Grazie Vicomorasso!

456di Sabrina Poggi*

Oggi è già lunedì, di nuovo, un altro lunedì, il tempo mi sfugge tra le dita come l’acqua nella sabbia.

Giovedì sera siamo stati a Vicomorasso a raccontarci, a presentarci, questa volta la Questura non l’abbiamo chiamata, ci siamo seduti sui tavoli, come una domenica pomeriggio assolata quando giocavamo a carte dalla Dina e da Giuvva; eravamo a casa, poche persone con noi per condividere idee, progetti, informazioni, con determinazione ed entusiasmo.

Sì entusiasmo: gli orsi si spendono nello stesso modo e nella stessa misura davanti a tante persone come davanti ad un solo cittadino; vogliamo voti consapevoli, voti di idee ragionate, vogliamo essere scelti per competenza non per abitudine.

Viste le forti problematiche legate al territorio sono stati protagonisti i nostri amici che di territorio sanno, che hanno raccontato con la solita chiarezza e trasparenza ciò che non funziona e come si potrebbe porvi rimedio; ancora, sono stati delucidati i Bandi del Piano di Sviluppo Rurale, già pubblicati sul nostro blog in scadenza al 30 giugno p.v..

Mi preme fortemente ringraziare i nostri ospiti che con calore ci hanno accolto e ci hanno dimostrato quanto può fare l’unione tra persone che con buona volontà e grande determinazione hanno costruito con la forza delle idee un punto d’incontro importante per la nostra società, un esempio di capacità imprenditoriale dei singoli combinata alla propensione al volontariato. Il nostro piccolo paese è forte di questa ricchezza; anche per questo il supporto all’associazionismo, in tutte le forme possibili e con il massimo delle risorse disponibili, è assolutamente uno dei principali intendimenti del Comitato, con la prerogativa però di lasciarlo libero di correre da solo, cosicché esso possa costituire un binario parallelo di condivisione, stimolo e confronto sempre costruttivi.

*Sabrina Poggi lavora per il CNR con funzioni amministrative. Santolcesina da sempre, fa parte del Coordinamento del Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

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Facciamoci sentire!

Finalmente un gruppo di ragazzi del nostro comune,  ha messo on line il suo Blog. Ribloggheremo ogni loro post senza commentarlo, con l’unico intento di dar loro la visibilità che meritano. Complimenti ed auguri per la vostra nuova avventura.
Il Portavoce del Comitato Indipendente per Sant’Olcese
Claudio Di Tursi

Vocedelfuturo

future Questo blog è nato perché noi ragazzi siamo stufi di non essere considerati. O meglio, vogliamo essere considerati quanto lo sono gli adulti. Perché abbiamo gli stessi diritti, e spesso abbiamo idee migliori e tendiamo a semplificare ciò che i “grandi” sembrano complicare sempre di più. Qualcuno dice che solo quelli che rimangono bambini, almeno in parte, riescono a cambiare il mondo. Riescono a mantenere il senso della semplicità. Questo è il segreto Vogliamo poter esprimere i nostri apprezzamenti, come le nostre critiche e le nostre proposte, e vogliamo sapere che avranno lo stesso peso di quelle espresse da un adulto. Sappiamo che non sarà facile, ma vogliamo creare qualcosa che gli adulti non possano ignorare. Daremo una voce ai ragazzi. Noi SAREMO la voce dei ragazzi. Noi siamo la voce del futuro.

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I ragazzi non sono piu quelli di una volta …

