Gli insospettabili del copia e incolla.

 Devo ammettere che mi piace scrivere, ci perdo tempo. Ci perdo tempo perché non è detto che che tutto quello che ci piace ci riesca automaticamente bene. Leggo, rileggo, sposto, cambio, inverto, invirgolo, svirgolo…
Poi pubblico, e non appena la mail di notifica del nuovo post raggiunge i suoi 500 destinatari mi rendo conto di qualche svarione immortalato, manco a farlo apposta, nelle prime tre righe, quelle che vengono aggiunte in automatico alla notifica per far capire meglio di cosa tratta il post.
Allora cancello, provo a rimediare per salvare almeno la faccia, ma niente non c’è scampo, la brutta figura è garantita. Per non parlare, poi, delle tante, troppe, volte che mi sono accorto dell’errore leggendomi sul giornale, arrossendo di vergogna e rimpiangendo l’era in cui esistevano sant’uomini che di professione facevano i correttori di bozze.
Sempre più spesso rimango stupito nel vedere, invece, come scorre bene, come è precisa ed elegante la prosa di tante persone che, come me, scrivono, sui social o sul loro blog. Rimango sorpreso perché alcuni di loro li conosco, sono amici, colleghi o conoscenti e quando ci parlo non ho la sensazione di trovarmi di fronte ad un Saviano o ad una Tamaro.
Tra i tanti peccati che un giorno dovrò confessare a Don Giorgio c’è sicuramente l’invidia che, unita all’aggravante costituita da una certa misantropia che mi coglie a tratti, contribuirà in maniera importante a determinare il numero di Avemaria che dovrò recitare.
È pur vero, però, che come diceva Andreotti a pensar male si fa peccato ma ci si indovina; così, complice una certa deformazione professionale spesso tirata in ballo dai miei tanti detrattori, mi viene voglia di vederci chiaro. E allora estrapolo dal testo sospetto certe frasi che brillano come diamanti incastonati su un escremento; le seleziono col mouse, faccio click col tasto destro, le copio, le incollo su Google e premo invio. Ed ecco, dopo una frazione di secondo, comparire sullo schermo, trovati dal motore di ricerca, tutti i rimandi ai documenti prodotti dai tanti cyber-copioni che hanno rubato la stessa frase ad effetto per fare bella figura. A studiarci un po’, guardando le date in cui sono stati prodotti, si riesce a trovare sepolto in tutto quel bailamme anche l’unico originale.
La maggior parte di coloro che copiano, comunque, non lo fa per mettersi in mostra, ma perché vuole spiegare ai propri lettori certe idee e certi concetti nella maniera più chiara possibile. E allora perché non mettere le frasi diamantate tra virgolette e citare la fonte risparmiandosi il rischio di essere svergognati?

Misteri del cyberspazio. O del cyberpaese.
Claudio Di Tursi

Primo maggio in Ciaè: il tradizionale appuntamento con la festa ruspante sostenibile organizzata dalla Guardia Antincendi 

  

Programma della manifestazione

  • ORE 8,30 Alla Scoperta di Ciaè percorso escursionistico (EE)
  • ORE 10,30 Visita guidata al Sentiero Botanico
  • ORE 11,15 Santa Messa
  • ORE 11,45 visita guidata al Sentiero Botanico
  • ORE 12,30 Rancio
  • ORE 14,15 Giochi per i bambini
  • ORE 15,00 Merenda insieme

in occasione della Festa, sono state scelte le foto vincitrici del concorso fotografico che ha coinvolto i ragazzi delle scuole medie. Esposizione e vincitori venerdì mattina!

In caso di pioggia la festa si terrà domenica 3 maggio.

Dal blog del Consiglio Comunale dei Ragazzi un sondaggio sulla raccolta differenziata.

  Non parla di politica e sagre il blog del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Ieri, ad esempio, i nostri studenti delle medie hanno scritto un post con cui si invita la popolazione a partecipare ad un sondaggio sulla raccolta differenziata (clicca qui).

