Da maggio sul marciapiede di via Poirè arrivano le lucciole!(Pesce d’aprile)

  
Sono state veloci le ragazze dell’API, l’Associazione Passegiatrici Italiane. A neanche tre mesi dalla fine dei lavori in via Poirè, mentre ancora si sta ultimando l’impianto di illuminazione a LED, hanno protocollato in Comune una sorta di comunicazione di inizio attività. Da metà maggio, c’è scritto sul documento, le tesserate API inizieranno a prestare i loro servizi particolari ai cittadini maschi – e non solo – di tutto il Comune di Sant’Olcese e zone limitrofe. 

Abbiamo incontrato la segretaria della sezione Liguria del movimento, Giulia Passerini, poco prima del suo incontro col Sindaco, che l’ha ricevuta nel tardo pomeriggio di ieri per esternarle la sua preoccupazione ed il suo profondo rammarico per questa decisione che rimette in discussione il decoro di Manesseno raggiunto con tanta fatica. Ci siamo trovati di fronte una persona tutto sommato simpatica, determinata e con le idee molto chiare. <Giulia, cosa vi è saltato in mente? – le abbiamo chiesto – Perché esercitare in periferia, in un piccolo paese, quando nel capoluogo avete già spazi di tolleranza consolidati ed una clientela stabile a vostra disposizione ?> < Avevamo necessità di fare lavorare in sicurezza le più giovani- ci ha spiegato la Passerini- giù in centro le cose non vanno come dovrebbero: c’è una certa saturazione. > <Ma il Sindaco non sarà d’accordo> – abbiamo anticipato. <Ma quando mai i Sindaci sono d’accordo! – ha esclamato la nostra avvenente interlocutrice- Il nostro mestiere non è un reato, lo ha stabilito la Cassazione. La nostra vuole essere soltanto una forma di cortesia, una sorta di lettera di presentazione. Stiano tranquilli i benpensanti – che poi sono i nostri più assidui clienti-vestiremo abiti per quanto possibile castigati, passeggeremo sul nuovo marciapiede con discrezione. Niente scene tristi con donne svestite intorno ad un fuoco. Quei tempi sono passati da un pezzo. > <E dove intendereste erogare le prestazioni?> abbiamo chiesto perplessi ed incuriositi al tempo stesso. <Stiamo già prendendo contatti con alcuni proprietari di via Poirè e delle zone limitrofe. Gli affitti sono un po’ alti ma ci possiamo stare. Per strada ci sarà solo il primo contatto che dovrà avvenire con tatto e discrezione. > Quanto mai spiazzati, mentre nella testa iniziavano a girare le note di “Bocca di rosa” la celebre canzone di De André, abbiamo salutato questa bella anche se non più giovanissima professionista, annunciandole che l’incontro col Sindaco non sarà una passeggiata. <Ma se è così un bell’uomo!> ha esclamato la Passerini con uno sorriso accattivante, ostentando la sicurezza di chi sa il fatto suo.

È proprio il caso di dire che ne vedremo delle belle.

Claudio Di Tursi 

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Incidente a Piccarello: auto precipita nel torrente

  

Questa mattina, intorno alle 6,30, subito dopo l’abitato di Piccarello, un’auto che stava percorrendo la provinciale in direzione Manesseno è precipitata nel torrente.

L’incidente è avvenuto in corrispondenza della curva che immette  sul  Ponte Pian del Mulino  che diventa particolarmente pericolosa quando l’asfalto è bagnato.

Sul posto sono intervenuti i pompieri con quattro automezzi. La donna che era alla guida è stata trasportata al pronto soccorso ma pare che le sue condizioni non destino particolare preoccupazione.

  

