Il trenino di Casella sul binario morto : “Rischia di scomparire”

 

 

di GIULIA DESTEFANIS e VALENTINA EVELLI Pubblicato su repubblica.it alle ore 19.46 del 10 aprile 2015 

 La ferrovia storica è chiusa ormai da oltre due anni. Le frane post-alluvione hanno bloccato il ripristino

DEL trenino è rimasto solo il ricordo. Sui binari della ferrovia Genova-Casella il rumore dei convogli ha lasciato spazio al silenzio e all’erba che cresce tra sassi e rotaie. Un silenzio che continua da novembre 2013 quando l’Ustif, l’Ufficio Speciale Impianti e Trasporti Fissi, aveva chiesto ad Amt di mettere in sicurezza della linea.
Aveva annunciato interventi programmati a Fontanassa e a Orero per sanare una situazione si trascinava da più di 50 anni. I lavori sarebbero dovuti terminare a fine 2014, scadenza prima prorogata a metà 2015 ma con i danni dell’ultima alluvione e i versanti da mettere in sicurezza, la data di fine lavori è slittata ancora. Ultimo termine previsto, gennaio 2016.
E così, tra proroghe e silenzi, Genova e il suo entroterra rischiano di dimenticare un patrimonio di storie e bellezze: una storia lunga 24 chilometri e 86 anni, perché l’inaugurazione è del 1929. È da allora che la Genova-Casella – una delle poche linee in Italia a “scartamento ridotto”, con un solo metro di distanza tra i binari e il trenino più stretto del normale che ne fa un’attrazione – saluta la Lanterna dall’alto, dalla stazione di Manin con la sua atmosfera d’altri tempi, e s’inerpica fino alla Valle Scrivia. A frequentare la linea sono 250 mila passeggeri l’anno. Nel 2010 il passaggio sotto il controllo di Amt, l’unica azienda ad aver partecipato al bando pubblicato dalla Regione: poi dal 2013 l’Odissea.

«Con il 2016 finirà davvero l’incubo? Le scadenze ci sono, ma continuano a essere posticipate – rilancia Silvia Bevegni del comitato Salviamo il trenino di Casella – In questi anni qualcosa si è mosso, è vero. Gli interventi sul ponte di Orero sono conclusi ma se non si sistemano i danni delle frane, come si fa a far ripartire la linea? ». Tutti qui hanno l’amaro in bocca, perché i turisti non arrivano più, mentre i pendolari sono a piedi, costretti a scendere a Busalla e a prendere un bus sostitutivo (che, precisa Amt sul sito, «ha una capienza di trenta posti: in caso di forte affluenza non è possibile garantire l’accesso in vettura »).

Quel che ci si chiede ora è quando partiranno davvero i lavori: «Nell’ultimo incontro con le istituzioni, del bando per assegnare i lavori di messa in sicurezza, non c’era ancora traccia», continua Bevegni. Ma Amt e l’assessore alla Mobilità del Comune di Genova Anna Maria Dagnino assicurano che «le procedure di gara sono in corso».

Gli investimenti? Ai 390 mila euro stanziati a luglio 2014 e ai cantieri già aperti si è aggiunto il milione e 150 mila euro destinato dalla Regione – proprietaria della ferrovia – al ripristino dei danni post alluvione. «Che sono stati ingenti, per oltre 1 milione e 200 mila euro – spiega Dagnino – Dalla frana più grande sono stati portati via addirittura 900 metri cubi di detriti. Subito sono stati stanziati 100 mila euro per le somme urgenze, poi la Regione ne ha messi altri 250 mila per la rimozione delle frane e 900 mila per gli interventi sui binari». Niente più ritardi, dunque? «I tempi sono quelli tecnici, piogge e frane hanno rallentato cantieri già complicati – conclude – Ma Amt ha già pronto un piano di rilancio». La Genova-Casella «è una risorsa in cui crediamo – aggiunge l’assessore regionale ai Trasporti Enrico Vesco – Lo dimostrano i fondi stanziati e il nuovo treno realizzato ad hoc». Il gioiellino, cioè, costruito da Ansaldo e costato 4 milioni, che sarà pronto nei prossimi mesi e si spera possa mettersi presto in moto.

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Un pensiero su &Idquo;Il trenino di Casella sul binario morto : “Rischia di scomparire”

  1. Il problema principale è AMT. I fondi ricevuti per avviare di nuovo il trenino di Casella sono stati utilizzati per altro, presumibilmente per tappare alcuni buchi.
    Parliamoci chiaro, l’unico modo per far rivivere il trenino di Casella è affidarlo ad un soggetto privato, purtroppo. A livello di guadagno per quando riguarda AMT, sarà sempre un progetto in perdita. Un privato può utilizzare il trenino come sede di matrimoni o di cerimonie, come avveniva in passato. Il trenino di Casella come mezzo di trasporto non ha d’esistere. Ci vuole qualcuno che con i propri soldi decida di investire. E non sarà facile. Ma se guardiamo non troppo distante da noi, in Svizzera, c’è il famosissimo trenino rosso, che ogni anno attira migliaia di persone, per il percorso panoramico che compie. Va bene che non saremo in Svizzera, ma secondo me questo espediente è l’unico che permetterà al trenino di Casella di non morire…

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