Una pratica edilizia mal gestita

  
Nell’ultimo consiglio comunale una pratica del settore urbanistica ci ha visto assumere una posizione molto forte, per la prima volta dall’insediamento della nuova Giunta. La proposta di delibera in questione riguardava l’approvazione di una Convenzione già stipulata dal Comune con alcuni privati cittadini per la realizzazione di una nuova lottizzazione nei pressi di Torrazza (loc. Caega). Questa pratica ha, in realtà, una lunga storia, iniziata già nel primo decennio del secolo. Si tratta della costruzione di ben sei villette in una delle numerose zone di espansione residenziale ancora previste dal nostro vetusto ed inadeguato Piano Regolatore. Cos’ha di diverso rispetto alle svariate altre operazioni speculative di questo tipo “felicemente” e velocemente avviate e realizzate nel frattempo sul territorio? Solo che i proponenti non sono, come negli altri casi, i soliti imprenditori edili, ma semplici cittadini. Sta di fatto che la loro istanza per realizzare una previsione del Piano Regolatore non è andata avanti fluidamente e senza intoppi come le altre. Al punto che, già nel 2012, il Comitato Indipendente, con una mozione portata in Consiglio Comunale, ha chiesto alla GiuntaCassissa di fare chiarezza ed accertare se ci fosse stata disparità di trattamento da parte degli uffici comunali nell’iter delle diverse pratiche di lottizzazione. Ovviamente la mozione è stata bocciata e la pratica si è trascinata fino alla fine del mandato della precedente Amministrazione quando la convenzione è stato approvata. A Giugno 2014, la Giunta attualmente in carica ha , finalmente, stipulato la convenzione con i proponenti, cosa che preludeva all’agognato rilascio dei permessi a costruire. I proponenti, quindi, hanno iniziato a versare al Comune gli oneri di urbanizzazione ma, quando i permessi venivano predisposti, la Provincia adottava una variante al Piano di Bacino che vincolava l’area della nuova costruzione, classificandola come frana quiescente. Era il Dicembre 2014. Oggi, a quasi due anni di distanza dalla stipula della convenzione, la Giunta ci chiede di approvarla in Consiglio. Un passaggio, fra l’altro, non previsto dalla normativa vigente. 
Ma come si può chiedere al Consiglio di approvare una convenzione che prevede che il Comune rilasci permessi a costruire in un’area oggi vincolata? Per questi motivi, abbiamo richiesto che la pratica fosse stralciata dall’Ordine del Giorno. Siccome la maggioranza si è opposta alla nostra richiesta, abbiamo deciso di abbandonare la seduta prima che la pratica fosse discussa ed approvata. Con noi si è schierato il Consigliere del Movimento 5 Stelle.
Questa pratica riveste una grande importanza in ordine a due diversi aspetti che ci stanno parimenti a cuore: il primo, e più ovvio, è quello del perpetuarsi delle politiche di cementificazione del territorio. Da sempre puntiamo il nostro dito verso il Piano Regolatore Comunale. Uno strumento ormai obsoleto e pericoloso, zeppo di aree dove ancora si potrebbero avviare nuove speculazioni edilizie che solo la crisi del mercato immobiliare ha, al momento, inibito. Abbiamo anche richiesto una moratoria alle nuove operazioni speculative. Invano. L’approdo di questa pratica in Consiglio Comunale è, purtroppo, la dimostrazione che i nostri timori sono fondati. Il secondo aspetto è quello del rispetto dei diritti di ogni cittadino. Al di là del fatto che si possa essere contrari o favorevoli alle nuove costruzioni, e noi siamo contrari, occorre essere graniticamente certi che il Comune garantisca a tutti i cittadini un uguale trattamento e che nessuno venga ostacolato, senza che ve ne sia un fondato motivo, nell’esercizio dei propri diritti. E per questo che, come già fatto 4 anni fa, abbiamo richiesto alla Giunta di accertare eventuali responsabilità degli uffici comunali nella gestione di una pratica che potrebbe configurare importanti danni economici subiti dai cittadini proponenti ed innescare pericolosi ed onerosi contenziosi giudiziari i cui effetti ricadrebbero sulle spalle dei cittadini.

Comitato Indipendente per Sant’Olcese

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