecnici del Comune, la Giunta l’ha fatta ai pannelli solari. Incredibile, ora che tutti si dirigono verso le energie rinnovavili, verso il fotovoltaico e il solare termico, noi cosa facciamo? Tra scegliere se sostituire il pavimento attuale (che peraltro a detta di tutti gli utenti è perfetto) o coprire il tetto di pannelli solari scegliamo di mettere un bellissimo parquet in legno.

Non aggiungo altro commento, lascio a voi questo fardello, se lo riterrete opportuno. Ieri ho presentato una mozione (mozione 03 2013 prog pal)  per il prossimo Consiglio Comunale che propone di prevedere l’installazione sia di pannelli fotovoltaici che di pannelli solari termici per docce e/o riscaldamento: sappiamo già come andrà  a finire…

Giorgio B.

Il nuovo sistema di pagamento della mensa scolastica: perplessità e proteste da parte degli utenti.

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Da quando la Marangoni, la ditta che gestisce in appalto il servizio di refezione scolastica per il nostro comune, ha fatto recapitare agli utenti una missiva con le nuove regole di accesso al servizio, non v’è giorno in cui non fiocchino lamentele da parte dei genitori che si sentono vessati ed ingiustamente colpiti, in quanto pagatori puntuali, dalla rigidità dei nuovi meccanismi di riscossione studiati per costringere a pagare anche i più refrattari.
Le nuove regole prevedono che all’atto dell’iscrizione il genitore versi una caparra di cento euro o fornisca li coordinate del proprio conto corrente. Nel primo caso la caparra verrà restituita a fine anno interamente o parzialmente se sussistono situazioni debitorie, nel secondo ogni tre mesi verranno prelevate le quote dei pasti dovute alla Marangoni e non ancora pagate.
Queste misure erano già state presentate ad una riunione poco frequentata, complice l’ordine del giorno fuorviante, convocata a metà dello scorso maggio da comune e ditta Marangoni, ma allora le proteste furono flebili. La gente sembrò farsene una ragione anche perché era stato fatto passare il concetto che quasi quasi fossero più i non pagatori che i pagatori. Con il nostro post “La Mensa Scolastica, i conti della serva, le palle e la poltrona” abbiamo fatto chiarezza dimostrando con pochi semplici calcoli come in realtà le cifre dovute siano meno del 5% del totale.
I genitori si stanno organizzando spontaneamente e sono diverse le ipotesi al vaglio: convenzione con le trattorie della zona, ritiro del pargolo con somministrazione del pasto e riconsegna, non iscrizione al servizio e pasto preconfezionato.
Noi de “lapelledellorso”, almeno per il momento, non vogliamo entrare in polemica. I genitori e gli amministratori di ditta e Comune considerino piuttosto questo spazio a loro disposizione per un dibattito fatto di critiche e proposte costruttive come quella che da membro della commissione mensa e del Consiglio d’Istituto mi permetto di fare: la Marangoni e l’Assessore ai Servizi Sociali convochino al più presto una riunione della Commissione Mensa allargata ai rappresentanti di classe; ho come l’impressione che la piega che sta prendendo questa questione sia molto brutta. Soprattutto per la Marangoni che, a mio modesto avviso, rischia di perdere più di quanto avrebbe voluto recuperare con questa mossa oggettivamente non troppo astuta.

Claudio Di Tursi

Marciapiedi, Acqua Pubblica e Fotolvoltaico: Serra Riccò batte Sant’Olcese 3 a 0!

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A leggere La Polcevera di questo mese, nelle pagine dedicate al comune di Serra Riccò, non sai se essere contento per l’avvedutezza dei loro amministratori locali od arrabbiarti per gli scarsi risultati raggiunti dai nostri sugli stessi fronti.
Nuovi marciapiedi verranno costruiti a Castagna e nel fondovalle grazie agli stanziamenti del Patto Territoriale, 126000 euro, e del comune, 24000.
Sempre a Serrà Riccò, fra poche settimane, i cittadini potranno rifornirsi di acqua potabile naturale, refrigerata e gasata a prezzo di pochi spiccioli, direttamente dalla casetta dell’acqua posta nel centro le comune: addio alla plastica da raccogliere, alle gite inquinanti agli ipermercati per cercare il prezzo migliore e via al risparmio. La casetta è stata realizzata grazie alla sponsorizzazione di Mediterranea delle Acque che l’ha data in gestione al comune.
Sul tetto della media Ungaretti, poi, da sei mesi sono stati istallati pannelli fotovoltaici. In un trimestre sono stati prodotti 28000 Kw risparmiando sulla bolletta circa 4 mila euro e grazie all’energia prodotta il gestore ha riconosciuto al comune un bonus di 6800 euro: tutti soldi che i cittadini di Serra Riccò risparmieranno.

Da noi a Sant’Olcese le uniche buone notizie vengono dal lavoro dei volontari delle associazioni e dagli assessorati allo Sport ed alla Cultura. Mancano progettualità e capacità imprenditoriale; ci si attacca alle cazzatelle realizzate grazie agli oneri di urbanizzazione derivanti dall’edilizia privata, salvo poi fare andare in malora le stesse opere – vedi parcheggi e giochi di Comago bassa – o rivenderle a chi le ha costruite ad un prezzo di favore – è il caso dei parcheggi e del locale sotto alle Twin Tower – dando spazio e foraggio ad un manipolo di imprenditori, sempre gli stessi, che stanno cementificando il paese.

Claudio Di Tursi