Il porno? È su INSTAGRAM. Attenzione ai più giovani.

Instagram è un’applicazione per smartphone che permette la condivisione di foto e video  tra amici conoscenti o perfetti sconosciuti a cui piacciono il nostro stile ed i nostri temi; se non la conoscete guardate sullo smartphone dei vostri ragazzi loro la usano quotidianamente. Come avviene su Twitter o su Facebook, possiamo “seguire” o essere “seguiti” da qualcuno che conosciamo o che condivide i nostri interessi. Quando siamo alla ricerca di un particolare contenuto, come avviene sugli altri social network, ci vengono in aiuto gli hashtag: etichette con cui gli utenti classificano foto e video. Così, cercando #locomotive possiamo trovare 85.215 tra immagini e filmati sull’argomento. Possiamo guardarle, commentarle, condividerle tra i nostri contatti.
Instagram, nelle condizioni d’uso del servizio, vieta espressamente la pubblicazione di immagini esplicite; ma anche l’America del proibizionismo aveva vietato il consumo di alcolici facendo la fortuna di Al Capone.
Alla rimozione degli hashtag che portano ai contenuti porno lavorano poche persone, l’utente può farsi parte attiva del processo segnalando immagini inappropriate, ma il meccanismo rimane comunque debole.
Se cercate #instaporn, #instasex, #instaboobs, #sextagram, che sono alcuni degli hashtag già rimossi, non troverete nulla, ma ce ne sono e ce ne saranno sempre di nuovi ed il fatto che voi non li troviate non significa che non li trovi vostro figlio. Il preadolescente che arranca distrattamente sulle proprietà delle potenze o sul calcolo polinomiale, si trasforma in un genio dell’informatica quando nei suoi neuroni entra in circolo quella potentissima droga chiamata “curiosità “.
Claudio Di Tursi, informatico della Polizia di Stato
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Un pensiero su &Idquo;Il porno? È su INSTAGRAM. Attenzione ai più giovani.

  1. grazie per informazine, est importante e preziosa specie per chi ha figli giovanissimi e/o nipotini. speriamo che i politici, oltre che a derubarci, pensino almeno a porre dei blocchi e limiti a personaggi che in nome della globalizzazione sono solo i vecchi magnacci di una volta, certamente anche peggiori, direi pedofili…

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