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di Sabrina Poggi*
Quante volte ho sentito dire “ai miei tempi era diverso, era meglio”.
Lo dice anche mia mamma che è nata nel 1935, a Sant’Olcese, che ha lavorato una vita e lavora ancora perché la fa sentire viva e partecipe, ma la sua è stata una vita di fatica.
Possiamo immaginarci che essere giovani contadini a 10 anni fosse meglio che essere giovani bambini che giocano? Davvero no.
I nostri ragazzi sono diversi perché sono i veri attori nel cambiamento, imparano cose diverse, hanno molti interessi che non sono i nostri ma sono interessi tanto quanto quelli di una volta. Dobbiamo potenziare i giovani che cosi potranno cogliere tutte le occasioni che questa società può offrire.
Noi adulti dobbiamo imparare a gestire le diversità, farsì che diventino opportunità, chance per imparare a creare insieme un futuro che desideriamo realmente, trovando il coraggio di cambiare radicalmente le regole del gioco, per crearne di nuove che valorizzino la diversità.
Quel modo diverso di approcciare situazioni, cercando di individuare i punti d’incontro, le azioni che in sinergia possono portare benessere all’interno di un sistema, di un paese, di un popolo o di una sola anima.
Valorizzare, responsabilizzare i ragazzi, questi sono intendimenti che vogliamo portare avanti con determinazione e costanza nel futuro, crediamo fortemente che l’interazione sia un valore aggiunto che costruisce motivazione e restituisce crescita.
E’ un nostro dovere creare le condizioni a contorno affinchè i giovani riescano a trovare le motivazioni, a sviluppare senso critico utilizzando gli strumenti che una società nuova e dinamica può e deve offrire, solo cosi potranno svolgere un ruolo attivo nella società moderna.
*Sabrina Poggi lavora per il CNR con funzioni amministrative. Santolcesina da sempre, fa parte del Coordinamento del Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

Scoperta “La Tana degli Orsi”!

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È stata appena aperto il Point Elettorale del Comitato Indipendente per Sant’Olcese.
Nel locale, posto proprio di fronte alla CONAD di Manesseno, in via Sturzo, accoglieremo quanti vogliano ricevere informazioni, formulare suggerimenti, critiche e darci quale prezioso consiglio.
Vieni da noi, scambiamo quattro chiacchiere in tranquillità, sarà più facile conoscere meglio una formazione di cui tutto si dice tranne la verità.
Venite ad incontraci fiduciosi, gli Orsi, almeno qui a Sant’Olcese, non hanno mai sbranato nessuno!

Domenico Finiguerra a Serra Riccò

“Serra Riccò in movimento”, una lista civica apartitica che si presenterà alle prossime consultazioni del 25 maggio, ha organizzato un incontro con Domenico Finiguerra che, guidando un piccolo comune, ha fatto capire agli italiani come si possa amministrare un territorio in maniera eco sostenibile.

Serra Riccò in movimento

Si può smettere di far crescere il cemento e migliorare la qualità di vita in un comune?

Nel nostro comune, che ha 800 abitazioni inutilizzate su neanche 8000 abitanti, è una domanda che dovremmo farci.
La risposta è sì: non solo è possibile per le amministrazioni liberarsi dal ricatto degli oneri di urbanizzazione (ti dò il permesso di costruire e in cambio mi aggiusti il marciapiedi), importante entrata per un comune, ma si scopre che se si fa si sta meglio. Domenico Finiguerra, già sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI) ci racconta la sua esperienza che ha prodotto, tra gli altri, un piano regolatore a crescita zero.

Domenica 30 marzo, dalle 17:30 alle 19:30, presso i giardini della Tavola Bronzea (ex Spirit).

evento facebook

Scopriamo meglio chi è Domenico Finiguerra.

