L’IMU sulla prima casa? A Sant’Olcese si paga!

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La seconda rata dell’IMU sulla prima casa a Sant’Olcese si pagherà entro il 16 gennaio 2014.
Il Comune di Sant’Olcese, in sede di Bilancio, aveva deciso di portare l’aliquota dal 4 al 6 per mille, il massimo consentito. Nella legge di stabilità è scritto che i trasferimenti statali in sostituzione dell’odiata tassa copriranno interamente il 4 per mille, mentre la differenza per i comuni che hanno aumentato l’aliquota verrà coperto solo al 60% lasciando il rimanente 40% a carico del contribuente.
A Serra Riccò, Svizzera, il danno sarà minore avendo gli amministratori scelto a suo tempo l’aliquota del 5 per mille. Ma si sa, lì governa una giunta di Centro Sinistra.

Claudio Di Tursi

Fonte:
http://m.ilsecoloxix.it/p/genova/2013/11/30/AQIlwJ7-genovesi_raddoppia_conto.shtml

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Le critiche, gli insulti e le scuse

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Quando abbiamo deciso di dare vita a “lapelledellorso”, avevamo in mente un progetto editoriale preciso: informare l’opinione pubblica su quello che succedeva a Sant’Olcese e dare modo ai cittadini di riflettere ed esprimersi. Ora, a distanza di due anni, possiamo dire di avere raggiunto i nostri obiettivi: “lapellelledellorso” è diventato il blog di gran lunga più letto nel paese con centinaia di accessi giornalieri, una realtà dalla quale chi amministra questo paese non può prescindere. Non è un caso se, spesso, sono proprio le opere e le manutenzioni segnalate dalle nostre pagine, cose che aspettiamo da anni, quelle a cui si mette mano; e non ci vengano a dire che si tratta di programmazione perché nel marasma totale in cui versa il nostro comune è già tanto che si riesca a navigare a vista.
Da questo sito siamo stati spesso durissimi, nei confronti del Sindaco, degli Assessori, dei funzionari e continueremo ad esserlo finché ce ne sarà bisogno. Ma la critica non può trascendere nell’insulto. È accaduto, purtroppo, che un nostro lettore che si è sentito trattato ingiustamente dall’amministrazione comunale, abbia espresso commenti sulle persone che non possono trovane spazio ne’ sul nostro ne’ in qualsiasi altro blog. Capiamo come a volte le persone, anche a ragione, possano sentirsi esasperate e vessate, ma le critiche rivolte all’Amministrazione non possono degenerare in insulti, specialmente se anonimi, che vanno a ledere l’onorabilità di persone che hanno famiglia e soprattutto figli. Se qualcuno rileva comportamenti passibili di denuncia penale o amministrativa, faccia esposti e denunce alle autorità competenti; e se intende segnalare situazioni degne della nostra attenzione usi il nostro modulo di contatto: tuteleremo il suo anonimato; ma non si usino i commenti per lanciare invettive gratuite nei confronti della persona.
Quando ci siamo accorti dell’accaduto abbiamo deciso di modificare le regole di pubblicazione dei commenti: da oggi questi potranno essere sempre anonimi, ma ogni commento sarà sottoposto alla nostra attenzione prima di essere pubblicato a nostro insindacabile giudizio. I commenti lesivi della dignità delle persone sono stati oscurati.
Agli amministratori ed ai funzionari che sono stati oggetto di insulti vadano le nostre scuse che ci siamo sentiti di esprimere già ieri in Consiglio Comunale.
La nostra forza e la nostra determinazione nel fare rispettare leggi regolamenti e decreti rimangono immutate e sono e saranno sempre le uniche armi con cui combatteremo la nostra guerra agli sprechi, alle ingiustizie ed alla devastazione dell’ambiente.

Claudio Di Tursi
Portavoce del Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Sant’Olcese tra Blade Runner e Shining

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Quando Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott del 1982, fu proiettato in alcune sale pilota, il responso degli spettatori americani fu unanime: l’atmosfera che creavano le piogge incessanti, il cielo perennemente grigio, il vapore che usciva dai tombini e lo squallore dei palazzi fatiscenti della Los Angeles inquietantemente multirazziale del 2019, era troppo cupa; e l’epilogo del film, sebbene in qualche modo risolutivo della vicenda, era ben lontano dal classico lieto fine che avrebbe garantito alla produzione gli incassi sperati e che, a questo punto, bisognava reinventarsi a costo zero, visto l’esaurimento del budget. Così, nella scena finale del film che è andato sugli schermi, Deckard il cacciatore di androidi, e Rachel, la replicante di cui è innamorato, si allontanano da Los Angeles sorvolando in un cielo sereno un paesaggio meraviglioso e finalmente verde alla ricerca del segreto che si nasconde nelle loro vite. Pochi sanno che quel paesaggio, immortalato da una ripresa aerea, è lo stesso che apre Shining, il film di Stanley Kubrik uscito un paio di anni prima. Kubrik aveva dato il suo benestare all’operazione risparmio ponendo come unica condizione che Scott facesse uso esclusivamente del suo materiale girato ma non utilizzato. Ed ecco come la fine rassicurante di uno dei più bei film di Fantascienza altro non è che l’inizio di un film dell’orrore tra i più terribili.
Anche a Sant’Olcese si sta chiudendo un periodo buio e cupo, un periodo che ha visto il verificarsi di eventi particolarmente nefasti che hanno interessato la scuola, la famiglia, il territorio. Nei prossimi mesi cercheranno di farvelo dimenticare, cercheranno di proporvi il lieto fine: dalla vostra capacità di ricordare cos’è successo un questi cinque anni dipendono le possibilità che abbiamo di non sprofondare nuovamente nel peggiore degli incubi.

