Un’opinione sulla mensa scolastica.

In questi giorni di inizio scuola a Sant’Olcese ho sentito diversi pareri sulla nuova ristorazione scolastica, qualcuno più morbido, qualcuno decisamente più severo.
Oggi parlo soprattutto per le mamme preoccupate che i loro figli non mangino a sufficienza, dato il nuovo stile proposto dalla Dussmann. Ed è per questo che scrivo, perché capisco che la preoccupazione per i propri figli è ciò che pesa di più, per cui vorrei riflettere insieme per provare a essere più tranquilli.

Sì, è vero: il nuovo menu, in alcuni punti, è strano. Cioè, non particolare, originale, bizzarro. Proprio strano.

Leggo: “orzotto con pomodorini e basilico… pasta e lenticchie… passato di verdure con orzo…” tutto nella stessa settimana.

Penso che la quantità di cerali e soprattutto legumi ingerita da mio figlio nella prima settimana di scuola sia di gran lunga superiore a quella ingerita in tutta la sua vita.

Cosa può succedere? Che si stufi o che si abitui.

Credo, allora, che questo sia l’intento del progetto: proporre un’alternativa che potrebbe essere un valido sistema nutrizionale. Sì, perché, polemiche a parte, i legumi dovrebbero esserci, nella dieta.

Mi spiace dirlo, anche a me pesa da quando l’ho scoperto, ma noi occidentali mangiamo troppa carne per supplire all’apporto di proteine che dovrebbe arrivare da altre parti come, ad esempio, dai legumi.

A parte il fatto che la carne è molto gustosa (ma lo sono anche i legumi, se cucinati bene) e veloce da preparare, noi ne facciamo comunque un uso esagerato: dovrebbe essere servita due-tre volte alla settimana, non di più.

Oltre a questo, ultimamente, ci sono diverse evidenze giornalistiche di come siano preparate le carni che noi cuciniamo quotidianamente e non è rassicurante sapere i trattamenti e i mangimi riservati agli animali che poi verranno macellati per arrivare nei nostri piatti.

Se guardiamo le confezioni di carne al supermercato sembra che queste adorabili mucche e galline vivano nella fattoria del mulino bianco, con un contadino con cappello di paglia che tutte le mattine le chiama per nome accarezzandole il muso, ma tutto questo è molto distante dalla realtà.

Non è questo lo scopo del mio post, quindi vado oltre.

Io continuerò a preparare le due fettine di tacchino con un po’ di limone sopra, la sera, perché torno a casa di fretta e non ce la faccio a pensare ad altro ma i nostri figli possono avere l’opportunità di conoscere un nuovo stile alimentare, che, tra l’altro, consentirebbe di ricalibrare gli squilibri a cui spesso andiamo incontro (troppa carne e troppa pasta, poca verdura, frutta non di stagione) perché la vita delle famiglie è frenetica e si cerca di fare quel che si può. O almeno, nella mia famiglia capita così, per cui sono contenta che qualcun altro ci provi, visto che io non saprei neanche come cucinarli, i medaglioni di ceci.

Magari tra qualche anno saremo contenti di questa scelta, capisco che adesso, a pochi giorni dall’inizio della scuola, sia difficile esserlo, ma aspettiamo qualche tempo, prima di indignarci.

Mio figlio, ad esempio, mi ha detto che “il prosciutto era buonissimo” ma “la pasta e lenticchie magari non farmela a casa”.

Ok, a casa non la faccio, ma che bello che ha avuto la possibilità di assaggiarla, anche perché ricordiamoci che quando i bambini sono tutti insieme si spingono ad assaggiare ciò che a casa non vorrebbero neanche avvicinare.

Detto questo, è tutto rosa e fiori? No, non lo è sicuramente, immagino che qualche bimbo stia saltando qualche portata, ma siamo state rassicurate che ci confronteremo sull’argomento e immagino che potremmo dire la nostra, in un momento di bilanci che però dovrà arrivare dopo un certo periodo di assestamento che permetta ai bambini di prendere confidenza con questo nuovo tipo di alimentazione.

Tra l’altro vorrei far notare che queste erano le cose che si mangiavano tempo fa, prima del boom economico che ha permesso alle famiglie di sovraacquistare la carne, per cui, per favore, almeno non sottovalutiamo il potere nutrizionale del menu.

Lamentiamoci per i gusti, che sono diversi e potrebbero non piacere a tutti, per il colorino scialbo dei piatti che andranno dal marrone farro al bianco riso, ma non sviliamo la ricchezza di questi alimenti.

In fin dei conti, se i piatti sembrano strani, anche i gusti dei bimbi spesso lo sono: faccio la focaccia al formaggio e i miei figli chiedono la pasta all’olio, preparo le lasagne al pesto e mia figlia mi chiede i finocchi, a voi non capita mai?

Quindi diamo un po’ di tempo a questa nuova proposta, consapevoli che è pensata per far riflettere tutti sull’alimentazione, e direi che questo è già successo, se siamo qui a parlarne.

 Chiara Ferraris, Mamma, Insegnante, scrittrice, ecc.

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