La mamma del Mulino Bianco non esiste (Non sudare parte terza (Lo so, sta diventando una saga che manco Star Wars…))

  Di Chiara Ferraris*

Guardo pubblicità come quella del buon Banderas che si diletta a inventare merende originalissime come il pane e il cioccolato e osservo queste famiglie riunite a tavola per fare colazione tutti insieme, ben vestiti e pettinati, con il sole che spalanca il mattino e il sorriso sulle labbra. Scorgo brocche che traboccano latte probabilmente appena munto e torte soffici come nuvole che si tuffano con tripli carpiati nella tazza, senza lasciare scie unte sulle mani dei bambini. Mamma e papà baciano i figli, sorridono ai loro angioletti e tutti insieme, giacca sotto braccio perché fuori c’è quel clima perfetto né troppo caldo né troppo freddo, HOP! si va a scuola e al lavoro, con calma, perché intanto sono tutti in orario.

PURO STILE FANTASY, mancano solo i draghi.

Penso alle nostre colazioni. Intanto io sono una di quelle persone che si alza già con il mal di testa, curabile solo dopo una caffettiera da due. In secondo luogo non mi sognerei mai di fare colazione vestita (e mai lo permetterei ai miei figli) perché questo vorrebbe dire arrivare al lavoro con i biscotti spalmati sulle spalle (una volta è successo, vi giuro che non è divertente sentirsi dire da un alunno: “Prof. ha un plasmon sulla maglia”, come dire intacca leggermente l’aura di rispetto e mistero che aleggia intorno agli insegnanti). Infine: i sorrisi a colazione? Stiamo scherzando?

La nostra colazione è alle sei e mezza, e già ti scappa il sorriso dalle labbra solo a pensarci. La maggior parte delle volte, inoltre, i bambini non sono soddisfatti del tipo di biscotto che hanno mangiato fino al mattino prima, mia figlia rovescia il latte sul tavolo almeno una volta, io tento di bere il mio caffè mentre mi destreggio tra mille altre cose da fare prima di uscire, mio figlio ci impiega un parsec a finire la sua mezza tazza di latte e cioccolato e le mie torte non sono soffici come nuvole. Usciamo, quindi, tutti amorevolmente in ritardo probabilmente con la giacca d’estate.

Perché la mamma del Mulino Bianco non esiste: MAMME di tutto il mondo, rilassiamoci! Siamo esseri umani, non gli androidi anni ’50 dipinti dalla televisione.

A volte però mi viene voglia di esserlo. Mi capita quando non vedo i bambini tutto il giorno: ho il desiderio di essere per loro la mamma perfetta nel poco tempo della giornata che ci è rimasto per stare insieme. Allora indosso metaforicamente il grembiule della pazienza e del buonumore e li attendo di ritorno dall’asilo, escogitando una sana merenda insieme, raccontandoci la giornata trascorsa, un gioco sul tappeto e una favola letta davanti al caminetto acceso, prima di metterci tutti e tre ai fornelli e preparare insieme una cena genuina e squisita. Poi loro arrivano e smontano tutto: non hanno voglia di fare merenda, oppure la vogliono ma di certo non desiderano il mio pane con l’olio ma una merendina strachimica, mi chiedono cinquantadue cartoni animati diversi o il gioco che è finito in fondo all’armadio e che mi costringe a tuffarmi tra le tute da sci per recuperarlo, e il tempo passa, arriva ora di cena e metto insieme due fettine da fare in padella alla veloce e mi sento un po’ stordita e avvilita.

Sapete che c’è? Io non sarò la mamma del Mulino Bianco, perché alla fine tutte le imperfezioni della persona umana vengono fuori ma c’è un’altra grande verità: anche i miei figli non vengono dal Mulino Bianco. Sono PERSONE, con i loro desideri, i loro limiti, le loro voglie e non- voglie e le loro giornate storte. Come tutti.

E forse la mamma perfetta è quella che li sa accogliere così come sono.

*Chiara Ferraris, mamma di due bambini, laureata in biologia molecolare e cellulare, attualmente insegnante di matematica e scienze nelle scuole medie.

