Quando Messer Andrea Vinetti incontra Messer Giampiero Pepe 

  Su questo blog avvengono a volte cose mirabolanti, cose in cui non abbiamo parte alcuna, se non la mera tecnica trascrizione, e che ci limitiamo ad osservare meravigliati e compiaciuti.

Oggi, come facciamo spesso di domenica, abbiamo pubblicato un post  di Giampiero Pepe da Napoli. Il racconto, che evocava pagine di Eco, deve aver solleticato la colta fantasia di Andrea Vinetti da Manesseno, tanto da spingerlo a mandarci, sotto forma di umile commento, un suo breve scritto.  Indegni di tanta fortuna, giacché mai fu visto su un blog di paese una tale  concentrazione di “foreste” ed autoctone intellighenzie, ve lo affidiamo acciocché ne facciate buon uso.
 

Io durante le mie camminate ‘per funghi’ in una sottofrazione Vicomorassina denominata ‘Gambulli’, incocciando il passo sperperato di inetto su un ‘Fungo Nero’, e sfracellandolo che più non poteasi di cavarci lo sugo Nostro, m’imbattei in un semi-manoscritto anonimo, certamente opera vergata da contadini pre-trotzkisti autoctoni, che del giogo opprimente de’ padroni de’ latifondi dovettero aver dato segno di stancarsi.

Sono poche, malconce malvergate righe, conservate in eterna vergogna dalla brina che t’estrapola dal senno locuzioni le più abbiette, lo mattino alle sette, al momento d’estradarti verso lo mercato del rion di bolzaneto, ove saputi mercanti prendon due capponi ma non li rendon in moneta tanti. Ecco lo Documento, che principia in medias res, non si sa se perché manchino i ‘fogli primi’ o perché i villici non sapendo da dove cominciare a scrivere, abbian cominciato un po’ così…Come dovette venirgli….

Allo Principe Oberto de’ Visconti,

auendo Noi avuto Conoscienza

che della casa del Signore fé Presenza

e coll’altro Adorno s’ebbe consumata

la cacciagion, l’Essenza di lombata

– Con l’Alma lor sicuramente ad essa maritata

come in congiunzione, per Noi, col signor delle tempeste,

che rende varia tale vita agreste.
O dunque, Visconteo Cavalier,

noi dimandiam d’averti sopra ogni poder, Novello Regno

che tu ne prenda minor parte in pegno

ch’anche se l’altro Signor ne renderà all’Empireo facile l’ingresso, d’esta donata a te coltivazione….

noi confidiam di desinar colla verdura adesso;

e senza ecceder, farne provvigione…

come tu ti fai con la Carne tua, che lomba o manzo

ne trai sempre un tuo ben; sai cena o pranzo.

Concesso un glicine a sfogliar
d’esto polceverino trobador

Andrea Vinetti,

che l’ha vergata.
(che faccia sì il levarcene d’intorno,

come l’Adorno e ‘l suo carretto,

…)
…bensì: dice lo provenzale di attestar in d’esto documento che ‘da verun negati sian l’essere i nomi quivi fatti se non puri purissimi accidenti…’
In fede,

la contrada de’ villan de’ territori

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6 Pensieri su &Idquo;Quando Messer Andrea Vinetti incontra Messer Giampiero Pepe 

  1. Caro Andrea,
    L’aver tu ritrovato codesto documento mi riempie di gioia perché conferma la mia teoria che…le persone interessanti bisogna cercarle… Grazie, magari ci incontriamo in.qualche sentiero dei tuoi bellissimi boschi, a presto giampiero pepe

  2. Al Magistero Sommo di Giampiero,
    a confermar che ll’omini di Iscienza ponno
    significare a Noi Nostro Universo,
    deviiando il cannocchial, la lente,
    ed a mutar l’accento, ché l’accento è mobile
    fare d’un sfogo d’un Vinetti su un non-luogo
    un convivio, la cena d’un castello, il divertito animo nobile che insuffla nel rivale una ricetta
    – anche se s’è compreso
    Io son per spaccar legna con l’accetta, con l’ascia che ricade, nella meccanica d’amore della mano,
    e ‘l tronco frantumanto e perso,
    lo coglie la pazienza, il quotidiano.
    I Nobili convivi han prodotto dell’Istinto Uman
    l’Ignobil orgia, se a Senigallia Il Valentino è Vero che segnò la Fin de’ Potentati,
    e come spesso accade fu dichiarato Condottier,
    ed era il vil cesare Borgia.

