Il quadro di Angela

di Laura Startari* 



Laura Startari

Sfioravano e sfiorivano i suoi vent’anni, nell’istante in cui Angela seduta su quel divano mi raccontava la sua storia di dolore, di mafia. Si rivelò, mi rivelò e fu l’ultima volta per lei che potè parlare delle sue emozioni. Angela, così come il suo nome, il suo volto trasparente e puro ricordava un quadro antico, un ritratto intenso da osservare in silenzio. Conobbe l’amore Angela e non fu facile dimenticarlo, quando fu obbligata da suo padre, la persona che più avrebbe dovuto proteggerla e prendersi cura di lei, a lasciare l’uomo che amava per legarsi a vita con  un uomo “d’onore”. Il suo sposo del cuore fu costretto a fuggire, lontano e lei rimase li, ferma, immobile, violentata. Finì così la vita gioiosa di Angela, finì a vent’anni. Fu silenzio, sopportazione. Fu la storia di violenza che segnò allora e segna ancora oggi, in segreto, la vita di molte donne Angela. 

*Laura Startari fa parte del Coordinamento del Comitato Indipendente per Sant’Olcese

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