Halloween 2016 a Manesseno: per stasera è tutto pronto!

A Manesseno se non sono matti così non li vogliamo!


Alla Società di Mutuo Soccorso, si inizieranno a sfornare deliziosi panini caldi già dalle 18,00; alle 18,45 Organizer Vella predisporrà le squadre di piccoli filibustieri a caccia di caramelle. Alle 21,00 si parte con la disco per grandi e piccini ed a seguire la nomina del Re dei Mostri!

Al Centro Socio Ricreativo di Manesseno PRE-Halloween dalle 16,45 alle 18,45.

Non mancate che porta malissimo (a meno che non restiate a casa per consegnare fiumi di dolcetti ai piccoli mostri che busseranno all’uscio)!

Riflessioni di una ex scimmia evoluta.

Di Chiara Ferraris

La terra chiama. Urla a gran voce una verità intramontabile: noi non siamo i padroni di questo pianeta. Ne siamo gli ospiti, neanche troppo graditi. In un preciso intervallo di tempo si sono create alcune condizioni che, con nostra grande fortuna, si sono rivelate adatte alla vita sulla terra e, sempre per un insieme di combinazioni che qualcuno chiama caso e qualcuno Dio, quella vita ha portato all’uomo. Che poi, non si capisce perché, ha pensato di meritarselo. E di esserne in parte artefice e quindi, anche, padrone. Di poterci mettere le mani, di manipolarla, questa natura sensibile e ordinata, regolata da leggi finissime e precise. Abbiamo creduto che fosse il caso di diventare il meccanismo impazzito, quello che scompagina l’ordine, che forza le serrature con un piede di porco.Perché? Perché ci riteniamo superiori, intelligenti, evoluti? Siamo una specie che non si adatta all’ambiente circostante, e invece di estinguerci, come capita al povero panda che pensa di poter mangiare solo bambù, abbiamo il dono di saper trovare strategie, di rendere l’ambiente adattabile a noi e abbiamo anche deciso di non usarlo in modo sensato, questo dono.

Non ci è spuntata la pelliccia per difenderci dal freddo, ma abbiamo creato i vestiti adatti, abbiamo usato la lana delle pecore, abbiamo inventato i tessuti sintetici, il riscaldamento centralizzato e l’automobile con il sedile che si riscalda. Ma siamo arrivati anche al riscaldamento globale, abbiamo esagerato… sciogliendo pure i ghiacciai.

La natura ci ha scatenato contro i germi più terribili e noi abbiamo scoperto le cure, abbiamo sfruttato, addirittura, i meccanismi di difesa degli altri esseri viventi a nostro vantaggio. Ma poi, nell’assurdo tentativo di valicare sempre più limiti, abbiamo creato nuovi mostri, malattie incurabili che si nutrono di noi stessi, nati in noi stessi a causa degli inquinanti che noi produciamo e non troviamo il modo di sconfiggerle.

Abbiamo avuto la curiosità di scoprire e sapere sempre di più e questo di più, invece di arricchirci e renderci più consapevoli, critici e attenti, ci ha resi speculatori, sfruttatori, approfittatori, smaliziati e menefreghisti.

Abbiamo creduto di possedere la materia, abbiamo diviso l’ indivisibile, rendendoci conto che questa realtà avrebbe potuto esploderci in mano, e andando avanti lo stesso. Volevamo dominare lo spazio e il tempo, scavalcando l’ordine preesistente, ma il sistema va avanti da solo, le sue equazioni sono perfette e incorruttibili e si disinteressano della nostra sete di potere.

Adesso, oggi, la terra chiama. La terra trema. La terra ci dice che se anche crediamo di possederne la superficie, ci sono migliaia di chilometri di profondità che non ci appartengono, che sotto i nostri piedi ci sono elementi che navigano in questo eterno ribollire vulcanico dalle origini del mondo, miliardi di anni prima che noi concedessimo il privilegio della nostra presenza.

Oggi la terra chiama. Oggi la terra trema. E sono echi lontani di un ritmo tribale, il rimbombo di un tamburo atavico che risuona dalla giungla della nostra preistoria a ricordarci che la natura è Madre, Padrona, Dominatrice.

Oggi la terra trema, e dalle nostre gole esce lo stesso stridulo verso disarmato e ancestrale della preda che ha giocato con un avversario molto più forte di lei e che sa essere imprevedibile.

Continueremo a costruire palazzi antisismici, per difenderci dalle insidie della terra, ed è giusto, abbiamo i mezzi e l’intelligenza per farlo, abbiamo quel dono, quella capacità che ci ha resi unici tra tutti gli esseri viventi.

Ma continuiamo a non trovare soluzioni per proteggerci da noi stessi, dalle nostre invenzioni passate.

E mi chiedo cosa ci sia di evoluto in questo.

