Riduzione dell’orario scolastico alle elementari: il parere di Maria Grazia Lanzavecchia 


Caro Claudio, nonostante io e te ci conosciamo da quasi dieci anni e, come membri del Comitato Indipendente per Sant’Olcese abbiamo combattuto insieme moltissime battaglie per il nostro comune, quando parliamo di scuola non riusciamo quasi mai a trovarci d’accordo e, su questo tema, abbiamo sempre fatto le litigate peggiori. Perché? Beh, forse perché nelle nostre valutazioni emergono le posizioni contrapposte del genitore e dell’insegnante. In particolare, tu rappresenti il tipico esemplare di genitore un po’ diffidente e parecchio reattivo che pensa di raddrizzare le storture del “Sistema scuola” con le maniere forti tipiche del tuo modo, io rappresento l’insegnante orgogliosa di svolgere un mestiere tanto importante per la nostra società quanto spesso criticato e preso di mira a cuor leggero e non sempre con cognizione di causa.

Con ciò, sia ben chiaro, non voglio rintanarmi nel ruolo di vittima, che non mi è affatto congeniale, ma sento l’esigenza di difendere a spada tratta ciò che di buono viene fatto per migliorare l’offerta formativa della nostra scuola. Ed è’ solo per questo motivo che scrivo questo commento.

Come ho già tentato più volte di spiegarti in questi giorni, il passaggio dalle ore ai moduli è fondamentale per il nostro Istituto per salvare numerose attività didattiche che da tempo contraddistinguono la qualità della nostra offerta formativa e che è importante continuare a portare avanti.

Ma perché proprio questa necessità di passare ai moduli? Perché i progetti, che da sempre sono stati finanziati con il FIS, ora non hanno quasi più copertura economica, motivo per cui, mantenendo l’orario in vigore, la scuola si troverebbe davanti ad un bivio: o eliminare quasi tutte le attività, soluzione non percorribile se non squalificando la scuola, o renderle tutte a carico delle famiglie, con un onere economico che per alcuni potrebbe risultare pesante. 

I moduli, al contrario, riducendo di 10/15 minuti al giorno l’orario delle lezioni tradizionali, metterebbero a disposizione degli insegnanti un “tesoretto” di ore da dedicare ad attività extracurricolari che molto spesso risultano graditissime ai ragazzi ed apprezzate dalle famiglie.

Pertanto, se la proposta d’orario determinata da problemi oggettivi della Frank che non sono di facile soluzione , mettesse in difficoltà molte famiglie, tutti insieme possiamo tentare di individuare altre modalità per “spalmare “sui cinque giorni la perdita dei 10-15 minuti quotidiani di lezione, ma il mio invito è quello di “non buttare il bambino insieme all’acqua sporca”, perché il danno che si farebbe sarebbe davvero grande. Dietro a questa soluzione, prego di credere che non c’è nessun atto di forza, nessuna arroganza, nessuna prepotenza, ma il semplice desiderio, condiviso da tutto il personale dell’Istituto, di mantenere buona la qualità dell’insegnamento a favore dei vostri ma anche nostri ragazzi, che sono i primi e gli unici a cui pensiamo quando dobbiamo far decollare qualche novità e che sono davvero i soli a dover beneficiare del nostro impegno quotidiano e del nostro lavoro. Sono loro, e null’altro, il metro del nostro agire e, se anche qualche volta si sbaglia, riconoscici almeno la buona fede e il desiderio di fare bene; voi e i vostri figli siete i nostri “clienti”: non possiamo permetterci il lusso di prendervi in giro o di ignorare le vostre motivazioni: ci faremmo del male da soli

Maria Grazia

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Maria Grazia Lanzavecchia, insegnante alla scuola media  Ungaretti di Serra Riccò, risponde a questo post sulla riduzione d’orario scolastico per le elementari di Serra Riccò e Sant’Olcese:

https://lapelledellorso.wordpress.com/2016/07/10/tesoro-mi-si-e-ristretto-il-tempo-pieno/

Un pensiero su &Idquo;Riduzione dell’orario scolastico alle elementari: il parere di Maria Grazia Lanzavecchia 

  1. Non posso che condividere il pensiero della mia collega con cui spesso condivido le “gioie e i dolori” della nostra scuola, con la quale ho spesso scambi di opinioni costruttivi e con la quale collaboro affinché la nostra scuola possa dare il meglio.
    Leggere “riduzione dell’orario scolastico ” può trarre in inganno. Questa soluzione prospettata sarebbe molto importante per le motivazioni descritte nell’articolo. Da anni anche alla scuola secondaria non si fanno più moduli di 60 minuti. Questo “risparmio” ha permesso di smistare raramente le classi, di attivare vari progetti. Il mio “gruzzoletto ” da tempo lo dedico ad attività di recupero per le mie classi, di potenziamento, l’organizzazione di attività di approfondimento e di progetti di prevenzione come Unplugged.
    Vediamo tutto questo come un’opportunità enorme. Poi si può ragionare come organizzare al meglio la ripartizione di questi di minuti.Ma non rinunciate a questa opportunità.

    Daniela Botta docente della Scuola C. Ungaretti

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