Travolto da insoliti pensieri nel guardare immagini di una terra (s)tremata in una calda domenica d’autunno…. 

Cosa avranno mai in comune Chiara Ferraris, Annalena Benini, Joseph Ratzinger e San Benedetto da Norcia?! 


di Giampiero Pepe*

Cosa avranno mai in comune Chiara Ferraris (biologa, insegnante, scrittrice, mamma), Annalena Benini (editorialista de IlFiglio.it, mamma), Joseph Ratzinger (Pontefice Emerito) e S. Benedetto da Norcia (santo, inventore del mondo moderno)? Domanda a dir poco curiosa, nata in una delle mie peregrine meditazioni durante una calda domenica autunnale, pensando e ripensando ad immagini desolanti del terremoto umbro-marchigiano. Eh già, proprio il terremoto…l’ho vissuto nel 1980 quando la mia terra si inquietò dimostrando la nostra completa impreparazione a reggere l’impatto di una energia così grande. 

Apro il giornale seduto sulla panchina del mio piccolo paese, e subito mi colpiscono le parole di Annalena che parla di “ritorno del mostro”: ma dove? Lei dice nelle menti dei bambini, oggi sconvolti nelle loro piccole coscienze da questa nuova “entità”. Li immagino questi bambini, come me allora, a cercar crepe nei muri, a chiedere ai grandi il grado ed impaurirsi negli occhi se quel numero che sentono è superiore a sei. E’ un mostro che aleggia nei loro pensieri, come nelle fiabe, creatura malvagia che a volte ritorna senza fare sconti alle persone che non ce la fanno o che soffrono per il freddo. Ripenso ai miei di ricordi, ma non riesco ad accettare l’interpretazione “fatalistica” del terremoto che Annalena sembra proporre. Esiste davvero una declinazione di cattiveria in un terremoto? E se ci fosse, da parte di chi e soprattutto per chi?! Molti colleghi “dotti, medici e sapienti”, riuniti davanti al mio capezzale, diranno “No, non è per contraddire il collega Professore, ma la domanda non ha affatto basi scientifiche!”. Sono sorpreso: e se avessero ragione loro?! E’ normale dopotutto aver paura per una scossa violenta di terremoto, ma realizzo che il punto è proprio questo: se tutto si gioca sul piano della paura, allora possono esserci altre “interpretazioni” etiche e/o religiose (whow……roba da terza o quarta dimensione!). La calda lettura si fa sempre più interessante anche se non vedo all’orizzonte risposte convincenti: forse sto correndo troppo con i pensieri, ma uno si affaccia immediatamente: e se il terremoto fosse un segno di Dio?! E cosa vorrebbe dimostrare Dio con una equazione che contempla nelle sue soluzioni solo onde distruttive ? 

L’Antico Testamento ci regala tante pagine in cui Dio utilizza questo “strumento” per dare un segno tangibile della sua presenza e potenza: fa crollare le mura di Gerico al suono delle trombe, fa tremare il monte Sinai durante la sua discesa, minaccia terremoti per l’infedeltà di Israele, squarcia il velo del Tempio di Gerusalemme dopo la crocifissione di Gesù. Ma sono segni di un Dio cattivo oppure di un Dio che in quei segni -anche drammatici- vuole indicarci una (nuova) strada? Qualche “saggio” ateo direbbe che sono completamente fuori di testa, trattandosi proprio di una ennesima dimostrazione della sua (di Dio) non-esistenza visto che non ha in nessun conto le sorti del suo popolo… 

Domande, domande..però la semplice spiegazione geofisica resta fuori dai miei pensieri lasciando aperta questa immagine dell’essere, un po’ come il mostro di Annalena, qualcosa di più profondo ed inestricabile delle crepe che lascia….Rileggo dal mio caldo (-ma solo per il suo cattivo funzionamento!-) smartphone le belle parole di Chiara Ferraris: Oggi la terra trema, e dalle nostre gole esce lo stesso stridulo verso disarmato e ancestrale della preda che ha giocato con un avversario molto più forte di lei e che sa essere imprevedibile… E sono echi lontani di un ritmo tribale, il rimbombo di un tamburo atavico che risuona dalla giungla della nostra preistoria a ricordarci che la natura è Madre, Padrona, Dominatrice. 

