Un Natale di Kleenex

  Di Chiara Ferraris*

Ieri ho telefonato al mio migliore amico. Sembra infantile detta così, lo so, ma il fatto è che lui è realmente il mio migliore amico. Ci conosciamo da vent’anni, lui era il mio educatore ACR, e se ripenso a cosa abbiamo vissuto insieme ho tanti ricordi divertenti ma, soprattutto, ricordo i periodi tristi, quelli in cui tutti fuggivano e lui, invece, c’era sempre. Ci siamo voluti bene nei momenti peggiori delle nostre vite e credo che alla fine questa sia l’amicizia.
Lui abita in un’altra città, quindi non ci frequentiamo, non ceniamo insieme con le nostre rispettive famiglie e i nostri figli, all’incirca della stessa età, si saranno visti due volte a dir tanto. Ci telefoniamo raramente e quando succede di colpo torniamo a essere due ragazzi intorno a un fuoco che si raccontano i propri casini.

Ieri, felice nel sapere che presto ci rivedremo, pensavo con affetto a lui e alle altre persone che mi fanno il suo stesso effetto.

Poche, davvero poche.

E le altre? Che tipo di persone abitano la mia vita, perché permetto loro di farne parte?

Ok, amicizie occasionali, conoscenze di rappresentanza, meteore che per un po’ splendono ma che poi si esauriscono com’è nella loro natura fare e infine: le amicizie kleenex.

Mai incontrate? Persone che hanno la buona abitudine di chiederti favori come se foste grandi amici, di sorridere e dare pacche sulle spalle e poi: finito l’uso, finito il gioco.

Via, gettato nella spazzatura come un fazzoletto sporco, ma non troppo distante, semmai ci fosse bisogno di un’altra soffiatina di naso.

E allora questo Natale vorrei regalare dei Kleenex: tanti morbidi pacchetti di fazzoletti usa e getta a due veli. Non di marca, però, no: quelli un po’ più maffi che si comprano dai vucumprà, avete presente? E sapete perché?

Vorrei far provare a qualcuno l’ebbrezza di soffiarsi il naso una volta e poi ancora una e un’altra di nuovo per scoprire che se lo usi troppo il Kleenex si strappa e le dita si incollano l’una all’altra con il proprio medesimo moccio nasale.

Divertente, vero?

Buon Natale a tutti, nell’attesa di scoprire cosa ci sia sotto l’albero.

*Chiara Ferraris, biologa, insegna matematica ai ragazzi delle medie.

 

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Un pensiero su &Idquo;Un Natale di Kleenex

  1. brava chiara, hai toccato un aspetto della nostra vita che spesso ci coglie anche impreparati quanto ad aspettative tradite….la filosofia dell’ “usa e getta” sta modificando le nostre abitudini in modo alquanto preoccupante e non sempre riusciamoa d attivare le giuste contromosse, buon natale

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