Il Consiglio Comunale visto dai banchi del Comitato 2/3

silviaA cura di Silvia Bevegni* PARTE 2 Proseguiamo ora con l’esame delle interrogazioni presentate dal Comitato, cui gli assessori competenti hanno fornito risposta orale.

La prima interrogazione era relativa alla disastrosa situazione in cui versano i cantieri incompiuti “Garaventa” e “Orefici” in frazione Torrazza,per sapere quali iniziative ha messo in campo il Comune di Sant’Olcese per tentare almeno in parte di risolvere i problemi e i danni cagionati in conseguenza dei lavori. Quanto al nuovo insediamento fra San Bernardo e Vivagna, l’assessore Dante ci ha confermato che la Garaventa S.p.a. è in liquidazione, per cui il Comune ha potuto soltanto chiedere alle Generali Assicurazioni (Alleanza Toro), con cui l’impresa aveva stipulato polizza fideiussoria a garanzia della corretta e completa esecuzione degli oneri di urbanizzazione, di liquidare gli importi dovuti per 420.000,00 €.
In via extragiudiziale l’ente assicuratore non ha provveduto, perciò il Comune ha conferito incarico a legale chiedendo l’emissione di decreto ingiuntivo, emesso ma ovviamente opposto dalla controparte. L’assessore Dante ci ha comunicato che la prossima udienza è fissata per il 15 Dicembre, e in tale sede verrà chiesta la concessione di provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo. Qualora si riesca a recuperare l’importo, ci è stato assicurato che lo stesso verrà stanziato per appaltare ad altra impresa l’esecuzione dei lavori in aree pubbliche connessi alla realizzazione delle abitazioni.
Di fatto le opere di urbanizzazione primaria e secondaria non sono state svolte da Garaventa S.p.a. o chi per essa, che, anzi, ha causato l’aggravamento di una già critica situazione di dissesto idrogeologico soprattutto nella frazione di Vivagna.
Come se ciò non bastasse, la Garaventa S.p.a. ha intentato due cause, una in sede civile e una in sede di giustizia amministrativa nei confronti del Comune, da un lato per contestare l’addebito di non aver eseguito correttamente e compiutamente le opere previste, e, dall’altro, per impugnare la delibera di risoluzione delle convenzioni con l’impresa che la Giunta ha dovuto adottare, per rientrare nel diritto di pianificare nuovamente dal punto di vista urbanistico la destinazione delle aree edificabili (per non far costruire altri lotti, così si è espressa l’assessore).
Abbiamo chiesto di essere prontamente informati sull’evolversi delle vertenze in corso.
In questa sede non possiamo non osservare amaramente che, forse, non si sarebbe arrivati a questi punti qualora un cantiere tanto esteso ed impattante sulla conformazione del territorio fosse stato un minimo monitorato dall’ufficio tecnico del Comune in corso dei lavori, per segnalare all’impresa, allora attiva, eventuali mancanze e/o ritardi sull’esecuzione delle opere a servizio della collettività, e poter chiedere fattivamente il rispetto degli accordi.
Tanto più che poco tempo prima, se non contestualmente, c’era stato il brutto esempio dell’insediamento a Comago, connotato da più di un problema sempre “grazie” a Garaventa.

Quanto al cantiere Orefici, tutti sanno che i lavori hanno cagionato il cedimento della soprastante strada provinciale, oltre ad importanti danni strutturali alle abitazioni circostanti.
L’assessore Dante ha riferito che il cantiere è il frutto di un permesso di costruire ordinario (ma non ha menzionato il cambio di destinazione d’uso di piano terra e fondi da locale commerciale ad abitativo, che qualora non fosse stato concesso dal Comune avrebbe fatto sperare in una ripresa della vita socio – economica di Torrazza). Gli oneri di urbanizzazione erano previsti in 45.000,00 € (non molti, se si considera l’impatto dei nuovi box di fronte al palazzo che probabilmente faranno cancellare gli attuali stalli per parcheggio pubblico). È stata chiesta una non meglio precisata variante che scadrà il 23/7/2015, ma prorogabile per altri due anni. L’area è privata, quindi il Comune  non ha alcun potere di intervenire. Purtroppo. Lo scempio è sotto gli occhi di tutti.

