FGC: è ora di pensare alla riapertura! Le richieste degli utenti. #ioAspettoIlTrenino

  di Silvia Bevegni e Flavio Poggi*

Pare che questa sia la volta buona, dopo ben due anni di servizio sostitutivo su pullman…
Poiché mancano ormai solo quattro – cinque mesi alla ripresa del servizio ferroviario, crediamo che sia ora di programmare seriamente il rilancio del servizio, perché, a valle degli investimenti realizzati e del lavoro di tante persone, non ci si può limitare ad una semplice riapertura con il medesimo “basso profilo” che ha caratterizzato il primo periodo della gestione AMT.

E, come da sempre andiamo dicendo, il rilancio della FGC passa attraverso una duplice azione sui fronti della fruizione pendolare e turistica. Su quest’ultimo aspetto le iniziative che si potrebbero immaginare e lanciare sono indubbiamente numerosissime; credo che ognuno potrebbe inventarsene parecchie. Ma, essendo noi utenti pendolari, crediamo di poter dare il nostro contributo soprattutto sugli aspetti di nostra diretta esperienza ed interesse.

Al fine di incentivare più possibile la fruizione di FGC come mezzo di trasporto pubblico locale riteniamo sia imprescindibile affrontare seriamente e in modo concreto un paio di temi che già negli anni scorsi abbiamo più volte portato all’attenzione di Regione ed AMT:

• l’integrazione tariffaria, quantomeno per gli abbonati, tra i titoli di viaggio FGC e gli abbonamenti AMT urbani;

• La revisione dell’orario in funzione dei flussi di utenza e non dei turni del personale in servizio;

• L’integrazione fra il servizio FGC e quello dei bus extraurbani, oggi gestito da ATP.

Quanto all’integrazione tariffaria, non pare così complicato prevedere dei titoli di viaggio unificati (abbonamenti annuali, mensili e settimanali) che consentano di viaggiare sia sul trenino sia sulla rete urbana AMT, senza eliminare ovviamente gli abbonamenti solo FGC per chi non ha bisogno dell’autobus, visto che il Gestore è unico. Tale innovazione dovrebbe, a nostro avviso, essere accompagnata da un riordino generale del sistema tariffario FGC, che al momento attuale manifesta alcune evidenti storture.

Siamo certi che l’opportunità di avere un unico titolo di viaggio, più pratico e che magari consenta un risparmio di spesa rispetto alla somma matematica di due o più abbonamenti, rappresenti un’interessante opportunità per chi debba utilizzare più mezzi di trasporto.

Quanto agli orari del servizio, spiace constatare che la più recente politica dell’azienda sia stata improntata quasi esclusivamente ad assecondare le esigenze e i turni di servizio del personale dipendente piuttosto che le esigenze di trasporto dei possibili utenti. Ciò è in gran parte dovuto alle carenze di organico del personale viaggiante. E’ indubbio, quindi, che se vogliamo che l’obiettivo sia quello di trasportare un maggior numero di persone, occorre che il Gestore reintegri l’organico di FGC, così da poter formare squadre che possano coprire in modo più funzionale la giornata lavorativa.

Infine, per quanto riguarda l’evidente mancanza di coordinamento fra mezzi di trasporto dei diversi servizi extraurbani, viste anche le drammatiche difficoltà economiche che affliggono ATP ed AMT, è ormai improcrastinabile eliminare le sovrapposizioni che creano grottesche situazioni di concorrenza fra servizi in perdita e creare, invece, coincidenze e sinergie tra i rispettivi orari.

Facciamo un piccolo esempio: se le pochissime corriere ATP sulla tratta Piccarello – Casanova fossero posizionate ad orari che, oltre a servire a chi giunge da Bolzaneto e a chi vi è diretto, permettessero anche agli studenti che vogliono recarsi a scuola in centro via FGC di raggiungere le stazioni di Torrazza o Campi e tornare a casa, il servizio sarebbe completo e nettamente migliore. Se poi a questo sia aggiungesse la possibilità di avere un unico titolo di viaggio, il libro dei sogni sarebbe completo…ma non ci paiono sogni poi così irrealizzabili!

Pare poi inutile soffermarci sull’incongruenza, ad oggi mentre vige il servizio sostitutivo FGC, di un servizio ATP che via Trensasco si sovrappone al “trenino”, così come dei pullman ATP che da Montoggio, Casella e Savignone portano in pieno centro via autostrada, erodendo in maniera pesantissima il bacino di utenza FGC, mentre, anche in questo caso, si potrebbero facilmente pensare semplici sinergie che potrebbero garantire un efficientamento sia del servizio sia dei costi.

Auspichiamo che alla ripresa del servizio ferroviario FGC si possa rivedere il complessivo sistema di trasporto nell’entroterra, privilegiando il vettore che innanzitutto è indispensabile per residenti dell’alta valle privi di altri mezzi di trasporto, che può ancora contare su fondi vincolati dallo Stato, su cui la Regione ha più investito negli ultimi sette anni, che ha un’importantissima valenza storica, tecnologica, ambientale e paesaggistica, su cui si può davvero puntare anche (ma non solo!) dal punto di vista turistico per valorizzare il territorio e le sue realtà produttive.

*Silvia Bevegni e Flavio Poggi fanno parte del Comitato Utenti 

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3 Pensieri su &Idquo;FGC: è ora di pensare alla riapertura! Le richieste degli utenti. #ioAspettoIlTrenino

  1. L’ha ribloggato su Sant'Olcese Inform@e ha commentato:
    Richieste puntuali, di buon senso, precise e realizzabili. Che coincidono praticamente in maniera totale con quelle avanzate in questi ultimi mesi dall’amministrazione. Stiamo lavorando per un’apertura in grande stile del trenino e contiamo di avere per il futuro come interlocutori aziende efficienti, in salute e coordinate. #ioaspettoiltrenino

    • Cara Margherita, i turisti non disturbano affatto noi pendolari! Ci mancherebbe altro! Accetterei ben volentieri anche di viaggiare di tanto in tanto in piedi pur di avere il maggior numero possibile di turisti sul trenino. I turisti sono una grandissima ricchezza. Una risorsa ancora troppo troppo poco sfruttata nelle nostre valli. Se poi Regione ed AMT riuscissero a garantire un servizio all’altezza, tale da costituire un richiamo, con carrozze storiche e iniziative promozionali, potrebbero anche pensare di chiedere un prezzo adeguato per i visitatori. A quel punto non ci sarebbe certo da scandalizzarsi. Ma il valore aggiunto che porterebbe il turismo non sarebbe tanto e solo quello dell’eventuale prezzo maggiorato del biglietto, quanto piuttosto quello di portare gente nel nostro entroterra, dalle nostre attività commerciali ed artigianali, per promuovere le nostre eccellenze. Grazie Margherita!

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