Mamma son tanto infelice…

Di Chiara Ferraris*

Mamma.
Sarò sincera. 

Alcuni ricordi nitidi non sono dei più rosei. 

Ricordo, ad esempio, un bellissimo vestitino con i fiorellini che vedemmo in un negozio,dove andammo un giorno a comprare delle magliette estive. Ci lasciai proprio le bave sopra. Ma tu dicesti che era troppo costoso, che eravamo li per le magliette. 

Ricordo poi la volta che ti sei arrabbiata come un ciclone perché avevo risposto male a un insegnante. 

E quando mi dissi “no tu stasera non esci” e io te lo richiesi e richiesi e richiesi e tu no no e ancora no.

Poi “tu a fare quella cosa ci vai e basta” e io piansi piansi e piansi e tu no ci vai ci vai ci vai.

Ricordo la rabbia che ho provato nei tuoi confronti, la gelosia per le volte che avrei voluto la tua più completa considerazione, l’impossibilità di capire le tue risposte alle quali, io, mi davo spiegazioni del tipo “non ci sono spiegazioni”.

Abbiamo litigato per tutto, da un certo punto in avanti, per la scelta della scuola, del ragazzo, degli amici, dei vestiti e del colore dei miei capelli. Eri la prima a dirmi no e la prima seduta al mio fianco ogni volta che mi ritrovavo a terra. La prima a dirmi”te lo avevo detto” insieme a “adesso vediamo come fare”. Ti guardavo da distante e mi chiedevo come fosse possibile che quell’odore lì, l’odore di latte miele e biscotti che sempre ho annusato su di te, non cambiasse mai mentre tu eri così diversa dalla mamma di quando ero bambina. 

E adesso è un attimo. Apro bocca e neanche me ne accorgo, le parole che mi escono rivolte ai miei figli sono le tue,le stesse, identiche. Persino l’inflessione della mia voce si piega come la tua, che ricordo chiaramente come se mi avessi sgridata pochi minuti fa.

Non è un riflesso, no. C’È dietro un ragionamento, notti passate a pensare, confronti con mio marito, qualche libro di pedagogia, ma i risultati infine sono quelli lì: I no rimangono no, le scelte dei genitori molto spesso i figli non le capiscono e ti guardano arrabbiati anche se dentro di te quel no risuona come un “ti sto aiutando -spero- a diventare un adulto migliore”.

Per cui, no.

La mamma non è solo la coccola e le braccia sempre aperte. A volte è incomprensione, scontro, un mondo che pare vecchio di cent’anni. È crescita. È maturare e scoprirlo tardi, quando ormai sembra difficile dire ” sai, avevi ragione tu”.

E allora oggi Grazie alle mamme che sono coerenti, che fanno fatica ma sanno ancora dare la visione giusta delle cose anche se i figli la reputano la peggiore possibile. Grazie ai conti di fine mese che non tornano mai e che obbligano a fare delle scelte, a voi e ai vostri figli. Grazie alle mamme che, anche davanti ai conti che tornano, decidono di porre limiti, di proporre alternative, di essere saggie. Grazie a quelle donne stanche che non demandano agli altri la vita e l’educazione dei propri figli, a costo di litigare per l’ennesima volta e sentirsi un mostro. Grazie a quelle donne che mamme non sono, ma riescono a esserlo per la facilità con cui diventano segnapasso nella vita di altri, con la stessa intransigenza di una madre. Grazie alla mia, di mamma, per tutte le volte che mi ha resa momentaneamente infelice per aiutarmi a diventare, adesso, una persona consapevole .

*Chiara Ferraris, scrittrice, insegnante, figlia, madre.

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