Apertura iscrizioni Centro Pomeridiano e Corsi di Teatro

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Ricordiamo a tutti i nostri soci che a partire dal primo di Luglio si apriranno le iscrizioni per  il Centro Pomeridiano e i Corsi di teatro.

Per prenotare vi chiediamo di inviarCi una mail indicando a cosa siete interessati e il vostro numero di telefono.

Grazie!

Di seguito tutti i dettagli del Centro Pomeridiano!

CENTRO POMERIDIANO

Nel periodo scolastico, per bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni, dal lunedì al venerdì a partire dalle 12.30.

Assistenza ai compiti,  attività ludiche, laboratori creativi, giochi, sport e tanto divertimento!!!

Pranzo e merenda al sacco (possibilità di riscaldare il cibo!)

Tessera Socio OBBLIGATORIA: 15 € (validità annuale)

Contributo Orario Centro Pomeridiano:

per chi farà 1 h = 7 €/h

per chi farà 2 h consecutive = 6 €/h

per chi farà dalle 3 h consecutive in su = 5 €/h

Possibilità di andare a prendere i bambini (contributo aggiuntivo di 2,50 € al giorno).

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Rivoglio il mercatino del contadino

 

Di Elena Viola*

Da quando sono diventata madre curo maggiormente l’alimentazione mia e della mia famiglia. Se prima di scoprire le gioie della maternità ( e della cucina a questo punto…) la sera spesso mi tenevano compagni i 4 scazzi in padella surgelati che arraffavo nel minimarket sotto l’ufficio, adesso la spesa settimanale raggiunge vette di pianificazione che solo una spedizione antartica uguaglia. In parte è dovuto al fatto che temo fortemente il vuoto pneumatiche che spesso mi risucchia in un vortice di angoscia quando apro il frigo, in parte deriva dalla consapevolezza che per vivere bene occorra anche cercare di mangiare meglio possibile.Quindi ho cominciato a compilare una tabella con il menù settimanale, da domenica a domenica. Step successivo coordinarsi con la mensa scolastica per evitare doppioni, ovvero minestrone a pranzo e a cena e lamento greco della prole per contorno. Ma non ero ancora soddisfatta e quindi ho dato il via alle giornate a tema: giornata della cucina francese, spagnola, messicana… da lì ho sperimentato le settimane a tema: flexitariana, detox, vegetariana, vegana … poi meno male che mio marito ha posto un freno alle divagazioni culinarie perché cominciavo a farmi paura.
Tornando seria giusto un pio di minuti. A furia di aggiustamenti siamo arrivati a concepire una cucina ed una alimentazione che rispettasse giusto un paio di punti: filiera il più corta possibile, ove possibile si cerca il biologico (vero e certificato), acquistare da produttori locali per incentivare le attività produttive del territorio. Detto questo mi sono messa alla ricerca di mercatini a km 0 e ne ho trovati anche di vicino a casa, uno a Campomorone per esempio e uno a Serra Riccò. I produttori sono tutti contadini della zona e mi piace l’idea di poter decidere di comprare dal sig. Pino che ha piantato le zucchine e le ha viste crescere, si è fatto un mazzo tanto ed io lo guardo negli occhi mentre mi dice che non ha usato pesticidi. Quello che pago finisce nelle sue tasche e non ci sono intermediari che gonfiano il prezzo a loro uso e consumo e a Pino danno un decimo di quello che io ho sborsato.  

Ora, mi piacerebbe che anche nel nostro comune si riuscisse a riproporre l’iniziativa del mercato del contadino come era avvenuto a Torrazza a suo tempo. Ottimo sarebbe riuscire a coordinare tutte le realtà locali per creare una sinergia di luoghi e momenti dedicati ai nostri produttori. Pensate che bello se tra primavera ed estate per esempio si riuscisse a garantire un mercato a km0 una volta a SantOlcese, una volta a Serra Riccò e poi a Campomorone la volta successiva e magari lo si “esportasse” anche in altre piazze. Voi non ci fareste un salto a curiosare, a ficcanasare un po’, magari a comprare qualche specialità?