*Chiara Ferraris, biologa, insegnante, scrittrice, mamma.
 

Trenino di Casella: 63.000 passeggeri in quattro mesi. Sconti in arrivo!


Dal sito Genova24.it

Genova. Sono circa 63 mila i viaggiatori hanno preso, nei primi quattro mesi della riapertura del trenino di Casella, la ‘signora in rosso’ delle tre valli genovesi. “I dati – spiega l’assessore regionale ai Trasporti e al Turismo Gianni Berrino – ci confermano un trend di crescita dei viaggiatori che sono passati dai 30 mila dei primi due mesi della riattivazione della linea ai 63 mila nell’arco dei quattro mesi, comprendendo quindi anche agosto e settembre. I risultati raggiunti sino a oggi ci dimostrano che la scelta della regione di investire sulla riapertura del trenino, con circa 2 milioni di euro annuali, sia stata giusta e pertanto continueremo a lavorare anche per una sempre più efficace promozione e per un efficientamento di un servizio che, vista l’orografia del territorio, si presenta comunque come una sfida”.

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Caccia al molestatore di ragazzini e ragazzine 

Riceviamo da un nostro contatto questa segnalazione da prendere nella dovuta considerazione. 

Si prega di prestare la massima attenzione e di informare con tempestività i Carabinieri di ogni fatto sospetto. 

Vi preghiamo di diffondere e condividere questa comunizione.

Ecco la comunicazione:

Ciao, penso sia utile allertarci un po’ tuttiSi aggira per Mignanego e Casella, di sicuro, un “uomo” di età su una 600 grigia che importuna le ragazzine, ma anche i ragazzini chiedendo se vogliono un passaggio. È molto insistente e si fatica a mandarlo via. Oggi una ragazzina (14 anni)  è stata avvicinata da questo individuo a Casella ed è scappata verso il luogo dove aveva appuntamento col padre.

I carabinieri sono stati informati.

Allertiamo le ragazze a non andare in giro da sole e a tenere sempre a portata di mano il cellulare, e sollecitiamo i maschietti a tenere d’occhio le ragazzine, oltre a sé stessi. Purtroppo non è una bufala ma pura verità. … passiamo parola. … grazie mille👋🏻👍🏻

Nel vento a cercare risposte…

Piccolo ringraziamento a Bob Dylan che ha cantato, canta e canterà ancora la nostra vita.

(Monet, La passeggiata nel vento)