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Le rughe di Stefano

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di Stefano Sobrero*
Ogni mattina come tutti sosto davanti allo specchio in maniera più o meno veloce, nonostante riesca a risparmiare un pò di tempo perchè non devo pensare alla pettinatura :-), di recente mi è capitato di soffermarmi su alcune rughe che fanno parte di me da un pò, ma che ultimamente risultano molto più evidenti… cavolo, ad esse si sono accentuate anche le occhiaie!! cosa starà mai accadendo? ci vuole poco, per me, a capirlo.. è la stanchezza che, come per altri miei “compagni di viaggio” fa da padrone negli ultimi mesi..
E’ duro lavorare per dare dei segnali concreti alle persone, per tutelare i loro diritti e quelli sacrosanti del nostro territorio, è fatica fare in modo che le persone che incontri ogni giorno, quelle che conosci da una vita, quelle che ti conoscono da poco, si convincano del cambiamento reale che rappresenta il tuo Gruppo e si lascino andare trovando quel coraggio che ci vuole per decidere di abbandonare coloro che per tanti, troppi anni hanno agito senza mettere davanti le reali esigenze di ciò che gli è stato affidato dagli elettori..
A chi dare oggi la fiducia? A chi credere? Se si seguono le campagne elettorali i messaggi sono più o meno tutti uguali, tutti hanno programmi invitanti e risultano più o meno ammaliatori delle folle quando parlano.. E allora la decisione la si deve prendere sedendosi un attimo, da soli, nel silenzio della propria casa, in compagnia del compagno o della compagna della vita, del genitore, di chi insomma ci conosce più di tutti.. e in questo frangente, dopo aver letto, ascoltato le varie proposte che sono state presentate, occorre fare lo sforzo di analizzare i fatti e cercare di capire chi effettivamente merita di essere supportato, chi potranno essere coloro ai quali dare la nostra fiducia per i prossimi cinque anni..
Accidenti, una volta tutto era più facile… per le elezioni del nostro comune non si era bombardati dalla campagna elettorale, i programmi erano molto rari da trovare, le proposte parlavano perlopiù al singolare… ma negli ultimi anni, con forza a partire dalle scorse elezioni amministrative, il cittadino di Sant’Olcese è stato chiamato a riflettere, è stato stimolato a domandarsi il perchè di tanti problemi, di tanti disservizi, gli è stato mostrato come dovrebbero funzionare certe cose e come non dovrebbero funzionare altre… insomma, il cittadino di Sant’Olcese oggi è stato responsabilizzato, e oggi ci si rende conto di quanto questa responsabilità sia un carico abbastanza pesante da gestire..
In questi mesi, in questi giorni ho potuto constatare come le parole che si sentono, si leggono dai vari gruppi siano molto simili, molto simili a ciò che da sempre è stato scritto o pronunciato da noi del Comitato… è vero, l’accento del nostro Gruppo talvolta è molto forte, ma è un pò come una medicina amara per guarire una brutta malattia.. E quindi mi domando e provo ad immedesimarmi in coloro che in questi giorni non hanno ancora le idee chiare sull’argomento, come possano essere confusi dalle belle parole che arrivano da tutti i fronti, dai volti nuovi carichi di entusiasmo che sono comparsi nelle varie liste, alcuni non a caso sono volti molto noti, tutti hanno come parola d’ordine il “cambiamento”, il “rinnovamento”… Ma se mi sforzo di andare con la memoria un pò più indietro nel tempo e provo a sporgermi oltre le liste dei candidati, mi accorgo di come poco tempo fa la situazione fosse differente… qualcuno, ieri come oggi, parlava di cambiamento e contrastava con forza gli errori dell’amministrazione in carica, qualcun altro invece pare che si comportasse esattamente al contrario di quanto sostenga in quest’ultimo periodo.
E allora il cittadino oggi, quando sarà nel silenzio della propria casa a riflettere sulla decisione da prendere, provi a spalancare le finestre e a dissolvere il fumo che oggi riempie l’aria e confonde, provi a capire se sia meglio dare la propria fiducia a chi garantisce una sorta di continuità con il passato dichiarando oggi di essere cambiato oppure a chi oggi come ieri ha a cuore un cambiamento vero, fatto di persone nuove slegate da ingerenze di qualsiasi tipo e che sono lì solo per il bene del futuro del nostro paese… è questa una delle principali domande da porsi…
Tornando alle mie rughe e alle mie occhiaie, compagne di quelle del nostro intero Gruppo, fanno e faranno parte delle nostre vite e racconteranno l’impegno e l’amore che ci abbiamo messo per cambiare il nostro paese, per dare un futuro migliore ai nostri figli..
Amore, non Cattiveria come quella che qualcuno ci dipinge addosso!

*Stefano Sobrero è membro del Coordinamento del Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Come i nostri ragazzi possono rovinarsi con Facebook: ovvero piccola guida all’uso consapevole dei social network

medi Claudio Di Tursi*

Nell’ambito del progetto “Educare alla legalità”  sviluppato dal Ministero dell’Interno, ho condotto una serie di incontri nelle scuole medie del nostro Istituto Comprensivo, a Serra Riccò e Sant’Olcese, rivolti agli alunni delle classi terze.

