LIDL: Mettiamoci un po’ di “PEPE” e tanta ironia

 

Inaspettato quanto gradito, giunge dal professor Giampiero Pepe, del Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II di Napoli, un commento arguto e divertente al nostro recente post sulla LIDL che orgogliosamente pubblichiamo.

Eh si, c’è una cosa su cui Claudio ha proprio ragione, devo ammetterlo: LIDL piace, LIDL a noi ci piace (come il presepe di Edoardo), per quei carrelli larghi, scintillanti nel loro aspetto metallico, ben pensati nelle soluzioni per i pacchi, con una buona tenuta di corsia (aggiungo io, che adoro lanciarli e poi salirci sopra come i bambini) .. La strategia di marketing adottata da questa catena di grande distribuzione è stata poi travolgente: hanno trovato il modo per mettere in atto nel modo migliore quella tecnica di sottile convincimento per cui tutto (o molto) di quanto proposto ti appare utile, talvolta addirittura indispensabile, quando poi sappiamo bene -in quell’impeto di razionalità che per qualche secondo ci prende nel corso della giornata- che così non è. Incredibile Claudio, non trovi?!: riuscire a farci desiderare di avere nella nostra dispensa o nella nostra piccola officina del fai-da-te, nata forse proprio grazie al LIDL, cio’ a cui non avevi mai pensato, quell’arnese o quel prodotto che ti mancava davvero, che avevi sempre inconsciamente desiderato ma che nel logorio di una vita troppo moderna non avevi mai messo bene a fuoco.
Una piccola fabbrica (in senso moderno, certamente) di sogni, magari anche scientificamente inutili, ma è cosi’….di piccoli sogni, che spesso hanno dei nomi non sempre italiani, talvolta non facilmente pronunciabili ma …tant’è, è anche questo un segno tangibile della pluri-cultura verso cui irreversibilmente tendiamo.

Già, ci incontriamo -caro Claudio-sulla qualità dei prodotti, sulle nostre scelte che vanno a privilegiare filiere italiane (ma che forte raccogliere questi inviti di gastronomia etnica…), condividiamo forse anche quel delicato ed avvolgente profumo di pane appena sfornato e depositato in quegli scaffali fatti di tante piccole gabbiette in cui ci divertiamo a pescare con improbabili pinzette (mi sento come un chirurgo che interviene in robotica sulla sua spesa…bellissimo) oppure a pesare con delle bilance davvero smart burrose brioches di cui forse sarebbe meglio fare a meno.

Ed il nastro? Non quello “rosa” di qualche bella canzone (italiana, certo!) ma quello su cui posare la nostra spesa: corsia larga e lunga, su cui nei momenti di sconforto per la estenuante coda davanti a te (capita sempre piu’ spesso al “mio” LIDL) ti verrebbe voglia di saltarci su e scorrere insieme ai tuoi acquisti, magari sdraiandoti e riposando con loro in quei pochi lunghi metri mentre l’addetto alla cassa batte i tasti e ti regala una colonna sonora fatta dei beep derivanti dal riconoscimento laser fino all’amaro risveglio del pagamento…..E sei lì, in quei piccoli spazi dove i tuoi prodotti scivolano angusti, raccolti, disordinati, dove le lattine sbattono creando improbabili assonanze, dove i sacchetti di pasta danno quel tocco di colore come un quadro di arte contemporanea e che già al solo vederli stuzzicano l’immaginazione della tavola imbandita a casa ad aspettarti, dove tutto insomma è li apparentemente ammucchiato per essere degno della tua ammirazione per la scelta fatta, quasi un’opera orgogliosa di far parte della tua piccola borsa ecologica….momento magico, da non rovinare allora se la signorina della cassa ti appare sgarbata o troppo veloce….Non sentirti offeso per questa rapidità, fai bene a rallentare: io trovo sempre il tempo per provare a parlare con lei mentre imbusto perchè so che anche lei è come me stanca per la giornata difficile che si apre o che si chiude, e perchè so che qualche sorriso scambiato insieme, che magari nasce da una battuta o da una considerazione generale e scontata sulla vita oppure ancora da un ricordo legato ad un prodotto comprato ed usato poco o niente, etc… puo’ essere un modo per scaricare quella tensione che in quel momento ti prende.

E cosiì uscirai dal tempio della grande distribuzione con il sorriso sulle labbbra, felice ancora una volta per aver trovato l’inutile graal che avevi tanto atteso, per essere riuscito a riempire ancora una volta le tue buste con la soddisfazione propria dell’uomo moderno, che ha svolto diligentemente la sua preghiera (ricordi Chaplin quando lavorava nella catena di montaggio?!) …quindi non facciamo guerre sante (ahimè, anche qui!) con la grande distribuzione, proviamo solo a conciliarci con noi stessi e con le persone che ci stanno vicine, fossero anche gli addetti alle casse del LIDL.

Entra anche tu nel club dei LIDListi simpatici, sii pronto a convincerti che è fondamentale comprare i led per illuminare gli armadi (come non averci pensato prima?! aver vissuto come in un medio evo nella spasmodica ricerca mattutina di una giacca…..) oppure complicati timer per la cucina sapendo di essere comunque destinato sempre a mangiare la pasta scotta. In una delle mie visite del lunedi mattina (occorre programmare molto bene la propria agenda per essere li’ pronti a partecipare al grande mercato di queste fantastiche offerte…delle volte mi sembra di essere in un film di Fantozzi) ho trovato (per chi crede, è stata la Provvidenza a portarmi a questo incontro…anche in questi peccaminosi luoghi di puro mercato essa riesce ad agire) un set di scalpelli per il legno, che mi ha fatto innamorare dell’arte dell’intarsio, oppure un’altra volta ho iniziato ad incidere la pietra e le conchiglie grazie al miracoloso incontro con un interessante incisore elettrico … non trovi incredibile questi avvenimenti?! Capisci perchè non posso allinearmi con te sul giudizio negativo contro questa “religiosa istituzione” che la rende diversa dagli altri grandi magazzini?! Far venire fuori le passioni sopite per una discutibile (ahimè) legge di mercato ha qualcosa di piu’ di una semplice e settimanale spesa…. Credo che anche per questo LIDL possa essere un tentativo riuscito (intelligente?! Posso dirlo?) di influire sulle nostre piccole passioni, facendole apparire come delle piccole grandi necessità…ma va bene anche così, sicuramente meglio che tenerle nel cassetto chiuse a chiave magari per sempre.

Caro Claudio, spero di incontrarti in una delle corsie con quelle grandi vasche piene di “leccornie tecnologiche” da scoprire e da capire, leggendo quelle istruzioni rigorosamente in lingua spagnola, che da sola aggiunge quella nota unica di musicalità per cui semplici cacciaviti o robotici taglia-siepi ti sembrano strumenti musicali che tu stai suonando da protagonista su un improbabile palcoscenico…e chi se ne frega se non hai mai avuto una siepe a casa tua! Tutto questo per me è LIDL, caro Claudio…parola di un lidlista convinto che intanto ti saluta con un caro Ole’ ,
Giampiero Pepe

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