IL PIANO CASA DELLA REGIONE LIGURIA – DICIAMO LA NOSTRA

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“Il salto si fa con l’edilizia”. A pronunciare queste parole è stato qualche tempo fa il premier, Matteo Renzi, promettendo sorprese per il rilancio dell’edilizia come volano della ripresa.

«Domani in giunta approveremo il Piano Casa. Una legge di cui vado orgoglioso, che consentirà di far ripartire il settore più importante per lo sviluppo e l’occupazione, quello dell’edilizia”. Lo ha annunciato il presidente della Liguria Giovanni Toti.

Superfluo cercare specifiche citazioni di Claudio Burlando, le cui opinioni in merito all’edilizia ci sono dimostrate nei fatti dall’attuale assetto urbanistico della Regione e dall’impressionante elenco di nuove colate di cemento che durante la sua amministrazione sono state sdoganate (porticcioli, outlet, centri commerciali, speculazioni edilizie residenziali, capannoni industriali…ne sappiamo qualcosa anche noi a Sant’Olcese).

Oggi il Decimonono riporta un’analisi di ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale, ente pubblico di ricerca) circa la cementificazione del territorio italiano, con un focus particolare sulla nostra Regione (http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/10/19/ARPMooNG-territorio_consumato_avanzata.shtml): niente di nuovo, solo un ulteriore monito circa il fatto che il nostro territorio ha già dato. Ha dato già ben più di quanto fosse lecito pretendere. E quindi non si sente davvero il bisogno di ulteriore cemento.

La nostra posizione nel merito crediamo sia ormai ben nota da sempre. Nulla di personale nei confronti dei tanti amici che lavorano nel comparto dell’edilizia, per carità! Ma sentire parlare di edilizia come “volano della ripresa” o come “settore più importante per lo sviluppo” ci preoccupa seriamente.

L’edilizia è un comparto che deve essere al servizio dello “sviluppo” (concetto, anche questo, che andrebbe opportunamente analizzato), non certamente il suo traino. Occorre costruire ciò che serve, SE serve. Non a prescindere, solo per creare indotto. Ma, soprattutto, occorre ripensare l’edilizia. Riconvertirla alle ristrutturazioni, alle riqualificazioni dei centri storici. Rilanciarla con i lavori pubblici, perché no? Ma non quelli delle Grandi Opere di dubbia utilità. Piuttosto, quelli della mitigazione del rischio idrogeologico, questi sì, di sicura utilità.

E, invece, la politica bipartizan regionale e nazionale sembra continuare a muoversi ancora e sempre nello stesso alveo, tracciato da decenni di indelebili sfregi al territorio e le urla silenziose delle decine di vittime delle alluvioni e di coloro che hanno perso i loro beni, la loro casa, il loro lavoro sotto metri di fango e detriti continuano a risuonare inutilmente, inascoltate e neglette.

Comitato Indipendente per Sant’Olcese

 

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Un pensiero su &Idquo;IL PIANO CASA DELLA REGIONE LIGURIA – DICIAMO LA NOSTRA

  1. io sono del parere che l’edilizia e le opere”pubbliche”edilizie e non sono sempre state il volano della corruzione e del furto di stato e dei politici…. sbagliero’, ma…..non credo, visti i risultati e soprattutto quello che succede quotidianamente nei tribunali…

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