La seconda interrogazione aveva ad oggetto il trasferimento presso Villa Serra del Centro di Educazione Ambientale, i cui uffici sono stati trasferiti a Campomorone, mentre solo i laboratori sono nell’ex scuola di Torrazza.
Precisiamo che tale punto era espressamente previsto dal programma elettorale dell’attuale Amministrazione.
Sennonché recentemente, durante l’estate, è apparso sul sito web del Consorzio Villa Serra un bando per la “Ricerca di mercato per la cessione in locazione di immobile di mq 310 a prevalente vocazione per attività fisioterapeutiche, riabilitazione motoria, palestra e/o, comunque compatibili con le finalità”. Ipotizzando che i locali fossero quelli destinati al CEA, abbiamo chiesto lumi in merito.
L’assessore Lottici ha risposto affermando che il Comune di Sant’Olcese tiene molto al CEA, che pur operando in base a convenzione tra più Comuni è dislocato nel nostro territorio, e ciò è un motivo d’orgoglio. È interesse della Giunta non mettere a rischio l’esistenza del CEA, e pertanto si è deciso al momento di mantenerne l’attuale dislocazione.
Uno degli spazi ipoteticamente individuati in Villa Serra, l’immobile nuovo in area parco giochi, non era stato ritenuto idoneo per il CEA dalla Regione nel corso di un sopralluogo.
Un secondo immobile, inizialmente destinato alla palestra di cui al bando, il cui progetto però è nel frattempo decaduto come riferito dal Consigliere Picco, secondo l’assessore Lottici costerebbe troppo in termini di locazione, anche se la Regione assegna annualmente un contributo di 10.000,00 € complessivi per sostenere l’affitto degli immobili di Villa Serra.
Abbiamo fatto presente che l’attenzione andrebbe a nostro avviso focalizzata sulle potenzialità di una struttura come il CEA, anche in termini di positive ricadute sul territorio, e non sui costi. Che, peraltro, sarebbero abbastanza esigui, pari a circa 5.000,00 € l’anno, considerato che il canone annuale di locazione ammonterebbe a non più di 25.000,00 € + IVA da suddividere fra 4 Comuni ora, e fra 5 non appena anche Ceranesi si unirà. Se si pensa che, negli anni addietro, dal Palazzetto dello Sport il Comune di Sant’Olcese ricavava soltanto 6.000,00 € all’anno…
La risposta all’interrogazione si è conclusa con l’affermazione dell’assessore Lottici per cui il Comune vuole muoversi a tutela del CEA, ma è necessario attendere che il Consorzio Villa Serra si faccia avanti proponendo eventuali locali disponibili.

La terza e ultima interrogazione  riguardava la situazione di rischio idrogeologico dell’abitato di Piccarello,  zona nella quale confluiscono ben cinque rivi e di cui ci siamo già occupati in precedenza.
Abbiamo chiesto innanzitutto se la Giunta comunale condivida la nostra analisi della criticità idrogeologica e del livello di rischio cui è soggetto l’abitato di Piccarello, e se si intenda intraprendere qualche azione per affrontare in maniera strutturale la problematica e individuare possibili soluzioni progettuali per mitigare la situazione di rischio in essere. Ci è stato risposto di sì, e che gli interventi adottati sono consistiti nell’installazione di un sistema di teleallerta sopra il torrente a fianco della casa comunale, e nella pulizia delle briglie selettive di Piccarello e Vallombrosa.
Abbiamo sommessamente fatto notare che ben venga un sistema teso all’evacuazione della frazione, che apprezziamo, ma che tale sistema di protezione civile è lungi dall’essere una misura strutturale tale da limitare i fattori di rischio e prevenire il fenomeno…
Il Sindaco, titolare della delega ai lavori pubblici, ha affermato che i rivi sono stati monitorati, ma che non ci sono soldi per intervenire sulle vere problematiche, che vengono di continuo segnalate agli uffici regionali competenti.
Abbiamo rilevato che in occasione dell’alluvione di Ottobre a Vicomorasso si sono registrate un terzo delle precipitazioni rispetto all’alluvione del 2011, e tuttavia anche questa volta ci sono stati notevoli problemi.
Non è solo un problema idraulico (l’acqua non riesce a passare sotto le tombinature) ma idrogeologico, nel senso che da monte partono frane che si staccano, e c’è il rischio che a Piccarello succeda un tragico evento come quello successo a Vernazza nelle Cinque Terre…
È ovvio, abbiamo convenuto col Sindaco, che il Comune non possa da solo far fronte alle misure strutturali.
Ma d’altro canto non è sufficiente inviare mere segnalazioni in Regione.
Abbiamo suggerito di inoltrare in Regione una richiesta di finanziamento per la realizzazione di uno studio della situazione di rischio e per la progettazione preliminare degli interventi di sistemazione che coinvolga anche i bacini sovrastanti a Piccarello, come da facoltà prevista da normativa del 2006.
Il Comune di Sant’Olcese non ha mai presentato una domanda di tale tipo, a differenza di tante altre Amministrazioni locali. La richiesta di finanziamento deve provenire dal Comune tramite un tecnico incaricato, e quando esce un piano straordinario di finanziamenti si deve essere pronti a richiederlo, con un progetto apposito.
Peraltro, abbiamo sottolineato, tali fondamentali erogazioni non prevedono obbligatoriamente un cofinanziamento…
Il Sindaco ha risposto che ritiene opportuno affidare tutto a un professionista.

  (segue)

*Silvia Bevegni, avvocato, fa parte del Coordinamento del Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

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