Tesoro, mi si è ristretto il tempo pieno!


In questi giorni i genitori degli alunni delle elementari che frequentano le scuole a tempo pieno di Serra Riccò e Sant’Olcese sono stati contattati dai rappresentanti di classe per avere la loro opinione circa le modalità con cui effettuare una riduzione dell’orario scolastico. Quest’attività è stata portata avanti in maniera informale per cercare di comprendere come quest’evenienza impatterebbe sulle famiglie.

Il taglio variabile tra un’ora e trenta minuti di lezione per le classi a tempo pieno ed un ora per le classi a tempo normale, servirebbe per creare un monte ore da cui attingere per sviluppare progetti legati alla didattica o per coprire il primo giorno dell’insegnante assente per malattia.

Due sono i fatti che hanno dato origine ad esigenze che prima non c’erano.

1. i progetti di miglioramento dell’offerta formativa in passato si sono attivati prelevando le risorse necessarie dal fondo d’istituto. Negli ultimi anni questo fondo è stato ridotto del 66% per reperire fondi utili a pagare gli scatti stipendiali degli insegnanti che, in quanto dipendenti statali, hanno subito il blocco della progressione economica a partire dal 2010. La dotazione attuale del fondo, quindi, per la sua esiguità, non consente l’attivazione di molto progetti didattici di ampliamento dell’offerta formativa.

2. La legge sulla buona scuola prevede che il primo giorno dell’assenza per malattia dell’insegnante non venga coperto da supplenza e pare che anche considerando gli insegnanti dell’organico di potenziamento che sarà messo a disposizione del nostro istituto, ci potrebbero essere problemi su questo fronte.

Nei prossimi giorni ci saranno riunioni con il Dirigente Scolastico, i rappresentanti del Consiglio d’Istituto e i rappresentanti delle classi interessate per cercare di capire come affrontare al meglio questa situazione e se, come si suol dire, il gioco valga la candela.

Attorno all’universo “Scuola” gravitano situazioni, interessi e punti di vista diversi.

Ci sono gli insegnanti, il dirigente scolastico ed i suoi collaboratori, gli ATA, gli autisti dei pulmini, i lavoratori delle mense, i comuni che devono fornire le infrastrutture, i sindacati di tutte queste categorie, i genitori e poi gli alunni, i nostri figli, che in questo elenco, non a caso, occupano l’ultimo posto.

Frequentando le istituzioni scolastiche, in questi anni di attività nel Consiglio d’Istituto, mi sono reso conto che per ciascuno dei soggetti che ho elencato sopra la scuola è una cosa diversa. Per il dirigente ed i suoi collaboratori è una responsabilità ed al tempo stesso una brutta gatta da pelare, con i fondi che non bastano mai, i sindacati di categoria sempre più rigidi nelle loro posizioni, i genitori da tenere buoni e una miriade di piccole beghe interne su cui è meglio sorvolare. Per i sindacati i la scuola è un posto di lavoro e loro difendono lavoratori, insegnanti ed ATA, a scapito di tutto e tutti. Dobbiamo anche a questo se, a causa della rigidità con cui si debbono applicare una miriade di disposizioni bizantine, la continuità didattica è andata a farsi fottere: Sua Maestà la Graduatoria comanda su tutto. 
Per i comuni le scuole sono una voce in uscita sul bilancio comunale, lo Stato spesso li lascia soli nella gestione degli immobili che ospitano le scuole e ci troviamo così di fronte ad aule fatiscenti, troppo piccole, spesso fredde ed inospitali. Per i genitori, almeno per alcuni, la scuola è un ricovero sicuro, un’ancora di salvezza, stretti come sono in un lavoro che, paradossalmente, li assorbe sempre più e gli impedisce di dedicare un po’ più di tempo all’educazione ed alla crescita dei loro figli. 

In mezzo a questo mare di problematiche e veti incrociati, i bambini, con i loro diritti, sono i classici vasi di coccio tra i vasi di ferro di manzoniana memoria. Gli alunni non hanno il sindacato che li difende, contano sui loro genitori e, soprattutto, sui loro insegnanti. 

Io spero che che nell’effettuare queste manovre noi adulti dimostreremo che tanta fiducia non è stata mal riposta.

Claudio Di Tursi, papà di Federico e Livia, membro del Consiglio D’Istituto

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  1. Pingback: Riduzione dell’orario scolastico alle elementari: il parere di Maria Grazia Lanzavecchia  | lapelledellorso

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