È stato posto l’accento su  certi comportamenti che gli adolescenti, e non solo, mettono in atto senza rendersi conto della loro  pericolosità, soprattutto per se stessi.

Attraverso un uso poco accorto dei social network, per esempio, i nostri ragazzi possono compromettere seriamente la possibilità che avranno di trovare un lavoro al temine della loro carriera scolastica.

Per questo, leggendo quello che tanti minori ed anche noi adulti scriviamo su Facebook o Tweetter, ho deciso di condividere con i lettori de “lapelledellorso” alcune delle considerazioni che ho fatto con gli  studenti che credo possano essere di una qualche utilità anche per noi genitori.

Il concetto che si deve avere presente è che vietare l’uso di smartphone, computer, e l’accesso ai social network è profondamente errato e controproducente: i nostri ragazzi sono nativi digitali, devono confrontarsi con le nuove tecnologie per non diventare gli analfabeti di domani. Siamo noi adulti, insegnanti e genitori, che dobbiamo guidarli verso l’uso consapevole dei potentissimi mezzi che hanno a disposizione anche quando non siamo con loro.

Anzitutto è bene riflettere sul fatto che la libertà di espressione, purtroppo, ha sempre un costo. Le nostre idee, le nostre prese di posizione,  sparate ai quattro venti virtuali  sui social, possono piacere o non piacere, essere condivise o meno. Quando non piacciono o non sono condivise a volte possono precluderci qualche strada. Se hai sparato a zero contro la vivisezione, cosa che può essere condivisibile, ti verrà un po’ più difficile essere assunto da una ditta farmaceutica; se hai messo mille mi piace su ogni panino di McDonald’s, avrai qualche problema ad aprire un ristorante in franchising per una catena slow food. Figuriamoci, poi, quando ci si addentra sul terreno scivoloso della politica, potete immaginare da soli quello che spesso succede.

Il concetto che ho cercato di fare passare è che è giusto, sacrosanto direi,  esprimere le proprie idee, ma bisogna essere informati su quello che la cosa potrebbe comportare, così da prendere decisioni consapevoli.

Le società di selezione a cui si rivolgono le  ditte e le multinazionali che cercano personale, infatti, con programmi di social engineering appositamente studiati, o semplicemente usando i motori di ricerca come Google, riescono a definire un profilo preciso degli orientamenti del candidato, grazie alle tracce che egli ha lasciato con messaggi sui forum di discussione e sui social che, insieme ai suoi titoli accademici, alla sua esperienza lavorativa, incideranno sulla decisione di assumerlo o meno.

Spesso i ragazzi nello scrivere – pensate cosa vanno a vedere – compiono errori grammaticali: ebbene si cerca di capire se sono ripetuti in ogni intervento  o frutto di un errore di battitura; questo contribuisce a crearsi un quadro il più possibile preciso della persona che si ha di fronte.

Ma ci sono altri aspetti che rendono Facebook uno strumento potenzialmente pericoloso. Ho fatto riflettere i ragazzi sul fatto che una cosa è il sentimento innato di giustizia che appartiene ad ogni individuo ed un’altra è la maniera in cui questo viene trasposto nel nostro ordinamento giuridico. Se, ad esempio, Tizio frega la fidanzata al suo migliore amico Caio, e la questione viene riportata su Facebook, gli amici di Caio solitamente si scagliano in ogni tipi di insulto nei confronti di Tizio. Ma mentre il codice penale non contempla tra le fattispecie perseguibili il “Furto di Fidanzata”, è severo nel punire ingiurie e diffamazioni che, se perpetrate attraverso internet, sono aggravate perché equivalgono a quelle diffuse a mezzo stampa.

Ci sarebbe molto altro da dire e magari a  questo articolo, se è piaciuto, ne seguiranno altri. L’importante è riflettere sul fatto che  maggiore è la potenza del mezzo a nostra disposizione più grandi sono i danni che, se usato in maniera impropria, può provocare: conoscendo lo strumento il rischio si riduce notevolmente.

A proposito, mettete “mi piace” e condividete su Facebook! 🙂

*Claudio Di Tursi, informatico della POLIZIA di STATO, coordina una piccola equipe di sviluppatori per il Ministero dell’Interno.