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C’è chi dice Sì e c’è chi dice No!

Il 25 novembre, dopo cena, alle 21,00, presso la SMS di Manesseno, partecipa al dibattito pubblico organizzato per discutere del Referendum Costituzionale del 4 dicembre.

Saranno con noi PIPPO ROSSETTI per il SÌ  e GIANNI PASTORINO per il NO; non sarà un occasione, per convincerti, ma per discutere e capire qualcosa insieme, lontano dal caos di certi dibattiti televisivi.

Vieni a trovarci, per noi sarà un piacere offrirti il caffè di benvenuto ☕️ e qualche dolcetto 🍪!

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Un pensiero su &Idquo;C’è chi dice Sì e c’è chi dice No!

  1. Ciao , mi chiamo Cristina Bregoli, sono cittadina di S. Olcese da un mese. Il mio cognome viene dalla Valle Trompia Brescia, sono figlia di minatore emigrato a Genova 52 anni fà. Nel 2010 ho portato a termine una ricerca storica sulla morte di un ragazzo di 21 anni , deportato in Germania nel 1944. 8 anni di lavoro autonomo relazionandomi con istituzioni italiane e straniere. Con un esito che ha fatto dire al Presidente ANED ( Associazione Nazionale EX Deportati ) dell’epoca: ” Signora Bregoli, lei mi ha dato una gioia più grande del ritorno dal lager, Lei mi ha dato la gioia di avere trovato un ago nel pagliaio. Morirò contento.” Già, l’ho trovato sepolto o forse arso in cataste di cadaveri , nello STAMMLAGER 222 HEMER DORTMUND GERMANIA.. Ho trovato anche come e perchè è finito in uno dei peggiori campi di lavori forzati per IMI. Internati Militari Italiani.Ci è finito perchè ha DETTO NO. NO alla adesione ,che con calci , pugni, botte volevano da lui. Volevano che diventasse camicia nera delle Repubblica di Salò che dista 70 km da dove questo ragazzo viveva. Anzi, due volte ha detto NO. Anche nel Lager chi firmava per la Repubblica di Salò tornava a casa , gli altri vennero lasciati a Hitler , con documento ufficiale del 20 settembre 1944, “che ne facesse quello che voleva” ( testuali parole). Quel ragazzo era fratello di mio padre che lo vide portare via dalle camicie nere il 18 febbraio 1944. Aveva 8 anni e mai si è ripreso dallo scock, piangeva sempre quel fratello disperso, di cui non si sapeva nulla, e che suo madre, mia nonna , ha aspettato fino alla fine dei suoi giorni. Fin da bambina mi sono sentita coinvolta e da grande sono riuscita a riportalo a casa dal Lager trovandolo e dando tutte le dettagliate notizie all’ultima sorella rimasta, l’ultima zia che ho. Provate a mettervi nei miei panni e chiedetevi come si sente una come me , che con il sangue del mio sangue, con il dolore di una famiglia umile di minatori e contadini, abbiamo pagato quella Costituzione. A me viene da piangere anche solo a scrivere, non posso e non potrei sopportare di presentarmi a questa iniziativa e farmi solo dei nemici. Che se c’è qualcuno per il si , quello stà umiliando quelli come me, per il solo e semplice fatto CHE UNA CARTA COSTITUZIONALE SERVE A UNIRE E NON A DIVIDERE, CHE QUELLA UNITA’ DI INTENTI E’ COSTATA DOLORI CHE OGGI NESSUNO SAREBBE IN GRADO DI SOPPORTARE., CHE LA COSTITUZIONE PRIMA DI CAMBIARLA BISOGNA APPLICARLA.. Nessuno al mondo ha diritto di insegnarmi cosa sia la pace, la giustizia sociale , la compassione e la gratitudine per la libertà , più di mio Zio UGO BREGOLI martire della Resistenza Antifascista nei Lager. Come mi disse un giorno il mio caro amico estinto Don Gallo: ” fai di tuo zio il Santo di famiglia come per me sono Santi i Fratelli Cervi”.
    Ed infatti , Cristina Bregoli abita in Via Fratelli Cervi 43/2.
    E’ stata dura, ma sono arrivata in fondo e sono viva. ESISTO.

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