Questione appalti asili nido: il personale non sarà riconfermato.

3 settembre 2013, questione asili nido: la riunione tra le parti alla SMS di Manesseno che ha fato registrare momenti di tensione fortissima.

3 settembre 2013, questione asili nido: la riunione tra le parti alla SMS di Manesseno che ha fato registrare momenti di tensione fortissima.

a cura di Danilo Pestarino e Claudio Di Tursi

È stata chiara l’Assessore ai Servizi Sociali Egle Belli nel rispondere ad una nostra interrogazione discussa nel Consiglio Comunale di ieri : “nel commissionare alla Provincia la gara per l’appalto della gestione dei quattro asili nido di Sant’Olcese, Campomorone, Ronco Scrivia, Busalla, non abbiamo previsto il reintegro dei lavoratori delle gestioni precedenti in quanto i lavoratori della Moby Dick sono tutti a partita IVA e quelli delle cooperative della gestione precedente sono stati tutti ricollocati anche se con meno ore”.
A causa dell’incapacità dimostrata dal nostro comune nel gestire questa delicata questione, ci rimettono i lavoratori e i bambini ai quali non viene assicurata in alcun modo la continuità didattica.
All’orizzonte si prospetta l’ennesima guerra tra poveri. Leggiamo cosa ci scrivono le educatrici di Campomorone:

 

Siamo l’équipe che per 7 anni consecutivi, dal 2006 al 2013, ha gestito l’Asilo Nido Comunale “La Mela Verde” a Campomorone. Portiamo nel nostro cuore l’esperienza umana e professionale maturata con le famiglie, sempre unita all’orgoglio di lavorare nella comunità nella quale molte di noi sono cresciute e nella quale vivono.

Attraverso questa lettera vogliamo condividere alcune riflessioni, prendendo come spunto le considerazioni presenti nelle parole della Sig.ra Sabrina Santero e della vecchia equipe dell’asilo nido “L’ Orsacchiotto”.
E’ bello constatare da parte di un genitore un attaccamento nei confronti delle educatrici che mostrano gesti di sensibilità e di affetto verso i bambini che sono stati loro affidati. Sappiamo quanto sia importante per un’equipe avviare con le famiglie un percorso di complicità e di cooperazione che resti solido nel tempo, così come è accaduto negli anni precedenti con le storiche educatrici dell'”Orsacchiotto”. Per questo motivo una gara d’appalto DOVREBBE essere una procedura progettata per tutelare anche nel tempo i bambini, le famiglie e le persone che lavorano per il benessere dei piccoli, attraverso un sistema preciso di regole. Comprendiamo quanto sia difficile muoversi nella “giungla burocratica” e che, agli occhi di un non addetto ai lavori, le regole possano talvolta apparire dei cavilli privi di fondamento. In realtà proprio le regole esplicitate in un bando sono la garanzia della solidità di un sistema educativo che nasce per salvaguardare tutti e vi rientrano quelle che, esplicitate e non, non sono state rispettate nel caso in questione. Queste sono:
– la non ammissione ad una gara di una cooperativa non invitata;
– l’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale delle Cooperative, il cui articolo 37 prevede il passaggio diretto dei lavoratori della cooperativa uscente;
– l’iscrizione all’Albo Regionale;
– l’iscrizione alla Camera di Commercio per le attività che includono i servizi dell’appalto
Ripetiamo: nessuna di queste regole è stata rispettata pur se prevista dal bando, come è stato segnalato a gran voce dalle Cooperative, dalle Associazioni di Categoria (LegaCoop e Confcooperative), dalle Organizzazioni Sindacali, dalla Regione Liguria e dalle interpellanze nei Consigli Comunali.
Un bando di gara per l’affidamento di un servizio educativo DOVREBBE prevedere delle tariffe che garantiscano i parametri retributivi per tutti gli operatori che possono impegnarsi in un rapporto duraturo con le famiglie e non fuggire altrove qualora arrivi un’altra proposta di lavoro che dia le garanzie che qui sono state ignorate. Un operatore può investire seriamente in un progetto educativo a lungo termine nel momento in cui gli è offerta la possibilità di provvedere concretamente al proprio futuro e alla propria formazione professionale attraverso un contratto di lavoro. Da tutto questo deriva la continuità educativa e la qualità del servizio nel tempo, prevista dalla normativa della Regione Liguria.
Sempre a proposito di garanzie, riportiamo qui di seguito uno stralcio dell’aggiudicazione visionabile per intero sul sito del Comune di Sant’Olcese:
A.2.2 Progetto gestionale (max 10 punti):
esperienza specifica nei servizi di asilo nido:
a) esperienza triennale
b) per ogni anno oltre il terzo
Punti 0
A.3 Garanzie (max 5 punti): organigramma complessivo e fatturato
ultimo triennio:
A.3. 1 organico da 30 a 50 dipendenti
A.3. 2 per ogni 10 dipendenti oltre i 50
A.3.3 per ogni 500.000,00 euro di fatturato annuo
Punti 0
Continuando a rilevare le incongruenze, un bando di gara NON DOVREBBE assegnare, su 100 punti totali, solo 10 punti all’esperienza specifica nei servizi di asilo nido, né tantomeno solo 5 punti alle garanzie riguardo l’organigramma complessivo ed il fatturato; per altro, come potete vedere, in entrambi i casi i punteggi sono equivalenti a 0.
D’altronde su un totale di 100 punti erano stati dedicati solo 2 punti al “piano finanziario e alla capacità organizzativa in riferimento al più razionale e funzionale utilizzo delle risorse umane, strumentali e strutturali”. Questo paragrafo del bando DOVREBBE essere il cuore del progetto pedagogico valutato in sede di gara poiché spiega come un servizio è in grado di garantire nel tempo la continuità degli operatori e delle attività.
Ciò viola quanto sancito nel Manifesto Pedagogico del Comune di Genova, il cui contenuto vale anche per le nostre strutture, e nel cui testo si afferma che: “nei servizi educativi trova forma la responsabilità adulta nei confronti delle future generazioni”.
Rispettare le regole di un bando significa assumersi la responsabilità di riconoscere il valore delle regole ed insegnarlo ai nostri figli.
Rispettare le regole significa “indossare una cintura di sicurezza”. Ma questo tipo di cintura si chiama “di sicurezza” perché indossarla protegge realmente in caso di incidente e non perché indossarla ci dà la sicurezza di evitare la multa…
La “vecchia” equipe dell’Asilo Nido “La mela verde”

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