La vita non è aspettativa.

  di Giampiero Pepe

 Non bisogna aspettarsi nulla dalla vita, l’età mi porta a credere che sia proprio così. Ognuno di noi può misurare la verità di questo aforisma in moltissimi campi, ma -d’accordo con Sangiorgi- vorrei essere fuori schema, partire dal vino, dalla sua religiosa degustazione, cercando di andare oltre il contenuto di una semplice e professionale scheda tecnica.

 Non vorrei essere frainteso: l’analisi sensoriale e con lei la descrizione oggettiva di un vino hanno un sapore -è il caso di dirlo!- quasi scientifico, ma il fuori-schema è cercare qualcosa di imprevedibile e soggettivo: il vino che diventa arte astratta, veicolo di verità, mezzo di condivisione, entità odorosa dotata di anima e che pertanto va esaltata nella sua quintessenza. Degustare un vino è un po’ come leggere una poesia: guardarsi dentro per trovare in quelle parole sapientemente collocate nel verso colori e sapori della vita nello scambio continuo di sensazioni che partono dai quattro angoli del cuore.

 Vorrei con voi provare ad approfondire -scusate l’ardire- questo concetto di parallela degustazione poesia-vino, dove il vino viene suggerito dalla stessa poesia, diventandone specchio delle sensazioni che riesce a provocare. Eh sì, devo ammettere che si tratta di un esercizio proprio ardito, magari sbagliato (chiedo scusa ai tecnici degustatori): da degustatore devo però dire che quei corsi mi sono serviti proprio per imparare a meglio scoprire inattese connessioni nella convinzione che è il senso soggettivo a dominare!

 La poesia che ho scelto, anche pensando alla vostra bella terra, è Meriggiare pallido ed assorto (1916), di Eugenio Montale, un gioiellino che porta con se tutta (o quasi) la poetica del suo grande autore: paesaggio vissuto in modo quasi fotografico attraverso la descrizione dei suoi aspetti naturali, le parole che giocano intrecciando assonanze ed onomatopea, la ricchezza dei simboli. Al di là di ogni abbandono idillico, emergono l’uomo ed la sua vita, arida e petrosa, nota predominante di uno stile essenziale proprio di un artigiano che incide parole… la ricordate?

Meriggiare pallido e assorto

presso un rovente muro d’ orto,

ascoltare tra i pruni e gli sterpi

schiocchi di merli, frusci di serpi.

 Nelle crepe del suolo o su la veccia

spiar le file di rosse formiche

ch’ ora si rompono ed ora s’intrecciano

a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare

lontano di scaglie di mare

mentre si levano tremuli scricchi

di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia

sentire con triste meraviglia

com’è tutta la vita e il suo travaglio

in questo seguitare una muraglia

che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

Il vino, che la poesia mi ha suggerito, è il Greco di Tufo, un capolavoro che la mia terra irpina dona da secoli all’uomo attraverso la sua fine trama di freschezza, colore, delicato bouquet di profumi floreali e fruttati sapori.

Ma un semplice accostamento sarebbe normale: possiamo fare di meglio per questa degustazione comparata (e scomposta), state a vedere….(nb. in corsivo i suggerimenti del/dal vino)

Leggete la poesia e poi chiudete gli occhi: quest’uomo guarda il suo meriggiare, pallido ed assorto, sta vivendo la parte della giornata col sole altissimo in cielo, e quel contrasto tra l’ombra da cui egli guarda e le cose che guarda fanno risaltare il colore ed il calore di un giallo estivo molto intenso, quello stesso giallo che solo certe giornate mediterranee e roventi di agosto possono trasmettere. Si avverte un senso di secco, una nota di desolante solitudine rotta dall’immagine di verdi rovi sporcati dalla polvere, con cui avverti note di profumata mineralità propria di quelle foglie nascoste. E l’incanto del silenzio viene rotto dal suono delle cicale, quasi una puntina di acidità nella dolcezza di un affondo fruttato. Il mare lontano palpitante lo avverti, scrigno di uno strano tesoro, mentre il suo volteggiare ti abbaglia come quei raggi di sole che si riflettono contenuti e brillanti. Ripensi alla tua vita, ricca di quelle stesse sensazioni che ora tieni nelle mani e che con colori, sapori, profumi del vino fanno da cornice al tuo essere. Ti lasci andare al piacere che ti coglie quando avverti la persistente sensazione di freschezza, come l’uomo della poesia che guarda il meriggio protetto dalla sua ombra: è come affondare la bocca su un’arancia che improvvisamente sprigiona i suoi sapori dolcemente acidi misti ad un incommensurabile senso di freschezza. Ora sei li’ che guardi senza paura il muretto davanti a te, nel suo lucente chiarore: ne avverti dentro di te la durezza ma anche la bellezza dei colori e dei profumi di ciò che lo avvolge, magari un gelsomino, con gli occhi chiusi ti sforzi di rendere persistente ciò che hai conquistato con bocca e cuore, ti compiaci della dolce meraviglia che hai scoperto, come il bacio al cuore di una mela, ma avverti già che la meraviglia sta per cedere il posto ad una rassegnata tristezza: ti accorgi improvvisamente di quei cocci aguzzi sparsi sul muretto ora di nuovo essenziale.

 Che ne dite?! Provate anche voi a sollecitare la vostra anima con la poesia, a realizzare quelle sensazioni attraverso il grande tesoro che il vino offre: sono sicuro che troverete l’esercizio divertente… ovviamente non esagerate nella “messa a fuoco” delle immagini, soprattutto se ciò dovesse richiedere molti assaggi di prova!

*Giampiero Pepe, Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II di Napoli

 PS 

Per chi volesse cimentarsi nell’esempio mi permetto di consigliare i migliori (a mio avviso) Greco di Tufo 2014 da gustare a Natale: Petilia dei fratelli Bruno, Vigna Cicogna di Benito Ferrara, e Greco dei Feudi di San Gregorio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...