Resto lì ancora a pensare…Ma se Dio fosse quella Natura che suona quel tamburo atavico, sarebbe quello un suono positivo, ammonitore, a ricordarci che dobbiamo fare qualcosa per sfuggire ad un destino di (auto)distruzione…..Chiara ha inavvertitamente aperto un piccolo vaso di Pandora nei miei ricordi: torno a casa di corsa e cerco freneticamente tra i miei scaffali un discorso che Joseph Ratzinger tenne qualche anno fa a Subiaco presso il Monastero di Santa Scolastica (posto incantevole, da visitare davvero). L’Emerito diceva tra l’altro che le possibilità dell’uomo e del suo dominio sulla materia sono cresciuti in misura davvero impensabile negli ultimi secoli: ma il suo poter disporre del mondo ha anche fatto sì che il suo potere di distruzione abbia raggiunto delle dimensioni che a volte ci fanno inorridire: ”L’uomo ha scandagliato i recessi dell’essere, ha decifrato le componenti dell’essere umano, ed ora è in grado di costruire da sé l’uomo….ma al crescere delle nostre possibilità non corrisponde un uguale sviluppo della nostra energia morale, che non è cresciuta insieme allo sviluppo della scienza, anzi piuttosto è diminuita, e non sa rispondere alle minacce che gravano sull’esistenza di tutti noi.” Chiara -come Ratzinger- dice qualcosa di molto simile ma con quel linguaggio semplice che a lei viene naturale: “Ma continuiamo a non trovare soluzioni per proteggerci da noi stessi, dalle nostre invenzioni passate.” 

Strana la vita con le sue inattese connessioni: Annalena, poi Chiara, e poi Ratzinger, tutti a girare intorno alla stessa, fondamentale domanda: il mondo, questo mondo, proviene dall’irrazionale, e la ragione è un suo “sotto-prodotto” (magari talvolta anche dannoso…) oppure è il mondo a provenire dalla ragione, ed essa è di conseguenza il suo criterio e la sua meta? 

Bivio difficile, amici miei….per noi figli dell’Illuminismo non è facile pensare una ragione scaturita dall’irrazionale, perchè sarebbe essa stessa irrazionale. Ci piace di più pensare che c’è una ragione che guida il mondo fino a portarci nella giusta direzione: se poi uno è cristiano, questa ragione si chiama Dio… ma in fondo vanno bene anche altre interpretazioni. 

Ancora….ma se la ragione ci porta verso una meta migliorativa alla fine di un percorso di accrescimento spirituale od umano, come si legge allora un “semplice” terremoto? Il pessimismo del mostro aleggia mentre il mio sguardo cade sulla foto di ciò che resta della Basilica di San Benedetto a Norcia, di cui è rimasta in piedi solo la splendida facciata medievale. E’ una foto impressionante e piena di suggestione….Macerie intorno ad un simbolo rimasto indenne alla furia devastante: magari Dio ha voluto davvero darci davvero un messaggio…. Il mio diavoletto frena la deriva teologica, e mi ricorda che questo terremoto è solo conseguenza di un movimento tellurico dovuto allo spostamento di una placca formatasi 2-3 milioni di anni fa in seguito a frane sotterranee di rocce di origine torbididica….Ma confesso che sono più affascinato dall’idea di leggere l’accaduto in una per me insolita chiave metafisica, non accettando l’idea di un Dio come ripicca, che sarebbe un Dio di quart’ordine. Mi piace di più l’idea di un Dio interessato alla Sua creazione ma che non interviene nella natura a volte matrigna, e che riesce dopotutto ad indicare all’uomo un segno per sfuggire alle sue stesse conseguenze…In quel pezzo di Basilica rimasto in piedi si avverte il senso delle parole di Chiara (trovare soluzioni per proteggerci da noi stessi), ripensando -in un momento di grande difficoltà- a chi oggi sembra pagare di più, Benedetto da Norcia, rimasto lì in piedida solo a testimoniare oggi la validità delle sue scelte di ieri. Lui, che in un tempo di grande decadenza, sprofondò nella solitudine più estrema per poi risalire verso la luce, fondando Montecassino, il mondo nuovo….Lui che nella sua Regola raccomandò ai monaci -ed al mondo moderno- ciò che Chiara oggi scrive nel suo post, trovare semplici soluzioni che ci proteggano da noi stessi, dalle nostre grandi invenzioni…Lui indicava nello “zelo buono” l’unico modo per riamare la vita. 

Un amico sacerdote, a cui ho fatto leggere queste sconclusionate considerazioni, senza darmi risposte mi ha letto un passo dei testi sacri che appare come la risposta alle mie strane domande: 

“Ci fu un terremoto ma Dio non era nel terremoto, ci fu un incendio ma Dio non era nell’incendio, perchè Dio è vento leggero che parla a chi tace per ascoltarlo.” Lui ha sempre la capacità di zittirmi senza impormelo, un po’ lo odio per questo….raccolgo allora il mio prezioso giornale, che quasi ringrazio per avermi regalato la possibilità di pensare a cose diverse da quelle che il mondo vuole impormi, cammino per il paese ed incrocio una vecchia conoscenza che mi chiede subito se alle 7:41 ho sentito la forte scossa…lo guardo, sorrido e penso che magari anche questo è un piccolo segno divino… 

*Giampiero Pepe, Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II di Napoli

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...