I profanatori del 25 aprile

Oggi è il 25 aprile. Settant’anni fa formazioni di uomini valorosi hanno liberato l’Italia dall’incubo del nazifascismo, ridando dignità ad una nazione che l’aveva perduta a costo del loro sangue. Sentirete un sacco di dibattiti in TV, leggerete articoli di circostanza sui giornali. Ci saranno politici che tenteranno di associare il loro nome alla Resistenza non essendo nemmeno degni di nominarla. Andranno ad infangare i nostri caduti deponendo corone di fiori nei posti dove hanno versato il sangue con avvisi di garanzia e condanne sulle spalle.  

Qualcuno di loro arriverà anche a nominare Sandro Pertini. 

Questa gente ha la fortuna di vivere in un tempo in cui ci siamo dimenticati cosa siano l’onore, e l’orgoglio di essere italiani. 

Fra un mese li andremo a votare rinnegando ancora una volta chi ha sacrificato la propria vita per consegnarci un’Italia libera e democratica.

Claudio Di Tursi

  
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Un pensiero su &Idquo;I profanatori del 25 aprile

  1. Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato;
    di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà…
    l’onestà… l’onestà. […] E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve
    essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo. Se c’è qualcuno che da’ scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta
    della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!
    (Sandro Pertini)

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