Claudio Di Tursi

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Sant’Olcese tra Blade Runner e Shining

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Quando Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott del 1982, fu proiettato in alcune sale pilota, il responso degli spettatori americani fu unanime: l’atmosfera che creavano le piogge incessanti, il cielo perennemente grigio, il vapore che usciva dai tombini e lo squallore dei palazzi fatiscenti della Los Angeles inquietantemente multirazziale del 2019, era troppo cupa; e l’epilogo del film, sebbene in qualche modo risolutivo della vicenda, era ben lontano dal classico lieto fine che avrebbe garantito alla produzione gli incassi sperati e che, a questo punto, bisognava reinventarsi a costo zero, visto l’esaurimento del budget. Così, nella scena finale del film che è andato sugli schermi, Deckard il cacciatore di androidi, e Rachel, la replicante di cui è innamorato, si allontanano da Los Angeles sorvolando in un cielo sereno un paesaggio meraviglioso e finalmente verde alla ricerca del segreto che si nasconde nelle loro vite. Pochi sanno che quel paesaggio, immortalato da una ripresa aerea, è lo stesso che apre Shining, il film di Stanley Kubrik uscito un paio di anni prima. Kubrik aveva dato il suo benestare all’operazione risparmio ponendo come unica condizione che Scott facesse uso esclusivamente del suo materiale girato ma non utilizzato. Ed ecco come la fine rassicurante di uno dei più bei film di Fantascienza altro non è che l’inizio di un film dell’orrore tra i più terribili.
Anche a Sant’Olcese si sta chiudendo un periodo buio e cupo, un periodo che ha visto il verificarsi di eventi particolarmente nefasti che hanno interessato la scuola, la famiglia, il territorio. Nei prossimi mesi cercheranno di farvelo dimenticare, cercheranno di proporvi il lieto fine: dalla vostra capacità di ricordare cos’è successo un questi cinque anni dipendono le possibilità che abbiamo di non sprofondare nuovamente nel peggiore degli incubi.

Claudio Di Tursi

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Privatizzare le municipalizzate: giusto o sbagliato?

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di Danilo Pestarino*
Settimana di scioperi pesante per tutti. Pesante per studenti e lavoratori con mille difficoltà per raggiungere posto di lavoro o scuola. Pesante soprattutto per chi lo sciopero lo fa perchè esasperato e disperato per le conseguenze che potrà avere il suo lavoro e di conseguenza il suo futuro.
Non è però mia intenzione addentrarmi sulle motivazioni di questo sciopero ma di fare una riflessione sulle privatizzazioni.
Se un’azienda funziona e produce (Eni e Terna per quanto riguarda lo Stato per esempio) per quale motivo si dovrebbe privatizzarle o venderne quote visto e considerato che producono utili per la comunità?
Quando si è venduto (ceduto gratuitamente la maggior parte delle volte), le aziende ex pubbliche sono andate in mano del principale concorente formando spesso un vero e proprio monopolio. Oppure sono andate in mano a persone senza scrupoli che ne hanno fatto spezzatino.
Diverso ancora è il discorso che riguarda i servizi e tra questi il traporto pubblico.
In quanto tale è impossibile che produca degli utili. Certo la gestione può e deve essere migliore di quella che ha avuto AMT da sempre. Migliore anche di quando della stessa azienda è stata fatta una bad company (AMI) e sono subentrati i privati (francesi) in AMT. Le cose non sono andate bene ed il divorzio (con conseguenti spese) è stato inevitabile.
Il problema è che chi dirige queste aziende altro non è che una persona messa li dal partito vincitore o a volte un politico trombato senza la minima competenza della materia.
Così la soluzione è dismissione del patrimonio dello stato, regione o comune o privatizzare parte o l’intera azienda.
Questo è comunque e sempre frutto di una cattiva politica che non riesce o non vuole mai cambiare.
*Danilo Pestarino è Capogruppo in Consiglio Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Una scuola in Villa Serra ? No, meglio una SPA!

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Si fa di tutto in Villa Serra: Auditorium, Palestre, alberghi. A nessuno viene in mente di farci una scuola. Eppure l’elementare Matteotti sta cadendo a pezzi e la media Ada Negri è ospitata da un condominio. L’ultima trovata è la realizzazione di un Centro Benessere ancora da affidare. Ben cinquecento metri quadri di cui non si sa ancora se fregherà qualcosa a qualcuno, si sta compiendo un’indagine esplorativa. In cinquecento metri quadri ci escono cinque classi ed un’aula magna, ma chissenefrega: la scuola non porta soldi, la SPA sì.
Non si tirino fuori cazzate del tipo Villa Serra è un consorzio, ci sono tre comuni e stupidaggini simili: la scuola potrebbe essere aperta anche a bambini delle zone del comune di Genova confinanti con Sant’Olcese ed ai bambini di Serra Ricco come già si fa per il nido e tutte le altre scuole: manca la volontà politica. I bambini, i ragazzi, i giovani in genere per questa classe politica contano poco o nulla. La nota stonata in questo contesto affaristico è che i tre comuni che formano il consorzio sono retti da giunte di centro sinistra e che a presiederlo è un esponente di spicco de PD Genovese.
Claudio Di Tursi