Una pratica edilizia mal gestita

  
Nell’ultimo consiglio comunale una pratica del settore urbanistica ci ha visto assumere una posizione molto forte, per la prima volta dall’insediamento della nuova Giunta. La proposta di delibera in questione riguardava l’approvazione di una Convenzione già stipulata dal Comune con alcuni privati cittadini per la realizzazione di una nuova lottizzazione nei pressi di Torrazza (loc. Caega). Questa pratica ha, in realtà, una lunga storia, iniziata già nel primo decennio del secolo. Si tratta della costruzione di ben sei villette in una delle numerose zone di espansione residenziale ancora previste dal nostro vetusto ed inadeguato Piano Regolatore. Cos’ha di diverso rispetto alle svariate altre operazioni speculative di questo tipo “felicemente” e velocemente avviate e realizzate nel frattempo sul territorio? Solo che i proponenti non sono, come negli altri casi, i soliti imprenditori edili, ma semplici cittadini. Sta di fatto che la loro istanza per realizzare una previsione del Piano Regolatore non è andata avanti fluidamente e senza intoppi come le altre. Al punto che, già nel 2012, il Comitato Indipendente, con una mozione portata in Consiglio Comunale, ha chiesto alla GiuntaCassissa di fare chiarezza ed accertare se ci fosse stata disparità di trattamento da parte degli uffici comunali nell’iter delle diverse pratiche di lottizzazione. Ovviamente la mozione è stata bocciata e la pratica si è trascinata fino alla fine del mandato della precedente Amministrazione quando la convenzione è stato approvata. A Giugno 2014, la Giunta attualmente in carica ha , finalmente, stipulato la convenzione con i proponenti, cosa che preludeva all’agognato rilascio dei permessi a costruire. I proponenti, quindi, hanno iniziato a versare al Comune gli oneri di urbanizzazione ma, quando i permessi venivano predisposti, la Provincia adottava una variante al Piano di Bacino che vincolava l’area della nuova costruzione, classificandola come frana quiescente. Era il Dicembre 2014. Oggi, a quasi due anni di distanza dalla stipula della convenzione, la Giunta ci chiede di approvarla in Consiglio. Un passaggio, fra l’altro, non previsto dalla normativa vigente. 
Ma come si può chiedere al Consiglio di approvare una convenzione che prevede che il Comune rilasci permessi a costruire in un’area oggi vincolata? Per questi motivi, abbiamo richiesto che la pratica fosse stralciata dall’Ordine del Giorno. Siccome la maggioranza si è opposta alla nostra richiesta, abbiamo deciso di abbandonare la seduta prima che la pratica fosse discussa ed approvata. Con noi si è schierato il Consigliere del Movimento 5 Stelle.
Questa pratica riveste una grande importanza in ordine a due diversi aspetti che ci stanno parimenti a cuore: il primo, e più ovvio, è quello del perpetuarsi delle politiche di cementificazione del territorio. Da sempre puntiamo il nostro dito verso il Piano Regolatore Comunale. Uno strumento ormai obsoleto e pericoloso, zeppo di aree dove ancora si potrebbero avviare nuove speculazioni edilizie che solo la crisi del mercato immobiliare ha, al momento, inibito. Abbiamo anche richiesto una moratoria alle nuove operazioni speculative. Invano. L’approdo di questa pratica in Consiglio Comunale è, purtroppo, la dimostrazione che i nostri timori sono fondati. Il secondo aspetto è quello del rispetto dei diritti di ogni cittadino. Al di là del fatto che si possa essere contrari o favorevoli alle nuove costruzioni, e noi siamo contrari, occorre essere graniticamente certi che il Comune garantisca a tutti i cittadini un uguale trattamento e che nessuno venga ostacolato, senza che ve ne sia un fondato motivo, nell’esercizio dei propri diritti. E per questo che, come già fatto 4 anni fa, abbiamo richiesto alla Giunta di accertare eventuali responsabilità degli uffici comunali nella gestione di una pratica che potrebbe configurare importanti danni economici subiti dai cittadini proponenti ed innescare pericolosi ed onerosi contenziosi giudiziari i cui effetti ricadrebbero sulle spalle dei cittadini.

Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Voci dal Consiglio Comunale 

  
di Flavio poggi*

Nella seduta di Consiglio Comunale del 7 Marzo 2016, sono state discusse numerose pratiche, alcune inerenti argomenti estremamente tecnici di carattere amministrativo (regolamento per gli acquisti in economia, piccole modifiche allo statuto del Consorzio Villa Serra, il Documento Unico di Programmazione Finanziaria) sulle quali non mi soffermo, rimandando, se qualcuno fosse interessato, alla registrazione della seduta (link). Sono state, inoltre, approvate all’unanimità due proposte di delibera di interesse sociale: una inerente il nuovo bando per l’affidamento del servizio di refezione scolastica e l’altra riguardante le adozioni. Due ottime ed importanti iniziative condivise da tutti i Gruppi in Consiglio. A maggioranza (col voto contrario del Consigliere pentastellato) è stato poi approvato il regolamento comunale per l’applicazione del cosiddetto “Piano Casa” regionale. Il nostro voto favorevole è motivato dal fatto che, al di la della nostra eventuale posizione nel merito del Piano Casa in sé, in sede di Consiglio se ne discuteva semplicemente l’applicazione sul nostro territorio. Il margine di manovra lasciato da Regione al Comune è decisamente limitato e il regolamento approvato è quasi una presa d’atto di un’imposizione dall’alto. Va, inoltre, detto che le criticità ipotizzabili nell’applicazione del Piano Casa sono piuttosto concrete nei Comuni della Riviera, dove la pressione turistica è notevole. Molto meno significative nei territori come il nostro.
Dal nostro punto di vista, però, le questioni di maggiore rilevanza all’ordine del giorno dell’ultima seduta erano le seguenti:

  • Una mozione da noi proposta intesa a cercare di sbloccare finalmente la gara per l’affidamento del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti;.
  • Una pratica urbanistica inerente l’approvazione di una convenzione stipulata dal Comune con alcuni cittadini per la realizzazione di una nuova lottizzazione edilizia a Torrazza.

