#IoAspettoIlTrenino: Il trenino di Casella è cultura non può morire di burocrazia- il nuovo articolo su Repubblica 

 

 Il trenino di Casella è cultura non può morire di burocrazia

di FRANCESCO LA SPINA

4 agosto 2015

La linea nata per collegare Genova all’Emilia e rimasta poi incompiuta non è tecnicamente da chiudere solo a causa di un ponte da rifare

Chiudete gli occhi e pensate a una ferrovia che parta con vista sul Mediterraneo, serpeggi lungo le colline, scenda nel fondovalle dello Scrivia, affianchi il torrente fino a Laccio, scavalchi l’Appennino ligure a Torriglia, inizi a seguire il corso del Trebbia, sbocchi in pianura a Rivergaro, tocchi Piacenza, prosegua a Oriente lungo il Po e poi risalga la sponda sinistra del fiume Nure.

Lo avete fatto (e se non siete degli assi in geografia aprite la cartina di un caro vecchio atlante)?Ecco: siete entrati nella mente di chi, agli inizi del secolo scorso, sognava di collegare così Genova all’Emilia, il mare al Grande Fiume e ancora ai monti che dividono le due regioni. Un progetto rimasto tale nella sua interezza e concretato solo nelle due parti estreme: da Genova a Casella e da Piacenza a Bettola.
Quest’ultimo tratto venne aperto nel 1933 (predendo il posto del tram a vapore che funzionava addirittura dal 1881) e chiuso nella seconda metà degli anni Sessanta, il decennio maledetto per le sorti di tante ferrovie secondarie sacrificate sull’ara della motorizzazione. La Genova-Casella, invece,… continua a leggere

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