Rivoglio il mercatino del contadino

 

Di Elena Viola*

Da quando sono diventata madre curo maggiormente l’alimentazione mia e della mia famiglia. Se prima di scoprire le gioie della maternità ( e della cucina a questo punto…) la sera spesso mi tenevano compagni i 4 scazzi in padella surgelati che arraffavo nel minimarket sotto l’ufficio, adesso la spesa settimanale raggiunge vette di pianificazione che solo una spedizione antartica uguaglia. In parte è dovuto al fatto che temo fortemente il vuoto pneumatiche che spesso mi risucchia in un vortice di angoscia quando apro il frigo, in parte deriva dalla consapevolezza che per vivere bene occorra anche cercare di mangiare meglio possibile.Quindi ho cominciato a compilare una tabella con il menù settimanale, da domenica a domenica. Step successivo coordinarsi con la mensa scolastica per evitare doppioni, ovvero minestrone a pranzo e a cena e lamento greco della prole per contorno. Ma non ero ancora soddisfatta e quindi ho dato il via alle giornate a tema: giornata della cucina francese, spagnola, messicana… da lì ho sperimentato le settimane a tema: flexitariana, detox, vegetariana, vegana … poi meno male che mio marito ha posto un freno alle divagazioni culinarie perché cominciavo a farmi paura.
Tornando seria giusto un pio di minuti. A furia di aggiustamenti siamo arrivati a concepire una cucina ed una alimentazione che rispettasse giusto un paio di punti: filiera il più corta possibile, ove possibile si cerca il biologico (vero e certificato), acquistare da produttori locali per incentivare le attività produttive del territorio. Detto questo mi sono messa alla ricerca di mercatini a km 0 e ne ho trovati anche di vicino a casa, uno a Campomorone per esempio e uno a Serra Riccò. I produttori sono tutti contadini della zona e mi piace l’idea di poter decidere di comprare dal sig. Pino che ha piantato le zucchine e le ha viste crescere, si è fatto un mazzo tanto ed io lo guardo negli occhi mentre mi dice che non ha usato pesticidi. Quello che pago finisce nelle sue tasche e non ci sono intermediari che gonfiano il prezzo a loro uso e consumo e a Pino danno un decimo di quello che io ho sborsato.  

Ora, mi piacerebbe che anche nel nostro comune si riuscisse a riproporre l’iniziativa del mercato del contadino come era avvenuto a Torrazza a suo tempo. Ottimo sarebbe riuscire a coordinare tutte le realtà locali per creare una sinergia di luoghi e momenti dedicati ai nostri produttori. Pensate che bello se tra primavera ed estate per esempio si riuscisse a garantire un mercato a km0 una volta a SantOlcese, una volta a Serra Riccò e poi a Campomorone la volta successiva e magari lo si “esportasse” anche in altre piazze. Voi non ci fareste un salto a curiosare, a ficcanasare un po’, magari a comprare qualche specialità?

*Elena Viola è Capogruppo in Consiglio Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

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