Al secondo argomento, molto spinoso, che ci ha visto assumere una posizione molto pesante, dedicheremo un post a se stante.

Riguardo, invece, alla nostra mozione, cominciamo col dire che stata depositata già a Gennaio scorso. Ci sembra quasi superfluo giustificarne le ragioni. Il degrado dei punti di raccolta dei rifiuti e degli stessi cassonetti, la sempre maggiore diffusione dei punti di discarica abusiva di detriti e rifiuti ingombranti, la percentuale sempre drammaticamente bassa di raccolta differenziata che colloca il nostro Comune agli ultimi posti in Regione, sono tutti fenomeni inquietanti. Da anni, ormai, non facciamo che lanciare le nostre grida di allarme e manifestare il nostro malessere e rabbia per questa inaccettabile situazione.
E’ fin troppo facile individuare i principali colpevoli di tutto questo: la Regione, da una parte, che da decenni è, di fatto, priva di una politica di gestione dei rifiuti e lascia che il conferimento in discarica resti l’unica pratica percorribile. AMIU (per noi VEGA), dall’altra, che su questa mancanza di politica regionale prospera e lucra. Nessun investimento in costosi impianti per ridurre gli impatti, soltanto utili per sversare milioni di metri cubi di rumenta indifferenziata a Scarpino. E il Comune? Il nostro come gli altri che orbitano troppo vicini alla Città Metropolitana, sono troppo piccoli e deboli per sottrarsi al suo tallone. Alcuni preferiscono addirittura non provare neppure a liberarsene: è il caso dei nostri vicini di Serra Riccò, che non hanno neppure firmato la lettera uscita qualche settimana fa sui giornali proprio con l’intento di sbloccare la gara per il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti.
Abbiamo chiesto che l’Amministrazione assuma una posizione dura nei confronti di chi sta rallentando il percorso per dotarci, finalmente, di un sistema di raccolta dei rifiuti un poco più accettabile (anche se, a nostro avviso, si sarebbe dovuto puntare sul sistema porta a porta integrale perché temiamo che, col sistema misto non sarà scontato raggiungere le frazioni di differenziata che la UE ci impone). Abbiamo chiesto che si individui una possibile soluzione al flagello delle discariche abusive, magari valutando la riapertura dell’isola ecologica.
 La mozione è stata approvata all’unanimità e, riguardo all’isola ecologica, l’Assessore Lottici ci ha informati che sono state avviate le procedure per provare a riaprirla. E questa è senz’altro un’ottima notizia.
Per il resto, noi continueremo a batterci con le poche armi a nostra disposizione perché la situazione di degrado in cui versa la raccolta dei rifiuti nel nostro Comune veda, finalmente, una soluzione. Concludiamo, come sempre, con l’invito a tutti a fare la propria parte. Differenziamo meticolosamente tutto ciò che si può. Conferiamo all’isola ecologica di Pontedecimo eventuali detriti, rifiuti ingombranti ed elettronici. Chi può non getti nel cassonetto gli scarti di cucina e lo sfalcio del giardino ma provveda a smaltirlo tramite una compostiera o un cumulo per produrre fertile humus utile per l’orto o le aiuole. Il problema dei rifiuti lo si risolve solo con la buona volontà di tutti.

*Flavio Poggi è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

GENITORI ATTENZIONE: NUOVI GIORNI DI CHIUSURA PER LE SCUOLE DI SANT’OLCESE E SERRA RICCÒ!

  
Il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 marzo 2009, n. 89 prevede che nella scuola secondaria di primo grado, nel corso dell’anno scolastico, vengano effettuate 990 ore di lezione. Dato che senza un ulteriore Intervento le ore di lezione sarebbero ammontate alla stratosferica cifra di 996, il Consiglio d’Istituto, con tredici voti favorevoli, quattro contrari (tra cui il mio) e un astensione ha deliberato la chiusura della scuola per un ulteriore giorno oltre a quelli stabiliti dalla regione.

