Edilizia scolastica a Sant’Olcese: quarant’anni di fallimenti

scuolaMatteotti11-2012

Novembre 2012: messa in sicurezza della scuola Matteotti: l’impianto antincendio NON ERA ANCORA COLLEGATO ALLA BOCCHETTA DELL’ACQUA

di Claudio Di Tursi*

Durante la mia attività di componente del Consiglio d’Istituto, ho potuto rendermi conto dell’abisso che separa le scuole di Serra Ricco da quelle di Sant’Olcese. Non sto parlando, naturalmente, della qualità dell’insegnamento, ma delle strutture, degli edifici adibiti a scuola.

A Serra Riccò, innanzitutto, gli edifici sono vere e proprie scuole. Qui a Sant’Olcese la scuola elementare Matteotti è l’ex Casa del Fascio, la Media Ada Negri, invece, è ricavata da un condominio.

Entrando nelle aule della Matteotti durante le lezioni, se non si è abituati, si prova una brutta sensazione. Si capisce immediatamente che quei locali non hanno le dimensioni adatte a contenere 20 – 25 bambini. Bambini che spesso sono costretti a fare ricreazione da seduti. E non serve dare una mano di bianco, rimettere a posto i bagni, cambiare le porte: il problema è strutturale.

Prima di un esposto ai Vigili del Fuoco, presentato da una settantina di genitori preoccupati per una crepa nell’edificio che si era accentuata durante il terremoto del 29 maggio 2012, la scuola era anche insicura. Una prima ispezione aveva addirittura previsto la chiusura dell’ultimo piano adibito refettorio a causa della mancanza di una scala esterna di sicurezza. Sulla copia del verbale rilasciata al Comune, la frase che lo stabiliva era stata cancellata da tre righe. Insospettito da questa circostanza ho acquisito anche la copia dell’originale conservato dai Vigili del Fuoco nella loro sede e dopo aver verificato che la mano che le aveva tracciate le tre righe era chiaramente diversa, che erano di colore diverso, ho chiesto di parlare con un funzionario.

Appresa la gravità del fatto, il Vice Comandate del Comando Provinciale ed un ingegnere hanno aperto un’indagine interna e immediatamente ordinato una nuova ispezione(clicca qui)  alla quale, caso rarissimo, hanno presenziato entrambi. Il risultato è stato la messa in sicurezza dell’edificio ottenuta con prescrizioni nelle modalità di utilizzo e l’intimazione a fare i lavori previsti in tempi rapidi, cosa che in effetti è avvenuta, pena il concretizzarsi di situazioni di rilevanza penale a carico del Sindaco.
L’adattamento a scuola degli appartamenti di un condominio ha dato vita alla  media Ada Negri.  Anche Qui gli spazi sono ridottissimi, non adatti ad ospitare ragazzi che hanno bisogno di dare sfogo al loro naturale bisogno di muoversi.
Non sono un tecnico e non so dire se frequentare scuole con spazi non regolamentari può incidere in qualche maniera sull’apprendimento, ma sicuramente non aiuta.
Quello che mi umilia come padre è il dover constatare che le scuole che ho frequentato quarant’anni fa erano migliori di quelle che oggi frequentano i miei figli. E quarant’anni fa le persone responsabili di questo scempio sedevano già sugli scranni più alti del comune. In quarant’anni, qualcosa di più è di meglio si poteva fare.

Quando parlo con gli amministratori di questo argomento spesso mi rispondono che loro in quelle scuole ci hanno mandato i loro figli. Permettetemi di obiettare che non è il genere di discorsi che conduce alla crescita di un paese.

*Claudio Di Tursi padre di Federico e Livia, componente del Consiglio d’Istituto e del Consiglio Comunale nella fila del Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

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