Il risultato delle elezioni a Sant’Olcese: dite la vostra

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Cosa ne pensate dell’esito delle votazioni a Sant’Olcese?
Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?
Quali sono le vostre speranze e quali i dubbi?
Fate un’analisi del voto ed inviatecela usando il modulo di contatto o commentando questo post, lapelledellorso la pubblicherà.

28 maggio: un’analisi lucida ed impietosa di Fabio Sedran rubata dal sito del Gruppo Sportivo Comunale.
29 maggio: le “bastonate” agli Orsi di Andrea Pigollo.

Di Fabio Sedran
Ricordo ancora molto bene il momento in cui Armando mi ha dato l’anteprima
della notizia della sua candidatura a Sindaco di Sant’Olcese.

Eravamo seduti a tavola, nel mio salotto, in compagnia di altri amici e rispettive mogli/fidanzate. Amici veri, quelli su cui si può veramente contare, non quelli virtuali, finti e spesso sconosciuti che si possono aggiungere o eliminare con un click da quello strumento diabolico di nome facebook.

“Cosa ne pensi, Fa?”, mi chiese Armando, “tutta la verità, come al solito”. Molto facile per me rispondere, quella sera di fine estate. Berlusconiano dichiarato da sempre, con tendenti simpatie verso il comitato indipendente per quanto riguardava la politica locale. “Che fai una grande cazzata, Preside!”.

Conosco Armando da sempre, posso vantarmi di essere un suo amico, uno di quelli veri, così come lui lo è per me. Quella sera gli ho espresso tutti i miei dubbi sulla scelta, le mie perplessità, la mia visione su un Paese che poteva, doveva e meritava di essere gestito in maniera migliore. E’ stata proprio quella sera che Armando ha iniziato a sorprendermi anche dal punto di vista “politico”, l’istante in cui ho capito che alla fine, come al solito, ce l’avrebbe fatta anche stavolta, purtroppo.

Purtroppo per lui, ragazzo estremamente sensibile, perché stava per mettersi in un gioco troppo pericoloso; per la nostra amicizia, che avrebbe avuto sicuramente meno tempo a disposizione; per me e i gli altri collaboratori del GSC, che avrebbero visto aumentare i rispettivi carichi di lavoro della società.

“Condivido tutte le tue parole, infatti ho chiesto e ottenuto carta bianca, voglio puntare su un gruppo giovane e motivato, supportato da persone competenti, imparare dagli sbagli del passato e provare a non ripeterli, non dimenticando comunque tutte le cose buone che sono state fatte in questi anni dalle precedenti amministrazioni comunali. A proposito, vuoi far parte della nuova squadra?”.

Il contropiede di Armando alle mie perplessità era stato degno delle squadre di calcio allenate da Zeman: “Arma, ma sei fuori? Io con il centrosinistra? Parli come un politico vero, mi fai paura!”.

“Ma smettila, come sei vecchio…è arrivato il momento di andare oltre ai colori, ai simboli, ai partiti: lasciare spazio alle persone, alle idee, ai progetti, specialmente a livello locale.”

Mi è sempre piaciuto discutere di politica, anche se ho sempre preferito rimanerne fuori per godermi al meglio il poco tempo libero che il lavoro mi lascia, dedicarmi alla mia famiglia e alle tanti passioni che coltivo: parlarne con Armando era un qualcosa di nuovo nel nostro rapporto. Quasi parallelamente, nel contesto Nazionale, Matteo Renzi cominciava a farsi largo nella politica italiana, suscitando stima e rispetto, paradossalmente, quasi soprattutto al di fuori del suo partito. Un nuovo modo di parlare, di fare politica, un’idea innovativa ma profondamente diversa dai “Vaffa” di Grillo ed il suo movimento. Le mie convinzioni politiche hanno cominciato lentamente a vacillare: era davvero l’inizio di un nuova era?

Nel frattempo Sant’Olcese era in fermento, stava per accendersi la campagna elettorale e tutti attendevano le mosse delle varie parti chiamate in causa. Armando ha fatto il primo passo, cominciando a metterci la faccia, a esporsi in prima persona parlando con i cittadini, ma soprattutto ascoltandoli e raccogliendo le varie richieste e lamentele. Non ha mai promesso la luna, ma ha sempre detto chiaramente di non avere la bacchetta magica e che avrebbe provato a fare il meglio possibile; non ha mai sputato nel piatto dove ha mangiato ma ha sempre ammesso gli errori fatti in passato. Nel giro di breve è riuscito a creare una squadra compatta e competente, un mix fra giovani capaci e determinati mischiati a persone un po’ più esperte. Proprio come con il GSC, o l’organizzazione della Vai come vuoi, ha basato il progetto sul concetto di squadra, facendo sentire tutti ugualmente importanti e fondamentali. “Una vittoria si costruisce mattone dopo mattone, e tutti sono necessari per portare a casa il risultato”.