Dopo appassionate discussioni e sofferte votazioni che hanno impegnato il Consiglio in questa questione di primaria importanza per quarantacinque minuti, si è deciso che la chiusura avverrà il 26 aprile.

Essendo per le scuole Primaria e dell’infanzia la capienza addirittura maggiore, il consiglio, con quattordici favorevoli e quattro contrari (tra cui il mio) ha deliberato, per queste fortunate famiglie, un ulteriore  giorno di chiusura per il tre giugno.
È stata inoltre disposta la chiusura nelle ore pomeridiane dell’otto giugno, ultimo giorno di scuola, per la scuola elementare e media. 

Claudio Di Tursi

Quando Messer Andrea Vinetti incontra Messer Giampiero Pepe 

  Su questo blog avvengono a volte cose mirabolanti, cose in cui non abbiamo parte alcuna, se non la mera tecnica trascrizione, e che ci limitiamo ad osservare meravigliati e compiaciuti.

Oggi, come facciamo spesso di domenica, abbiamo pubblicato un post  di Giampiero Pepe da Napoli. Il racconto, che evocava pagine di Eco, deve aver solleticato la colta fantasia di Andrea Vinetti da Manesseno, tanto da spingerlo a mandarci, sotto forma di umile commento, un suo breve scritto.  Indegni di tanta fortuna, giacché mai fu visto su un blog di paese una tale  concentrazione di “foreste” ed autoctone intellighenzie, ve lo affidiamo acciocché ne facciate buon uso.
 

Io durante le mie camminate ‘per funghi’ in una sottofrazione Vicomorassina denominata ‘Gambulli’, incocciando il passo sperperato di inetto su un ‘Fungo Nero’, e sfracellandolo che più non poteasi di cavarci lo sugo Nostro, m’imbattei in un semi-manoscritto anonimo, certamente opera vergata da contadini pre-trotzkisti autoctoni, che del giogo opprimente de’ padroni de’ latifondi dovettero aver dato segno di stancarsi.

Sono poche, malconce malvergate righe, conservate in eterna vergogna dalla brina che t’estrapola dal senno locuzioni le più abbiette, lo mattino alle sette, al momento d’estradarti verso lo mercato del rion di bolzaneto, ove saputi mercanti prendon due capponi ma non li rendon in moneta tanti. Ecco lo Documento, che principia in medias res, non si sa se perché manchino i ‘fogli primi’ o perché i villici non sapendo da dove cominciare a scrivere, abbian cominciato un po’ così…Come dovette venirgli….

Allo Principe Oberto de’ Visconti,

auendo Noi avuto Conoscienza

che della casa del Signore fé Presenza

e coll’altro Adorno s’ebbe consumata

la cacciagion, l’Essenza di lombata

– Con l’Alma lor sicuramente ad essa maritata

come in congiunzione, per Noi, col signor delle tempeste,

che rende varia tale vita agreste.
O dunque, Visconteo Cavalier,

noi dimandiam d’averti sopra ogni poder, Novello Regno

che tu ne prenda minor parte in pegno

ch’anche se l’altro Signor ne renderà all’Empireo facile l’ingresso, d’esta donata a te coltivazione….

noi confidiam di desinar colla verdura adesso;

e senza ecceder, farne provvigione…

come tu ti fai con la Carne tua, che lomba o manzo

ne trai sempre un tuo ben; sai cena o pranzo.

Concesso un glicine a sfogliar
d’esto polceverino trobador

Andrea Vinetti,

che l’ha vergata.
(che faccia sì il levarcene d’intorno,

come l’Adorno e ‘l suo carretto,

…)
…bensì: dice lo provenzale di attestar in d’esto documento che ‘da verun negati sian l’essere i nomi quivi fatti se non puri purissimi accidenti…’
In fede,

la contrada de’ villan de’ territori

Oberto de’ Visconti e quel pranzo nel castello di Vico Morasso (Anno Domini 1347)

  

….piccolo (forse indegno) omaggio ad Umberto Eco…

 di Giampiero Pepe*

Credo che più della mia antica ossessione per il gusto fabulatorio e di una piccola, sana dose di vanità per poter regalare un breve (presunto, ahimè) pezzo di storia a Sant’Olcese, mi abbia convinto a scrivere questo post il desiderio di ringraziare “a suo modo” il Maestro del racconto storico (e non solo!), Umberto Eco, per i viaggi unici nel tempo in cui ci ha condotti con mano e mente sapienti. A lui un grazie di cuore, per me un po’ di indulgenza per questo (forse indegno) omaggio.

