E se la smettessimo di chiamarlo “Trenino”?

La Regione ha messo in campo sforzi ingenti per mettere in funzione nuovamente la Ferrovia Genova – Casella. Sono stati costruiti ponti, ripristinati tratti di armamento, sono state rimesse a posto le stazioni, sostituiti tratti di linea aerea, restaurati e riverniciati i rotabili. Un’infrastruttura che viene dal passato e che paradossalmente rappresenta il mezzo di trasporto più moderno ed ecologico della Regione è stata restituita ai cittadini liguri. È un’infrastruttura dal valore inestimabile che può fare veramente la fortuna dei territori che attraversa. Perché questo avvenga però devono verificarsi determinate condizioni ed è necessario l’impegno di tutti.

Ci vuole un manager della Ferrovia Genova Casella.

Una persona lontana dalla politica con competenze nell’ambito ferroviario e turistico che abbia ben chiaro come debba funzionare l’infrastruttura e che abbia potere di imporre le sue decisioni al gestore.

Bisogna smettere di fare concorrenza alla Ferrovia.

Il treno deve funzionare egregiamente, ci devono essere corse a sufficienza e ben articolate, ma le corse su gomma con gli autobus autostradali ATP in aperta concorrenza con la FGC devono cessare. È una concorrenza sleale che danneggia l’economia dei territori attraversati dalla ferrovia.

Bisogna creare una rete di trasporti intermodali funzionante.

Gli orari di corriere e treni devono essere armonizzati in maniera da rendere funzionale e vincente il sistema di trasporto pubblico creato dalle interconnessioni tra Ferrovia Genova Casella, rete extraurbana ATP e rete AMT.

Un unico biglietto più possibilità.

Non si devono acquistare tre biglietti per raggiungere il centro di Genova, è una stupidaggine immensa. Ed il titolo di viaggio si deve poter acquistare anche con il cellulare, siamo nel 2016.

Gli imprenditori devono crederci.

Devono sedersi intorno ad un tavolo e capire che la per Ferrovia passa un’importante possibilità di rilancio per le loro attività. Albergatori, ristoratori, esercenti devono essere uniti nel promuovere attività promozionali legate alla Ferrovia, consci del fatto che il ritorno ci sarà anche se non sarà immediato.

Le amministrazioni devono crederci.

La Ferrovia deve essere tutelata e difesa con ogni mezzo. Gli amministratori dei territori attraversati dal treno devono farsi promotori di azioni sostegno alla Ferrovia e capire che un’eventuale chiusura rappresenterebbe un danno incalcolabile ai territori che amministrano.

La Ferrovia deve essere una risorsa turistica.

È assurdo che non si riesca a promuovere in maniera adeguata questo mezzo. Il gestore deve attivarsi in ogni modo per fare conoscere le peculiarità della Ferrovia presso il circuito dei tour operator non solo liguri. La Ferrovia va pubblicizzata in TV, alla radio, sui giornali, su internet.

Bisogna valorizzare la valenza storica e culturale della Ferrovia.

Va fatto un museo, vanno riproposte le rappresentazioni teatrali, bisogna fare un concorso letterario per racconti ambientati sulla Ferrovia Genova Casella. Bisogna promuovere mostre di fotografia e filmati aventi come soggetto questa eccezionale infrastruttura, i luoghi che attraversa e le persone che ci viaggiano e ci lavorano.

Dobbiamo amare la Ferrovia in maniera diversa.

Amare la Ferrovia non significa solo fotografare la “29” da ogni possibile angolazione, conoscere ogni dettaglio del materiale rotabile e crogiolarsi in discussioni infinite su Faceboook. Questo è amore platonico. Amare veramente la Ferrovia significa usarla, abusarne, organizzare eventi che la vedano al centro di offerte turistiche, culturali e gastronomiche. Bisogna organizzare sul treno feste di compleanno e matrimoni. Solo mettendola al centro dei nostri interessi riusciremo a non farla morire. I miracoli non si ripetono.

Claudio Di Tursi

Un pensiero su &Idquo;E se la smettessimo di chiamarlo “Trenino”?

  1. Un mio vecchio pallino…da modesto consigliere provinciale, in un mio intervento, dissi che questo linea andava sfruttata al meglio,poiché si sarebbe dovuta prolungare sino alle porte di Montoggio,oltre alle casse di questa Società ne avrebbero tratto vantaggio l’ambiente e tutti quei pendolari che per raggiungere Genova utilizzano l’auto

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