Meno chiare, invece, le posizioni di partenza delle altre parti politiche, ed in particolare proprio quella del comitato da me inizialmente simpatizzato: perché se una lista si dichiara indipendente dai partiti politici, allora non deve neanche parlare con il Movimento 5 stelle, né tantomeno provare a trovare un accordo locale.

Passavano i giorni, e mentre Armando e la sua squadra continuavano a lavorare sulla strada intrapresa, un altro episodio sconvolgeva gli scenari della politica santolcesina: la scelta del candidato sindaco del comitato. Una mossa in controtendenza con l’immaginario collettivo: niente da dire sulla bontà e l’integrità morale della persona (che peraltro conosco personalmente), ma per la maggior parte della popolazione santolcesina Elena Viola era “la moglie di” o “la nuora di” o la mamma di 4 splendidi bimbi. Tutti si aspettavano infatti un rivale forte e all’altezza del confronto, anche solo dal punto di vista “mediatico”: Maria Grazia Lanzavecchia, Ivano Mocci, Danilo Pestarino, magari qualcuno dei volti nuovi tra quelli che quotidianamente scrivono nel blog de “La pelle dell’orso”. C’era chi, addirittura, ipotizzava la candidatura del focoso portavoce del comitato, Claudio Di Tursi: uno di quelli da prendere o lasciare così com’è, che ti piace o detesti senza alcuna possibilità di sfumature. Da quel momento in poi, ho iniziato a capirci sempre meno.

“Cosa ne pensi, Fa?” “Boh Preside, ho le idee un po’ confuse…avranno sicuramente l’asso nella manica, hanno voluto mischiare le carte…è un nome nuovo, una donna, l’hanno tenuta nascosta e protetta fino all’ultimo per non stancarla, è rimasta in scia e ora viene fuori con uno sprint che ti lascia sul posto”. E invece…

Non voglio entrare nel merito dei programmi elettorali delle varie parti chiamate in causa, anche perché togliendo i simboli ed invertendo l’ordine di qualche frase, praticamente tutte le fazioni hanno scritto e promesso quasi le stesse cose. Ma non perché qualcuno ha copiato dall’altro, come velatamente lasciato intendere dagli orsi: la causa delle similitudini è da attribuire alla mancanza di liquidità nelle casse comunali e le relative difficoltà ad affrontare progetti a medio-lungo termine.

La vera differenza tra le varie liste ed i rispettivi candidati chiamati in causa l’hanno fatta quindi proprio le persone, ed in particolare è riuscito a farla Armando. Il vero abisso tra le parti in causa lo hanno creato il modus operandi e i sentimenti messi in campo nella sfida politica che alla fine dei conti doveva essere semplicemente una campagna elettorale per il sindaco di Sant’Olcese, non una lotta alla Casa Bianca né tantomeno, soprattutto, una battaglia. Ha senso continuare ad insistere a parlare degli errori fatti in passato da Cassissa, dal momento che il sindaco uscente non è tra i candidati? E’ una mossa intelligente provare a screditare Armando e la sua squadra in maniera spesso del tutto gratuita e per questioni non del tutto legate alle elezioni? Perché continuare ad alzare i toni se dall’altra parte della barricata vedono i cannoni e rispondono con fiori profumati?

I cittadini di Sant’Olcese hanno espresso chiaramente la loro risposta. Armando non si è laureato ad Harvard, e non ne ha mai fatto mistero: per fortuna non era tra i requisiti richiesti per la possibile candidatura a sindaco, altrimenti sarebbe stato difficile trovare un nome papabile. Madre natura lo ha però dotato di una sensibilità ed una intelligenza
nettamente superiore alla media: entrambi gli elementi non sono oggetto di esame in nessun corso universitario e non sono in vendita tra gli scaffali dei supermercati. Armando, soprattutto, non è una seconda scelta, come affermato dal blog de “la pelle dell’orso” nell’ultimo giorno di campagna elettorale, a coronamento di una serie di azioni che, conti alla mano, hanno solamente creato danni al comitato stesso.

