Manesseno: l’inaugurazione del nuovo ponte tra metafora, entusiasmo, paura e realtà 

  Tra le metafore da discorso ufficiale, quella del ponte e forse la più abusata, e non saremo certo noi, proprio oggi, a privarci della soddisfazione di metterne in campo qualche esempio notevole.

Quella da cui vogliamo iniziare è senza dubbio “il ponte come punto di incontro”.  

Per anni abbiamo combattuto aspramente un sistema di potere radicato su questo territorio anche nei meandri più angusti della vita sociale. Un sistema che mirava all’auto-conservazione e la sosteneva con l’immobilismo di chi non vuole scontentare nessuno. Abbiamo cominciato insinuando il dubbio, facendo confronti, portando dati. Abbiamo spinto nella giusta direzione ed i nostri avversari di allora hanno pensato di lasciare il campo con dignità, appoggiando il cambiamento, o per lo meno non mettendosi di traverso di fronte all’ipotesi di un ricambio generazionale che fosse espressione dallo loro stessa parte politica. 

Dopo un iniziale scetticismo siamo stati convinti dai fatti che con i giovani amministratori che li hanno sostituiti si poteva avviare un dialogo franco. Il ponte e la riqualificazione di Manesseno sono stati il punto di incontro che ci ha portato a votare in maniera favorevole al bilancio nel quale era previsto lo stanziamento dei fondi necessari alle opere di riqualificazione; un gesto necessario del quale a nessuno è sfuggita l’elevata valenza simbolica.

Ben venga, allora, anche la metafora del “ponte come strumento di confronto”. Tra le due sponde di un corso d’acqua la vita si organizza sempre in maniera diversa, la crescita non è mai simmetrica ed il ponte ci permette di rendercene conto immediatamente. 

Come gruppo di minoranza cercheremo sempre di confrontarci con Armando Sanna, il suo gruppo ed il gruppo dei cinque stelle perché siamo convinti che da un confronto franco possano nascere idee e progetti di crescita sostenibile nell’interesse del bene comune.

Ma la metafora che ci piace di più è quella del ponte come passaggio, come scoperta del nuovo, come via verso il cambiamento. Grazie a questo ponte la vita degli abitanti del nostro piccolo comune cambierà ed i cambiamenti spaventano. Ma noi sappiamo che spesso, una volta attraversato un ponte, una volta raggiunta una destinazione, non si vuole più tornare indietro. 

Nel posto nuovo si intravedono nuove opportunità e ci si attrezza per superare le difficoltà dovute al cambiamento con uno spirito diverso, con una forza che non sospettavamo di possedere. 

Siamo carne e sangue tenuta in piedi da sogni; sognare non deve farci paura. 

Claudio Di Tursi

Portavoce del Comitato Indipendente per Sant’Olcese


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