Il 16 ottobre 2015 tra i volumi impolverati della Biblioteca Berio a Genova mi è capitato tra le mani un libro attribuito alla penna di tale Abate Guglielmo da Brescia, Lo manuscripto di Ubertum de Viscontium: un libello medievale che mi ha colpito per alcune sue straordinarie pagine ambientate in un misterioso castello posto lungo il dorsale appenninico tra Liguria e Piemonte, “avvolto nel fogliame di alti castagni a ridosso di un piccolo torrente denominato Pernaeccio”, che ho riconosciuto nel Castello di Vico Morasso…..Anno Domini 1347.

Racconto lungo ed articolato, signori miei, che vi risparmio se non per un passaggio a mio dire affascinante su uno spaccato di vita medievale che esso ci offre: un pranzo signorile consumato all’interno del Castello, di cui spero qualcuno dei lettori avrà poi ricordo visitarlo ancora.

Premessa. Gabriele Adorno, già Principe di Chio e Vicario Imperiale, ha qui invitato -tra gli altri- il fratello Giannotto, il genero Pietro Recanello ed il Principe Alberto del Carretto, accogliendo loro con la bella moglie Madonna Violante di Giustiniani. Scopo dell’incontro: discutere i rapporti tesi con Oberto de’ Visconti, che vuole il controllo del territorio genovese, e che la famiglia Adorno cerca di bloccare con l’aiuto del Papa Urbano V. Il pranzo all’epoca era un’occasione davvero importante per mostrare i segni del potere della famiglia, il luogo scelto era garanzia di riservatezza e di genuinità di quanto a tavola proposto: ed gli Adorno per questo non “badarono a spese “ …ma erano altri tempi, si sa….!!. Tralascio la parte “politica” del racconto, e vado alla parte più conviviale, sicuramente più intrigante, confidando nell’apprezzamento dei lettori per l’affresco e per l’invitante e curioso menù proposto.

“… Era dunque l’ora quattuordecima, quando si partirono dal salotto, essendo già finita la farsa; e mentre venivano alla tavola nella camera de lo Cavallo, gli andavano innanzi quattro musici vestiti tutti ad una livrea che sonano una cetra, un leùto, un’arpa et uno flauto, con quattro giovinette che veniano danzando e li accompagnavano alla mensa. A tavola sedeano Madonna Violante a la mancina de lo Principe Adorno, a la destra lo Principe de Carretto, poscia lo cognato Pietro, lo frate Giannotto e li altri signori de lo Borgo Fornarium et Petrabassium. Innanzi a la cena si rappresentò la commedia di Maestro Emenione da Gorreto “L’Orso et lo Santo”, che narrava de lo coraggio et la fide de lo Santo che ivi avea dimorato. Prima de lo pranzo si adacquarono le mani vicino a la tavola, poscia si sedettero con tovaglie bianchissime et bicchieri che d’ariento pareano, et ogni cosa di fiori di ginestra coperta. Le vivande dilicatamente fatte vennero e finissimi vini fur presti; e senza più chetamente serviron le tavole, e con piacevoli motti e con festa desiarono. Su pe la tavola il fido servente Melinno posuitte delicatum pescetelli fritti in Saor et vicino torta di cipolla a la zenovese cum delicata odora, et minestra di pane vulgare con foglie tenere di faggio et porro, et pasticcio di cinghiale in crosta et busechina di Santa Savina. Il Principe si vantava de la sua cognitione in cocina appresso a quanno avea al Papa fatta visitatione in Avignone: e pure lo vino era cistercense de la franchigena terra, et Melinno esso distillava cum parsimonia in gocce. A la fine de lo pranzo Madonna Violante offritte a li commensali uno delicato liquorium de camomilla.

Lo Principe de Carretto avea subìto lo fascino de lo pranzo, e in spicial modo de lo pasticcio di cinghiale: e Madonna Violante pregionsi a lui narrare lo modo di cocinare cum roseo sorriso: “Mio Signore, ponete lo magro de lo cinghiale di valle con cepallie, pastinaca rossa, gineprio, làvoro, garofano, salvia et rosmarino, e tutti li pulcherrima odora ne li occhi chiusa tenete….” Et concludea soavemente: “…….et serà perfettissima”. Lo Principe de Carretto rimanea estasiato da lo dolce favellare di Madonna e da lo suo roseo sorriso, che mosse a bene volere lo suo core….”.

Inutile raccontare l’epilogo “politico” della cena…voi certo non difetterete di fervida immaginazione, sono sicuro!

PS

 il libro contiene anche le ricette per chi avesse il desiderio di ricreare la tavola di quella storica cena.

*Giampiero Pepe, Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II di Napoli.