A mia mamma, leggendo proprio questo messaggio, è tornato in mente un lontano ricordo legato alla sua infanzia. In passato, nelle macellerie, si poteva e doveva scegliere tra carni di prima e seconda scelta; quante volte aveva disprezzato la frase rivolta alla sua nonna “Quella non è roba per i vostri figli”. Utilizzare un simile paragone per Armando non è eticamente accettabile, dare lo scoop a fine Maggio su una notizia pubblicata a Dicembre significa non avere davvero niente di meglio da scrivere a proprio favore. Mia mamma era una di quelle persone che fino a Giovedì sera avrebbe
sicuramente votato comitato: da come mi ha parlato, dubito che lo abbia fatto
dopo aver letto l’ultima trovata elettorale. Così come non lo hanno sicuramente fatto le tante persone che si sono letteralmente irritate leggendo i messaggi di radio l’orsa: uno scherzo è bello quando dura poco. Scrivere che ci sono forze di liberazione operanti sul territorio è chiaramente una provocazione, ma rischia di creare degli equivoci. C’è il pericolo che qualche testa calda ci creda per davvero, che spunti un qualsiasi “Genny a Carogna” pronto a rispondere alla chiamata, magari suggestionato dalle immagini del ventennio a supporto del testo, tanto per non farsi mancare proprio niente. Come non citare, infine, le reazioni su blog e social network a chi osava contraddire o criticare una affermazione? Tante piccole gocce, alla fine, hanno fatto inevitabilmente traboccare il vaso: dati alla mano, in molti non hanno ottenuto la preferenza nemmeno dai parenti più stretti.

E’ una questione di coerenza: certi messaggi erano perfetti per la campagna elettorale del movimento 5 stelle, in linea con la politica aggressiva e urlata di Grillo. Ma gli stessi messaggi hanno fatto a pugni con una candidata sindaco pacata, costruttiva e qualche consigliere illuminato: le loro idee sono finite spesso in secondo piano rispetto a certi episodi. Perché a quel punto la popolazione è disorientata, non capisce la differenza tra comitato e movimento, e finisce con il disperdere il voto, o premiare la scelta di stile fatta da Armando, che non ha fatto l’errore che qualche rappresentante dell’opposizione probabilmente sperava: non ha mai risposto alle tante provocazioni subite.

“Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”, avrebbe detto Dante.

All’ultima grave provocazione Armando ha risposto con l’ennesimo contropiede: aderire alla campagna contro la corruzione “riparte il futuro”. Un purosangue non fa gare con i pony, senza rivali, in quanto non è una sfida che decide quanto vali, ma è la vita.

“Cosa ne pensi, Fa?” “Che hai vinto, Sindaco. Complimenti…a proposito…alla fine ti avrei votato anche io…magari avrei chiuso un occhio e mi sarei tappato una narice, ma ti avrei votato anche io. Pensa che stavo quasi per mettere la croce su Renzi…se continua così la prossima volta lo faccio per davvero, lo giuro. Ti aspettano mesi di duro lavoro, in bocca al lupo!” (Abito in un’altro comune e quindi non ho votato per il sindaco di Sant’Olcese).

Renzi conquista una vittoria storica alle elezioni europee, Armando diventa
sindaco, per fortuna. Per fortuna sua, che merita una simile soddisfazione personale dopo tanti sacrifici; per il nostro rapporto, mai scalfito e rafforzato nonostante le divergenze personali; per il GSC e tutti gli atleti, rappresentati dal primo cittadino. Per Sant’Olcese, che ha un nuovo sindaco, sicuramente uno dei migliori che poteva sperare.

E’ davvero l’inizio di una nuova epoca, di una nuova politica basata sulle
persone e le loro idee? Lo spero con tutto il cuore, così come mi auguro che, conclusa la campagna elettorale santolcesina, tutte le parti chiamate in causa facciano un passo indietro e comincino a lavorare in armonia per il bene comune del Paese, lasciando da parte tutte le sterili e inutili polemiche che non interessano in alcun modo ai cittadini.

Ci scrive Andrea Pigollo, che nonostante sia marito di una candidata per il Centrosinistra – Caterina Coppa – ha partecipato ad uno dei nostri incontri, ha conosciuto i nostri candidati ed oggi vuole esprimere il suo punto di vista che, anche se non è condivisibile in molti punti, sarà per noi oggetto di riflessione.

di Andrea Pigollo
Per la prima volta in vita mia sono “completamente” d’accordo con un dichiarato “berlusconiano”! … spero limitatamente a questo argomento 🙂 Dalla prima all’ultima parola condivido quanto ha espresso Fabio. Nel mio piccolo avevo anche cercato di far capire a Di Tursi con quel mio intervento sul blog della squadra di Armando che era meglio e più produttivo, per loro e per tutti, “abbassare i toni” (avevo proprio citato il Napolitano-Crozza-pensiero…). Tutte le persone (e non solo del centrosinistra) con le quali mi ero confrontato sulla campagna elettorale locale mi manifestavano “fastidio” per i toni del Comitato in special modo personificato nel “portavoce”. Il post sulla seconda scelta è stato proprio una sciocchezza: tutti sapevano (… perché tutti parlano… anche quelli del Comitato…) che Elena era una seconda, terza, o quarta scelta ma… è logico che si vaglino e si possano contattare più persone fino a trovare quella “giusta”, disposta a farsi un mazzo e ad accollarsi grane a non finire una volta eletta! Ci vuole un coraggio da leoni altro che “orsi” (battuta scontata!). Quindi, al di là dei risultati, onore certo ad Armando ma anche a Elena, Patrizia e Simone che si sono buttati nella mischia con la loro faccia e ci hanno provato. Un altro argomento trattato in diversi post che ha innervosito (mi stava scappando di reagire… ma allora mi ero trattenuto) è stato quello del “grande impegno” dei simpatizzanti ad imbustare, volantinare e mettere il “proprio” tempo a servizio della “collettività”… quasi dovessimo tutti ringraziare; scusate ma mentre pubblicavate queste cose non vi è passato per la testa che magari anche le altre “squadre” in competizione nello stesso momento facevano le stesse identiche cose con gli stessi sforzi e soprattutto che c’è chi fa abitualmente e continuativamente e con maggior sacrificio un vero servizio (in Croce, nei VAB o nelle altre associazioni sul territorio) e non lo “sbandiera” per qualche fine?
Finita stancamente (in ogni senso) la campagna, archiviati i risultati, ora c’è da fare la propria parte, ognuno dalla sua posizione: chi ha vinto deve governare, speriamo bene e meglio di prima, facendo tesoro dei consigli ricevuti nei contatti con la popolazione e cercando di evitare errori del passato; un esempio di errore? Forse non aver dialogato abbastanza con l’opposizione (ma anche i cittadini avrebbero meritato più considerazione), negando ogni richiesta, anche quelle probabilmente giuste, creando un divario sempre più incolmabile e in un clima di scontro perenne. Ognuno ci ha messo del suo… ma… archiviamo! Ora ci sono altri: i cittadini chiedono DIALOGO e non scontri: non producono alcun “bene comune”; l’opposizione svolga il suo ruolo (per favore, senza usare le solite ritrite frasi: “faremo un’opposizione dura ma costruttiva, non faremo sconti… senza se e senza ma… e bla, bla, bla…”), ruolo di garanzia ma anche di proposta, se occorre di denuncia ma per quanto possibile in collaborazione e pensando di “remare sulla stessa barca”; sbagli? te lo dico e vediamo se è possibile porre rimedio e correggere il tiro!
Un buon lavoro a tutti e… per finire (e riderci un po’ su) il racconto di Don Rossi della leggenda di S.Olcese (il Santo) e degli orsi (animali) richiamata da qualcuno, terminava con questi ultimi “banditi” dal nostro territorio che non vi potranno mai più ritornare per “ordine” del nostro Santo…
A riprova, narrava che agli inizi del ‘900 un circo che aveva un orso ammaestrato, non potè entrare a Santo perché quello si imbizzarrì…
se l’aveste conosciuta…

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Un pensiero su &Idquo;Il risultato delle elezioni a Sant’Olcese: dite la vostra

  1. Auguro al nuovo Sindaco Buon Lavoro ,anche se non ho votato per. lui credo però che debba lavorare con i giovani e tenersi lontano da quelli che fanno parte della sua squadra che hanno messo radici da più di 30 anni.Solo cosi ci sarà un vero cambiamento per questo comune degradato e mal governato e anche un Po mangiucchiato .Ancora Sinceri Auguri ,Siamo tutti con te Armando.

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