Coraggio Elena

 Ci sono persone che hanno una forza ed una dignità tale che, quando le vedi cedere sotto i colpi di una vita troppo spesso bastarda, ne rimani scosso in una maniera talmente profonda che è persino inutile tentare di descriverla.
Così mi sono sentito quando, alle quattro meno un quarto di mercoledì pomeriggio, Elena Viola, che da un anno e mezzo guida la nostra esperienza politica, mi ha chiamato per dirmi che era costretta a rinviare la riunione programmata per l’indomani a causa della perdita improvvisa di una persona a lei molto cara, il compagno di sua madre.

Non dimenticherò tanto facilmente la sua voce mentre tentava inutilmente di trattenere il pianto. 

Elena, noi Orsi ti siamo vicini ed in questo momento ti abbracciamo forte. E non vediamo l’ora che tu ci chiami per fare la nostra stupida riunione. La vita, questa maledetta vita, non ci piegherà.

Claudio Di Tursi Portavoce del Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Maurizio Puppo: una persona speciale

  

Quando l’impegno sul lavoro non è solo dovere ma anche dedizione e umanità…



di Silvia Bevegni*
PREMESSA: personalmente vorrei raggiungere Genova con la FGC intesa come servizio ferroviario e non tramite pullman a mio avviso stretti, scomodi, inquinanti, e nocivi (non solo per le strade piene di buche, ma grazie anche allo stile di guida poco attento di alcuni autisti) per le colonne vertebrali dei passeggeri. Ma in tutto questo “brutto viaggiare” su gomma succede, cosa più unica che rara, che gli utenti quasi sempre bistrattati dal servizio pubblico si sentano a volte “coccolati”…

Una sera salgo sul pullman Genovarent dell’ultima corsa sostitutiva FGC da Genova e mi accorgo subito che l’autista sta spiegando alcuni dettagli ad un collega “nuovo” che nei prossimi giorni prenderà servizio sulla linea. L’autista in questione è uno dei più bravi, se non il migliore, tra quelli che dal Novembre 2013 ci trasportano avanti e indietro; per noi affezionati al treno, che malvolentieri subiamo il servizio sostitutivo su gomma, è una piccola consolazione aver trovato fra il personale Genovarent alcune persone che dal punto di vista umano non ci fanno affatto rimpiangere la, diciamo così, “ruvidezza” di parte del personale FGC…

Ma il punto è che quella sera non credevo alle mie orecchie.

Altre volte sono capitati sui pullman autisti new entry cui i colleghi mostravano le caratteristiche del percorso, ma questa volta (e chissà quante altre volte) il Sig. Maurizio Puppo non si è limitato a far vedere la strada al collega… Sono rimasta talmente incantata che solo all’ora della partenza ho pensato che avrei potuto registrare il discorso a futura memoria! Sembra incredibile che il regolamento di Genovarent, spiegato alla lettera dal Sig. Puppo, corrisponda esattamente a quello che noi utenti (nota bene, da lui chiamati CLIENTI) ci potremmo aspettare…

E così pare che le partenze e i transiti in anticipo rispetto all’orario non siano tollerati dall’azienda, che consiglia piuttosto di fermarsi in una piazzola o in uno slargo nei punti lungo il percorso per calibrare i tempi di percorrenza; molto meglio arrivare con un paio di minuti di ritardo che lasciare qualcuno a terra, come tante volte è successo. Ci sono poi tanti accorgimenti da osservare nella condotta di guida su e giù per la tortuosa e ripida strada per Trensasco, perfettamente spiegati dal Sig. A, che non solo garantiscono un viaggio più confortevole, ma soprattutto evitano di danneggiare i mezzi. Ho saputo peraltro che uno dei pullman in questo mese ha subito una riparazione al differenziale (o altro componente che non conosco) per l’importo di € 8.000, 00, dovuto alla guida sconsiderata di un autista di cui ho fatto ahimè esperienza. E poi, tante altre cose su cui non mi soffermo… Tra cui, in direzione monte, meglio non “tagliare” per il centro di piazza Manin (come tanti autisti Genovarent fanno) bensì fare il giro completo, perché se una persona sta perdendo il pullman appena partito ha il tempo di fermarlo dal semaforo davanti al panificio… Tutte cose che non creano danno a nessuno e fanno davvero piacere; anche perché, come giustamente osservato dal Sig. Maurizio, perdere una corsa serale può voler dire non avere altro mezzo per tornare a casa.

