Io sono stato straniero 


Di Elena Viola*

 Io sono stato straniero. (E lo sono tutt’ora per qualcun altro)

Lo dice Enzo bianchi, Priore della Comunità monastica di Bose in un celebre discorso tenuto in Senato in occasione della Giornata nazionale della Memoria delle vittime dell’immigrazione. (ciò’ che è scritto nelle parentesi lo dico io).

Lo abbiamo ribadito anche ieri sera nei locali della SMS Unione di Manesseno durante una serata dedicata al tema dell’immigrazione dal titolo “ Richiedenti asilo e profughi: una realtà senza stereotipi”.

Ci hanno guidato nella riflessione le parole dell’Assessore Taddeo e dei suoi ospiti, il dottor Valle – medico volontario in operazioni di soccorso “Mare Nostrum” e i volontari delle organizzazioni CEIS, ARCI e UN’ALTRA STORIA che si occupano quotidianamente di accogliere e accompagnare nel processo di integrazione i migranti che arrivano nelle strutture d’accoglienza cittadine.

Ci hanno raccontato dei progetti che sono nati per permettere a queste persone di imparare la lingua e un mestiere spiegandoci l’importanza di far sentire l’individuo parte attiva della società civile per evitare che finisca nella rete della criminalità organizzata e ci hanno raccontato delle difficoltà a reperire alloggi dove collocare queste persone data la forte diffidenza delle comunità locali verso gli immigrati percepiti come pericolosi o portatori di malattie e disagi. Si è ragionato in termini di numeri e indubbiamente pare non percorribile la strada della ghettizzazione degli immigrati in aree concentrate per problemi in ordine alla sicurezza dei migranti stessi e per la difficoltà oggettiva a gestire un grande numero di persone con provenienze, storie e aspirazioni diverse. La soluzione migliore individuata dai volontari presenti rimane quella di collocare piccole unità di immigrati nel tessuto sociale cittadino per prevenire fenomeni di intolleranza e razzismo e favorire l’integrazione.

Mi ha particolarmente colpito l’invito a riflettere sul fatto che il fenomeno migratorio è presentato come un’emergenza migratoria quando invece si tratta di un fenomeno fisiologico, sicuramente accentuato dalla sfavorevole congiuntura attuale, però destinato a durare nel tempo. Se riflettiamo in quest’ottica capiamo quanto urgente sia velocizzare e favorire i processi di integrazione e accoglienza verso coloro che non necessariamente scappano da guerre e distruzioni ma molto più verosimilmente sono alla ricerca di un’opportunità di vita migliore. Non dimentichiamoci che noi italiani prima di essere terra di approdo per i migranti (che per inciso, scapperebbero dal suolo italico se potessero…) siamo stati terra di emigranti. Tra regioni italiane ancora prima che verso l’Europa o l’America. E quando salivamo su quei piroscafi diretti verso “La Merica”, avevamo in tasca i pochi averi e le tante speranze di chi oggi si avventura nel deserto e patisce fame e vessazioni per un pezzo di futuro. Eravamo noi i diversi, quelli che rubano il pane ai giovani, che molestano le pei figlia della comunità e spaventano i bambini, eravamo noi quelli sporchi, malati e vessati. Giusto per riflettere, oggi sono circa 150 mila gli italiani che vivono e lavorano all’estero. Volete dirmi che questi nostri conterranei non sono stranieri agli occhi degli autoctoni? Scusate ma non ci credo.

Vi lascio con una riflessione del succitato Enzo Bianchi.

“(… omissis )Da sempre è la fame che si muove verso il pane, non viceversa, e non ci sono né muri né mari che capaci di fermare chi è talmente disperato da considerare un viaggio senza speranza preferibile alla certezza di una morte atroce nella propria terra. O pensiamo che se uno avesse un’aspettativa di sopravvivenza “a casa sua” metterebbe a repentaglio la vita in un’avventura bestiale? (…omissis) ”

*Elena Viola è Capogruppo in Consiglio Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...