QUALE FUTURO CI ATTENDE? ANCORA CEMENTO?

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Nel corso del Consiglio Comunale dello scorso 9 Febbraio sono state approvate numerose pratiche che hanno visto la convergenza, dopo una proficua e costruttiva discussione, del nostro Gruppo sulle proposte portate avanti dalla Giunta. Così si sono varati nuovi importanti strumenti volti a riavvicinare i cittadini all’amministrazione del loro territorio, quali la Consulta delle Associazioni e quella dei Giovani. Allo stesso modo è stata approvata all’unanimità l’istituzione del Registro dei Testamenti Biologici, su proposta del Movimento 5 Stelle: un grande strumento di democrazia e civiltà.
E, tuttavia, in mezzo a questa sintonia abbiamo dovuto registrare un’unica nota stonata, proprio su un tema che noi da sempre riteniamo cruciale e che rappresenta l’essenza stessa del nostro Comitato fin dalla sua nascita, con la lotta contro i capannoni di Manesseno: la lotta alla cementificazione.
Si è, infatti, discussa una nostra mozione (che potete leggere integralmente nella sezione dedicata di questa pagina) che chiedeva di predisporre urgentemente una variante del Piano Regolatore al fine di ridurre drasticamente le previsioni urbanistiche, alla luce degli ultimi ennesimi recenti eventi alluvionali, che hanno ancora una volta puntato i riflettori sull’intrinseca fragilità del nostro territorio, aggravandola ulteriormente,. Questa richiesta è motivata dal fatto che il vigente Piano Regolatore, di vecchia concezione e ormai scaduto da anni, consente la realizzazione di nuove costruzioni su moltissime aree, sovente con indici di fabbricazione elevati e in aree problematiche per l’assetto geologico o per la vicinanza a corsi d’acqua. Questo senza contare il fatto che in una Regione in regime demografico decrescente la realizzazione di nuove unità abitative è, evidentemente, superflua e determina un inutile ed irreparabile consumo di suolo.
La Giunta, argomentando che la legge urbanistica regionale non consente di realizzare varianti sostanziali a strumenti urbanistici scaduti, che si vuole predisporre un Piano Urbanistico Comunale nuovo e che una simile variante distrarrebbe energie e risorse da questo obiettivo, ha respinto in maniera compatta e recisa la nostra mozione, sostenuta, invece, anche dal Movimento 5 Stelle.
Noi abbiamo ribattuto che le questioni giuridiche avrebbero potuto sicuramente essere superate, trattandosi di una variante in riduzione delle previsioni urbanistiche che, inoltre, avrebbe potuto essere realizzata a costo zero da parte degli uffici comunali, senza nessuna distrazione di risorse dal progetto di nuovo PUC. Volere è potere, recita il motto…
Qual è lo scenario che si prospetta, quindi, per il nostro territorio per i prossimi 3 o 4 anni a venire (cioè il tempo che, normalmente, occorre per l’adozione di un nuovo strumento urbanistico)?
Si andrà avanti come oggi, con il vecchio PRG scaduto e tutte le sue previsioni urbanistiche. Pertanto, qualunque richiesta di autorizzazione a costruire, anche in aree problematiche seppur non vincolate dal Piano di Bacino (come le aree inondabili con tempo di ritorno cinquecentennale o le aree ad alta suscettività al dissesto per frana, Pg3b), a patto che rientrino nei benevoli parametri del vecchio PRG, non potrà essere negata. Neppure eventuali proposte di speculazioni edilizie in piena regola nelle residue aree previste dallo strumento urbanistico stesso ancora non interamente cementificate. E la nostra Amministrazione si impegna, s’indigna, poi getta la spugna con gran dignità (ma incamerando gli oneri di urbanizzazione), come già avvenuto, ad esempio, per l’edificio di Piccarello subito a monte della tombinatura, in una posizione evidentemente poco idonea.
Speriamo che la crisi del settore immobiliare e dell’edilizia faccia ciò che l’Amministrazione non ha voluto fare, almeno finché non avremo il sospirato nuovo PUC…ma non illudiamoci troppo. L’Assessore competente ha tenuto a precisare che comunque il nuovo strumento urbanistico non sarà certo a crescita zero, ma semplicemente rivedrà la distribuzione delle previsioni urbanistiche in funzione di un più preciso quadro conoscitivo del territorio. Staremo a vedere.
Frattanto, la Giunta si è assunta una importante responsabilità politica nel decidere di condurre il proprio mandato nella vigenza di questo Piano Regolatore che tante speculazioni devastanti ha già consentito e tante ancora ne consente.
Il Coordinamento del Comitato Indipendente per Sant’Olcese

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