SCUOLABUS a Sant’Olcese: non ci siamo


di Elena Viola*

Ieri si è registrato l’ennesimo disservizio a carico del trasporto scolastico che ha portato notevoli disagi ai fruitori dello stesso. Bambini stipati su uno scuolabus in barba alle più elementari norme di sicurezza, genitori preoccupati in attesa dei figli a Manesseno e frazioni limitrofe ed in mezzo l’assenza totale ed ingiustificata di informazioni. Qualcosa non quadra, è proprio il caso di dirlo, in questa travagliata faccenda!Facciamo il punto della situazione perché almeno nella seconda parte di quest’anno scolastico non sono mancati i motivi per discutere della bontà del servizio:

1. nell’estate del 2016 la ditta Ecoal s.r.l. di Ponsacco (PI) si aggiudica la gara d’appalto condivisa con il comune di Ceranesi per la gestione di entrambi i servizi di trasporto scolastico;

2. Da questo momento viene individuato un referente della ditta su territorio. Presumo che fra i vari compiti assegnati al referente ci sia anche quello di trait d’union con le famiglie cosa che in effetti si verifica;

3. Il giorno 9 gennaio 2017, alla ripresa delle lezioni, il pullmino di Manesseno non è in grado di partire per un problema alla batteria, i genitori sono debitamente informati tramite messaggio da parte dell’autista;

4. Il giorno 2 febbraio 2017, lo stesso mezzo ha problemi con l’idroguida che costringono il mezzo ad arrestarsi, anche in questo caso la comunicazione arriva puntuale;

5. Il giorno 9 febbraio 2017, il mezzo che sostituiva il suddetto scuolabus in riparazione, ha accusato un guasto all’impianto frenante. Mezzo fermo e genitori avvisati;

6. Cambia il personale alla guida del pullmino di Manesseno e presumibilmente anche il referente, la chat fin’ora in uso per le comunicazioni con i genitori smette di essere utilizzata;

7. Il giorno 5 aprile 2017, a seguito di assenza per malattia di un dipendente nel comune di Ceranesi, l’autista dello scuolabus denominato Manesseno viene richiamato a sostituire il collega. Comunicazione in merito viene inviata alla Polizia Municipale di Sant’Olcese. Nella lettera si specifica che il servizio, pur con qualche minuto di ritardo, sarà garantito regolarmente e svolto dai due autisti che coprono le linee denominate “Torrazza” e “Sant’Olcese”. Non viene presa in considerazione nessuna forma di comunicazione verso le famiglie, né da parte del mittente, né da parte del ricevente.

Tralasciamo i guasti molteplici e ripetuti a mezzi vecchi e con un chilometraggio al limite della decenza… la manutenzione è stata eseguita e quindi i mezzi sono stati nuovamente messi su strada come relazioni tecniche riportano.

Passiamo oltre, arriviamo all’ultimo punto. Ora, come si sia partiti dal punto 7 e si sia arrivati alla situazione paradossale e francamente pericolosa descritta nell’incipit è una valutazione che lascio a voi. Personalmente ho la sensazione che la questione sia stata trattata con una superficialità allarmante e denota la distanza – non solo chilometrica – fra una ditta con sede a non meno di 200km da Sant’Olcese , la realtà e le esigenze di un territorio complesso e la sua Amministrazione. Mi chiedo come sia possibile pensare di far completare il giro di Torrazza e Sant’Olcese e poi dirigersi verso Manesseno accusando solo pochi minuti di ritardo sulla regolare tabella di marcia. Vi invito a percorrere le stese tratte in macchina, fermandovi ogni 3 o 4 km, procedendo ad una velocità moderata. Vi accorgerete che il tempo impiegato è maggiore di quei “minuti” indicati nella lettera inviata dalla Ditta. Inoltre mi chiedo come sia possibile decidere di assumersi la responsabilità di far salire sul proprio mezzo omologato per non più di 18 passeggeri, più di 20 bambini. Ci sono state indicazioni da parte della Ditta? Forse da parte del referente? Perché a fronte di un evidente problema di sicurezza l’autista (UN autista perché il collega risultava al momento desaparecido… ) non ha informato i genitori e chiesto loro di prelevare i bambini presso la struttura scolastica? Poteva forse avvisare il settore responsabile del servizio? Guardate, mi pongo queste domande non per trovare motivi di biasimo nell’operato di uno qualsiasi dei soggetti coinvolti, lo faccio perché credo sia estremamente importante individuare il momento in cui il meccanismo si è inceppato per evitare che possa ricapitare e magari avere conseguenze diverse. Tempo addietro avevo chiesto che il referente del servizio fosse individuato in una persona diversa dagli autisti. La risposta da parte dell’Assessore è stata che chi meglio di un autista ha il polso di quello che capita sulle strade? Perfettamente d’accordo. Ma cosa succede se tale autista è malato e non esiste una lista di contatti condivisa con i colleghi? Chi avvisa i miei genitori se io autista di Manesseno sono fuori comune per servizio? E poi io autista di vecchia generazione potrei non usare chat perché non credo nel progresso …e allora che si combina?

Personalmente ritengo che la soluzione , proprio per quanto accaduto, sia individuare in un dipendente comunale il ruolo di referente in grado di gestire i rapporti fra autisti e famiglie, e, quindi, fra Amministrazione e Ditta appaltatrice, una persona che conosca il territorio e sappia comunicare alla Ditta le necessità del proprio territorio in modo da ritagliare un servizio il più calzante possibile per i nostri bambini.

*Elena Viola è Capogruppo in Consiglio Comunale per il Comitato Indipendente per Sant’Olcese

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