Sant’Olcese: pane salame e cattiveria

  È Pino Trichilo, il vigile del paese,  che ha un brutto carattere, o siamo noi, che lasciamo la macchina come capita, che siamo delle teste di cazzo?

Quando ci ferma per contestare un’infrazione, lo fa per rompere i coglioni o perché, pur potendo restare al caldo in ufficio,  preferisce guadagnarsi onestamente lo stipendio portando un po’ d’ordine e di sicurezza nel nostro paese?

Un paio d’anni fa un delinquente l’ha tirato sotto con la macchina, ma il gesto vigliacco del farabutto che gli ha rigato l’automobile deve avergli fatto più male. Il mentecatto che ha rigato la macchina di Pino lo ha fatto perché non avrebbe mai avuto il coraggio di affrontarlo di persona. È lui stesso la prima vittima dell’ignoranza in cui è cresciuto,  della sua incapacità di esprimere in altro modo i suoi sentimenti. È l’emblema della zavorra di cui questo paese si sta lentamente liberando, fa parte di quelli che pensano che vivere in un piccolo paese dove tutti si conoscono comporti automaticamente tolleranza ed impunità per le proprie  malefatte. 

Chi ha tracciato quelle righe non ha soltanto mancato di rispetto ad un lavoratore onesto, ha rigato un po’ anche le nostre coscienze.

Claudio Di Tursi

  

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