Il progetto è nato a dicembre 2014, il post di presentazione è del giorno 9 e nello stesso giorno Elisabetta Di Franco, con il post “La confessione di un(a) tutor“, ci spiega come i ragazzi l’abbiano coinvolta nella realizzazione del blog.

Il 18 dicembre il blog si occupava dell’inaugurazione della Piazza della Costituzione Italiana, regalandoci un inedito punto di vista su questo importante avvenimento; nei giorni successivi i ragazzi hanno informato la cittadinanza sull’incontro del 28 marzo con il Prof. Battifora, per discutere di antisemitismo ed olocausto.

Il blog è molto ben congegnato, c’è la sezione che contiene i verbali del Consiglio Comunale dei Ragazzi e quella dedicata al  filo diretto con i cittadini, un modo pratico per raggiungere i consiglieri e la tutor.

Insomma un lavoro eccellente che merita di essere conosciuto e, soprattutto, partecipato.

Sappiamo cosa significa fare un blog, quanto sia importante per chi si getta in quest’avventura avere un feedback con i propri lettori. Ogni mattina  un blogger, con gli occhi ancora socchiusi, si precipita sul contare delle visite per vedere quanti visitatori hanno letto il frutto delle sue fatiche. Dal numero di contatti che ha avuto dipende l’umore per l’intera giornata.

Facciamoglielo impazzire questo contatore, precipitiamoci sul sito 
http://ragazzidisantolcese.blogspot.it e diffondiamolo con ogni mezzo fra parenti ed amici, condividiamolo su Facebook e Twitter. Sono i ragazzi di Sant’Olcese, i nostri ragazzi; cosa c’è di più importante che sapere cosa pensano della scuola, di noi, delle nostre scelte, del mondo che gli stiamo lasciando?

Claudio Di Tursi

IL CREPUSCOLO DELL’ENTROTERRA

  

Di Flavio Poggi*

Bajardo è un bellissimo borgo medievale arroccato sulle impervie colline del profondo entroterra di Bordighera, la cui storia affonda fino all’epoca preromana, di cui reca ancora alcune vestigia archeologicheUna vera perla semisconosciuta anche alla gran parte dei liguri, al pari di Ceriana, Perinaldo e Rocchetta Nervina. Torno di nuovo da quelle parti, dopo anni, per discutere col Sindaco del problema di una frana che li preoccupa. Dopo aver pranzato di fronte all’incantevole vista del massiccio dei monti Toraggio e Pietravecchia, la più bella cartolina delle Alpi Liguri, percorrendo a piedi la via che ci conduce alla frana, alcuni dettagli colgono la mia attenzione. L’aria pulita e unica di queste zone, che mescola il frizzante delle montagne al fragrante profumato di macchia mediterranea. Il traffico quasi inesistente lungo le strade principali. Poche persone anziane e sole sedute sui muretti. Le fasce terrazzate che girano attorno alla collina quasi interamente abbandonate, franate e invase dai rovi. Le molte case dirute e fatiscenti e le troppe con le imposte sbarrate e i giardini invasi d’erbacce.

Faccio due parole col Sindaco e gli chiedo se la gente stia pian piano tornando, se la popolazione stia almeno un poco aumentando dopo l’emorragia inarrestabile di fine secolo scorso. Lui, il volto rassegnato, mi dice che, sì, i residenti sono un pochino aumentati, ma solo grazie all’arrivo di qualche extracomunitario attirato dai prezzi stracciati delle abitazioni e qualche tedesco in pensione innamoratosi di questi paesaggi. Ma il tasso di natalità è a zero e quello di invecchiamento della popolazione in continua ascesa, così come i decessi. Se continua così, fra vent’anni Bajardo sarà un villaggio fantasma.

In Liguria, nell’entroterraci sono decine di “Bajardo”. Centinaia di chilometri quadrati di valli magnifiche e impervie che hanno ospitato millenni di storia ligure e che, nel volgere di pochi decenni, rischiano di morire.

