Asilo Nido: parlano le educatrici della gestione precedente

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera delle educatrici del nido, che, a causa della sciagurata gestione della gara d’appalto per il conferimento del servizio per il triennio 2014-2016, hanno perso il lavoro.

Buongiorno a tutti,siamo la “vecchia” equipe dell’asilo nido l’orsacchiotto, per intenderci quella che ha dovuto cessare l’attività nel mese di luglio 2013.
Vorremmo attraverso questo blog condividere alcune riflessioni sul controverso cambio di gestione del nido con tutti coloro che siano in qualche modo interessati alla questione. Non intendiamo in alcun modo cadere nella trappola dei paragoni con chi attualmente gestisce il nido. Non conosciamo le educatrici in servizio, ma siamo certe della loro competenza. Siamo felici che tutto proceda bene e che i bimbi che frequentano il nido stiano crescendo sereni. Avendo dedicato passione, impegno e fatica all’orsacchiotto non potevamo augurarci nulla di meglio.Il nostro lavoro non si improvvisa, prevede anni di studio, di formazione, di confronto, di errori e di successi ma il punto di partenza e di arrivo è sempre lo stesso: il benessere e la serenità dei bimbi e delle loro famiglie. Per questo motivo a luglio, pur sapendo che si sarebbe aperto un contesto di gara complicato, abbiamo salutato i nostri bimbi con il sorriso in faccia e il pianto nel cuore.
Per noi è stato doloroso lasciare il nido, un dolore reso ancora più insopportabile dal modo in cui abbiamo dovuto farlo. In barba ai contratti e alle consuetudini, a ciò che richiedeva il bando, i nuovi gestori hanno negato a noi il diritto di conservare il nostro posto di lavoro e ai bambini quello di avere una continuità educativa. Questo a nostro parere non è propriamente un cavillo ma il nodo centrale della vicenda. Siamo liete che i genitori dei bimbi che hanno “vissuto” entrambe le gestioni non trovino differenze qualitative anche a fronte di rette notevolmente più basse: ne siamo contente per quei bimbi con cui nostro malgrado non abbiamo potuto terminare il nostro percorso iniziato insieme.
La nostra equipe era composta totalmente da personale assunto a tempo indeterminato con un contratto regolato dal CCNL delle cooperative sociali.Alcune di noi si potevano definire figure storiche dell’equipe avendo alle spalle quindici anni di servizio in quel nido e avendo maturato i così detti scatti di anzianità previsti: nonostante questo l’educatore più “costoso” aveva uno stipendio che toccava i mille euro.
Questi non sono tempi in cui si possa sdegnare uno stipendio di tale importo, ma convenite che non si tratta certo di una cifra da capogiro o di una cifra che in qualche modo rispecchi l’impegno e la responsabilità che il nostro lavoro richiede. Detto questo al nostro datore di lavoro noi non costavamo mille euro perché dietro allo stipendio di qualunque lavoratore inquadrato con un contratto non atipico ci sono i relativi costi all’INPS (per non andare al lavoro malati) all’INAIL, alle ferie e al TFR.Per questo motivo una retta di 300 euro ci lascia perplesse conoscendo bene sia il costo del lavoro sia le altre voci di spese che la gestione di un nido comporta, ci permettiamo inoltre due considerazioni conclusive, non da tecnici ma da umili educatori: una retta abbordabile come quella attualmente applicata non dovrebbe far lievitare la richiesta di iscrizione considerando che ci sono stati anni in cui c’erano liste d’attesa e rette elevate? E non basterebbe verificare la veridicità delle dichiarazioni ISEE per permettere ai comuni una spesa più mirata a sostegno delle famiglie ? Basterebbe ad esempio che i conviventi avessero il coraggio di prendere la stessa residenza per far sì che le agevolazioni per i genitori soli siano destinate a chi solo lo è realmente. Detto questo concludiamo continuando a convivere con l’amarezza per quanto è successo, con la nostalgia per il nido e con la voglia di lottare per evitare che pasticci come questi non si ripetano. Per cui vi promettiamo che chiederemo ancora ospitalità all’interno di questo blog.

Grazie per l’attenzione,
la “vecchia” equipe dell’orsacchiotto.

P.S .le tende della stanza della nanna sono lì da sempre, forse è una soluzione un po’ datata, ma sono fatte di quel materiale per essere ignifughe proprio come le normative richiedono

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