di Giampiero Pepe*

Fiumi di parole, migliaia di video sui social, tantissimi lettori ottici che in un millesimo di millimetro illuminano piste di CDs, molti fruscii di puntine a solcare vecchi vinili ora rispolverati…tutto per omaggiare Bob Dylan, giullare moderno, portato alla sommità del riconoscimento letterario, uomo esile ma potente, dolce ma graffiante, che con la magia di un’armonica è riuscito ad dipingere sapientemente la nostra anima ed a darci chiavi per nuove strade del nostro sentire.
Non sono un sociologo ma adoro guardare i versi in controluce, quei versi che hanno segnato la vita di molti di noi.. Ho immaginato di camminare con lui accompagnato dal suo vento mentre gli ponevo le stesse domande che hanno affollato le menti di tanti giovani (e non solo) al vibrare delle sue indimenticabili note… ed ho cercato risposte con lui che spero regalino anche a voi piccole emozioni, un po’ come fa sempre quel miracolo musicale dal titolo Blowing in the wind.
Ci ritrovammo in una radura in prossimità di un ruscello dove scorreva libera acqua trasparente come l’aria che si respirava intorno: e su un piccolo masso presto lui si sedette a guardare quell’acqua, un po’ affaticato nei pensieri come il vecchio pescatore che seduto scruta di sera il suo mare. Ero preso dalla bellezza di quel posto, e non riuscivo a contenere la mia emozione del momento: e senza preoccuparmi di rompere la profondità dei suoi pensieri feci irruzione chiedendogli: ”Quante strade deve percorrere un uomo, prima che si possa chiamarlo uomo?”
Non sembrava turbato per le mie parole, ma guardò lontano, verso il cielo, e con la voce dipinta di quello stesso azzurro del cielo mi rispose: Non saprei, amico mio, proprio non saprei… la vita è un po’ come il percorso che abbiamo seguito per arrivare fino a qui… parti in un bosco dove ci sono molte strade, che spesso divergono oppure si intrecciano: e per molte di loro riesci a scrutarne la fine con lo sguardo, per molte di loro intuisci che sono state percorse già da altri prima di te, ma solo una di esse ti accorgi che non è stata battuta, non vedi impronte nere di passi… è la strada che forse stavi cercando, quella che magari ti regalerà te stesso. Decidi di imboccarla per cercarti, e non sai se sarà facile tornare indietro… in fondo ad essa capirai il tuo essere uomo.
Guardavo il suo sguardo mentre ascoltavo il rumore dell’acqua del ruscello che scivolava su pietre oramai erose dall’eterno agire della gravità e correva verso il mare, che non si scorgeva ma di cui si avvertiva la potenza e l’odore, rapito dal volo di pensiero. E senza pensare oltremodo chiesi ancora:” E quanti mari deve attraversare una colomba bianca, prima che si riposi nella sabbia?”
Un tenue sorriso segnò il suo viso mentre posava lo sguardo verso di me: forse era compiacimento per il mio pensiero maturato, che aveva acquisito ali per correre lontano e seguire le acque di quel ruscello.
“La via che avrai scelto in quel bosco ti allontanerà dalla banalità e dal vuoto del passato: la colomba che ora solleva la tua curiosità capisce che oltre al cibo lei ha profondo bisogno della luce e del calore del sole, del soffio del vento, delle onde spumeggianti dei mari che sorvolerà e della freschezza dell’aria contro cui anche volerà. Sarà solo la percezione della conquista di ciò che cerca a fermarne il viaggio… e la sabbia dorata su cui si poserà sarà il suo giaciglio conquistato, che le darà quel calore rigenerante per tutto lo sforzo fatto nel suo lungo, lungo viaggio. Ma sarà serena, forse felice, per esserci giunta… “
Immaginavo nella mia mente ora quella colomba nell’aria volteggiare e guardare dall’alto il mondo, moderno drone che discrimina e fotografa il senso di ciò che sta osservando. Improvvisamente un pensiero cupo mi assalì: “E se i suoi occhi cangianti avranno anche visto guerra e morte su questa terra ?!”
Mi rivolsi ancora a lui chiedendogli: “E quante volte devono volare le palle di cannone, prima che siano bandite per sempre?”
Un lungo silenzio accompagnò la mia ennesima domanda: stavolta turbamento e dolore avevano ombrato il suo viso, il pensiero della guerra, di quella guerra a cui per tanto tempo aveva sofferto… poi sussurrò: “la guerra è il segno della miseria della vita, è un viaggio continuo nella notte, è la musica imperfetta della vita… ho dentro di me tanto dolore, ho difeso la mia anima fino ad oggi dalla crudezza di certi ricordi pieni di morte. Ma se la morte venisse oggi a prendermi qui su questo sasso comunque non sarei cialtrone perchè ho sempre portato con me l’amore che proprio quella guerra mi ha regalato. Non so quante volte dovranno tuonare ancora quei cannoni ma so che in quei roboanti boati sarà sempre più profondo l’amore che riusciremo a trovare.”
Già l’amore, il suo tempo, la sua intensità, la sua robustezza, il suo cangiante aspetto… Pensavo alla vita ed ai suoi appuntamenti con l’amore, ed ai tanti accadimenti che spesso lo mettono in discussione… Lui era piegato a guardare il terreno erboso, disegnava a terra con un bastoncino strani simboli mentre scalciava qualche piccola pietra capitata lì per caso, innocua ed indifesa, come quelle anime tristi che ora affollavano i suoi ricordi. E continuò ancora: “Non sai quante volte ho guardato il cielo senza però capire mai il mio destino, quante volte ho pregato per avere pietà in quell’azzurro infinito che senza quella preghiera appariva solo come una macchia estesa. Non sai quante volte, come quella colomba bianca dei tuoi pensieri, ho preso il volo ma poi il sole habruciato le mie ali e sono caduto insieme alla mia vanità, e privato della mia libertà. Ma non per questo smetterò mai di guardarlo quel cielo finchè ci saranno il sole e le stelle a brillare ed ad illuminare i nostri viaggi al termine della notte.”
A quelle parole mi ricordai ancora di quella colomba bianca che poco prima aveva volato nei miei pensieri. Improvvisamente lui alzò di nuovo la testa, prima guardò me e poi ancora il cielo, e con la soddisfazione di chi sembra abbia ancora raccolto una riposta mi dice sorridendo: “La risposta, amico mio, a tutto quello che cerchi soffia solo lì nel vento, ascoltalo…”.

*Giampiero Pepe, Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II di Napoli

Trallallero canti popolari e apericena@ereixe.com

 

DOMENICA 16 Ottobre dalle ore 18 le voci del Gruppo Spontaneo Trallalero in uno dei luoghi dove tanto si è cantato e si canta, Torrazza, nell’Agriturismo E Reixe, luogo bellissimo dall’atmosfera accogliente, situato in una posizione magica che guarda tutta la vallata. I canti a partire dalle ore 18 per prepararsi ad un apericena con sfiziosità varie e a seguire, focaccia con il formaggio e funghi porcini, vino bianco del nostro e per finire torta Zena fatta con la ricetta originale. Prezzo della serata: apericena e concerto 20 euro.