*Elena Viola è Capogruppo in Consiglio Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

GENOVA TODAY dedica una pagina  alla leggenda dell’orso di Sant’Olcese 


Dal sito GENOVATODAY.it

Sapete da dove deriva il nome del paese Sant’Olcese? Prende il nome – come si può immaginare – da un santo, il vescovo francese Olcese. Quello che forse pochi sanno è che Olcese è stato veramente ospite del paesino intorno all’anno 400: il vescovo si stabilì in Liguria dopo essere fuggito dall’invasione dei Vandali in Gallia, con il compito di evangelizzare la popolazione.

Nel borgo di Sant’Olcese, in cui il vescovo trovò dimora, all’epoca gli abitanti parlavano impauriti di un grande orso che aggrediva le pecore, le mucche e gli animali domestici. Il terrore rischiava davvero di paralizzare la popolazione: quanto ci vorrà ancora, ci si chiedeva, prima che l’orso inizi a cacciare anche gli esseri umani? E, soprattutto, i bambini?

Olcese cercava di tranquillizzare i cittadini, ma la leggenda narra che un giorno – dopo aver caricato il suo carretto con pietre e altro materiale per costruire la chiesa – si imbattè lui stesso nell’orso. L’animale era così aggressivo che, per prima cosa, uccise uno dei due buoi che tiravano il carro di Olcese. Poco dopo fu la volta di Olcese: i cittadini guardavano terrorizzati, pensavano che per l’uomo sarebbe stata la fine.
Continua a leggere sul sito GENOVATODAY.IT

La riqualificazione del territorio parte dalle sue radici. Anzi, dalle sue “Reixe”

Di Flavio Poggi*

Domenica scorsa, 19 Giugno, è stato inaugurato il nuovo agriturismo di San Bernardo di Torrazza “E Reixe”. Alla presenza di una agguerrita e folta rappresentanza di affamatissimi ospiti si è tenuto il battesimo di questa nuova attesissima realtà che porta finalmente un briciolo di speranza per la riqualificazione urbanistica e ancor più sociale di queste frazioni santolcesine che più di altre hanno sofferto in questi ultimi anni a causa della chiusura definitiva di numerose attività commerciali e per una serie di ottuse, devastanti e fallimentari speculazioni edilizie. Stefano Pedemonte, proprietario e chef dell’agriturismo, con tutta la sua famiglia, ha lavorato sodo per un anno per arrivare a questa inaugurazione ed ha letteralmente trasformato sia l’edificio, che prima era una semplice abitazione, sia, soprattutto, i terreni circostanti. Terreni incolti da anni che oggi tornano ad essere occupati da orti e alberi da frutto, come ai vecchi tempi. 

Stefano poi è una vera garanzia: chi ha avuto la fortuna di andare a mangiare al “Caminetto” a Nenno di Valbrevenna in questi ultimi anni sa cosa voglio dire. Chi non è stato così fortunato, ha tutto il tempo di recuperare senza dover andare fin lassù. Col valore aggiunto che qui a San Bernardo i suoi manicaretti saranno preparati con i prodotti della sua terra.

E Reixe: le Radici. Le radici di Stefano, alle quali è tornato dopo “l’esilio” della Valbrevenna. Perchè queste case, questi terreni, sono quelle dei suoi avi. 

Beh, al buffet non sono riuscito ad assaggiare granchè, quindi una visita per controllare che l’abilità di Stefano dietro i fornelli sia rimasta la stessa la dovrò fare al più presto!

*Flavio Poggi, geologo, è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese 


Il futuro di Manesseno tra ipotesi di riqualificazione e rischio cementificazione 

