Sant’olcese, la rabbia delle aziende biologiche: «Canalizzate le acque»

fotoPresidio in Prefettura dei proprietari dei terreni: «Gli enti preposti alla tutela del territorio non hanno fatto nulla per evitare il disastro, ora abbiamo danni per oltre 850.000 euro.»

dal sito del secolo on line dove si può vedere  il video dell’intervista(clicca qui)

Genova 30 0ttobre 2014 – Due aziende agricole biologiche di via Vallombrosa a Sant’Olcese sono costrette alla chiusura a causa delle acque non regimate e insufficientemente canalizzate che hanno invaso i terreni e l’abitato al di sotto della linea ferroviaria Genova-Casella. I titolari delle aziende sono scesi in piazza oggi con un presidio sotto la Prefettura con striscioni e foto per chiedere un intervento immediato. «Dopo l’alluvione del 4 novembre 2011 parte dei terreni, il laboratorio di trasformazione e l’aula per la fattoria didattica erano raggiungibili a piedi passando solo dentro una delle tante frane», spiega Anna Carosino, proprietaria di uno dei terreni invasi dal fango.

«Ora dopo il 10 ottobre 2014 la maggio parte dei terreni e il laboratorio sono completamente isolati. Gli enti informati dal 2007 per iscritto e verbalmente negli anni precedenti hanno ignorato e continuano a non fare i dovuti sopralluoghi e a non mettere in sicurezza il territorio e l’abitato – continua la donna – Questi terreni sono classificati come abitato da consolidare con frana in atto, nel frattempo però la situazione si aggrava di anno in anno e quello che si poteva fare subito con poca spesa non è stato fatto. Ora rimediare è sempre più difficile».

Oltre ai terreni anche le abitazioni sono spesso invase da fiumi d’acqua non convogliata nei rivi e le acque nere con canalizzare nei collettori fognai hanno causato negli anni notevoli danni anche alle strutture murarie. «Gli enti preposti alla tutela del territorio non hanno fatto nulla per evitare il disastro, ora abbiamo danni per oltre 850.000 euro».

Proprio ieri Anna Carrossino  ha mandato questo messaggio a “lapelledellorso”

vorrei  informare che a causa della non corretta o mancante regimazione delle acque l’abitato e il territorio al di sotto della linea ferroviaria ge-casella nel tratto che parte dalla stazione di sardorella in direzione Vicomorasso oltrepassata la galleria delle acque vi sono 3 consistente frane oltre  varii smottamenti, crepe, crollo di alberi secolari, ect.    Gli enti informati dal 2007 per iscritto, verbalmente negli anni precedenti hanno ignorato e continuano a non fare i dovuti soppraluoghi e di conseguena a non mettere in sicurezza l’abitato e il territorio mettendo a rischio gli abitanti della zona e sopratutto quelli di piccarello.    Forse gli stessi enti non si ricordano che questa zona è stata classificata come ” abitato da consolidare” non da innondare.

Anna Carrossino

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