Riflessioni di una ex scimmia evoluta.

Di Chiara Ferraris

La terra chiama. Urla a gran voce una verità intramontabile: noi non siamo i padroni di questo pianeta. Ne siamo gli ospiti, neanche troppo graditi. In un preciso intervallo di tempo si sono create alcune condizioni che, con nostra grande fortuna, si sono rivelate adatte alla vita sulla terra e, sempre per un insieme di combinazioni che qualcuno chiama caso e qualcuno Dio, quella vita ha portato all’uomo. Che poi, non si capisce perché, ha pensato di meritarselo. E di esserne in parte artefice e quindi, anche, padrone. Di poterci mettere le mani, di manipolarla, questa natura sensibile e ordinata, regolata da leggi finissime e precise. Abbiamo creduto che fosse il caso di diventare il meccanismo impazzito, quello che scompagina l’ordine, che forza le serrature con un piede di porco.Perché? Perché ci riteniamo superiori, intelligenti, evoluti? Siamo una specie che non si adatta all’ambiente circostante, e invece di estinguerci, come capita al povero panda che pensa di poter mangiare solo bambù, abbiamo il dono di saper trovare strategie, di rendere l’ambiente adattabile a noi e abbiamo anche deciso di non usarlo in modo sensato, questo dono.

Non ci è spuntata la pelliccia per difenderci dal freddo, ma abbiamo creato i vestiti adatti, abbiamo usato la lana delle pecore, abbiamo inventato i tessuti sintetici, il riscaldamento centralizzato e l’automobile con il sedile che si riscalda. Ma siamo arrivati anche al riscaldamento globale, abbiamo esagerato… sciogliendo pure i ghiacciai.

La natura ci ha scatenato contro i germi più terribili e noi abbiamo scoperto le cure, abbiamo sfruttato, addirittura, i meccanismi di difesa degli altri esseri viventi a nostro vantaggio. Ma poi, nell’assurdo tentativo di valicare sempre più limiti, abbiamo creato nuovi mostri, malattie incurabili che si nutrono di noi stessi, nati in noi stessi a causa degli inquinanti che noi produciamo e non troviamo il modo di sconfiggerle.

Abbiamo avuto la curiosità di scoprire e sapere sempre di più e questo di più, invece di arricchirci e renderci più consapevoli, critici e attenti, ci ha resi speculatori, sfruttatori, approfittatori, smaliziati e menefreghisti.

Abbiamo creduto di possedere la materia, abbiamo diviso l’ indivisibile, rendendoci conto che questa realtà avrebbe potuto esploderci in mano, e andando avanti lo stesso. Volevamo dominare lo spazio e il tempo, scavalcando l’ordine preesistente, ma il sistema va avanti da solo, le sue equazioni sono perfette e incorruttibili e si disinteressano della nostra sete di potere.

Adesso, oggi, la terra chiama. La terra trema. La terra ci dice che se anche crediamo di possederne la superficie, ci sono migliaia di chilometri di profondità che non ci appartengono, che sotto i nostri piedi ci sono elementi che navigano in questo eterno ribollire vulcanico dalle origini del mondo, miliardi di anni prima che noi concedessimo il privilegio della nostra presenza.

Oggi la terra chiama. Oggi la terra trema. E sono echi lontani di un ritmo tribale, il rimbombo di un tamburo atavico che risuona dalla giungla della nostra preistoria a ricordarci che la natura è Madre, Padrona, Dominatrice.

Oggi la terra trema, e dalle nostre gole esce lo stesso stridulo verso disarmato e ancestrale della preda che ha giocato con un avversario molto più forte di lei e che sa essere imprevedibile.

Continueremo a costruire palazzi antisismici, per difenderci dalle insidie della terra, ed è giusto, abbiamo i mezzi e l’intelligenza per farlo, abbiamo quel dono, quella capacità che ci ha resi unici tra tutti gli esseri viventi.

Ma continuiamo a non trovare soluzioni per proteggerci da noi stessi, dalle nostre invenzioni passate.

E mi chiedo cosa ci sia di evoluto in questo.

*Chiara Ferraris, biologa, insegnante, scrittrice, mamma.
 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...