Di Flavio Poggi*

I progetti di riqualificazione del centro abitato di Manesseno sono indubbiamente visioni affascinanti che la fantasia degli studenti di architettura ci hanno regalato. Non si può che essere felici che, dopo anni di abbandono ad una grigia politica del costruire per lucrare, si sposti l’attenzione sulla necessità di riqualificare e rendere vivibile un paese che neppure più si poteva definire tale. L’inaugurazione del ponte e la realizzazione del marciapiede sono stati un primo, importante passo in questa direzione, ma certamente, molto altro potrebbe essere fatto. Senza dubbio l’edilizia scolastica è il tasto più dolente, in questo senso. Un problema che grava non solo su Manesseno ma su tutto il Comune. La realizzazione di un nuovo e moderno polo scolastico è una necessità evidente. Ciò detto, restano molti i dubbi sul dove e sul come realizzarlo. Restano le perplessità sull’area del Rio Lasco, per la sua idoneità sotto il profilo idrogeologico e la sua localizzazione in Comune di Genova. Resta l’inopportunità di cementificare ulteriori aree ove si potrebbero forse trovare soluzioni diverse andando davvero a riqualificare il territorio in aree oggi occupate da capannoni inutilizzati o sottoutilizzati. E se potremmo chiudere un occhio sul nuovo cemento se servisse per una nuova scuola (a patto che sia per lo meno sicura!), di certo non lo faremmo per la realizzazione di altro tipo di strutture, soprattutto in un abitato che certo non ha bisogno di ulteriori costruzioni.

*Flavio Poggi, geologo, è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Quaranta studenti di Architettura ridisegnano il volto di Manesseno


Di Maria Grazia Lanzavecchia*

Ieri mattina quaranta giovani universitari che hanno frequentato il corso di Progettazione del Prof. Cozzani, presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, hanno presentato in Villa Serra i loro progetti per la riqualificazione di Manesseno.Dopo mesi di duro lavoro, in cui si sono visti per le nostre strade a fare rilievi e studiare il territorio cercando di comprendere le criticità dell’abitato, hanno iniziato a fare progetti per realizzare le opere di cui più si sente la mancanza: un unico polo scolastico, la piazza come centro di aggregazione e una chiesa vera e propria.

Ognuno dei nove gruppi di progettazione ha proposto la sua soluzione: c’è chi si è concentrato unicamente sulla scuola con annessi spazi per lo sport, orti botanici, laboratori, accessi e viabilità scegliendo di collocarla ora mell’area del Rio Lasco ora in sponda destra del Sardorella tra distributore e capannoni delle varie officine ora nell’area verde tra Villa Cavalleri e la parte a nord di Croce di Via. C’è chi ha letteralmente rivoluzionato la piazza Luigi Torre, abolendo parcheggi e centro commerciale, per realizzare un parking interrato sovrastato da una chiesa con tanto di grande piazza con aree verdi antistanti.

C’è chi ha immaginato di spostare la Chiesa nel campetto vicino al convento delle suore e realizzare un parco in lieve salita come spazio di aggregazione e percorso ascensionale per raggiungere il luogo di culto…

Le idee non sono certo mancate a questi ragazzi che ci hanno voluto regalare i loro sogni per realizzare una Manesseno diversa, a misura d’uomo e con tanti spazi di incontro e di socializzazione e, se alcuni sono davvero molto rivoluzionari e onerosi dal punto di vista economico, altri, invece, sono di più semplice realizzazione o contengono perlomeno spunti da prendere in considerazione per il miglioramento dell’abitato.

Un ringraziamento speciale va quindi a questa Amministrazione che si è impegnata nell’attuazione di un sogno che io coltivavo già da alcuni anni e che, pur essendo stata portata a termine dai nostri “avversari”, mi fa sentire partecipe e sulla stessa lunghezza d’onda di questo nuovo corso. Dopo anni di palude e di stagnante immobilismo che hanno frenato lo sviluppo del nostro Comune, ora finalmente c’è chi ha il coraggio di tornare a guardare in alto, a pensare alla qualità della vita della popolazione, al futuro del paese…

E se qualcuno, un po’ disfattista, tre sé e sé pensasse che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, io l’invito ad essere ottimista perché comunque si sta tracciando una nuova via che profuma di speranza e apertura a nuovi orizzonti.

Volendo poi dimostrare un minimo di interesse per tutte queste novità, invito caldamente la popolazione a visitare la mostra che è stata allestita nella Villa e che sarà aperta al pubblico fino ai primi di Luglio.

*Maria Grazia Lanzavecchia, insegnante, è Consigliere Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese