PUBBLICHE ASSISTENZE DI SANT’OLCESE: COSA STA SUCCEDENDO REALMENTE?

Il primo aprile il Secolo XIX ha pubblicato un articolo (clicca qui per leggerlo) che avrà fatto rizzare i capelli a molti dei suoi lettori.  Il titolo recitava “Pubbliche assistenze, la metà è fuori legge” e poi “Bocciatura per sedi non a norma, mezzi con dotazione insufficiente, contributi non versati”; e, come se non bastasse: “Non rispettati i requisiti chiesti da Asl e Regione: due mesi di tempo per evitare lo stop delle ambulanze”.  Seguivano  l’elenco delle pubbliche assistenze buone e  quello delle cattive. Manco a farlo apposta le tre “croci”  di  Sant’Olcese , e cioè la Croce d’Oro di Manesseno, la Croce Bianca di Torrazza e la Croce Rossa di Italiana di Sant’Olcese  erano citate tra le pubbliche assistenza non a norma. Sembrava davvero un brutto Pesce d’Aprile e forse un po’lo è stato.  Per capire cosa stesse succedendo abbiamo preso contatto con i presidenti delle  strutture che ci hanno molto rassicurato spiegandoci che si trattava di semplici adempimenti burocratici in via di risoluzione e che, entro il temine previsto del primo giugno, tutte e tre le strutture sul nostro territorio saranno accreditate. Quello che segue è il comunicato unificato rilasciato pochi minuti fa dalle tre pubbliche assistenze.

A seguito dell’articolo apparso sul Secolo XIX in data 01 aprile 2016, dal titolo “Pubbliche Assistenze: la metà è fuori legge”, le associazioni del territorio di Sant’Olcese P.A. Croce Bianca Torrazza, P.A. Croce d’Oro Manesseno e Croce Rossa Italiana di Sant’Olcese precisano che non è minimamente in discussione la qualità dei servizi erogati, dei servizi svolti da personale volontario qualificato e formato con mezzi e attrezzature certificate e sottoposte a verifica periodica. Inoltre il termine “fuorilegge” è stato impropriamente utilizzato: si precisa, al contrario, che le associazioni in questione sono a norma e si stanno adoperando per mettere in atto i soli adempimenti burocratici mancanti previsti dal D.G.R. 1385/2014 ed essere così accreditati. Si precisa altresì che in alcuni casi è stata la stessa ASL ad aver smarrito documenti regolarmente trasmessi ed aver così compromesso l’accreditamento. I volontari delle tre associazioni del territorio, proseguono a pieno titolo la loro opera di soccorso e trasporto sanitario.

In difesa dei nostri militi si è schierato anche il nostro comune con parole durissime:

La notizia riportata dal principale quotidiano locale è sommaria e qualunquista – ha fatto sapere l’amministrazione comunale – e non tiene minimamente conto della dedizione e del senso di responsabilità con cui i volontari, minuziosamente formati ed addestrati nel rispetto delle norme, svolgono il loro compito per il solo amore del prossimo, del territorio e della divisa che portano. Un amore che le istituzioni, con in testa la Asl, non hanno certo dimostrato negli ultimi anni, depauperando progressivamente i servizi in tutta l’area della Valpolcevera. Il Comune di Sant’Olcese sta fornendo quindi da tempo tutto il supporto necessario per far lavorare al meglio le nostre splendide realtà del mondo delle croci e continuerà a farlo, consapevole che solo il volontariato potrà salvare la nostra comunità dalle mancanze degli enti preposti.

Tutto bene quel che finisce bene, come si suol dire; ai militi vada, naturalmente, la piena solidarietà del Comitato.

 Staremo comunque sul pezzo con la consueta attenzione. Restate sintonizzati.

Claudio Di Tursi

 

 

 

 

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