Per farla breve, non so se Genovarent possa dare un premio, un encomio all’autista Puppo, perché se lo merita; di certo dovrebbe essere lui ad istruire i nuovi colleghi, sempre che costoro siano disponibili ad ascoltare suggerimenti e consigli… Da parte mia, e da parte di molti altri utenti – clienti, 

grazie Sig. Maurizio!

*Silvia Bevegni fa parte del Coordinamento del Comitato Indipendente per Sant’Olcese e del Comitato Utenti della Ferrovia Genova Casella

“Dai diamanti non nasce niente…”

“… dal letame nascono i fior.”

Così Fabrizio De André nella celebre “Via del Campo”, 1967.

Ed ai giorni nostri di letame ce n’è tanto in giro, non solo nella vita reale – prendete i cinque teppistelli che hanno ridotto in fin di vita un ragazzo solo perché sembrava gay- ma anche sui social, su Facebook soprattutto. Un’accozzaglia di stati imbarazzanti, di frasi fatte più o meno celebri, di motti, citazioni, aforismi, battute, battutine, battutacce, il tutto condito da qualche pizzico di razzismo, omofobia e sessismo che non guasta mai.

Ma a razzolare in mezzo a quel fango c’è quasi sempre da guadagnarci, a volte si trovano perle di una bellezza inaudita. Prendete ad esempio il dibattito su Miss Italia, sulla frase che questa sventurata ha detto quando alla domanda cretina «In che epoca ti sarebbe piaciuto vivere? » ha risposto in maniera ancor più cretina : «Avrei voluto vivere la II Guerra Mondiale, tanto so’ donna… non avrei fatto il militare!». Ora, Miss Italia è veramente quel che si dice un argomento di merda, eppure guardate con quanta sagacia e con che argomentazioni tratta la cosa sul suo profilo Facebook una persona con una cultura ed un intelletto fuori dal comune come Andrea Vinetti.

  Posso dire la Mia sul quella che sarebbe stata “l’uscita infelice” di Miss Italia???

Parte I: se fossi un moralista.

Posto che se Miss Italia deve rappresentarci nel Mondo e dice una cosa simile ma e’ una tipa relativmente giovane mi fa meno rabbrividire di dinosauri come Sofia Loren che pubblicizzano il presunto brand-Italia con compensi da urlo e per tutta la vita altro non hanno fatto che cercare di fuggire dalle proprie origini….

Parte II:

Io direi che per me vale lo Spirito Estetico di Voltaire. La Seconda Guerra Mondiale è finita. La Coscienza Storica di una Miss, ilare, assente o altro, non ci restituirà i morti. La sua bellezza è viva e magari questa ragazza ha in potenza l’emotività di Baudelaire ma non i mezzi per esprimerla. Io – ma vale solo per me – non prendo più posizioni da “indignato” che solo decostruiscono senza proporre nulla. Carola Sudero, i concorsi di bellezza devono continuare ad esistere. Sono i concorsi di Poesia che devono estinguersi; la Poesia non è una gara. Sui concorsi di bellezza si possono fare quelle “speculazioni leggere” del tipo “io preferisco questa ragazza perché ha la lineatura delle labbra più ondeggiante…” che ti fanno passare due ore.

Forse l’unica cosa di genio della intera mia vita e’ stata pensata a 18 anni, quando ho pensato che esistono donne inguardabili e non per questo simpatiche, ma talvolta inaffrontabili su qualsiasi piano comunicativo; altresì ci sono donne belle, bellissime, dotate di grande buonsenso, o intelligenza, o cultura. O creatività.
Questo ragionamento che ora mi sembra anche un po’ idiota, a risentirlo nella mia testa 22 anni dopo, m’appare come un primo, primitivo tentativo di liberarmi dalle idee che la gente che frequentavo mi trasmetteva. Ovvero: “equazioni di buonsenso”. Ma la vita, la mia almeno, non è stata né improntata al buonsenso (per quanti sforzi io abbia potuto produrre) né alla linearità né al raziocinio; o altro. Perdonatemi, a me fanno ridere (si fa per dire) i commenti sprezzanti verso la ragazza, perché costituiscono la prima cosa che ti verrebbe da pensare; e se mi capitasse diffiderei di me.

