Un santolcesino in Antartide: diario della spedizione -3) L’arrivo alla base

antartide1hdi Giorgio Bruzzone*   

Ridendo e scherzando è arrivato il 7 gennaio, giorno memorabile per i partecipanti alla XXIX spedizione in Antartide perchè vede l’arrivo della nave alla MZS (Mario Zucchelli Station). Non esagero se definisco tale giornata memorabile in quanto è stata molto attesa da tutti, dai ricercatori a bordo che non vedevano l’ora di poter sbarcare a terra e iniziare l’attività scientifica, al personale della base che aspettava già da tempo il materiale di consumo, i viveri e i mezzi trasportati dalla nave per garantire il sostentamento della base stessa.

 

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La prima attività programmata, con l’arrivo della nave è lo scarico dei containers contenenti i viveri
destinati alle 2 basi antartiche MZS e Concordia, situata all’interno del continente che deve ospitare le 15 persone che presidieranno la stazione durante i mesi invernali; seguono le attrezzature per l’ampliamento della base, la strumentazione scientifica ed infine il carburante, jet A1, una specie di gasolio che è adatto sia ai mezzi aerei che ai mezzi terrestri e navali; ha la peculiarità di essere più raffinato del gasolio e non contenere sostanze che col freddo precipitino.
Le operazioni di scarico della nave sono finite il 10 gennaio, e il giorno successivo è stato dedicato allo smistamento delle merci contenute nei containers sbarcati. Una parte del materiale necessario a portare a termine il progetto del nostro istituto è stato lasciato in un locale officina mentre la partepiù delicata è stata posta nel laboratorio all’interno della base già allestito dal mio collega Edo.

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I laboratori come tutte le stanze della base sono costituiti da moduli a forma e dimensione di container standard ISO20, il numero e la tipologia dei laboratori sono tali da poter coprire tutte le tematiche di ricerca presenti nei tre periodi in cui è suddivisa la spedizione.

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Biologia e chimica hanno il maggior numero di laboratori, ma anche geologia, glaciologia, elettronica ed altri hanno un laboratorio dedicato. Oltre i laboratori, nella base, trovano posto le stanze dove si dorme, la mensa, la cucina, gli uffici e la sala operativa, il centro nevralgico di tutte le attività che si svolgono durante la spedizione. Al di fuori del modulo principale vi sono dei locali di servizio ubicati in moduli separati come il motogeneratore per l’energia elettrica, il magazzino, l’hangar mezzi, il depuratore etc. deve esserci tutto, l’autonomia è fondamentale, non c’è nessuno che fornisce servizi, tutto deve essere gestito autonomamente.

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La prima cosa che ti colpisce quando arrivi in MZS non è l’imponenza delle strutture, neppure la bellezza del paesaggio ma è la luce. Si, la luce, ovunque c’è luce, il sole splende tutto il giorno e solo a notte fonda si nasconde dietro i monti circostanti facendo cadere l’edificio principale in unaparziale ombra.

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Abituarsi a convivere con la luce perenne non è semplice anche se è molto comodo: non sembra
mai ora di andare a letto, la necessità di dormire si riduce in proporzione, non serve l’illuminazione
e si può lavorare fino a molto tardi. Di giorno il sole è caldo come da noi in inverno, in montagna, a una altitudine di 2500 metri e, esattamente come succede in montagna, se non ti proteggi il viso con creme solari ad alto fattore di protezione, puoi ustionarti la pelle. Questo effetto è esasperato per chi lavora nell’entroterra, sui monti o nel plateau dove normalmente si lavora a 2000 metri o più sul livello del mare che corrisponderebbero a un’altitudine di 4500m.
*Giorgio Bruzzone si occupa di Robotica Marina per il CNR. Per un caso fortuito è anche Consigliere del Comitato Indipendente per Sant’Olcese. Non perdete le prossime puntate.

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3 Pensieri su &Idquo;Un santolcesino in Antartide: diario della spedizione -3) L’arrivo alla base

  1. Salve Giorgio, io sono un alunno della suola media Ungaretti di Pedemonte, sono nella classe 3°A ed è avvenuto un collegamento con lei e i suoi colleghi, grazie alla Professoressa Lanzavecchia. Potrebbe fare un articolo su questa piccola esperienza con noi alunni, giusto per avere un ricordo, siccome io mi sto salvando tutti i suoi articoli 🙂 Grazie mille

  2. Ciao Giorgio
    e’ davvero un piacere leggere i tuoi racconti. Tu ci fai sentire un po Indiana Jones e un po’ scienziati. Preparati e quando torni organizziamo una serata a tema Antartico in Croce Bianca qua a Castagna.
    un grande abbraccio
    Marco e Emanuela

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