    A ciò, lo senno e lo mio gusto taccion di perseguire ‘l Giusto, e le coniugazion de’ fatti e l’Anni, la perpetua malora tra miti lumi di Dei troppo lontani,
    (assisi su lor cosmici Scranni)
    – m’han condotto alfin…A dover mentire a me su che avevo visto…Come al buon pargolo negar l’amaro gusto,…Così il Poeta si diletta con il verso,
    e l’impotenza non gli manda l’ cibo di traverso.

    Perdonate, son prolisso e Barocco,
    ma anche questo giova all’Inganno che allevia il callo che dolora al sofferente,
    che sa che molti passano e non sanno,
    e pochi lottano per conseguirSI un Niente.

    E’ l’Eterno Ritorno del Bene e del Male,
    ma ‘l limite mi fa fermare; non più affermare.

    Ci siano Lieti Notti e Giorni, a susseguirsi,
    vedere l’Uno ed il Suo Disunirsi,
    le pioggie e i soli

    e sola Conoscenza sia l’saper che
    in questa terra nascono i glicini su muri a secco;
    e mai negli anni i girasoli.

    • Eh già, eterno ritorno del Bene e del Male…inutile crucciarsi più di tanto, in questa terra si vedono nascere sia girasoli che glicini, e quei muretti a secco possono essere adorni anche se sopra dovessimo trovarci cocci aguzzi di bottiglia,
      un caro saluto al Magistro Vinetti insuperabile nei versi dei sonetti

  3. Savio, Giampiero! Mi accompagnerai (Virgilio o Stazio, scegli tu, ma Beatrice, no, ti prego…A meno che non sia assisa sul carro allegorico di un gay-pride con look e atteggiamenti ‘poco urbani’…)….Mi accompagnerai, dicevo, nel viaggio (che è pioi sempre lo stesso, facciamo solo finta e mutiamo parole e Nomi) attraverso la canaille per contenermi un poco? magari con una pacca sulla spalla ed un sorriso modererai la vena atrabiliare……ah, i cocci aguzzi no! no gli ossi di seppia manco….’Adorno è il Bello, e tutto il resto dà al cervello!’….No, dai teatro a parte, se ci tenessimo in contatto, magari via mail, mi farebbe piacere…Un Salutone

    Andrea

    • È assolutamente un piacere, il mio indirizzo è gpepe@na.infn.it, vengo ogni.tanto a genova per lavoro ed una rimpatriata in.versi scelti in maniera consona a luoghi e personaggi potrebbe essere divertente…comunque complimenti e grazie per il piacevole contraddittorio, magsri tutti i post avessero sempre questi sviluppi… Un.caro saluto giampiero

  4. Grazie a Te, di Cuore, Giampiero…Io se trovo gli stimoli giusti (come quello che mi hai dato tu, arricchito dalla tua Umanità, Curiosa Creatività…) …non so..è come se mi mettessi ‘in moto’….dall’alternanza di esuberanze creative alla povertà che intravvedo in certi momenti, ho capito da persone come te che la soluzione sta nel lavoro dello Scienziato, che è anche (ma non solo, per carità) quello di un Artigiano. Iniziando ogni giorno alla stessa ora…Senza il solo Fuoco dell’Intuizione, ma lavorando si di esso usandolo come punto di partenza…ciò che mi frega spesso è certe ‘botte’ di 25 righe che agli altri paiono ‘lavoro’ le butto giù ion 3 minuti…Comunque la sistematicità è la mia prossima meta….Per fare una battutaccia (e screditare gli scrittori opportunisti) à la Richard Wagner, ‘Tu potresti fare al caso mio’. Un caro, carissimo
    Saluto…

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