Buonasera. Vado a Sognare di essere un maitre à penser nella consapevolezza che domani mi sveglierò e sarò ancora e sempre me stesso, e che le dispute ideologiche su Facebook saranno su Miss Italia, sul fatto che la Pimpa fosse di sinistra (proposta dal manifesto, purtroppo…) e il suo Padrone, l’Armando, di Destra, e Coccobill di Jacovitti di Destra… Estrema, infatti se ci fate caso non impugnava mai il bicchiare tenendo il manico dalla parte Sinistra…Non è ideologia, né Opinione…E’ il Gossip del Settembre 2015.
Quando Jeanne Moreau diceva che la Cardinale era un’attricetta da teatrini di provincia… e scoppiava il dibattitone sulla Moreau attrice-elitaria e la Cardinale donna ‘immediata’… un po’ mi piace leggere queste cose, specie le cose che scrivo io in merito, un po’ mi fanno schifo in primis i miei interventi, che mirano ad edificare la Controcultura di una Controcultura…

See you Later!!! Nano-Nano.

La prefazione alle parole rubate ad Andrea Vinetti è di Claudio Di Tursi

#ioAspettoIlTrenino. Insieme a tanti “Gianni”!

  Gianni Plinio, Gianni Pastorino, Gianni Berrino. Politici liguri di destra e sinistra impegnati per rimettere il Trenino sui binari. Molto bene.  Quello che pare mancare è un impegno omologo in sede nazionale. I politici liguri impegnati nel parlamento romano, abituati all’aereo gratuito, sono probabilmente più preoccupati delle sorti di Alitalia che non di quelle della nostra piccola ed ecologica ferrovia. Intanto sembra confermata la riapertura per i primi mesi del 2016.

LA BUFALA DEI FONDI ALLUVIONE!

 Doverose precisasazioni sulla notizia degli 1,4 milioni stanziati dalla Regione per le alluvioni:
La notizia diffusa ieri sera dagli organi di stampa – e che anche noi de lapelledellorso avevamo ripreso – circa le risorse stanziate dalla Regione per il ripristino di danni alluvionali, dei quali beneficia anche il nostro Comune, ci aveva fatto sicuramente piacere, ma anche colto un pochino di sorpresa. I recenti fenomeni alluvionali, infatti, hanno colpito territori diversi rispetto a quelli citati nell’elenco riportato dalla stampa. Approfondendo, quindi, le fonti, si è svelato l’arcano: il famoso 1,4 milioni di euro è parte di un “vecchio” fondo di circa 5 milioni di euro di risorse erogate da un’ordinanza di Protezione Civile nazionale per i danni alluvionali dei fenomeni del Novembre 2012, ripartito ed assegnato nell’Agosto 2013. La programmazione di queste risorse aveva compreso anche un intervento nel nostro Comune: quello del Rio dei Berti, finanziato con un importo complessivo di circa 300.000 €, 240.000 dei quali di provenienza “regionale”.

Nulla di nuovo, quindi, purtroppo. Probabilmente solo un semplice equivoco legato ad una frettolosa comunicazione agli organi di stampa di un atto prettamente tecnico che dettaglia con maggiore precisione finanziamenti già assegnati più di due anni fa. Ma, si sa, in un periodo di vacche magre e di alluvioni ricorrenti come questo, la politica è sempre ansiosa di dimostrare la propria sensibilità alla tematica distribuendo risorse al territorio…in questo caso, purtroppo, si tratta solo di una minestra riscaldata. Speriamo, a questo punto, che l’intervento in questione, dopo ben due lunghi anni di gestazione, venga finalmente concretamente avviato.

Coordinamento Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Alluvione: Un milione e 400mila euro per Sant’Olcese ed altri sette comuni.

 dal sito sanremonews.it

Un milione e 400mila euro per interventi di mitigazione del rischio in 8 Comuni dell’entroterra ligure colpiti dalle ultime alluvioni. Sono stati stanziati quest’oggi dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone che ha dato mandato al presidente Toti, in qualità di commissario per l’emergenza, di erogare le risorse derivanti da una riprogrammazione di fondi. I Comuni interessati sono: Sant’Olcese e Uscio in provincia di Genova; Rialto, Nasino, Erli e Calice Ligure in provincia di Savona; Borgomaro in provincia di Imperia; Ortonovo in provincia della Spezia. Le opere previste si riferiscono a interventi di messa in sicurezza dal dissesto che insiste soprattutto sulla viabilità provinciale delle località e degli abitati.