Chiude il Corriere Mercantile, se ne va un pezzo della storia di ciascuno di noi

 Mi ricordo uno dei periodi più felici della mia vita, saranno trentacinque quarant’anni fa. Ogni sabato che il signore mandava in terra, uscito da scuola, andavo a trovare mia zia Marisa, che abitava nella splendida via Balbi. Insieme a mio zio tenevano la portineria della Levante assicurazioni e vivevano lì, in un appartamento ricavato probabilmente dividendo uno degli immensi saloni del palazzo. Dopo pranzo, nel primo pomeriggio, mio zio mi mandava a comprare il giornale all’edicola della vicina piazza della Nunziata. Era il Corriere Mercantile e in quegli anni usciva di pomeriggio. Prima di consegnarglielo mi sedevo nella sua poltroncina in portineria e leggevo le notizie. Parlava molto del porto; c’era scritto il nome, il molo d’attracco e la provenienza o la destinazione delle navi in arrivo o in partenza da Genova. Ma c’erano anche tante notizie di cronaca; erano gli anni del terrorismo, dei tanti omicidi irrisolti. Quanto mi affascinavano ed al tempo stesso mi inquietavano quegli articoli. Ogni tanto alzavo lo sguardo e dalla finestra con le inferriate che dava direttamente su via Balbi vedevo le persone camminare ed andare tranquillamente al bar di fronte e mi rasserenavo. Anche se i fatti terribili che narrava quel giornale erano spesso avvenuti a poche centinaia di metri di distanza. Camminando tre minuti si era in via Pré, all’epoca territorio della malavita partenopea tutta made in Italy; ogni tanto c’era qualche pistolettata, qualche sequestro di sigarette di contrabbando, qualche prostituta che moriva in circostanze poco chiare. E camminando da via Balbi verso la Stazione Principe si arriva in Salita Santa Brigida, dove l’8 giugno 1976 le BR hanno ucciso il giudice Francesco Coco ed i carabinieri della scorta. Era un martedì e quando il sabato successivo immancabilmente andai a pranzo dagli zii li trovai scossi. Mi raccontarono del trambusto, delle ambulanze, delle sirene della Polizia.

Ora mia zia Marisa non c’è più, lo zio è da qualche giorno in ospedale e questa fiumana di ricordi mi travolge mentre ho tra le mani l’ultima copia della Gazzetta del lunedì, settimo numero del Corriere Mercantile, che da domani chiude i battenti. E mi fa male.

Claudio Di Tursi 

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