EDILIZIA SCOLASTICA – NOTIZIE DAL CONSIGLIO PARTE 2

di Flavio Poggi

  Un ampio spazio dell’ultima seduta del Consiglio comunale è stata, quindi, dedicata alla discussione della nostra interrogazione inerente le strategie che l’Amministrazione comunale intende perseguire in materia di edilizia scolastica. Motivo della nostra interrogazione, oltre all’ovvia attenzione che poniamo sulla materia, sono state alcune recenti iniziative intraprese e interviste rilasciate alla stampa locale dalla Giunta, con particolare riferimento al finanziamento richiesto per la riqualificazione termica e il restauro dei prospetti della Matteotti ed a quanto dichiarato relativamente all’avvio della progettazione del nuovo plesso presso il sito del Rio Lasco. In sintesi, la nostra interrogazione poneva alla Giunta i seguenti quesiti:

– far chiarezza sulle strategie che si intende perseguire in materia di edilizia scolastica;

– per quanto riguarda la scuola elementare Matteotti, se si intenda procedere ad un’approfondita verifica strutturale dello stabile prima di investire eventuali ingenti risorse nell’adeguamento termico ed estetico dello stesso;
– per quanto attiene l’area del Rio Lasco, se si intenda procedere ad un approfondimento di indagine idro-geomorfologica del sito prima di avviare la progettazione architettonica del nuovo plesso;
– Per quanto attiene la scuola secondaria “Ada Negri”, se si confermi l’esigenza di aumentare ulteriormente il numero di aule ospitate e, in caso affermativo, se si intenda preliminarmente provvedere a procedere ad una circostanziata verifica della sussistenza dei requisiti di sicurezza della struttura in rapporto al nuovo assetto che si verrà a determinare ed al maggior numero di ragazzi che dovrà ospitare.
L’Assessore Taddeo ed il Sindaco Sanna, ai quali diamo atto di estrema trasparenza, ci hanno risposto ammettendo, innanzitutto, di essere consci della situazione di vetustà in cui versano sia la Matteotti, sia la Ada Negri che, oltretutto, non forniscono ai ragazzi spazi e strutture adeguati, come sarebbero auspicabili per una scuola moderna. La strategia di lungo termine che l’Amministrazione sta attivamente perseguendo è, quindi, quella della costruzione di un nuovo plesso scolastico e l’area all’uopo individuata viene confermata presso il Rio Lasco che, pur essendo in territorio comunale di Genova, è nelle disponibilità del Comune di Sant’Olcese per via degli accordi sottoscritti e disporrebbe degli spazi adeguati per la realizzazione di una struttura adeguata e completa anche di spazi verdi ed aree attrezzate per lo sport all’aperto. Siccome per ottenere finanziamenti occorre avere un progetto preliminare, il Comune ha attivato una convenzione con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, che farà lavorare i propri studenti sull’argomento. Tuttavia, consci del fatto che la struttura da realizzare avrà certamente costi molto elevati e che nell’attuale contesto economico non è così semplice reperire i finanziamenti necessari e che, comunque, la realizzazione di una simile struttura richiederà tempi lunghi, nel frattempo, l’Amministrazione cercherà di migliorare per quanto poissibile gli edifici scolastici esistenti. In questa direzione deve essere inteso il finanziamento richiesto per la Matteotti.Infine, per quanto riguarda il possibile riutilizzo della scuola di Torrazza, che oggi ospita i laboratori del CEA e la Croce Bianca, prospettato dal programma elettorale della maggioranza, l’Assessore Taddeo ha ammesso che, tralasciando i costi dei lavori che la struttura richiederebbe per essere riadeguata, il Provveditorato non coprirebbe i costi per il personale necessario ad aprire la struttura. Quindi, l’ipotesi è stata abbandonata.
Le nostre valutazioni, espresse in sede di Consiglio, sono le seguenti. Ovviamente, condividiamo sia le considerazioni circa l’inadeguatezza delle strutture della Negri e della Matteotti sia la logica conclusione che l’unica soluzione possibile sia quella di perseguire con convinzione la costruzione di un nuovo plesso scolastico. Tuttavia, permangono le forti perplessità che avevamo già manifestato in campagna elettorale circa la localizzazione del sito. L’area del Rio Lasco, infatti, oltre ad essere molto decentrata rispetto al territorio comunale e nel territorio di un altro Comune, si trova presso la confluenza di un piccolo affluente nel Torrente Secca, pochi metri a valle della confluenza col Sardorella. L’assetto geomorfologico ed idraulico dell’area non appare, quindi, del tutto rassicurante per gli aspetti inerenti il rischio idrogeologico. Si tratta, inoltre, di un’area oggi totalmente naturale: i lavori per la realizzazione della scuola dovranno prevedere, quindi, sia la cementificazione di estese superfici sia la “messa in sicurezza” del rivo, cioè ulteriori arginature e artificializzazioni del corso d’acqua. Credo che la nostra contrarietà a ulteriori interventi che prevedano cementificazioni e artificializzazioni del territorio sia ben nota a tutti. Ancorchè la finalità sia ben più nobile di quelle meramente lucrative delle odiose lottizzazioni assentite nel recente passato, rimaniamo fermi nella nostra convinzione che ogni ulteriore consumo di suolo andrebbe evitato e che sarebbe molto meglio orientarsi sulla riconversione di aree già oggi cementificate, visto anche che ve ne sono molte che versano in stato di abbandono e degrado. Il fatto, poi, che l’intervento richiederebbe, con ogni probabilità, la realizzazione di opere di artificializzazione ed arginatura del corso d’acqua ci rende ancor più dubbiosi sulla scelta operata. Per questo abbiamo chiesto con forza che il progetto sia preceduto da uno studio geologico ed idraulico ben circostanziato ed approfondito: se l’area non è sicura al di là di ogni ragionevole dubbio o richiederebbe onerosi interventi di “messa in sicurezza”, meglio evitare di perdere tempo e risorse in progetti irrealizzabili.
Quanto all’intervento di riqualificazione della Matteotti, pur comprendendo l’approccio della Giunta, abbiamo rimarcato innanzitutto i nostri dubbi circa le carenze strutturali dello stabile, che andrebbero ben valutate prima di procedere ad eseguire interventi sicuramente importanti ma che riguardano esclusivamente l’involucro e non lo scheletro dell’edificio. Inoltre, abbiamo manifestato qualche perplessità circa l’utilizzo di risorse destinate all’edilizia scolastica per una struttura che, in prospettiva, dovrebbe essere venduta (col meccanismo delle cartolarizzazioni) per recuperare risorse per costruire il nuovo plesso scolastico. Il Sindaco ci ha rassicurato asserendo che, certamente, la struttura verrà attentamente esaminata per gli aspetti inerenti la sicurezza statica prima di procedere ad eventuali ulteriori interventi e che, comunque, visti i tempi che occorreranno per la realizzazione del nuovo plesso, anche nell’ipotesi più fortunata, eventuali interventi di riqualificazione della Matteotti saranno completamente ammortizzati.