Ed è qui, da ligure, da italiano, che leggo le colpe di decenni di una stupida e ignorante politica di “sviluppo” economico che, anziché saper sfruttare il periodo di vacche grasse della fine del secolo scorso per valorizzare, promuovere, difendere il nostro patrimonio ambientale, storico, culturale, paesaggistico e sociale, lo ha devastato, come sulle coste, o dimenticato ed abbandonato, nell’entroterra. E così, in meno di un secolo vengono spazzati via millenni di storia, cultura e tradizioni. Vengono lasciati ai rovi ed all’oblio le testimonianze di secoli di tenace fatica dei nostri avi, conseguendo un risultato che, in passato, neppure i peggiori terremoti, le guerre o le epidemie erano riusciti a raggiungere. Eppure, con un poco più di saggezza, amore e lungimiranza una storia diversa sarebbe potuta essere scritta; basta guardare all’esempio del Trentino Alto Adige, che da sempre difende e tutela concretamente le proprie montagne impedendone l’abbandono. E invece, quando ce ne sarebbe stata economicamente la possibilità, si è agito nella direzione opposta e oggi temo non ci resti che la rassegnazione ed il senso di triste impotenza nello stare ad osservare il crepuscolo del nostro entroterra.

*Flavio Poggi, geologo, è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

I profanatori del 25 aprile

Oggi è il 25 aprile. Settant’anni fa formazioni di uomini valorosi hanno liberato l’Italia dall’incubo del nazifascismo, ridando dignità ad una nazione che l’aveva perduta a costo del loro sangue. Sentirete un sacco di dibattiti in TV, leggerete articoli di circostanza sui giornali. Ci saranno politici che tenteranno di associare il loro nome alla Resistenza non essendo nemmeno degni di nominarla. Andranno ad infangare i nostri caduti deponendo corone di fiori nei posti dove hanno versato il sangue con avvisi di garanzia e condanne sulle spalle.  

Qualcuno di loro arriverà anche a nominare Sandro Pertini. 

Questa gente ha la fortuna di vivere in un tempo in cui ci siamo dimenticati cosa siano l’onore, e l’orgoglio di essere italiani. 

Fra un mese li andremo a votare rinnegando ancora una volta chi ha sacrificato la propria vita per consegnarci un’Italia libera e democratica.

Claudio Di Tursi

  

Un altro pilastro del “Centro del Mondo” ci ha lasciato

Sant'Olcese Inform@

foto copia 2 Giacomo Carrossino

di Dimes Genovese

E’ mancato ieri Giacomo Carrossino, per tutti Giacomin o Già, un altro pilastro della vita associativa e sociale di Sant’Olcese.

Non c’era manifestazione, attività nella Parrocchia, nella sua AVIS di cui fu uno dei fondatori a Sant’Olcese, né preparazione di tutte le feste di Ciaè, dell’ACLI nella costruzione del campo sportivo e del Circolo,  ma anche nella vita politica con la sua lunga militanza nella Democrazia Cristiana e nell’impegno sociale sempre pronto a dare una mano a chi ne aveva bisogno, in cui non fosse presente Già.

Ci sentiamo orfani, ci mancheranno tantissimo i suoi mugugni e i battibecchi con Don Carlo e Don Giulio, ci mancherà sempre la sua capacità di stare ad ascoltare ed a ritrovare ogni volta  l’entusiasmo per costruire nuove cose a Sant’Olcese.

Grazie Già, ci hai insegnato con il tuo esempio l’aiuto agli altri e la gioia della comunità.

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Un buon segnale…

  
Come si evince dalla foto si sta risolvendo un problema importante in tema di barriere architettoniche. Lo scalino che separava il vecchio marciapiede davanti al Margherita (Conad) – in via Sturzo a Manesseno – dal nuovo costruito in occasione della  risistemazione della  piazza intitolata al Caporale Luigi Torre lo scorso dicembre, ed a questa inspiegabilmente sopravvissuto,  lascerà il posto ad uno scivolo che raccorderà i due tratti di marciapiede. Purtroppo questo ha significato la demolizione di opere appena realizzate, ma è un prezzo che paghiamo volentieri se contribuisce a semplificare la vita alle persone con problemi di mobilità. 

Claudio Di Tursi