Gli Orsi sognano il venerdì sera

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Le persone intervenute venerdì sera alla presentazione dei nostri candidati avranno avuto la sensazione di assistere alla proiezione di un film di fantascienza.
Si tenevano alle sedie mentre illustravamo la bozza del progetto di riqualificazione di Manesseno -preparata da amici di uno studio di architettura che hanno a cuore la sorte del nostro paese – affrontando con coraggio e non con calcolo elettorale la questione della viabilità dopo la costruzione del ponte; ascoltavano a bocca aperta quando Flavio Poggi spiegava come intervenire sulle frane che ad ogni autunno ci mettono in ginocchio e ventilava la possibilità di un intervento per mettere in sicurezza l’abitato di Piccarello e la Casa Comunale, un rudere acquistato a caro prezzo, in cui molto si è investito per metterlo a nuovo, che, sorgendo nel punto esatto in cui confluiscono due torrenti, ha buone possibilità di essere travolto in una delle prossime alluvioni.
La gente in sala era incredula nel sentire come sarebbe possibile rimpiazzare le entrate dai permessi a costruire attraverso i quali, da sprovveduti, continuiamo a svendere il nostro territorio ai peggiori offerenti – che poi sono sempre i soliti, quelli ci hanno costruito su fortune cementificandolo è mortificandolo – ed ha sognato con noi quando, nel parlare di edilizia scolastica, abbiamo messo da parte l’ipotesi lunare di costruire una scuola sul territorio di Genova, a ridosso di un torrente, che sarebbe più comoda ai genovesi che ai santolcesini, e ci siamo concentrati, invece, sulle possibilità di recupero di uno dei tanti edifici industriali dismessi, usando come soluzione tampone la scuola di Torrazza.
La platea ha mostrato interesse nell’ascoltare i nostri progetti di sviluppo del turismo legato alla Ferrovia Genova Casella e di recupero dei sentieri e delle vie che, sepolte dall’incuria più che dai rovi, vengono svendute per quattro soldi al privato che le richiede con danni enormi alla collettività.
Grande interesse hanno riscosso le riflessioni di Sabrina Poggi su come impostare la gestione finanziaria avendo come faro il rispetto di leggi e regolamenti, traendo il massimo vantaggio dai bandi di finanziamento europei, oggi spesso perduti, e le considerazioni su come razionalizzare e mettere a regime le dotazioni informatiche che già sono patrimonio del nostro comune, liberando risorse umane e finanziarie da mettere a disposizione dei cittadini sotto forma di servizi alla collettività.
Poi il film è finito, gli spettatori sono tornati lentamente alla realtà del nostro paese e dei nostri giorni. Chissà se avranno avuto modo di ripensare a quel film denso di sogni, di azioni, di opportunità che insieme a noi potranno interpretare da protagonisti.

Claudio Di Tursi
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