Ci si consenta, infine, una piccola malignità nel commentare l’affaire della scuola di Torrazza, che, ricordiamo, era previsto nel programma elettorale della maggioranza: considerato come si svolte le cose e che i forti dubbi circa la reale possibilità di concretizzare quell’ipotesi che avevamo manifestato fin da allora si sono prontamente avverati, non è che si sia trattato, alfine, solo di una boutade elettorale fatta per raggranellare consenso in un’area dove l’opinione pubblica era piuttosto arrabbiata per il degrado nel quale le precedenti amministrazioni l’avevano lasciata?

*Flavio Poggi, Geologo, è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per San’Olcese

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Un pensiero su &Idquo;EDILIZIA SCOLASTICA – NOTIZIE DAL CONSIGLIO PARTE 2

  1. Solo una piccola nota relativa all’area citata del Rialasco, che monitorizzo giornalmente da oltre 15 anni. Non è mai stata oggetto di esondazioni, nonostante l’estrema incuria in cui è stata relegata. Per quanto attiene agli argini, l’ultima volta sono stati manutenuti dai Cambiaso e dal Comune di Genova nel lontano 1899. Studiosi del settore, con esperienza sul campo, come il Geom.Pietro Pittaluga e le Signore Daniela Pittaluga, Anna Decri, Fiamma Lenzi ed altri, nel 1999 hanno presentato (gratis) un approfondito rapporto e suggerimenti al Comune di Genova, alla Provincia di Genova ed alla Regione Liguria. Naturalmente nulla si mosse, anzi sospetto che abbiano immediatamente buttato il tutto nel cestino della carta straccia. Ora il balletto potrebbe riprendere con perizie e controperizie, purchè siano costose. Sarà solo una mia personale convinzione, ma di simili pantomine ne ho viste molte nel corso del tempo e non fanno onore alle cosiddette Istituzioni. Ormai me ne sono fatto una ragione. Bye

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